sabato 28 febbraio 2009

Delitti da mille e una notte - John Dickson Carr



Prendete un museo londinese dedicato all'arte orientale. Prendete un cadavere rinvenuto in una carrozza d'epoca esposta al suo piano terra, ucciso da un pugnale persiano rubato proprio da una teca del museo stesso. Prendete un macabro e bizzarro scherzo che un gruppo di persone decide di giocare ad un personaggio all'interno del museo la notte stessa dell'omicidio. Prendete tre ispettori di polizia che, seduti attorno al tavolo di una biblioteca, raccontano a posteriori l'intera vicenda, dando ognuno la sua versione dei fatti, contornata dagli indizi raccolti, dagli interrogatori svolti e dai segreti scoperti. E infine prendete il criminologo Gideon Fell (noto agli appassionati di Carr), che, seduto allo stesso tavolo, dopo aver udito i tre "racconti nel racconto", svelerà, nelle ultime pagine e con la sua solita incredibile arguzia, l'intero mistero.
Otterrete così Delitti da mille e una notte, un' altra geniale perla di giallo classico firmata da John Dickson Carr. Un giallo in cui le atmosfere gravide d'incubi tipiche dei romanzi dell'autore si mescolano a quelle orientaleggianti che si respirano nel tetro museo in cui il delitto viene compiuto. Ma soprattutto un giallo che gioca, più che sullo scatenarsi della suspense (come in L'arte di uccidere mi viene da pensare), sulle dinamiche stesse del giallo, gli indizi nascosti, le tracce scoperte, il gusto dell'indagine, le deposizioni inattese e gli interrogatori che sembrano non collimare mai, fino alle ultimissime pagine, quando, con un colpo di scena, Gideon Fell getterà luce sul mistero.
In conclusione, un giallo geniale e intelligentissimo col quale finirete per scervellarvi. Quanto a me, sono contentissima, dopo l'infelice parentesi di La casa, di aver ritrovato il Carr che conoscevo!

Articolo di Dolceluna

venerdì 27 febbraio 2009

Una sottile linea scura - Joe R. Lansdale


Rispetto a quella del bellissimo In fondo alla palude la storia di fondo di La sottile linea scura mi ha presa un po' meno, anche se ho gradito il giusto mix di thriller e romanzo di formazione. A mio avviso, però, i punti davvero forti del romanzo, che ho trovato in In fondo alla palude e riscoperto qui, restano:

-La caratterizzazione dei personaggi, non solo del protagonista, ma anche di tutti gli altri, dai principali ai secondari (perfino Nub, il cane, piccolo ma coraggioso, determinato e fedele al padrone fino all'ultimo ): te li vedi davanti agli occhi nei loro gesti, nelle loro azioni, splendidamente descritte, ciascuno col suo modo di essere, di rapportarsi agli altri, di giudicare i fatti della vita.

-La descrizione delle atmosfere tipiche di un altro tempo: diversamente da altri scrittori Lansdale dimostra di non aver bisogno di descrizioni nei minimi dettagli per ricreare lo stile di vita, le abitudini, i sapori di un tempo. Ci riesce benissimo e in maniera semplice, in poche frasi, con pochi elementi.
In sostanza una scrittura semplice ma evocativa, di buon gusto.

Un'altra cosa che mi è piaciuta di Una sottile linea scura è il finale, che lascia il mistero non del tutto risolto dimostrando come molto spesso, anche su fatti tangibili, concreti, della vita, sia difficile ricostruire la verità oggettiva, assoluta.
E bravo Lansdale! So che ha scritto molti altri romanzi, da parte mia non credo di fermarmi qui.

Articolo di Dolceluna

Altri dati

Formato: Tascabile
Pagine: 300
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione 2006
Codice EAN: 9788806185008
Traduttore: L. Conti

giovedì 26 febbraio 2009

Il gioco di Gerald - Stephen King


Diversamente dai romanzi di alcuni autori, quando comincio un nuovo romanzo di Stephen King, ho come l'impressione di camminare alla cieca, di giocare un terno al lotto...non ho idea se alla fine potrò dire di essermi letta un buon libro (come nel caso di Carrie, di Gli occhi del male oppure di Pet Sematary, magari meno conosciuto eppur bellissimo), un libro più che accettabile ma parzialmente riuscito (come Mucchio d'ossa) o un libro da dimenticare...e purtroppo Il gioco di Gerald rientra nel terzo caso.
Non che avessi chissà quali aspettative, intendiamoci, ma questa volta King mi ha davvero delusa.

Innanzitutto in questo romanzo più che in altri emerge senza pietà il difetto principale dell'autore, ovvero l'incapacità di accordare al romanzo un ritmo sostenuto, rapido, mediante il buon bilanciamento di parti "descrittive" e parti "d'azione". Qui il 90% della storia è ambientato in una stanza dove una donna cerca di liberarsi dalle manette con cui il marito l'ha segregata al letto, tra incubi, deliri e vecchi ricordi (tra l'altro con tematiche ed elementi già incontrati in altri romanzi di King, quali l'incesto, l'eclissi, ecc..) ...tutto qui, il ritmo è lagnoso, pesante, lento, stancante.
Seconda cosa, i personaggi, reali o meno...ben delineati alcuni, ma alla fine si fatica a comprendere il nesso che esiste fra di loro (nonchè, di conseguenza, cosa sia effettivamente accaduto!).
Terza cosa, non meno importante delle altre..il finale! E' bello quando un libro, al di là di ciò che c'è in mezzo, si chiude in modo chiaro e risolutivo..ma qua, ahimè, non si capisce come e perchè il romanzo si chiuda in questo modo, ho fatto varie interpretazioni ma nessuna mi ha soddisfatta. Forse l'intento di King era proprio questo, far leggere al lettore ciò che egli voleva leggere senza fornire una verità assoluta, ma in questo caso non l'ho apprezzato, preferisco che anche nelle mie interpretazioni ci possa essere qualcosa di comprensibile per trarre vero piacere dalla lettura.
In conclusione le cose che salvo in Il gioco di Gerald sono solo due: lo stile (perchè in ogni caso King sa scrivere molto bene) e la figura del cane randagio ben affamato, particolarmente inquietante. Ma quanto a tutto il resto, ahimè, l'autore ha scritto sicuramente romanzi migliori.

Articolo di Dolceluna

Dettagli del libro

* Titolo: Il gioco di Gerald
* Autore: King Stephen
* Traduttore: Dobner T.
* Editore: Sperling & Kupfer
* Data di Pubblicazione: 2002
* Collana: Super bestseller
* ISBN: 8882743489
* ISBN-13: 9788882743482
* Pagine: 367

martedì 24 febbraio 2009

Corpi Freddi - Kathy Reichs


Sicuramente un buon thriller questo mio primo (e dicono migliore) romanzo di Kathy Reichs. Nulla di originale nella storia (un'antropologa forense improvvisata detective per fermare un pazzo assassino che fa a pezzi le sue vittime) ma la lettura scorre via che è un piacere.
Ottimamente caratterizzata la figura della protagonista, Tempe Brennan, una donna forte, tenace, in perenne lotta coi fantasmi del passato (quelli di un matrimonio fallito e della caduta nel vortice dell'alcolismo) e con le presenti opposizioni "maschiliste" dei capi della polizia, che paiono prendere con le pinze la sua tendenza a investigare, per poi ricredersi alla fine..insomma, una figura decisamente forte, coraggiosa, che ragiona e agisce con intelligenza e arguzia, riuscendo, alla fine, a vincere su tutti, assassino compreso.
Punti negativi?
Un po'noiose le descrizioni delle azioni di laboratorio della protagonista stessa nonchè dei risultati dei suoi studi sulle ossa umane (ma d'altronde credo derivi da una deformazione professionale, la Reichs stessa è un'antropologa forense), comunque alternati sempre a godibili momenti di pura suspense, cosicchè la lettura resta sempre e comunque veloce e piacevole; inoltre, avrei preferito, come un po' in tutti i romanzi di questo genere, che l'assassino fosse uno dei personaggi della vicenda e non un "esterno", ma, tralasciati questi piccoli dettagli, il bilancio della lettura resta più che buono. Brava Reichs!

