sabato 31 luglio 2010

L'enigma del gallo nero - Christopher J. Sansom


Maestoso debutto letterario dello scrittore britannico C.J. Sansom, laureato in storia presso la Birmingham University , professione avvocato. Questo è il primo romanzo di una interessantissima serie avente protagonista l’avvocato emissario reale Mastro Shardlake.
“L’enigma del gallo nero” è un mystery storico di altissimo livello, una lettura che è, allo stesso tempo, intrigante indagine investigativa ma pure un prezioso e interessante spaccato dell’Inghilterra degli anni oscuri del regno di Enrico VIII. Siamo nel 1537 in Inghilterra, in quegli anni si era consumato lo strappo definitivo tra la monarchia inglese e la chiesa cattolica, con la conseguente e progressiva chiusura dei monasteri allo scopo di incamerare denaro e beni a favore della Corona.
In questo affascinante scenario si muovono le vicende e i personaggi creati dalla fantasia dello scrittore inglese. Mastro Shardlake, fidato collaboratore del primo ministro Thomas Cronwell, viene inviato nell’abbazia benedettina di Scarnsea per indagare su un inquietante crimine commesso all’interno di quei luoghi religiosi: è stato infatti ritrovato il corpo senza vita decapitato del commissario regio Robin Singleton, inviato per missioni governative, e, come se non bastasse, si è consumata la profanazione della chiesa dove è stato rinvenuto sull’altare un gallo nero sacrificato. Quali segreti si celano in quegli oscuri luoghi all’apparenza dedicati alla preghiera?
Ritengo che costruire mystery storici sia una enorme patata bollente: da un lato è necessaria un lavoro di ricerca impressionante e una cura e attenzione ai dettagli maniacale per evitare perdita di credibilità, d’altro canto è fondamentale pure una notevole abilità nella costruzione della componente mystery per generare attenzione e curiosità nel lettore che ricerca comunque un enigma ben ingegnato.
Era da diverso tempo che un mystery storico non mi avvinceva così tanto, “L’enigma del gallo nero” è un romanzo incredibilmente bello costruito in maniera impeccabile. L’atmosfera di oppressione e di tensione che si respira nei cupi ambienti del monastero è ricreata alla perfezione.
Nonostante i tempi più dilatati rispetto ai thriller contemporanei Sansom è sempre in grado di tenere alto l’interesse e i colpi di scena sono sapientemente dosati alla perfezione. La descrizione dei luoghi, dei costumi dell’epoca è impeccabile. Ottimo lavoro pure sulla caratterizzazione dei personaggi dai quali emergono i dubbi, le contraddizioni e le incertezze che accompagnavano gli uomini in quell’epoca difficile, divisa tra ricchi e poveri, tra cultori della religione cattolica e riformatori.
Ma il vero tocco di maestro è come già accennato la perfetta amalgama tra realtà e fantasia che si fondono in un connubio vincente, alcuni episodi descritti realmente accaduti, come la decapitazione di Anna Bolena (seconda moglie di Enrico VIII) sono incredibilmente forti e suggestivi.
Per chi ha amato il romanzo “Il nome della rosa” consiglio vivamente la lettura di questo libro che non ha nulla da invidiare al romanzo di Umberto Eco. In un genere come il mystery storico che ha goduto di un periodo di forte attenzione con la comparsa sugli scaffali di un sacco di opere noiose e modeste (come ad esempio la narcolettica Candace Robb), finalmente uno scrittore con grande talento, conoscenza della materia e abile narratore.
Una delle più belle scoperte di quest’anno.

Articolo di Marco "Killer Mantovano" Piva

Dettagli del libro
  • Pagine: 432
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Anno di pubblicazione 2008
  • Codice EAN: 9788860614414
  • Traduttore: G. Balducci 

venerdì 30 luglio 2010

¡Tu la pagaràs! – Marilù Oliva


..Santa Palabra lo que me dice un dicho, no escondas los santos o te haran el juicio (bis). Hay muchas personas que esconden los santos, por el dia rien y por la noche llanto, para abrir camino (Echun beleke) busca un Elleguá, pues sin este santo todo va pa'tras. Al cruzar el mar prende a Yemayá, pues como te lleva, asi te traera. Eso es.(Santa Palabra – Tito Puente )

