venerdì 1 agosto 2014

Scemo chi legge - Fabrizio Franceschini (Meridiano Zero 2014)


Per fortuna non sono una fan della quarta di copertina, perché non saprei immaginarlo un romanzo apostrofato tra Paassilinna, Fabio Volo e Nick Hornby. Così come mi ha infastidita un'altra recensione scovata sul web dove, identificando Fabrizio Franceschini come scrittore romano, il protagonista del libro è stato subito paragonato all'attore Ricky Memphis. Sia chiaro, non ho nulla contro Memphis, mi è simpatico, sono “quasi” romana anch'io (o burina come direbbe il mio caporedattore, ma qui entriamo nello sfottò calcistico che poco c'entra con questa recensione). No, quello che in generale non sopporto è lo stereotipo!

Eddy, il protagonista di Scemo chi legge, non ha nulla, secondo me, in comune con Memphis o i personaggi da lui interpretati, è romano, ma non c'è nessun intercalare nei dialoghi del libro, niente di particolarmente caratterizzante. “Ero alto, avevo una dentatura perfetta, una cicatrice sotto l'occhio destro che mi conferiva un tenebroso aspetto da duro e...con la testa rasata sembravo proprio Bruce Willis.” E' un ex galeotto Eddy, che vive ai limiti della legalità cucinando per boss della malavita e un bel giorno si ritrova a fuggire inseguito da gente poco raccomandabile che vuole la sua testa. Dovendo scappare ne approfitta per mantenere la promessa fatta ad un amico morto e tra mille avventure si dirige verso il Nord della Danimarca, nella suggestiva spiaggia di Grenen. (Se qualcuno a questo punto ha una sensazione di déjà vu è perché probabilmente ha letto Coe e lo splendido La banda dei Brocchi, si, è la stessa spiaggia!)

E' un romanzo che diverte, carico di ironia e situazioni ai limiti dell'assurdo. Si legge in poche ore, il linguaggio di Franceschini è semplice e immediato, i brevi capitoli si susseguono velocemente senza dar tempo a chi legge di annoiarsi o distrarsi. Alla fine ho chiuso il libro e penso di aver avuto per qualche secondo la stessa espressione di Nilo! Chi è? Per saperlo dovrete leggere il libro!

Scemo chi legge di Fabrizio Franceschini, edito da Meridiano Zero nella Collana I Taglienti.

Articolo di Marianna De Rossi



Dettagli del libro
  • Titolo: Scemo chi legge
  • Autore: Fabrizio Franceschini
  • Editore: Meridiano Zero
  • Collana: I taglienti
  • Data di Pubblicazione: Giugno 2014
  • ISBN: 888237307X
  • ISBN-13: 9788882373078
  • Pagine: 158
  • Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea
  • Formato: brossura

venerdì 4 luglio 2014

Muore Giorgi Faletti


"Incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che sempre mi commuove" Giorgio Faletti ai suoi Fans

Negli anni abbiamo imparato che è impossibile piacere a tutti e Giorgio Faletti era l'emblema di tutto ciò.
Ad Alcuni non farà né caldo né freddo la sua dipartita a 63 anni, i più cinici di certo diranno o forse non avranno le palle per farlo, che a loro non fregava nulla di lui da vivo e quindi nemmeno da morto.
La cruda notizia è che all'ospedale Molinette di Torino si è spento oggi, uno dei rappresentanti della letteratura italiana più venduti al mondo, Giorgio Faletti.
I bravi giornalisti lo ricordano per Drive-In, per Sanremo e la minchia del signor Tenente, i suoi fans lo rimpiangeranno per i suoi magnifici libri, i suoi detrattori per gli orrendi libri che pubblicava "...tranne il primo..." a quanto pare aveva scritto qualcosa di buono pure per loro.
Gli amici lo ricorderanno per quello che era veramente, una persona pulita e splendida, forse troppo orso nella vita reale ma di piacevole compagnia quando si era tutti assieme.

Buon viaggio Giorgio.




giovedì 20 febbraio 2014

Arrestato uno "scrittore" pedofilo.


I media parlano di libri finalmente. Di libri di genere!!
Non succedeva una cosa simile dai tempi del primo telefilm di Montalbano, ma oggi dobbiamo ringraziare la questura di Parma che grazie al lavoro splendido (davvero) lavoro, hanno incastrato un vecchio pedofilo che scaricava film porno con bambini il più delle volte con età inferiore di 2 anni.
Che c'entrano i libri? Che c'entra la letteratura di genere? Chiaramente una beneamata minchia. Nel senso che, sto vecchietto ha pubblicato con una famosissima casa editrice "Memoranda Edizioni" qualche libro e che quindi è annoverato tra le penne della letteratura italiana.
Ma si sa, se lo avessero trovato a cucinare, avrebbero titolato: "Cuoco di Masterchef è un pedofilo". Stasera mi aspetto un bel servizio a Studio Aperto, con una sigla strappalacrime e in sottofondo un giornalista che dica "...potrebbe sembrare la trama di uno dei suoi libri, m invece è la realtà..."
Fatta sta piccola premesse che tanto non cambierà nulla su come si fa giornalismo in italia, Il vecchietto in questione si chiama Maurizio C... ehm, sapete un cosa? Mi fa talmente schifo sta storia, mi fa talmente orrore questa notizia, che far pubblicità a sto pedofilo sul mio sito, proprio non mi va. Non ce l'ha mai avuta tramite qualche recensione e non ce l'avrà manco adesso della pubblicità su cf.
Buon lavoro alla procura di Parma da parte della Redazione dei CorpiFreddi.