Articolo di Dolceluna

Dettagli del libro

* Titolo: Corpi freddi
* Autore: Reichs Kathy
* Editore: Rizzoli
* Collana: Scala stranieri
* ISBN: 881767107X
* ISBN-13: 9788817671071
* Pagine: 466
* Reparto: Narrativa straniera


domenica 22 febbraio 2009

Lo sguardo di uno sconosciuto - Karin Fossum


Era da parecchio tempo che non leggevo un libro così coinvolgente, poco più di 300 pagine finite praticamente in 24 ore... e considerato che ieri ho finito anche il secondo romanzo della trilogia di Larsson, la cosa sembra strana... Eppure questo libro mi ha presa, dalla prima all'ultima pagina, portandomi a trascurare l'altro!
Da questo romanzo è stato tratto il recente film "La ragazza del lago" che ha avuto un enorme successo (personalmente non l'ho visto e so per esperienza che non mi piacerebbe quanto il libro, non fosse altro che per l'ambientazione decisamente diversa).
In un piccolo villaggio norvegese, classico posto dove tutti conoscono tutti, scompare una bimba di sei anni; per seguire il caso arriva da Oslo l'ispettore Sejer che - cercando di ritrovare le tracce della piccola - si ritrova tra le mani il cadavere di Annie, una ragazza di 15 anni, che viene ritrovata nuda ma ben ricomposta, sembra quasi sia stata trattata con affetto..... Cosa si nasconde dietro tutto ciò?
Scavare nel passato e nei segreti del piccolo centro non si rivela affatto facile, ma il risultato è un thriller psicologico davvero avvincente, i cui personaggi sono descritti con precisione, a cominciare dalla bambina da cui tutto ha inizio, fino a quello che è considerato quasi lo scemo del paese; lo stesso vale per il paese, le strade,i boschi...... Sembra di vedere, con la massima precisione, tutto quel che viene descritto svolgersi davanti agli occhi di chi legge.....
Semplicemente da leggere.

Articolo di Sharmas

ALTRI DATI
Formato: brossura
Editore: Frassinelli
Pagine: 304
ISBN: 9788860611864


sabato 21 febbraio 2009

Per cosa si uccide - Gianni Biondillo


Brillanti dialoghi e precisa ambientazione

Divertente e dal ritmo incalzante questo primo romanzo di Gianni Biondillo. Romanzo, tra l'altro, che io classificherei sotto l'etichetta da me stessa coniata dei "gialli non gialli", ovvero di quei gialli che giocano, più che su una trama puramente gialla, ruotante attorno all'asse di delitto- indagine (qui infatti quasi completamente assente)-risoluzione, sulla caratterizzazione piscologica e non dei personaggi e su un'ambientazione particolare.
E infatti l'ambientazione di Per cosa si uccide, ovvero la periferia milanese, appare qui ben connotata, a volte in maniera un po' forzata (attraverso la continua ripetizione di luoghi e paesi realmente esistenti), come se l' intento principale dell'autore fosse quello di ricostruire un mondo preciso, con il suo popolo e le sue atmosfere, più che di fornirci una classica storia gialla. Insomma, un giallo non propriamente fine a se stesso, ma comunque gradevole e ben scritto, soprattutto nelle parti dialogate: brillanti i botta- risposta tra il protagonista, l' ironico ispettore Ferraro, e il suo compare, l'apparentemente ingenuo commissario Lanza; ammirevole e ben riuscito l'intento dell'autore di riprodurre il parlato di vari personaggi secondari, dal milanese della sciura al siciliano del fruttivendolo passando per l'emiliano dell' imprenditore sospettato: conferisce alla vicenda un'effetto di maggiore realismo e rende più variegato ed eterogeneo, quale effettivamente è, il tessuto linguistico e sociale della città meneghina.
Nì invece alla struttura del romanzo, che ci presenta quattro diversi casi divisi in quattro capitoli, l'ultimo dei quali riprende alcuni elementi degli altri tre: avrei preferito leggere e seguire un'unica vicenda.
Il risultato resta comunque quello di un piacevole romanzo.

Articolo di Dolceluna

Altri dati

Formato: Brossura
Pagine: 285
Lingua: Italiano
Editore: Guanda
Anno di pubblicazione 2004
Codice EAN: 9788882466527

giovedì 19 febbraio 2009

Atto d'amore - Joe R. Lansdale


“Ho scritto Atto d’amore perché ero arrabbiato, arrabbiato per il fatto che tanta attenzione fosse rivolta agli psicopatici e agli assassini, e nessun interesse sfiorasse le vittime.”
Joe R. Lansdale

Lansdale
non sbaglia un colpo. Mai. Tutti i suoi quattro romanzi da me letti finora hanno soddisfatto pienamente o quasi la mia sete di macabro che cerco in libri del genere, quasi una garanzia di qualità.

Stavolta siamo negli anni 60 del Quinto distretto di Houston, dove un moderno Jack lo Squartatore, denominato Il Macellaio (e già solo il soprannome è tutto un programma!) si diverte a fare a pezzi giovani donne di colore: il nero Marvin Hanson e il bianco Joe Clark, coppia per me nuova nei romani del texano, sono chiamati ad indagare.
Questo è il primo romanzo scritto da Lansdale, ed effettivamente un po' si sente: confrontandolo col bellissimo In fondo alla palude, per esempio, ci si accorge facilmente che alcuni temi centrali nella sua produzione, e che tali sarebbero dovuti risultare anche in questo romanzo (come quello del razzismo), restano un po' in superficie così come la psicologia di alcuni personaggi fondamentali (anche questa ben tratteggiata in altri lavori) viene solo abbozzata.
Insomma, nell'ammasso di sangue e brutalità si sente un tocco di acerbo, di non pienamente lavorato. Ma nonostante ciò l'autore ci regala una caccia alla belva inquietante e tesa in un crescendo di suspense, fino alle ultime 60-70 pagine che sono davvero da cardiopalma.
Forse non consiglio Atto d'amore ai lettori che si avvicinano a Lansdale per la prima volta, ma la stoffa del grande scrittore c'è, è dietro quelle pagine ma sta emergendo e chi lo conosce per altre letture non faticherà a rendersene conto.
Bravo Joe, mi hai rapita anche con questo tuo esordio...e anche stavolta, l'assassino l'ho scoperto prima io del tuo Hanson!

Articolo di Dolceluna

Altri dati

Formato: Tascabile
Pagine: 254
Lingua: Italiano
Titolo originale: Act of Love
Lingua originale: Inglese
Editore: Fanucci
Anno di pubblicazione 2005
Codice EAN: 9788834710180
Traduttore: Giancarlo Carlotti

mercoledì 18 febbraio 2009

News: Kay Scarpetta - Patricia Cornwell

Patricia Cornwell ritorna con una nuova, straordinaria indagine. Questa volta Kay Scarpetta è alle prese con un uomo affetto da nanismo, accusato dell'omicidio della sua ragazza. Ma è veramente lui l'assassino?

Sfogliate il primo capitolo portando il cursore il basso a destra del libro e cliccandoci due volte col mouse :)



Listino € 20,00
Editore Mondadori
Collana Omnibus stranieri
Anno 2009
Pagine 478
Lingua Italiano
EAN 9788804583363

martedì 17 febbraio 2009

Confronto incrociato: DEAVER / CONNELLY / CHILD


Confronto incrociato

JEFFERY DEAVER con il ciclo di Lincoln Rhime
MICHAEL CONNELLY con il ciclo di Harry Bosch
LEE CHILD con il ciclo di Jack Reacher

IL GENERE

JEFFERY DEAVER
Thriller psicologico

MICHAEL CONNELLY
Detective story

LEE CHILD
Action – thriller

L’ AMBIENTAZIONE

ciclo di Lincoln Rhime
Chicago.
L’ abitat di Lincoln Rhime è il suo studio, un laboratorio scientifico super-attrezzato e all’ avanguardia. Il protagonista è statico, impossibilitato com’è nei movimenti da un’ invalidità fisica che lo costringe sulla sedia a rotelle, bloccato dalla quarta vertebra in giù.

ciclo di Harry Bosch
Los Angeles
Il detective si divide tra il suo ufficio nella squallida divisione Hollywood di Los Angeles e le strade tormentate di una città ormai degradata e disillusa.

ciclo di Jack Reacher
la strada è il dominio di Jack Reacher.