Salsa . Santeria. Colori. Maschere di note indossate a ricoprire realtà più buie, dolenti. A volte talmente “povere di grandezza” da essere solo echi del “ se potessi..” “ se fossi..”.
Deve essere proprio dell'attitudine umana, questo dantesco contrappasso di iridate gioie di sorrisi congelati su volti inebriati dalla danza e dal misticismo, proprio e soprattutto in coloro che nella tangibilità reale della vita sono i più offesi dal dardo della sfortuna.
La contentezza effimera, perchè breve e fugace, ma cosi sonoramente visibile, propria solo di coloro che più sono vicini alle lacrime.
Medicine potenti il riso ed i colori, il credo fatto di naturale superstizione e l'osservanza più genuina della natura umana deificata. Gli innumerevoli volti degli dei della santeria sono la copia eternizzata dei pregi e dei difetti umani.
Ma c'è anche chi, come la nostra Elisa, la Guerrera, vive questo misticismo isolano , con rispettosa conoscenza si , ma con distacco emozionale, quasi una scenografia necessaria e complementare.
La salsa è la cannuccia per la Guerrera, il mezzo che le permette di risucchiare via, almeno per un attimo, tutto il cumino sparso in fondo al cuore e il pozzo nero di esoscheletrica amarezza in cui la vita l'ha fatta sprofondare passo dopo passo. Ma non è smarrita e non è una vittima. Carnefice spesso del proprio dolore lo combatte non arretrando, ma costringendolo e sfidandolo a seguirla un passo ancora più a fondo. Porta le sue cicatrici e la sua contenuta statura a spasso per il mondo con fierezza. Dondola sull'abisso su i suoi tacchi da capogiro, appartenendo ora al nero ora ai colori con eguale ritmo di cuore. Come il Sommo Vate, che lei predilige, è capace di descrivere e discendere dentro di sé ogni girone dell'inferno. Così reale, così vivido, così umano, e sentire ed accettare anche l'esistenza di un paradiso talmente lontano da ogni verità tangibile da risultare faticosamente afferrabile con gli umani sensi.
Vivere sulla pelle la passione da salsera è la sua Divina Commedia. L'inchiostro in cui attinge la sua penna è invece la Capoeira. Aggressività e lotta mascherate da danza. Sembrano in contrasto, ma non lo sono. La salsa porta con sé la certezza della brevità della gioia, la capoeira il bisogno di affermare che la caduta, se c'è è voluta, è necessaria, così come è necessario un distacco di cuore per calarsi e poi riuscire “ a riveder le stelle “.
Catalina, la sua amica e coinquilina è il suo Virgilio. Un essere quasi etereo, credulona forse, ma capace di ascoltare con ogni fibra l'energia vitale delle cose. Potrebbe sembrare una ilayosha bianca e forse lo è , con i suoi tarocchi, i suoi infusi, il suo misticismo naturale che fa da complementare al pragmatismo del dolore proprio della nostra. Una fata elfica, sottile, tutta luce.
Poi c'è Torinelli, un iracondo Dioniso di Siracusa, avido, dispotico e platealmente omofobo direttore dello scalcinato giornale locale in cui lavora Elisa. Un altro “scalino” personale per la discesa nell'inferno quotidiano. Come Thomas, il barman , uno dei pochi veri cubani nel locale di Manuela, il Lunatica, dove tutti , o quasi, nascondono dietro nomignoli e sgargianti costumi la daltonica piccolezza della vita e dei desideri poco ortodossi.
Thomas che la Guerrera ha scelto come boyfriend proprio perchè donnaiolo impenitente, bugiardo, geloso-ossessivo, superstizioso ed egoista, un inaffidabile a cui non rischierà mai di donare il cuore.
Ma Thomas è stato ritrovato senza vita ed i suoi occhi, quelle stesse perle nere con cui sondava il locale alla ricerca di nuove “prede”, non ci sono più, trafitti da un candelabro apparentemente scomparso. Gelosia sembra essere il movente dell'omicidio e la Guerrera l'indiziata migliore. L'ispettore Basilica vede oltre questa “rueda de casino”, oltre le maschere dei figuranti e troverà negli Orisha e nella Guerrera un valido aiuto per arrivare al colpevole.
Se “Repetita” ci aveva regalato il tumulto ed il sangue di una comunione psichica con un serial killer come Lorenzo, con “¡Tu la pagaràs!“ Marilù ci trascina in un giallo incredibilmente ipnotico, vorticoso come una rumba columbia in un 6/8 che ti impedisce di fermarti, di rallentare, fino alla fine. Senza respirare..


Ond'io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno;
ove udirai le disperate strida,
vedrai li antichi spiriti dolenti,
ch'a la seconda morte ciascun grida
( Inferno – I canto )

Articolo di Daniela "eccozucca" Contini

Dettagli del libro

giovedì 29 luglio 2010

Prima di morire addio - Fred Vargas


Richard Valence nutriva una certa avversione per le biblioteche perchè bisognava astenersi da tutto: far rumore camminando, far rumore parlando, fumare, agitarsi, sospirare, insomma far rumore con la propria vita. Secondo certa gente, quelle costrizioni corporali favorivano la riflessione. In lui la distruggevano immediatamente.

E' probabile, ripeto, probabile, che Henri Valhubert, editore ed esperto d'arte francese, si trovi a Roma nel mese di giugno, mese al lui non congeniale per via del caldo, per indagare sulla provenienza di uno “scarabocchio” di Michelangelo che si è trovato tra le mani a Parigi e che in realtà dovrebbe trovarsi nella Biblioteca Vaticana. E' anche possibile che sia Roma perchè è venuto a conoscenza del sordido segreto che sua moglie, la splendida e affascinante Laura custodisce gelosamente da circa 20 anni. Oppure che sia arrivato all'improvviso per fare la solita ramanzina a quel debosciato scansafatiche e ingrato di suo figlio Claudio. Fatto sta che viene ucciso, nel bel mezzo di una festa in Piazza Farnese, avvelenato con un decotto di cicuta (idea alquanto originale). L'ispettore Ruggieri e Richard Valence si trovano a lavorare sullo stesso caso, il primo per risolverlo e per consegnare il colpevole alla giustizia, il secondo per insabbiarlo come da direttive del ministro francese Edouard Valhubert, fratello del morto, preoccupato più per se stesso che per la morte di Henri. A far da cornice a questo idilliaco quadruccio di famiglia, ci sono i due amici di Claudio, Tiberio e Nerone. I tre amici sono i personaggi più indisponenti che mi sia mai capitato di incontrare leggendo, e ho letto tanto! Pazzi scatenati, esagitati, in pieno delirio di onnipotenza, basti pensare che in realtà non sono i loro veri nomi, ma li hanno scelti in quanto si “sentono imperatori”! Per il loro modo di fare gigionesco, irriverente e senza regole potrebbero essere i discendenti diretti dei famosi “drughi” di Arancia Meccanica. Ma anche gli altri personaggi come Laura o Valence, piuttosto che Ruggieri o il Vescovo Lorenzo Vitelli godono di un certo spessore, a dire il vero anche quelli marginali lasciano il segno. Rifelttendo, mi viene da pensare che il punto forte di questo romanzo sia proprio la caretterizzazione dei protagonisti. Eppure gli ingredienti ci sono tutti: l'intreccio ben ordito, anche se intuibile, colpevole impensato, un secondo morto, la fratellanza dei tre amici fuori di testa, il poliziotto simpatico e quello antipatico, l'eterno femminino, ma qualcosa nell'amalgamare tutto questo non ha funzionato. Non fraintendetemi, parliamo di un libro ben scritto, uno stile narrativo pulito e scorrevole, anche ironico, ma in quanto a pathos, sussulti e adrenalina non ci siamo, non sono proprio di casa!