Chiaramente, onde evitare querele per diffamazione, vorrei precisare che questo è ciò che si legge nei quotidiani online e che il povero vecchietto che aveva sull'hd centinaia di film pedopornografici non è un mostro fin quando un tribunale non lo giudica tale.

Enzo"BodyCold" Carcello


giovedì 6 febbraio 2014

Segnalazione: Il gran Diavolo - Sacha Naspini (Rizzoli 2014)


Generalmente non parliamo mai delle anteprime, ma non possiamo non citare il nuovo libro di un autore a noi carissimo e che ha sempre soddisfatto le nostre letture, Sacha Naspini.
Esce infatti, il 26 febbraio il nuovo romanzo "Il grande Diavolo. Giovanni delle bande nere. L'ultimo capitano di ventura" edito da Rizzoli. Non vedo l'ora di leggerlo!

A voi la quarta di copertina:
I colpi d’artiglieria sovrastano il fracasso del metallo delle armature e le grida dei soldati all’attacco. Della guerra e della morte, però, non ha paura Giovanni: lui è un Medici, nelle sue vene scorre sangue nobile, ma combattivo e fiero, e ogni giorno affronta il nemico alla testa delle più feroci truppe mercenarie d’Italia, le Bande Nere.
Il campo di battaglia è grigio, freddo, immerso nella nebbia, eppure i suoi uomini lo seguirebbero anche all’inferno. Tra questi marcia Niccolò, un giovane soprannominato il Serparo per l’inquietante abitudine di tenere tre o quattro serpenti avvolti intorno al braccio. Custode di una sapienza antica, si affida loro per conoscere il futuro. Perciò gli altri soldati lo tengono a distanza, ma presto conquisterà la fiducia del Capitano, riuscendo a penetrarne lo sguardo severo. E dove Giovanni lo avesse posato, là Niccolò si sarebbe fatto trovare, al suo fianco, in mezzo alla mischia. Sempre.

Sacha Naspini, con una lingua affilata che si misura con il dolore, il male, la morte, racconta di un’amicizia e di quello scorcio di ’500 che fu uno tra i momenti più tumultuosi della Storia d’Italia, quando ogni cosa stava cambiando, e tutti tradivano tutti. E lo fa attraverso un personaggio che incarna perfettamente il suo tempo, quel Gran Diavolo disposto a tutto per dominare la sorte e gli uomini. E continuare a combattere.

Rizzoli (collana Rizzoli Max)
I Signori della Guerra
Pag. 350
€ 12,90
ISBN 9788817072069


lunedì 3 febbraio 2014

Scusate l'assenza


Vi siamo mancati? Spero di si altrimenti il seguente papiro pensato e scritto dal sottoscritto, non avrebbe senso. :P
Come alcuni hanno notato, il blog ha avuto una brusca frenata. Amici incavolati perché siamo in ritardo con le recensioni, redazione in attesa che io mi dia una mossa, ecc.
Sarò sincero con voi lettori, dopo la morte di Patrizia Mintz, ho parecchio riflettuto e il blog, anzi no, più precisamente la lettura, era passata in secondo piano. Una cara amica che se ne va potrebbe essere una bella scusa, ma cosi è stato.
Non vi voglio tediare con le mie riflessioni e le mie paure, tranquilli, ma mi mancava sto sitarello, mi mancava il gruppo su fb, mi mancano Marianna e Cristina e le pizzate, mi manca tutta la redazione e mi mancano persone come la Mintz, e noi come cf fummo i primi a presentarla presso una libreria e grazie a questo ricordo che mi rialzo e imbraccio tastiera e mouse e da oggi si ricomincia.
Bentornati lettori CF e scusate l'assenza.

Enzo "BodyCold" Carcello

martedì 14 gennaio 2014

Apocalisse Z. L'ira dei giusti - Manel Loureiro (Nord Ed. 2013)


Zombie? Cornuti e mazziati!