LO STILE

JEFFERY DEAVER
Deaver si dimostra sempre analitico, meticoloso, particolarmente attento al dettaglio.
E’ autore di trame ragionate e studiate con cura: il “ragionamento” è il tratto essenziale dei suoi romanzi
Ogni passaggio è guidato da una logica sottile, niente è lasciato al caso, tutto è riconducibile ad una ratio finale.
Deaver gioca a carte scoperte, accompagna il lettore fin dove può arrivare, lo sfida, lo manda fuori strada, lo guida senza mai lasciarsi anticipare, sempre un passo avanti… pronto a regalare il brivido finale!

MICHAEL CONNELLY
Connelly è un perfezionista, “troppo” o “troppo poco” non gli si addicono, ma ogni elemento è dosato in modo sapiente, la lettura risulta quindi molto scorrevole e avvincente, mai appesantita, con picchi altissimi. Le trame sono ben costruite e mai scontate, l’ intreccio è preciso e i personaggi diventano facilmente parte dell’ immaginario del lettore. Connelly è un autore convincente sotto ogni punto di vista , è una garanzia di qualità, è una bomba ad orologeria…l’ epilogo: BANG!!!

LEE CHILD
Una miscela esplosiva di azione e adrenalina! I suoi romanzi sono aggressivi, impertinenti, duri.
Le trame impervie, coinvolgenti proseguono spedite nella corsa verso le battute finali, trascinano il lettore in un sottobosco di legalità, dove l’ uomo si fa giudice e giustiziere, dove la legge non conta, le regole si infrangono, la moralità non esiste…ma esiste un obbiettivo, un bersaglio, uno scopo e nient’ altro.

PERSONAGGIO

Lincoln Rhime
Deaver si mette in gioco per la prima volta nella storia del thriller con un personaggio come Lincoln Rhime, un tretraplegico scontroso, saccente, con tendenze suicida…un personaggio a dir poco inusuale, che rifugge ogni stereotipo.
Rhime è puro intelletto, privo di un corpo.

Harry Bosch
Al contrario, Bosch è un personaggio per certi versi un po’ stereotipato, ma tuttavia estremamente interessante, nei suoi abiti stropicciati, nell’ atteggiamento da disilluso, nella sua tempra forte di uomo provato dalla vita e ancora braccato dai fantasmi di una guerra assurda, che ha vissuto in prima persona in Vietnam e che adesso sopravvive dentro di lui, addizionandosi alle brutture che ogni giorno la sua Città degli Angeli vive e subisce nel degrado avanzante della società intera.

Jack Reacher
Jack Reacher, ex militare, uomo di strada, giustiziere ramingo, che non conosce più legge, se non la sua, un uomo forte, rude, senza scrupoli, che si fa largo a calci e pugni per ottenere giustizia e dare voce alle vittime che non possono più parlare.


IL PUNTO DI FORZA

JEFFERY DEAVER
La chiave di volta è il ragionamento.

MICHAEL CONNELLY
La capacità di disseminare le tessere e ricomporre il quadro finale con magistrale bravura.

LEE CHILD
L’ azione, le scene ad impatto, l’ adrenalina.

Conclusioni

Personalmente non riuscirei a fare una classifica o un indice di gradimento dei tre autori, ma spero di avervi fornito qualche elemento per valutare da voi le diversità\affinità che esistono tra di essi e sulla base di queste…nel dilemma, decidere di leggerli tutti e tre da cima a fondo…come me!!!!!! :)


Articolo di Ladyeder

domenica 15 febbraio 2009

La città perfetta - Petrella Angelo



Sanguetta, Chimicone e l’ispettore Tremalaterra alias Americano sono i tre personaggi principali intorno ai quali ruota la trama fittissima di questo romanzo .
Il romanzo parte da un episodio che accade il 1 Maggio 1988 nei bagni dello stadio San Paolo di Napoli, durante la partita Napoli – Milan finita con la vittoria della squadra lombarda per 3 a 2 con conseguente addio ai sogni di scudetto dei partenopei , e le vicende si estendono per alcuni anni fino ad arrivare all’anno 1993 .
Da quel giorno i tre pro/antagonisti sono immischiati in una trama a dir poco complicatissima , caratterizzata da un intrigo entusiasmante tra poliziotti corrotti , camorristi informatori, giovani studenti rivoltosi, occupazioni studentesche della Pantera, ma anche lo spaccio per i vicoli dei Quartieri Spagnoli e la guerra di Camorra, tutto in uno scenario storico politico agghiacciante ,difatti siamo agli inizi degli anni novanta con la grande svolta nella politica italiana avvenuta con Tangentopoli.

Sono anni di morti ammazzati , di attracchi di boat carichi di droga e di armi , di operai che fanno picchettaggio all’ex Italsider , di molotov e scontri in piazza.
I tre personaggi così diversi ma allo stesso tempo cosi uguali: l’Isp. Tremalaterra alias Americano è uno sbirro, anzi è un agente della DIGOS, un tipo sanguigno, istintivo, duro e violento oltre a cocainomane e alcolizzato, che conosce i metodi per muoversi tra i camorristi e per affrontarli; Chimicone che è più “rosso” del suo sangue , per lui il mondo è sempre diviso tra gli amici e i nemici , bianco o nero , nessuna sfumatura. Per lui è necessaria sempre la lotta armata per cambiare lo stato delle cose mentre la corruzione copre i politici cittadini . Sanguetta è un ragazzino che per “campare” spaccia droga nei quartieri spagnoli , senza scrupoli e assai determinato riesce a far parte del clan reggente dei quartieri a cui fa capo il Saracino , fino a diventare un capozona molto influente. Un novello Tony Montana tra montagne di coca e zoccole.
Le tre vite si intrecciano più volte tra intercettazioni , scontri e manganellate allo stadio e nelle piazze.

Un romanzo agghiacciate e da leggere assolutamente. La frase che può riassumere in poche parole l’intera crudezza del romanzo è
Napoli è rigida come un cadavere, ma nessuno si decide a seppellirla”.



Articolo di Tommy

Altri dati

Formato: Rilegato
Pagine: 507
Lingua: Italiano
Editore: Garzanti Libri
Anno di pubblicazione: 2008
Codice EAN: 9788811686453


venerdì 13 febbraio 2009

La casa dei segreti - Gerri Brightwell



Ho sentimenti contrastanti nei confronti di questo libro. Vediamo innanzi tutto cosa "non è".
Non è un thriller terrificante come scritto in copertina.
Non è, come riportato in quarta, un romanzo che sovverte i canoni del thriller tradizionale: e perchè dovrebbe?
Non è affatto un giallo tradizionale "ad enigma" in stile Anne Perry o Kate Ross (per rimanere nel campo di autori contemporanei che scrivono gialli vittoriani).
Non è neanche un thriller che unisce la ricerca dell’assassinio all'intrigo politico come "La terza verità" di Andrew Pepper.
E neppure racconta le gesta di qualche serial-killer realmente esistito tipo "Jack lo Squartatore" di Robert Bloch o le gesta di qualche suo emulo letterario.
Piuttosto è un libro che rientra a tutti gli effetti in quel movimento in auge in Inghilterra che si riconosce nel romanzo neo- vittoriano e che negli ultimi 10-15 anni ha generato ottimi libri quali "Il significato della notte" di Michael Cox o "Ladra" di Sarah Waters, senza per altro raggiungere il livello di queste due opere. Un libro che riprende piuttosto le classiche ambiguità dei personaggi nonchè le atmosfere e le tematiche tipiche dei melodrammi dell'800 vittoriano alla Wilkie Collins (con molti dovuti distinguo).
Questo non significa che sia un brutto libro, tutt'altro. Non è scritto male, l'atmosfera opprimente della casa e i personaggi, quasi tutti odiosi, che vi abitano sono descritti in maniera efficace tanto che si è portati a detestarne (giustamente) circa l'80%. Il crescendo, dopo una partenza, a dire il vero piuttosto lunga e un po' lenta tipica di questo genere di romanzi è ben condotto. Diciamo che si tratta di un libro per gli amanti di un certo "genere, mentre chi preferisce un thriller vero e proprio, con killer sanguinari, diabolici assassini e profusione di cadaveri ho il timore che corra il rischio di rimanere un po' deluso.