Una precisazione va fatta. Anche se è stato pubblicato da Einaudi solo adesso, in realtà Prima di morire addio, è il primo romanzo di Fred Vargas. Da allora ne ha scritti diversi, almeno una decina sono stati pubblicati dalla stessa Einaudi, ed è una autrice molto apprezzata.

Articolo di Cristina "cristing" Di Bonaventura

Dettagli del libro
  • * Titolo: Prima di morire addio
  • * Autore: Vargas Fred
  • * Traduttore: Botto M.
  • * Editore: Einaudi
  • * Collana: Einaudi. Stile libero big
  • * Data di Pubblicazione: 2010
  • * ISBN: 8806182323
  • * ISBN-13: 9788806182328
  • * Pagine: 196
  • * Reparto: Narrativa straniera

mercoledì 28 luglio 2010

Vish Puri e il caso dell'uomo che morì ridendo - Tarquin Hall


INVESTIGATORI PRIVATISSIMI Ltd A CACCIA DELLA DEA KALI

Il secondo romanzo della serie che ha come protagonista Vish Puri, investigatore privato di Delhi, ideata e scritta dal londinese Tarquin Hall, vede come vittima l'eminente scienziato dottor Sha, noto con il soprannome di “Acchiappaguru”, in quanto dedito allo smascheramento della miriade di santoni e guaritori che popolano l'India. Omicidio che avviene in pieno giorno, sotto gli occhi delle molte persone che frequentano il parco, durante la periodica riunione del “Club delle risate” cui partecipa il dottore. Omicidio che avviene per mano della dea Kali, che appare improvvisamente dalla nebbia, annunciata da minacciose cornacchie gracchianti che si levano in aria, la lingua enorme fuori dalla bocca insanguinata. Levandosi in aria a più di un metro dal suolo, minacciando il miscredente dottor Jha, la dea affonda la spada che ha in mano nel petto dell'uomo, che emette l'ultima risata e muore.
Si scatena il panico: milioni di indiani temono la vendetta della dea per la brutta piega che sta prendendo la Nazione. Ma non tutti credono al soprannaturale e l'Ispettore Jagat Prakash Singh della Polizia di Delhi chiede aiuto al suo amico Vish Puri, che concentrerà le sue indagini sul Divino Maharaj Swami, nota “guida spirituale” di personaggi di spicco dell'India, che aveva annunciato in televisione, proprio per la giornata dell'omicidio, un prodigio spettacolare che non avrebbe consentito più a nessuno di dubitare dei suoi poteri, nemmeno al suo “amico” dottor Jha.
Tornano così in campo il pittoresco Vish Puri ed i suoi bizzarri assistenti della Investigatori Privatissimi Ltd: Luce al Neon, Freno a Mano, che non so bene per quale motivo, parere puramente personale, mi inquieta, Sciacquone e Crema da Viso. Per la seconda volta siamo catapultati in un'India che appare per lo più corrotta e calda, e in una sfilza di menù e piatti tipici i cui nomi costringono il lettore a consultare il glossario a fine libro più e più volte.
Non mancano le vicende personali, descritte con grande ironia, della famiglia di Vish Puri, oltre ad un caso in parallelo, su cui faranno luce, ad insaputa di Cicciotto (Vish Puri), la moglie e Mammina, vittime di una rapina durante un Kitty Party (consultate il Glossario). Non mi stupirei se Tarquin Hall desse alla luce una serie a sé stante con queste due improbabili investigatrici.
Romanzo in sé scorrevole, dalla trama ben strutturata, senza infamia né lode. Una lettura tranquilla che consiglio in questa torrida estate, per aumentare il coinvolgimento del lettore, se non fosse, se mi si permette, per il prezzo di copertina. A mio parere troppo elevato. Converrebbe aspettare l'uscita dell'edizione economica, a meno che, ahimè come la sottoscritta, una volta comprato il primo romanzo, cartonato, con la copertina vivace e colorata, non vogliate rinunciare all'effetto del fattore estetico della serie completa in libreria.