Il finale del secondo libro era molto, molto aperto e altrettanto scorretto, poiché lasciava una voglia incredibile di leggere il terzo e conclusivo capitolo della saga.
Se il secondo libro era un po’ sottotono rispetto al primo – uno tra i migliori romanzi del filone zombie, per quello che mi riguarda – quest’ultimo capitolo è assai deludente…
Le prime pagine narrano ciò che è accaduto quando i nostri tre eroi hanno preso il largo con una barca a vela, ed esser stati sorpresi da una pericolosissima tempesta in alto mare (di cui l’autore è ben generoso nel descriverci la nascita). Una volta tratti in salvo dall’equipaggio di una superpetroliera diretta a fare il pieno sulle coste africane, e aver notato già a bordo l’atteggiamento arrogante dei marinai bianchi verso quelli di colore, sbarcano in una tipica cittadina americana la cui popolazione è letteralmente spaccata in due: da una parte troviamo neri e sud americani, che rappresentano la manovalanza sacrificabile; dall’altra i bianchi, i quali delegano ai neri i lavori sporchi, come l’approvvigionamento di viveri, energia, etc etc….
L’intera città è governata con pugno di ferro da un fanatico religioso, il cui dolore alla gamba gli anticipa un pericolo imminente (tipo il senso di ragno ma più becero, per intenderci) che mantiene il controllo sulla manovalanza di colore grazie a un manipolo di ex-galeotti neonazisti, nonché a un intruglio creato da uno scienziato grazie al quale le vittime morse da uno zombie, ma non ancora morte del tutto, possono continuare a vivere, seppur portatrici sane del virus…
L’idiozia che i protagonisti dimostrano nel prendere della decisioni, ci fa davvero chiedere come è possibile che siano sopravvissuti tanto a lungo in un mondo così ostile, in mano a putridi zombie e a gruppi di sopravvissuti allo sbando, tanto da farci rimpiangere l’arguzia di Shaggy della serie animata Scooby Doo! Ah, quasi me ne dimenticavo, i capitoli più interessanti sono quelli di un pugno di nord coreani (essì, la Corea del Nord, dato che ha chiuso tutti i confini, non è stata raggiunta dal contagio, quindi si può tranquillamente dire che è la padrona del mondo) viene mandato in missione per prendere possesso della superpetroliera, e devono farsi largo tra gruppetti di zombie che vengono falciati come steli di grano dalla falce, sui cui corpi, come se non bastasse, cresce un fungo che li divora lentamente (poveracci!)
Comunque, se ancora non si fosse capito, l’idea originale di questo romanzo è quella della più tipica e scontata predominazione di pochi bianchi su molti neri… dopo 200 pagine, viene da chiedersi: ma gli zombie dove sono? ma la smettiamo di ambientare le tipiche storie di razzismo, politica, etc e mettere in terzo piano coloro che dovrebbero essere i signori della scena??? I nostri amatissimi ZOMBIE!!!

Articolo di Ariock74

Dettagli del libro

  • Titolo: Apocalisse Z. L'ira dei giusti
  • Autore: Manel Loureiro
  • Traduttori: Forno P., Ruggiu D.
  • Editore: Nord
  • Collana: Narrativa Nord
  • Data di Pubblicazione: Luglio 2013
  • ISBN: 8842923052
  • ISBN-13: 9788842923053
  • Pagine: 411
  • Reparto: Narrativa > Narrativa horror e gotica
  • Formato: brossura


giovedì 9 gennaio 2014

Shalom Patrizia Mintz


Ero agli inizi quando un giorno chiamai il suo Ufficio Stampa per chiedere il suo indirizzo in modo da poterle fare un'intervista. Il contatto ci fu, molto cordiale e ridemmo da matti quando venimmo a sapere che lavoravamo nella stessa azienda, mamma Rai.
Da quel giorno diventammo molto amici, facemmo una presentazione sfigatissima il giorno del derby Roma-Lazio col risultato che eravamo una decina scarsa in libreria, ma quante risate.
Un sorriso sempre stampato in faccia, il suo Arlia sempre tirato in ballo, i suoi romanzi letti sempre prima dell'uscita e giù di critiche e consigli.
Shalom amica mia, Shalom Patrizia Mintz.

Certe notizie ti piombano addosso all’improvviso e si fa fatica a metabolizzarle, ad accettarle. Ho conosciuto Patrizia alla presentazione di Veritas, il suo primo libro. Dopo ho avuto il piacere di leggerlo e recensirlo per il Blog Corpi Freddi. Non starò qui a scrivere che è una perdita per il mondo della cultura, per l’editoria ecc. è una perdita per tutti quelli che la conoscevano e che la amavano. E’ brutto quando una persona che ha ancora tanto da dire e raccontare se ne va così, per cause poi che sembrano veramente assurde. Di Patrizia ricordo la risata spontanea, il suo amore per gli animali e… anche la sua fede calcistica! Sono ricordi che porterò sempre cari nel mio cuore, come le figure del Vice questore Arlia e il gatto Ugo. Ciao Patrizia.

Enzo BodyCold Carcello e Marianna De Rossi e tutta la redazione