Articolo di Allanon

Autore: Gerri Brightwell
Titolo originale: The dark lantern
Editore: Newton Compton

Collana: Nuova narrativa Newton
Pagine: 327
ISBN: 978-88-541-1305-3
Data pubblicazione: gennaio 2009
Prezzo: euro 12,90


giovedì 12 febbraio 2009

Meridiano di sangue - Cormac McCarthy


La prima cosa che ho fatto dopo aver finito di leggere questo libro è stata il benedire Cormac McCarthy per averlo scritto!
Meridiano di sangue” è uno dei libri più belli, intensi e crudeli che io abbia mai letto nella mia vita, un vero e proprio gioiello. McCarthy (che ricordo aver vinto il premio Pulitzer nel 2007 per il suo romanzo “La Strada”) ha compiuto un lavoro egregio, forse senza precedenti, nel quale viene esaltata la sua straordinaria capacità narrativa.
La vicenda si svolge nelle zone di confine tra Stati Uniti e Messico, in quelle terre bollenti e maledette che portano il nome di Texas, New Messico e Louisiana. Terre che il nostro scrittore ama alla follia, senza alcun ritegno, e che gli danno modo di manifestare tutta la sua illuminante bravura. Paesaggi, tramonti, deserti e piccole cittadine che McCarthy descrive in ogni loro aspetto, nel bene e nel male, trovando nella scatola magica della sua mente un’infinità di metafore evocative e mai fuori posto.
Penso stia proprio qui il punto forte di “Meridiano di sangue”, l’amore che l’autore nutre per i suoli raccontati. Sì, ne sono convinto. Perché questo, prima di essere un romanzo che parla della vita nel vecchio west, è un concentrato di passione per i colori, le sfumature, le luci e le ombre di terre che tutti noi abbiamo imparato a conoscere grazie alla cinematografia d’annata.
McCarthy sembra quasi ossessionato da questo legame, tanto da essere come costretto a concentrarsi anche sul dettaglio più insignificante, che però lui, grazie alla sua penna divina, riesce a trasformare in qualcosa di grandioso. Questo il fulcro del romanzo, questa la sua arma migliore.

Chi legge viene preso per i capelli e portato nelle terre in cui si srotola la trama, senza alcuna cattiveria. Il flusso di parole è tale da lasciare senza fiato, incollati alle pagine, alle calcagna del gruppo di cacciatori di scalpi che sta al centro della storia e che, senza pietà, compie il suo cammino su queste terre desolate, tra bagordi, stragi allucinanti e atti di violenza che hanno ben poco di umano.
Violenza che lo scrittore usa per infilarsi nell’anima e descriverne ogni piega, ogni imperfezione, ogni buio risvolto. Violenza che va a braccetto con i paesaggi desolati che si incontrano lungo il tragitto, e che viene largamente sfruttata per narrare un’umanità allo sbando, senza legge e senza ragione.
Meridiano di sangue” è un libro crudo ma semplice da decifrare, brutale, fluido ed estremamente gradevole, nonostante i litri e litri di sangue versati sulle sue pagine. Questa la magnificenza dell’autore, ovvero la sua straordinaria capacità di dare in pasto al lettore un boccone amarissimo, che a volte risulta quasi essere fastidioso a causa della smania usata per descriverne il contenuto, ma che in un qualche modo si riesce a digerire senza troppo lamentarsi.
Consiglio a tutti di leggere quest’opera divina, perché è di questo che si tratta. “Meridiano di sangue” è la faccia oscura di una medaglia che noi abbiamo sempre osservato senza mai girarla. L’orrore narrato è orrore puro, reale, e proprio per questo riesce ad insinuarsi nelle vene del lettore e andare immediatamente a colpirne il cuore.

Meridiano di sangue” non lascia scampo, ti prende e costringe ad immergerti in un universo fatto di povertà, sangue, fughe e inseguimenti selvaggi, nella speranza di vedere una nuova alba rischiarare il cielo…


Articolo di Deathline

Dettagli del Libro

Autore: McCarthy Cormac
Editore: Einaudi
Genere: letterature straniere
Collana: Einaudi tascabili
ISBN: 8806149393
ISBN-13: 9788806149390
Data pubblicazione: 1996


mercoledì 11 febbraio 2009

La cattedrale del mare - Ildefonso Falcones



La mia opinione su questo romanzo, La cattedrale del mare, di Falcones è quella di un libro buono ma un po' troppo sopravvalutato.

Mi spiego meglio. La vicenda è avvincente, l'azione e la storia hanno grande spazio e apprezzabili sono le descrizioni della Barcellona medievale che, alla fin fine, risulta la vera protagonista del romanzo stesso, con le sue vie, le sue piazze, le sue abitazioni, le sue attività e, chiaramente, la bella Cattedrale del Mare attorno alla quale ruota la vita del protagonista Arnau (o così Falcones vuole far credere, in realtà, a posteriori mi chiedo: "E' davvero così? ).
Apprezzabili sono anche le descrizioni dei quelle credenze, usanze, pregiudizi tipicamente medievali e che finiscono per determinare molto spesso in maniera funesta la vita dei personaggi, primi fra tutte le donne .. tra l'altro pare che dietro alla scrittura di Falcones ci siano studi e studi e che nulla sua inventato, eppure devo ammettere che l'ignoranza di quel tempo mi ha molto sorpresa e incuriosita. Sono stata contenta di aver letto un nuovo romanzo ambientato in questo periodo storico, ne sapevo, ma non così tanto.

In sostanza, il fascino di uno spazio suggestivo ben delineato e di un tempo antico e lontanissimo da noi in mentalità e usanze si sente e si apprezza pure.

Ma ci sono alcune cose che a mio avviso non vanno.
Innanzitutto la lunghezza, data dalla ripetitività di alcune azioni e scene (ovviamente su personaggi diversi): in genere difficilmente apprezzo i libri-mattoni a meno che la loro lunghezza non sia dovuta al desiderio di raccontare qualcosa di nuovo o sia funzionale ad altro. Qui mi pare solo finalizzata ad allungare un po' il romanzo, che appunto, alla lunga diventa un po' troppo ripetitivo.
Arnau, il protagonista, è ben caratterizzato da ogni punto di vista, ce lo si figura facilmente sotto agli occhi. E si arriva pure ad amarlo per la sua forza, per il suo coraggio, per il suo animo buono e fiero. Ma lo stesso non si può dire degli altri personaggi, e perchè? Sono decisamente troppi e l'autore non ha modo di approfondirli abbastanza (alcuni, tra l'altro, risultano poco credibili e contradittori in ciò che fanno, Joan fra tutti!).
Allo stesso modo Falcones non riesce ad approfondire bene alcuni temi importanti che comunque "tocca" più volte, primo fra tutti l'amore (vero, corrisposto) al quale avrebbe potuto dare decisamente più spazio. Viceversa spazio avrebbe potuto togliere a quelle parti in cui si sofferma su azioni e gesta di re e principi medievali. A che servono? Danno un tocco di credibilità alle vicende narrate, dimostrando che la storia è stato il punto di partenza dell'autore, ma risultano noiose.

In conclusione ho avuto l'impressione che Falcones volesse creare un capolavorone pieno di tutto, un tutto che poi non ha potuto approfondire come avrebbe voluto. Sicuramente una lettura piacevole per un libro più che discreto, ma nulla di più.

Articolo di Dolceluna

Titolo: La cattedrale del mare
Autore: Falcones Ildefonso
Dati: 642 p., rilegato
Prezzo: € 19,60
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Titolo originale: La Catedral del mar
Traduzione: Roberta Bovaia

EAN: 9788830424296

martedì 10 febbraio 2009

La chimica della morte - Simon Beckett


Sam aveva ragione. Aveva detto che il corpo era alato, ed era la verità. Nella carne sui due lati della colonna vertebrale erano stati incisi due tagli profondi. In essi erano state conficcate
bianche ali di cigno, che facevano sembrare il corpo quello di un angelo caduto, in decomposizione
.”