Articolo di Barbara "Mrs. Teapot" Barbieri

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 273
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: The Case of the Man Who Died Laughing
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Mondadori
  • Anno di pubblicazione 2010
  • Codice EAN: 9788804601357
  • Traduttore: Anna Luisa Zazo 

martedì 27 luglio 2010

Acqua in bocca – Andrea Camilleri Carlo Lucarelli


“Cara Grazia, ti ricordi che una volta ti spedii dei cannoli che gradisti molto, magnificamente ricambiando? Ora ti prego di gustare queste cassatine, che mi pare siano degne dei cannoli. Stasera me ne ritorno a casa. Averti conosciuta è stato molto bello.”

Vi sto per rivelare un segreto, perciò mi raccomando…acqua in bocca! Ieri, approfittando della promozione Arion sono passata in libreria per acquistare Acqua in bocca, romanzo a quattro mani che Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli hanno scritto per Minimum fax. Dopo avevo appuntamento con delle amiche ma come spesso mi capita sono arrivata in anticipo e così non avendo nulla da fare inizio a leggerlo.
Tutti mi guardano sempre allibiti quando con profondo rammarico ammetto di non aver mai letto un’avventura di Salvo Montalbano. Conosco solo il personaggio televisivo ideato dalla penna di Camilleri e ogni volta mi riprometto di colmare la mia lacuna ma i libri da leggere sono sempre tanti, il tempo è poco e così continuo a non conoscere il vero Montalbano.

Ma veniamo al libro. In realtà è più corretto considerarlo un breve racconto epistolare. La storia prende vita da uno scambio di lettere tra l’ispettrice Grazia Negro della Questura di Bologna e il commissario Salvo Montalbano del Commissariato di Vigata.
A Bologna viene ritrovato il cadavere di tale Arturo Magnifico, originario di Vigata. Intorno alla morte dell’uomo si profila da subito qualcosa di misterioso e l’ispettrice Grazia Negro scrive a Montalbano chiedendo, in maniera non ufficiale il suo aiuto per risolvere il caso. Così inizia la collaborazione tra i due. Tra missive, confezioni regalo di cannoli siciliani e tortellini Grazia Negro e Salvo Montalbano conducono un’indagine alquanto anomala e fuori dai soliti schemi. Leggendo le supposizioni che entrambi fanno analizzando fotografie e visionando verbali ufficiali ci si rende subito conto che i due protagonisti sono caratterialmente l’uno l’opposto dell’altro. Aggressiva, impaziente e determinata lei, più ironico, paziente e scaltro lui. Ad un certo punto si incontreranno e la trama diventerà più vivace e dinamica. La storia contiene anche un piccolo cameo che i fan di Lucarelli sicuramente noteranno.

Ho l’impressione che questo racconto sia più un piccolo regalo che i due scrittori hanno voluto fare ai loro estimatori. L’idea è nata per caso, durante una videointervista che stavano realizzando per Minimum Fax e il risultato è un piacevole libricino di un centinaio di pagine da leggere sorridendo in meno di un’ora.
Un gioiellino che non può mancare nelle librerie di chi ama l’uno, l’altro o entrambi gli autori.

Gli autori hanno scelto di devolvere i proventi derivati dai diritti d’autore per sostenere progetti di beneficenza, in particolare:

Andrea Camilleri a favore dell’Associazione San Damiano onlus per la realizzazione di una scuola nel lebbrosario di Ambanja, in Madagascar. Per informazioni: www.sdamiano.orgCarlo Lucarelli a favore dell’Associazione Papayo per la realizzazione di una scuola in Sierra Leone. Per informazioni: www.myspace.com/papayoonlus 

Articolo di Marianna "Mari" De Rossi

Dettagli del libro
  • Listino € 10,00
  • Editore Minimum Fax
  • Data uscita 23/06/2010
  • Pagine 120, brossura
  • Lingua Italiano
  • EAN 9788875212780

lunedì 26 luglio 2010

Fiume Pagano - Lauraetlory


Cosa sa Monica di suo padre? Poche, pochissime cose, è da tanti anni che non lo vede. Sa che appartiene alla vituperata schiera dei clochard, sa quale zona frequenta, ricorda qualche dettaglio del viso. Basterà un identikit e una ricerca ostinata per ritrovarlo?
“Fiume pagano” (Edizioni Historica) è un bel giallo scritto a quattro mani da Laura Costantini e Loredana Falcone, una trama ricca di riferimenti storici che si dipana attorno alle morti misteriose di barboni ripescati dal Tevere in tuniche bianche e marchiati sul torace. Prima di essere uccisi sono stati ubriacati con l’assenzio ed è stata fatta loro mangiare la mola salsa, una sorta di ostia pagana. Come questi cadaveri si rapportino ad antichi riti sacrificali collegati col culto della dea Vesta, verrà scoperto a tempo debito mentre i personaggi si muoveranno sciolti lungo le pagine, ognuno calato nella sua parte.
Monica, altruista e decisa, che vive con l’anziana zia Nerina, romanaccia genuina, gira in bicicletta e serve alla mensa dei poveri. È inizialmente indecisa tra l’amore di Claudio, portiere laureato in lettere che cucina delizioso cous cous e quello di Attilio, gioielliere nonché portavoce convinto dell’associazione culturale Brigata Coclite, nostalgica della Roma che fu, ma soprattutto tesa a rivalutare, attraverso l’essenza del passato, il ruolo e il significato di una città oggi ottenebrata dal papato.
Poi c’è il luogotenente Vergassola, c’è Nemo, un giornalista avido di notizie, non proprio digiuno di latino. Gli elementi che arricchiscono questo romanzo, oltre a una scrittura pulita e scorrevole, sono diversi. Le strade, le atmosfere, i dialoghi, gli scorci di vita quotidiana, le piacevoli descrizioni:
“Monica amava quel quartiere perché le riportava il sapore della vita di provincia, il saluto dei negozianti, le facce note mescolate a quelle dei turisti spersi nei vicoli. Il sole doveva ancora tramontare, ma il buio era già spesso lì, nella conca che era stata il ventre molle della Roma imperiale. Il freddo, umido e intenso, non scoraggiava il passeggio. Le vetrine scintillavano di chincaglierie e il profumo della cucina indiana cominciava a spadroneggiare sugli aromi nostrani”.
Si evince il grande amore che le scrittrici romane nutrono per la loro città. E non solo perché è l’Urbe stessa, coi suoi ponti, a scandire i capitoli, ma anche perché la capitale italiana attuale diventa epicentro di una Roma caput mundi in eterno fermento, le cui orme sono ancora solcate da cultori dell’antico e il cui fiume accoglie morte, vita, rinnovamento e, per esteso, trascina nel suo flusso immemore significati reconditi.

Articolo di Marilù Oliva

Dettagli del libro
  • Titolo: Fiume pagano
  • Genere: Narrativa Italiana
  • Autore: Laura Costantini e Loredana Falcone
  • Editore: Historica
  • Anno di Pubblicazione: 2010
  • Collana: Narrativa contemporanea
  • Codice EAN: 9788896656099
  • Prezzo di copertina: € 15,00

mercoledì 21 luglio 2010

Vite difficili di Fabio Lotti


Riprendo in mano e rielaboro un vecchio pezzo messo in naftalina per stuzzicare la curiosità dei miei corpicini freddi. In un precedente articolo abbiamo visto quanto “sfigate” siano molte vite dei personaggi (http://corpifreddi.blogspot.com/2009/11/la-paura-della-sfiga-fabio-lotti.html ) delle amate letture. E le cose da quel momento, mi pare, non sono cambiate (d’altra parte il lasso di tempo trascorso è breve) che le disgrazie pullulano e saltellano giulive ancora come le trans e le escort nel letto dei nostri politici (detta e ridetta ma mi piace l’idea del saltellare).
Oggi puntiamo l’occhio, invece, su alcune vite degli autori per vedere come se la sono passata e come se la stanno passando. Una sbirciatina in maniera veloce tanto per farci un’idea e trascorrere un po’ di tempo fra noi.
Basta partire da quella del capostipite del romanzo poliziesco. Parlo di Edgar Allan Poe. Tutti (o quasi) la conoscono. Non c’è bisogno di farla lunga. Vi troviamo un intermezzo inglese, buoni studi, un matrimonio con una cugina tredicenne il cui aspetto fragile ed etereo gli ricorda la madre morta di tisi e, soprattutto, l’alcol. Una vita tutta genio e sregolatezza dove è difficile assegnare la palma all’uno o all’altra (ricordo in suo onore “Nel cuore del buio”, una raccolta dei più famosi racconti curati amorevolmente da Michael Connolly, Piemme 2009, con l’apporto di venti autori di trhriller “che celebrano qui il bicentenario della nascita del genio americano riconoscendo il loro debito nei suoi confronti”). Qualcosa di simile con quella di Raymond Chandler basata su una educazione vittoriana, la buona scuola, il matrimonio con una “mamma” più vecchia di lui e, ancora una volta, l’alcol.
Ecco, le sbevuzzatone alcoliche sono una costante comune di molti giallisti di razza (anche di letteratoni, a onor del vero e di gente “normale”, se proprio devo dirla tutta), soprattutto della scuola dei duri americani. Ricordo Dashiell Hammett, una vita di lavori precari, la separazione dalla moglie, la tubercolosi, il processo durante il periodo del maccartismo. Conclusione: finisce povero e solo.
L’alcol lega fra loro anche tante vite dedite ai cosiddetti noir e ad altre diramazioni giallistiche. Rallegrate dalla galera per renderle più frizzanti. Vedi quella di Edward Bunker, per esempio, l’autore di “Come una bestia feroce” e “Autobiografia di una canaglia”, per rinfrescare la memoria. Ai gorgogli bruciabudella si aggiungono tutta una serie di collegi, riformatori e, dulcis in fundo, il carcere di San Quentin. Ma lui non se la prende troppo e diventa perfino attore e sceneggiatore dei film tratti dai suoi libri (quando si dice un forte carattere).
Di James Ellroy basta il nome per evocare immani tragedie e lutti personali (tipica frase fatta) come l’assassinio della madre, l’alcol, la droga, la delinquenza, il carcere minorile, la depressione, i ricoveri ospedalieri. Di tutto e di più ed è ancora vivo e vegeto a dimostrazione della testarda resistenza della natura umana (o è lui che non è umano…).
Anche James Lee Burke, quello di “Pioggia al neon”, ha dovuto sopportare sacrifici durissimi. Nessuno voleva pubblicargli i suoi libri fino a quando ha conosciuto l’agente letterario Spitzer (anche gli agenti letterari hanno un’anima). E in galera per rapina a mano armata c’è finito pure Chester Bomar Himes che ha lasciato una serie di polizieschi basati sul problema del razzismo. Si ricordano i due detective neri Coffin Ed Johnson e Grave Digger per il loro soprannomi rispettivamente Ed la Bara e Jones lo Scavafossi che sono tutto un programma e ti mettono un’allegria addosso….