Non potete immaginare quanto mi sono gustata questo libro ...assolutamente fantastico! Nessuna trama inutilmente complessa, niente FBI in azione frenetica o indagini macchinose di poliziotti dalla pistola perennemente in mano, in altre parole, nessuna "americanata". Un bel giallo semplice ma raffinato, carico di suspense e di atmosfera, con il classico assassino che ti puoi trovare dietro alla porta da un momento all'altro.
E da questo punto di vista l'ultimo terzo del libro è un vero capolavoro...paura, paura, questo è quello che cerco io in un romanzo di questo genere, e questo mi ha pienamente soddisfatta!
Forse mi sarebbe piaciuto che Beckett approfondisse un po' il significato psicologico di alcuni dettagli solo apparentemenete insignificanti (come gli animali morti trovati dentro alle vittime), forse un po' prevedibile, anche se non scontato, è stato l'assassino e un poco plausibili alcune risoluzioni finali, ma il risultato complessivo perdona ogni cosa.
In una parola: OTTIMO.

Articolo di Dolceluna

Altri Dati

Autore/i: Simon Beckett
Editore: RL Libri
Collana: Superpocket. Best thriller
Formato: Libro, tascabile
Data di pubblicazione: 2008
Pagine: 446
ISBN: 8846208870
ISBN 13: 9788846208873

lunedì 9 febbraio 2009

Speciale – NEBBIA GIALLA SUZZARA – 3A EDIZIONE (31 gennaio – 1 febbraio ’09)



Tra le manifestazioni dedicate al noir ed al thriller in generale sempre maggior importanza sta assumendo il NEBBIA GIALLA FESTIVAL, oramai arrivato alla sua terza edizione.

Inutile negare che oramai il territorio Mantovano è diventato, con mio estremo vanto, la capitale Italiana del giallo, il classico “paese dei balocchi” per noi amanti del romanzo a tinte forti.

Il killer Mantovano non poteva mancare all’evento come inviato Corpi Freddi, per cercare di assorbire gli umori, le ultime notizie e perché no qualche scoop dalle dirette parole dei protagonisti; protagonisti di tutto rispetto come Massimo Carlotto, Patrick Fogli (di cui presto pubblicheremo anche un intervista ndr), Paolo Grugni e l’affascinante e allo stesso tempo inquietante Barbara Baraldi.

clicca per ingrandire



Al mio arrivo in quel di Suzzara è già avviato il workshop con alcuni autori ed addetti del settore: in pratica tavolate dove scrittori, giornalisti ed appassionati si confrontano sulla materia gialla.

L’atmosfera è molto intima e cameratesca, è evidente fin da subito che non sarà difficile entrare in confidenza con gli altri partecipanti.

Mi avvicino timidamente allo staff di Milanonera.com e inutile dire che nel giro di breve il ghiaccio è rotto. Faccio la conoscenza con diversi validi collaboratori (tra cui la fantastica coppia Andrea – Francesca) che mi presenta al resto della combriccola; trovo Ambretta (davvero deliziosa vederla girare a destra e manca presentandomi come il killer Mantovano) e mi fermo a colloquio con il pazzo sciupafemmine Paolo Roversi: un mito assoluto!!!!
Inutile sottolineare quanto mi abbia fatto il piacere il corteggiamento serrato da parte dello staff per un eventuale collaborazione nel loro importante sito, oramai diventato un faro guida nel web per il nostro amato genere.

Un grande abbraccio pure con Paolo Grugni (l’autore di “Aiutami” presente pure al precedente raduno Corpi Freddi a Milano), si ricorda di me e dice che ci segue sempre su anobii.

Molto proficua e davvero piacevole la chiacchierata intrattenuta dal sottoscritto con Jacopo DeMichelis, Responsabile Editoriale Marsilio (su anobii Marsilio X); per intenderci cari amici è il Signore che ha portato nelle nostre case la trilogia di Stieg Larsson….e scusate se è poco.
Innanzitutto ci ha fatto i complimenti per il nostro gruppo di discussione (considerato dagli addetti in assoluto uno dei più vivi e fertili della community anobiiana) e per la bella iniziativa degli awards (è rimasto davvero compiaciuto del fatto che “Uomini che odiano le donne” abbia vinto questo neonato riconoscimento).

Abbiamo parlato del futuro della collana: ovvio che dopo l’uscita della Millenium Trilogy le aspettative dei lettori si sono decisamente innalzate e quindi la pressione è sentita maggiormente dalla casa editrice; direi comunque che non c’è il caso di preoccuparsi: mi ha fortemente consigliato dal catalogo “Pan” di Francesco Dimitri, una storia assolutamente originale ed alternativa che potrebbe affascinare una larga fetta della nostra community.

Pan di Francesco Dimitri


Tra le prossime uscite gialle nella collana occhi puntati sulla nuova promessa scandinava già paragonata ad autori del calibro di Larsson e Mankell.
Sto parlando di Camilla Lackberg e della sua opera d’esordio “The ice princess” (probabile traduzione italiana “La principessa di ghiaccio”) che vedrà protagonisti una giornalista e un giovane ispettore di polizia.

La cover e La bella scrittrice Camilla Lackberg




Ma arriviamo ORA AL VERO SCOOP DELLA GIORNATA ESCLUSIVO CORPI FREDDI BLOG!!!!
Molti di noi hanno gradito le opere dello scrittore scandinavo considerato in patria l’erede naturale di Stephen King: John Lindqvist: soprattutto il romanzo “Lasciami entrare” ha avuto enormi riconoscimenti da parte di critica e pubblico. Ricordo che del romanzo è pure uscita quest’anno una riuscita trasposizione cinematografica.
Bene bene…… v’informo che è’ atteso, probabilmente per l’anno corrente, il nuovo romanzo di John Lindqvist di cui Marsilio ha già acquisito per l’Italia i diritti MA LA NOTIZIA BOMBA ESCLUSIVA CORPI FREDDI E’ CHE, CON ALTISSIME PROBABILITA’, L’AUTORE SARA’ PRESENTE A MANTOVA PER L’EDIZIONE 2009 DEL FESTIVALETTERATURA.


Ma ora scusate è l’ora dello spuntino!!! Arrivano le torte e quale occasione migliore per metabolizzare le buone notizie della giornata con un’abbuffata di calorie; posso tranquillamente affermare che anche sotto questo punto di vista gli appassionati di thriller si rivelano ottime forchette e notevoli trangugiatori.

Stanno già calando le ombre della sera, è l’ora dei saluti e degli arrivederci al Festivaletteratura di Mantova 2009.

Noi ci saremo.

Articolo de IL KILLER MANTOVANO

Il caso Jane Eyre - Jasper Fforde


Il caso Jane Eyre
di Jasper Fforde è un libro davvero molto bello. Una sorpresa.
Primo libro di tutta una serie di libri (che continua a sfornare e a quanto pare non ha intenzione alcuna di interrompere la sua vena creativa assurda, fortuna dei suoi lettori fedeli) che ha scritto l'autore utilizzando lo stesso personaggio protagonista, Thursday Next.
Non lo si puo' etichettare come un libro di un genere particolare. Puo' rientrare pero' nella categoria delle GENIALATE. Immaginazione e fantasia che si mescolano a tanto sentimento e a un po' (ma non troppa) realtà. Perchè anche la realtà non è molto reale. Protagonista è, insieme alla meravigliosa Thursday Next, la lettura, che viene pesantemente attaccata dal crimine per ottenere soldi e agevolazioni varie dal Governo e non si fa alcuno scrupolo per ottenere cio' che vuole. La lettura vista come un mondo parallelo, importante via di evasione per il lettore, che cerca di rifugiarcisi appena puo'. Tant è che c'e' tutta una specifica forza dell'ordine addetta alle opere letterarie. La letteratura vista come un'istituzione da proteggere. Perchè la letteratura "serve" milioni e milioni di persone, che si affezionano alle storie, ai personaggi, agli scrittori. Pensate se qualcuno pensasse di cambiare le storie, i destini dei personaggi...come la si prenderebbe la cosa?
Questo libro "ti prende e ti porta via" con sè. Non si puo' non affezionarsi, non amare i personaggi che si incontrano, non si possono non amare i loro viaggi, il lavoro che svolgono in nome di qualcosa in cui credono e la loro presenza, seppur solamente in storie scritte dalla penna di qualcuno, i loro rapporti realtà-finzione che spesso tendono a invadersi l'uno con l'altro e a sfumare la propria natura a vicenda.
Fa sorridere a volte, fa commuovere altre volte. Prende, prende in maniera incredibile. Difficile mettere anche solo un momento da parte la lettura. Sei li, entri in un mondo, in cui ce nè un altro: una sorta di scatole cinesi nelle quali non si finisce piu' di immergersi.
Ed è dura, molto dura, dover abbandonare tutto a un certo punto per tornare a respirare aria di realtà che tende a concedere poco spazio all'immaginazione.