Chi non conosce la storia di Stephen King ? (altra frase fatta). Si sa che in un dato periodo della sua vita ha sniffato tanta coca da dover lavorare con i tamponi al naso e di avere recitato il discorso di addio alla madre completamente ubriaco. Aggiungo un incidente stradale investito da una macchina con conseguenti interminabili operazioni (sfigato è dir poco). E chi non conosce quella di Howard Philips Lovecraft, il padre del genere horror, condannato praticamente all’isolamento completo nella più tenera età? Mal di testa continui, esaurimenti nervosi, difficoltà a trovare lavoro.
Oltre alla sfortuna e all’alcol qualche volta ci si mette di mezzo anche la politica. Così accade per Jim Thompson (si dice che fosse “alcolizzato, vagabondo, donnaiolo”) che ha influenzato l’evoluzione del noir dopo gli anni cinquanta. Ispiratosi a Marx nei suoi libri critica la famiglia, il matrimonio e il lavoro (per lui il male è dappertutto e non c’è nemmeno da dargli torto). Così succede in Francia a Leo Malet. Orfano allevato dal nonno bibliofilo, vaga per il suo paese, soprattutto da una parte all’altra di Parigi, fa mille mestieri, ha amicizie anarchico-surrealiste. I suoi personaggi sono oppressi dalla società, da se stessi, da tutto. Unica alternativa la ribellione (ogni tanto ci sta bene).
In Italia ricordo Scerbanenco. Personalità burrascosa, anche lui mille mestieri e si becca pure la TBC. Al sanatorio una bella scoperta: lo zabaione e unico argomento le donne. La sola infermiera che deve assistere molti malati diventa una specie di Circe. Poi contabile in una grossa ditta ed infine assunto in redazione alla Rizzoli. Il fatto più eclatante è che scriveva, scriveva e scriveva. Se ci fosse stata la possibilità di reincarnarsi in un oggetto sono sicuro che sarebbe diventato una macchina da scrivere.
Fin qui mi sono accorto di avere parlato solo di uomini ( la fila sarebbe ancora lunga). E le donne? Beh, anche su di loro si può dire qualcosa. Ho proprio sotto gli occhi “Undici calze di seta” di Craig Rice, Polillo 2004, il cui destino non è poi così difforme da quello dei maschietti sopra citati. Praticamente abbandonata dai suoi genitori in giro per l’Europa a divorziare e a risposarsi anche lei prende questo vizietto e contrae cinque matrimoni (la mi’ nonna!) da cui vengono fuori due figlie ed un figlio. Sorda da un orecchio e cieca da un occhio (per non far torto all’uno dei due sensi) è attratta dalla bottiglia tanto che deve essere ricoverata al Camarillo State Hospital per alcolismo cronico. Per due volte tenta il suicidio. Viene trovata morta nel suo appartamento di Los Angeles a soli quarantanove anni probabilmente “per un micidiale cocktail di alcol e farmaci”.
Poi c’è Christianna Brand che non beve ma nella vita si dà da fare: “governante, commessa, ballerina, modella, segretaria, insegnante di danza, standista e decoratrice d’interni”. Quando si mette a scrivere per lei è una bazzecola (e me la immagino a tirare un sospiro di sollievo).
Chiudo con Mary Rinheart. Era una scrittrice americana nata a Pittsburg nel 1876 da una famiglia molto povera il cui padre, tra l’altro, muore suicida e la madre rimane paralizzata in conseguenza di una grave ustione (sembra pari pari il personaggio di un libro). Una esistenza tribolata fino a quando riesce a pubblicare, proprio negli anni sopra citati, due romanzi polizieschi “Lo sconosciuto del vagone letto” e “La scala a chiocciola” che cambiano, almeno in parte, il corso tradizionale del giallo.
Non c’è scampo per personaggi e autori. Vite dure, difficili. Sia nella fantasia che nella realtà. E allora un grazie di cuore per tutto quello che ci hanno dato mi viene proprio spontaneo. Magari insieme ad un goccetto per tirarci un po’ su il morale.

Articolo di Fabio Lotti 

martedì 20 luglio 2010

Intervista a Christian Mirra (Quella notte alla Diaz - Guanda Ed.)


Oggi ricade l' anniversario della morte di Carlo Giuliani ed è per non dimenticare che oggi mettiamo online la VideoIntervista della presentazione di "Quel giorno alla Diaz" di Christian Mirra edito Guanda che ha come relatrice Cristina Greco per Corpi Freddi.
La graphic novel, è un vero pugno allo stomaco e racconta i fatti successsi quella maledetta notte alla scuola media Diaz, scuola che ospitava i manifestanti pacifisti che presero parte al corteo del G8 di Genova.


Per non dimenticare


Seconda Parte della videointervista


Ricordiamo inoltre che in questo link troverete la recensione fatta alla graphic novel

Montaggio, Riprese, Musica Enzo BodyCold
Intervista di Cristina Greco

Dettagli del libro

  • Autore: Mirra Christian
  • Editore: Guanda
  • Genere: disegno, arti decorative e minori
  • Collana: Guanda Graphic
  • Pagine: 81
  • ISBN: 8860889294
  • ISBN-13: 9788860889294
  • Data pubbl.: 4 febbraio '10

    lunedì 19 luglio 2010

    Virus - Alessandro Canassa Vigliani


    “Virus” rappresenta il debutto letterario per il giovane frusinate di belle speranze Alessandro Canassa Vigliani. Ritengo sia un privilegio, come collaboratore corpi freddi, la possibilità a me concessa di potere scoprire nuove realtà e ampliare i miei orizzonti; da questa parte della barricata ci si rende conto che, dietro i soliti nomi noti e le centinaia di proposte che periodicamente invadono gli scaffali, c’è un immenso sottobosco di scrittori che cerca, con le unghie e con i denti, anche una piccola possibilità di riuscire ad emergere dall’anonimato. Credo che l’obiettivo di corpi freddi sia pure questo, dare una voce e una opportunità ai giovani scrittori italiani, con una critica disinteressata che possa essere recepita in maniera costruttiva. Alessandro è un ragazzo molto intraprendente, con tanta fame e voglia di metterci l’anima in questa nuova avventura.

    Interessante questa nuova collana editoriale curata dalla Pulp edizioni che rende omaggio ai famosi pulp magazine. Il termine “pulp” deriva dalla carta di qualità decisamente scadente con la quale venivano stampate queste pubblicazioni, tipologia di carta che aveva la caratteristica di ingiallire in brevissimo tempo. Ricordo che scrittori del calibro di Isaac Asimov, Raymond Chandler, H.P. Lovercraft e tantissimi altri hanno scritto romanzi per questa celebre rivista.

    Mettiamo subito in chiaro che “Virus “ non ha nulla a che vedere con medical thriller e similari, Vigliani ci racconta una storia nera che vuole essere una denuncia politico sociale; qui l’unico organismo parassita e il vero vaso di Pandora di tutti i mali è rappresentato dalla TV, dove tutto significa apparire e non essere.

    Protagonista della vicenda è Max Ribaldi, un ricco uomo TV di successo che ha votato la sua vita al culto della ricchezza, del successo e dell’effimero. Max viene rapito e si sveglia completamente legato e imbavagliato in una stanza, tenuto ostaggio di una giovane donna sotto la minaccia di una pistola. Unici oggetti presenti in questo locale sono un TV e un videoregistratore. Max è costretto giocoforza ad assistere a filmati che mostrano episodi della sua vita vissuta. Per quale ragione Max è stato rapito? Ovviamente al lettore scoprirlo.

    Risulta francamente arduo valutare questa opera d’esordio, il messaggio che Alessandro porta avanti è lodevole ma, a mio avviso, viene veicolato in maniera scarsamente incisiva. Ci sono senz’altro buoni segnali ma, a conti fatti, ritengo il lavoro una occasione mancata. Tra l’altro lo scrittore si avventura in un terreno minato ambientando l’intera vicenda in un’unica stanza. Credo che Alessandro stesso si sia reso conto della difficoltà di tenere alta la tensione per tutta la durata della storia e abbia scelto la forma del romanzo breve (o racconto lungo?) per evitare inutili allungamenti del brodo.

    “Virus” pone comunque al lettore terreno fertile per una amara riflessione. Spesso ci si circonda di cose futili per tentare di appagare le nostre insoddisfazioni, cose che ci danno un finto senso di libertà ma che costituiscono, alla fine dei conti, proprio una catena e una schiavitù. O proprio quella stessa TV che ci mostra una realtà distorta e bugiarda, quell’infernale apparecchio che è oppio per le nostre menti e diabolico strumento capace di anestetizzarci il cervello con finti reality e programmi menzogneri.

    Forse aveva proprio ragione il grande Groucho Marx in uno dei suoi brillanti aforismi (giustamente riportato all’inizio del libro): “Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro”.

    Articolo di Marco "Killer Mantovano" Piva

    Dettagli del libro
    • Titolo Virus
    • Autore Canassa Vigliani Alessandro
    • Prezzo di copertina € 13,00
    • Dati 2010, 127 p., brossura
    • Editore Pulp (collana Narrativa)

    sabato 17 luglio 2010

    La villa dei delitti – Martin Porlock


    E’ possibile morire affogati in una stanza? Sì, ma il modo e il movente dovrebbero essere accompagnati più adeguatamente da una trama meno dispersiva.
    Certamente la meccanica del delitto è originale, ma da sola non basta a soddisfare il lettore ormai abituato ai romanzi dell’epoca d’oro del Giallo (il libro è del 1931).
    I personaggi non sono caratterizzati, le figure femminili assai banali e l’investigatore dilettante è un po’ saccente, soprattutto nelle spiegazioni e nel modo in cui tratta la polizia.
    La stessa atmosfera di mistero, che dovrebbe permeare tutto l’ambiente della villa, non riesce ad avvincere il lettore.
    Chi legge rimane un semplice spettatore passivo, che non si sente partecipe della vicenda raccontata: alla fine rimane un senso di già visto e purtroppo una sensazione di delusione.
    Tutto rimane troppo “asettico”, e il lettore non viene spinto dalla curiosità di conoscere i numerosi dettagli descritti; il tipo di scrittura vorrebbe creare attesa nel lettore, ma finisce per suscitare solo impazienza.
    Sono pochi i libri della collana “I bassotti” che deludono le aspettative del lettore, ma questo è la cosiddetta eccezione che conferma la regola, soprattutto perché è e dello stesso scrittore che solo l’anno prima aveva fatto pubblicare “La strana fine di Mr. Benedik”: da Philip MacDonald ci si aspetta di più; un autore capace di scrivere storie non banali e trame sorprendenti che, pur in presenza di una soluzione non del tutto soddisfacente per un lettore esigente, sono pur sempre caratterizzate da idee originali. Forse quando scrive come Porlock l’autore tende a scrivere trame più “classiche”, che all’epoca forse rendevano anche dal punto di vista economico.
    In questo romanzo quella che potremmo definire la parte di “presentazione” della vicenda occupa quasi metà del libro e non fornisce elementi di novità rispetto alle trame dei contemporanei dell’epoca.