Fforde genio puro.

Articolo scritto da Andriy

Listino: € 17,00
Editore: Marcos Y Marcos
Collana: Gli alianti
Anno: 2006
Pagine: 378
EAN: 9788871684369


domenica 8 febbraio 2009

Il valzer dell'orrore - Joe Lansdale


Un inedito in Italia, scritto in realtà nel 1999 e uscito molto dopo da noi. Un peccato perchè questo libro è una perla che racchiude dentro di se forse il Lansdale piu' "efferato", macabro, cinico.
Una storia avvincente ma molto sanguinosa, fatta di violenza, inganni che mettono a durissima prova l'animo umano, che se ne esce pero' alla fine piu' forte di prima.
Ma c'e' anche, ed è difficile da credersi se non si legge il libro, speranza derivante da tutta quella tela intessuta di affetti che alla fine prevaricano l'ondata di violenza che aggredisce tutto e tutti. Sono i sentimenti a farti andare avanti, nonostante tutto e tutti. Non si dimentica ma aiutano a farti forza per andare avanti.

Sconsigliato ai deboli di cuore, consigliato invece a chi è in grado di sopportare un linguaggio cruento e molto diretto.
Mi chiedo: ma Lansdale se le sogna di notte queste storie?
Si legge tutto d'un fiato e una volta concluso, ti verrebbe voglia di riprendere da capo o sperare che vi sia un'altro capitolo e poi un altro ancora e un altro poi. Come se il libro ti strappassa dalla realtà e ti portasse via.

Articolo di Andriy

Autore: Lansdale Joe R.
Editore: Fanucci
Collana: Collezione dark
Pagine: 256
ISBN: 8834713265
ISBN-13: 9788834713266
Data pubblicazione: 2007

venerdì 6 febbraio 2009

L'Alienista - Caleb Carr


Lo sappiamo tutti, sul mercato librario, cosi' come su ogni altro tipo di mercato, esistono prodotti il cui successo non ci si riesce proprio a spiegarselo se non col fatto dell'appoggio mediatico o di peso di alcune figure importanti e trainanti del campo che ti facilita assai la vendita e il successo. Ma esistono anche i cosiddetti prodotti SOTTOVALUTATI, la cui esistenza la si scopre quasi per caso, attraverso forse la piu' genuina e la piu' credibile delle diffusioni: quella del PASSAPAROLA. Si perchè attraverso il PASSAPAROLA non c'e' quell'influenza interessata che vige ormai da caposaldo delle logiche commerciali come nella pubblicità. Nasce tutto da un'esperienza personale che gira, gira, gira e si spera non finisca mai di girare. Io L'ALIENISTA sono arrivato a conoscerlo (per fortuna!) attraverso questo GIRO D'ITALIA delle parole, di giudizi, di commenti. E che dire...Mi manca quasi il fiato perchè non so se sono all'altezza per dare giusto merito con le parole a questo STRAORDINARIO thriller che a mio avviso non ha proprio nulla da invidiare, per quanto diversi siano nel contesto e nello stile, a quello che io considero il miglior thriller di sempre: IL COLLEZIONISTA DI OSSA. Non cito DIECI PICCOLI INDIANI perchè credo che ce ne passa dal definire un libro GIALLO e un libro THRILLER.

Ebbene, Caleb Carr chi lo conosce? In pochi...i fanatici dei thriller, ma altri ancora? Dan Brown chi è per avere piu' successo di Carr? Nessuno, solo che lui ha appoggi importantissimi a livello editoriale e anche politico. Carr NO. Ecco dove sta la differenza tra il successo e non il successo. E ti domandi: come mai un CANE E UN PORCO (con tutto il rispetto per il CANE E IL PORCO) di Dan Brown ha cosi' successo e un meraviglioso scrittore come CARR deve ingiustamente guardare da dietro le quinte uno scrittore del quale si dubita parecchio anche della proprietà della storia? Domande credo, a cui ognuno puo' rispondere liberamente secondo le proprie preferenze MA NON SENZA AVER LETTO L'Alienista. Quando entro in una libreria qualsiasi e lo vedo li relegato in un angolino buio, pieno di polvere, mi viene rabbia.

Voglio essere abbastanza sintetico e schematico sul giudizio prettamente critico del libro, tant è che sviluppero' in punti quello che poi facendo una media, sarà il mio voto finale al libro:

- Scrittura: coinvolgente, semplice ma non banale, per nulla prolissa, non trascura nulla.grammaticalmente molto corretta e non è una scontatezza. Voto: 8,5

- Ambientazione: la New York del fine 800 e inizi 900, viene tratteggiata con grande maestria non lasciando nulla al caso. Si vede che è frutto di profondi studi della città in quel periodo e ti fa quasi viaggiare su un calesse facendoti da guida turistica. E' molto carica di quell'atmosfera che nel 600 o 800 o 2007 a New York è sempre la stessa: disagio per la sua straordinaria grandezza, orgoglio di farne parte, fascino unico al mondo. VOTO: 9

- Trattazione dei personaggi: strabiliante. Anche qui viene tratteggiato anche il piu' insignificante dei particolari e abbraccia anche il lettore, insegnando a lui molte cose, non esperto di sociologia e psicologia. I personaggi han un'anima, con le loro debolezze e le loro qualità, i loro errori e i loro meriti, senza proporsi di dare giudizi oggettivi: quelli li lascia al lettore e ogni lettore avrà un suo punto di vista particolare e soprattutto PERSONALE. E' un grandissimo merito per uno scrittore e in particolar modo di thriller. VOTO: 9,5

- SOUSPANCE: è a livelli davvero serrati. Non tanto a un'azione che è inevitabilmente presente ma resa nelle giuste proporzioni a differenza di altri autori thriller che esagerano grandemente sull'azione per togliere spazio al GIALLO vero e proprio, all'indagine vera e propria (che in questo libro è assoluta protagonista con le sue ipotesi, le sue congetture, le sue smentite, i suoi ripensamenti, in un gioco a scatole davvero impressionante). Carr ha dispiegato una trama nella quale la suspense è stata distribuita con grande equilibrio e con grande saggezza, senza dover cercare sempre e a ogni costo il colpo di scena o un momento rappacificatore che il lettore BUONISTA in genere chiede. A differenza di tanti altri autori thriller lui è INDIPENDENTE, non si fa influenzare troppo da quello che il lettore medio chiede. Forse questa è una qualità unica nel suo genere. VOTO: 9

- N° PAGINE/AMPIEZZA: sono 521 e mai come in questo libro le si è scelte e organizzate senza pisciare fuori dal vaso. Molti libri diventano pesanti perchè si pensa, giustamente, che siano stati sviluppati in troppe pagine, che un lavoro migliore potesse risultare da un volume minore di pagine. Carr ha saputo creare un volume abbastanza importante di pagine, riuscendo a sviluppare pienamente l'inter storia.

Insomma un libro da avere

Articolo di Andriy

Altri dati

Formato: Tascabile
Pagine: 532
Lingua: Italiano
Titolo originale: The Alienist
Lingua originale: Inglese
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione 1996
Codice EAN: 9788804414827
Traduttore: Annamaria Biavasco, Valentina Guani


Retrospettiva su: Massimo Carlotto



Giravo fra gli scaffali virtuali di un amico in aNobii, quando mi imbattei in una serie di libri di un certo Carlotto, alla mia richiesta di delucidazioni mi veniva risposto,"prova a farti una ricerca con google". Fatto.
Sono stata folgorata dalla vicenda di quest'uomo, attonita e sbigottita che una cosa del genere potesse capitare a chiunque.
Ho deciso di iniziare a "leggerlo", partendo proprio dal suo primo "romanzo" "Il fuggiasco" dove racconta un po' della sua storia.
Siccome io sono buona, non vi dico di cercare su google e cerco, copio e incollo per voi :)
(grazie Marta ndr.)

Carlotto è stato al centro di uno dei casi giudiziari più controversi della storia italiana.
Il 20 gennaio 1976 viene uccisa a Padova, nella sua abitazione, una studentessa venticinquenne, Margherita Magello, con 59 coltellate. Massimo Carlotto, diciannove anni, studente e militante di Lotta Continua, scopre casualmente la vittima, insanguinata e morente e si reca dai Carabinieri per raccontare il fatto; viene fermato, arrestato e imputato di omicidio. Nel primo processo viene assolto per insufficienza di prove dalla Corte d'Assise di Padova, ma viene condannato a 18 anni di reclusione dalla Corte d'Assise d'appello di Venezia, e la pena viene confermata dalla Corte di Cassazione, nel 1982. Fugge, prima in Francia e poi in Messico, ma dopo tre anni di latitanza viene catturato dalla polizia messicana e torna in Italia.
Nel 1989 la Cassazione ordina la revisione del processo, e rinvia gli atti alla Corte di Appello di Venezia, che il 22 dicembre 1990 pone una questione di legittimità costituzionale: la sentenza della Corte Costituzionale arriva il 5 luglio 1991, ma nel frattempo il presidente del Collegio rimettente è andato in pensione ed è necessario un secondo giudizio, nel quale Carlotto viene condannato a 16 anni. L'opinione pubblica si attiva a favore di Carlotto, e nel 1993 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli concede la grazia.

Per chi volesse approfondire può tranquillamente farlo andando su questo sito

Comunque aldilà di tutto a noi interessa lo scrittore e i suoi scritti, la premessa era indispensabile per capire alcuni agganci, riflessioni, denunce che troviamo nei suoi romanzi.
La sua produzione letteraria ha diciamo due filoni quello che ha per protagonista l'Alligatore, detective che si muove ai margini della malavita, a cui ci si rivolge nei casi disperati, che si avvale dell'aiuto di un cattivo ma buono e "gli altri libri" dove troviamo cattiverie umane e denunce.

La serie dell'Alligatore comprende (in ordine di uscita),

  1. La verità dell'alligatore
  2. Il mistero dei mangiabarche
  3. Nessuna cortesia all'uscita
  4. Il corriere colombiano
  5. Il maestro di nodi

Legato alla serie perché racconta la vera storia del cattivo ma buono è: La terra della mia anima

Romanzi giallo-noir che non possono manacare nella libreria di un "Corpo Freddo" ;)

Personalmente, però il libri che più mi hanno colpito, fatto riflettere e fatto vergognare, sono tre:

L'oscura immensità della morte (dove ognuno di noi può trasformarsi in un mostro)
Arrivederci, amore ciao (dove l'egocentrismo e la pura cattiveria, schiacciano tutto)
Le irregolari, Buenos Aires Horror tour (dove ci si vergogna, per tutto l'orrore umano di fronte alla vicenda dei desaparecidos e al totale disinteresse dei paesi "civili"!!!!).

Se dovessi consigliare da dove iniziare a leggere Carlotto, direi decisamente da questi ultimi tre.

Articolo di Marta

giovedì 5 febbraio 2009

Balkan Bang! - Al Custerlina


In una Sarajevo ancora segnata da una guerra dimenticata e da odi mai sopiti si consuma una guerra tra bande per il controllo dei traffici della città, pilotata dalla misteriosa Ombra. Due testardi poliziotti, Lovro, che sembra uscito direttamente dai fotogrammi del serial “The shield”, e Emir, giovane alle prime armi sceso dalle montagne, incrociano nella loro indagine boss mafiosi, gemelli assassini, statue di John Wayne, zingare veggenti, emuli di John Holmes, sadiche killer, fino ad arrivare alla tragica conclusione.
Custerlina costruisce un romanzo rocambolasco, con continui cambi di velocità e di fronte, costellato di personaggi cattivi, bastardi fino al midollo ma ai quali comunque ci si affeziona.
Ottimi i dialoghi che ricordano il miglior Tarantino.
Un altra stella è entrata nel firmamento del noir italiano!

Articolo di Valer
News di BodyCold

Alcuni estratti dal libro:
Cedomir e Karel
I 3 Killers
Polizziotti

Comunicato stampa, con preghiera di segnalazione

BOLOGNA, VENERDI' 6 FEBBRAIO, ORE 21.30
LIBRERIA MODO INFOSHOP INTERNO 4, VIA MASCARELLA 24

Luigi Bernardi presenta
ALBERTO CUSTERLINA
BALKAN BANG!
Collana Walkie Talkie/Perdisa POP

"I Balcani come nuova frontiera del noir internazionale.
Un gioco delle parti dove le parti non sanno a che gioco stanno giocando."

Durante la serata video proiezione di disegni di Onofrio Catacchio, autore delle copertine PERDISA POP.
www.onofriocatacchio.com

Tavole di Onofrio Catacchio (cliccare per ingrandire)



L' ospite pericoloso - Nelson DeMille




Nelson DeMille è nato e cresciuto a Long Island, dove vive, e ha combattuto in Vietnam. Ha pubblicato romanzi tradotti con successo in tutto il mondo e da cui sono stati tratti importanti film. Tra i suoi bestseller: La Costa d'oro (Leonardo 1991, Baldini & Castoldi 1993), La figlia del generale (Longanesi, 1993, dal 2005 negli Oscar Mondadori), Spencerville (Rizzoli, 1995), Morte a Plum Island (Baldini & Castoldi 1998), L'ora del leone (Mondadori 2000), Missione al Nord (Mondadori 2002), Notte fatale (Mondadori 2005), American Vendetta (Mondadori 2007).





Editore:
MONDADORI
Collana: OMNIBUS STRANIERI
Pubblicazione: 01/2009
Numero di pagine: 696
Prezzo: € 22,00
ISBN-13: 9788804585350
ISBN: 88045853508



La maledizione del corvo nero - Ann Cleeves

La mia recensione su un mystery uscito nel 2008 entrato all'attenzione della critica per aver vinto importanti riconoscimenti in patria....
Peccato che il killer Mantovano non sia completamente d'accordo....e quindi la mannaia cala inesorabile eh eh....




"La maledizione del corvo nero" di Ann Cleeves

Pubblicizzato in pompamagna nelle note di copertina come vincitore del premio Duncan Latrie Dagger come miglior thriller dell'anno questo romanzo ha suscitato in me fin dall'uscita grandissima curiosità.
Premetto subito che nonostante la grande fiducia riposta alla fine le mie aspettative sono state ampiamente ridimensionate; peccato davvero, perchè gli ingredienti per fare un mistery classico di buon livello c'erano tutti: un'ambientazione suggestiva, una comunità di personaggi dai tanti segreti e un omicidio misterioso.
Per fare qualche paragone questo romanzo mi ha ricordato tantissimo l'opera di Karin Fossum "Lo sguardo dello sconosciuto" (libro famoso per la trasposizione cinematografica del riuscitissimo film "La ragazza del lago").
Quello che purtroppo finisce per tarpare le ali al romanzo e ridurne le ambizioni è una certa prolissità che ne appesantisce molto la lettura e la soluzione finale del caso troppo frettolosa, casuale e buttata li; insomma con 100 pagine in meno e un maggior dettaglio nella chiusura del caso ne sarebbe potuto uscire qualcosa di veramente buono.
Un ulteriore domanda che mi pongo è "che ci azzecca il titolo del romanzo"??
Assolutamente nulla.....semplicemente una pura operazione di marketing per attirare qualche lettore in più.
Non un brutto romanzo, le capacità dell'autrice comunque sono evidenti.
Un'occasione sprecata però si.....ahimè!!

Articolo de il killer Mantovano


Altri Dati

Autore: Cleeves Ann
Editore: Newton & Compton
Collana: Nuova narrativa Newton
Traduttore: Carmenati A.
Pagine: 303
ISBN: 8854109134
ISBN-13: 9788854109131
Data pubblicazione: 2007


mercoledì 4 febbraio 2009

Lia Cipolletta - Intervista


La quarta di copertina:

Sara Alberti, una scrittrice pisana che da poco ha raggiuntoil successo, viene invitata a Parigi da un’amica divecchia data per assistere al prestigioso Concorso Ippico di salto ostacoli: CSI **** Paris Porte De Versailles,cui l’amazzone di fama internazionale prenderà parte.Ma il viaggio si rivelerà ben presto tutt’altro che un fuoriprogramma piacevole e distensivo…

Intervista


CorpiFreddi: chi è Lia Cipolletta?

Lia Cipolletta: Una ragazza di 34 anni che coltiva il sogno di diventare scrittrice fin da bambina. Pensa che quando frequentavo il liceo i miei migliori amici erano Leopardi, Manzoni, Pirandello, etc..Ed è proprio grazie agli autori del passato che è cresciuta in me la passione per la scrittura. Ho conseguito la laurea in lettere presso l'Università di Napoli Federico II, specializzandomi nel settore artistico, poiché il mio amore per la letteratura va di pari passo a quello per l'arte. Avrei voluto lavorare nel campo dei beni culturali, invece dopo vari tortuosi percorsi mi sono trasferita in provincia di Modena e oggi lavoro con mio marito nel settore dell'informatica. Quando mi guardo indietro mi sembra di aver attraversato sette diverse vite, eppure l'unica costante della mia esistenza resta la scrittura.

CF: il tuo libro è un giallo un po’ atipico, nel senso che, l’ ambientazione, il descrivere ampiamente l’ aspetto psicologico dei personaggi, la location che si attanaglia in una ben descritta Parigi, fanno un insieme di ingredienti che ti tiene incollati al testo. Raccontaci un po’ come nasce il tuo libro.

LC: Ti sembrerà strano ma la prima stesura di Ipotesi di Omicidio è iniziata quando avevo 16 anni. Scaturita dal forte desiderio che avevo di visitare Parigi e dall’incontro letterario con i romanzi di Agatha Christie. E’ una storia che mi trascino dietro da quasi vent’anni. E che solo due anni fa sono riuscita a completare. Ti svelerò un segreto sono stata a Parigi una volta sola, e ho studiato tutto attraverso il meraviglioso mondo del web. Inoltre vicende personali e conoscenza approfondita della storia dell'arte hanno fatto il resto. Distribuendo le svariate parti che costituiscono la mia complessa personalità a ciascuno dei personaggi che ho creato. Potrei dire che il mio libro si presta a più piani di lettura ed è indirizzato non solo ai lettori di gialli.

CF: Quindi ogni personaggio alla fine ha un pezzo di te. Generalmente chi scrive scegli e si dedica per dare i propri tratti caratteriali ad un solo personaggio che poi sviluppa e prende vita propria. Non è stato un pò come disperdere te stessa..

Lia: Hai perfettamente ragione, difatti è la protagonista a possedere la maggior parte di me, mentre negli altri personaggi ho trasfuso solo, involontariamente, piccoli riverberi. E la ragione è una sola, dopo più di 30 anni non ho ancora capito chi sono, e con molta probabilità mi sto ancora cercando.

CF: l’ equitazione non si presta moltissimo a un giallo, come mai la scelta di questo mondo?

LC: Ho conosciuto l’equitazione grazie alla mia amica/nemica del liceo: allora campionessa italiana juniores di salto ostacoli. Poi finito il liceo, quasi per una sorta di osmosi, ho iniziato a frequentare un maneggio, innamorandomi perdutamente dei cavalli e dell’ambiente dei concorsi ippici. In fondo il mio libro ha un nocciolo di verità: Chiara e Sara, in parte, esistono davvero. Confesso di aver avuto un rapporto alquanto contrastato con la mia vecchia amica perciò, forse inconsciamente, ho deciso di ucciderla in un libro.

CF: Spero non in questo altrimenti ci rovineresti il finale eheheh

Lia: Invece ti sbagli, è proprio in questo, ma non vi rovino nessun finale...poiché il mistero da svelare non è l'identità della vittima, che è annunciata nel prologo, ma la modalità della sua morte. E la vera sfida consiste nel trovare le tessere del mosaico, sparse tra le increspature della storia, prima della rivelazione finale.

CF: Chi scrive viene molto influenzato dagli autori che legge. stessa cosa è accaduta a te? Chi sono gli autori che preferisci?

Lia: Verissimo! Cerco di assimilare il più possibile dai grandi autori contemporanei, cercando al contempo di sviluppare uno stile tutto mio. La suspense al cardiopalmo di Jeffery Deaver è lo stimolo più intenso per la mia creatività, seppur non disdegno la finta pacatezza di Connelly. Inoltre negli ultimi due anni ho apprezzato la pienezza di stile e la policromia di trame che caratterizzano due penne eccelse come Ken Follett e Wilbur Smith. E attualmente sono stata completamente conquistata dalla magia di Zafòn. La mia ricerca, però, è in continua evoluzione, e punta sempre sulla diversificazione di scrittori e storie.Credo che il futuro del giall/thriller sia sempre più nella contaminazione tra generi diversi e nel maggior spessore dei personaggi.

CF: una cosa che notavo dando uno sguardo al tuo blog, era la quasi frustrazione verso i distributori che hanno elargito copie negli scaffali delle librerie del tuo libro. Quanto pensi possa influire l’ inefficienza di un distributore per le vendite di un autore?

LC: Tantissimo!!! Se il distributore non s’impegna a far entrare un testo nelle librerie, come può il lettore decidere di acquistarlo o meno? Io di solito i libri li scelgo girando tra gli scaffali, leggendo le trame, facendomi catturare dal fascino di un titolo o da una copertina accattivante.

CF: l’ incontro con la Giraldi editore, com’ è avvenuto? Hai provato altre case?

LC: Inizialmente ho inviato una trentina di sinossi a case editrici famose e non. La Giraldi Editore mi ha risposto solo dopo 3 giorni, chiedendomi in visione il testo. Frattanto anche la Newton Compton si era mostrata interessata…ma poi il tutto si è concluso con un nulla di fatto. La Giraldi invece dopo circa un mese mi ha proposto un contratto di edizione. Sapevo che si trattava di un editore semisconosciuto ed ero combattuta, non sapevo se firmare o aspettare le risposte da altre case editrici. Poi alla fine ho ceduto.

CF: visto la difficoltà nel reperire il testo, aiutaci tu e indicaci posti sicuri dove reperirlo :)

Lia: Il modo più facile è ordinarlo su IBS, Bol, Webster.it Per quanto riguarda le librerie, consiglio di recarsi nella propria libreria di fiducia e indicare, oltre a titolo e autrice, il Distributore, che è diverso per ciascuna regione, quindi rimando all’elenco qui esposto: http://www.giraldieditore.it/pages/distributori_cda.htm

CF: come sono andate le vendite?

LC: Non lo so ancora, probabilmente il resoconto lo avrò in primavera. Anche se considerando la scarsa produttività del distributore e la totale assenza di pubblicità da parte dell'editore non mi faccio troppe illusioni.

CF: progetti futuri?

LC: Pubblicare il secondo manoscritto “Il sesto candidato” con una casa editrice di maggior levatura, e che soprattutto sia in grado di far esporre le copie del libro in libreria. E ancor più trovare il tempo di far uscire dalla mia testa il terzo libro che spinge per conquistare la pagina scritta, perché scrivere è la mia vita.

CF: Spero di poterti leggere sia nel nostro gruppo su anobii (Corpi Freddi) che sul nostro blog :)

Lia: Sicuramente! Colgo l'occasione per ringraziare BodyCold per l'opportunità che mi ha offerto di essere presente su CorpiFreddi.


Articolo ed intervista di BodyCold