    Martin Porlock è uno degli pseudonimi di Philip MacDonald.
    Tra i suoi romanzi disponibili in libreria c’è “La strana fine di Mr. Benedik” (The Rynox Mystery - 1930), pubblicato nella collana I bassotti (è il n. 22) nel 2004. Un giallo classico molto atipico e sorprendente che testimonia le capacità dell’autore di trovare nuovi modi di scrivere una storia d’investigazione “classica”, facendo del mistero della vicenda e non solo della ricerca del colpevole l’obiettivo della curiosità del lettore.

    Articolo di Paolo "Carrfinder"

    Dettagli del libro
    • Listino € 13,40
    • Editore Polillo
    • Collana I bassotti
    • Data uscita 30/04/2008
    • Pagine 309, brossura
    • Lingua Italiano
    • EAN 9788881543113

    venerdì 16 luglio 2010

    L'istinto della caccia - Dashiell Hammett


    Sulle orme di Hammet…

    Dapprima le cellule grigie, le stanze chiuse, gli indizi, i sospetti, la soluzione finale davanti a tutti con il detective baffuto (ma anche senza baffi) o l’amabile vecchietta a tirar fuori insospettabili deduzioni e beccare in castagna l’incauto assassino. Solo dopo è venuto il detective squattrinato, l’ufficio polveroso, la segretaria popputa, lo spazio aperto, il movimento, la corsa, la scazzottata, la pistola che canta ad ogni batter di ciglia. Questo è stato il mio percorso dal classico mystery all’inglese all’hard boiled americana. Ho amato il primo, ho sofferto e poi imparato ad amare anche il secondo. Sempre che si trattasse di autori che lo facessero amare. Quelli con le palle come Dashiel Hammet, per esempio, di cui la Mondadori ci regala L’istinto della caccia, ovvero dieci racconti straordinari.
    Inutile sprecare parole su Hammett che tutti lo conoscono e sarebbe solo un vano sbrodolare di cose dette e ridette, magari citando pure lo stracitato giudizio di Chandler. Veniamo al sodo, cioè ai suoi racconti. Personaggio principale il detective (non mi pare di avere trovato il suo nome ma dovrebbe essere Nich Charles che viene fuori da altri lavori) della “Continental Detective Agency” di San Francisco alle dirette dipendenze del “Vecchio”, un vecchietto (appunto) robusto con i baffi bianchi, faccione roseo, occhi azzurri dietro occhiali senza montatura, cordiale meno “di una corda da capestro”. Prendiamo il primo racconto “Attacco a Couffignal”, tanto per avere un’idea. Due parole: Couffignal è una piccola isola a forma di cuneo abitata da gente che non sta per niente male (eufemismo). In una delle belle case che la punteggiano il nostro detective deve tenere sott’occhio i regali di nozze di una coppia di sposi (avete capito bene). Compito facile se non ci fosse di mezzo, la pioggia, il vento, la luce che va via, scoppi di esplosivi, sparatorie e dunque la necessità di lasciare i regali sotto lo sguardo vigile di due persone e vedere cosa succede là fuori. Succede la rapina ad una banca e al ritorno due morti ammazzati ed i regali, quelli più importanti, spariti. Qui scatta lo Sherlock Holmes nascosto in lui e in quattro e quattr’otto ti becca il colpevole (deduzioni impeccabili).
    A volte deve ritrovare una figlia scomparsa di qualche riccone, se non addirittura due e allora è corsa, movimento, lotta, botte da orbi, coltellate e spari da tutte le parti. A San Francisco, dicevo, magari nel quartiere cinese tanto per dare un tocco di esotico tra buio, infide fanciulle, corse sui tetti, contrabbando di armi, menzogne e tradimenti. Con il nostro a risolvere i problemi e salvare il salvabile, magari dopo qualche tirata di sigaretta, un sorso di gin al ginger (ma va bene anche altro) andando anche un po’ contro la legge. Nich fa questo lavoro sia per i soldi ma, soprattutto, perché gli piace “E’ l’unico sport che io conosca e non riesco ad immaginare avvenire più piacevole che un’altra ventina e più d’anni di questo sport. E non ho intenzione di privarmene!”. Un cacciatore (da qui il titolo della raccolta) che non si lascia sfuggire la preda ma che non spara per uccidere (solo se costretto). Gli basta mirare al polpaccio o al ginocchio tanto per fermare l’avversario di turno.
    Talvolta ci si sposta in Muravia sotto i colpi della rivoluzione (incasinamento politico) o nel deserto dell’Arizona dove da sceriffo se la deve vedere con la banda di mascalzoni che pullulano anche lì e dove prospera un mercato di immigrazione clandestina. Tutto il mondo, anche nei tempi passati, è paese.
    Movimento, forza, brutalità, tensione e paura, puntigliosa osservazione e deduzione (anche molto dettagliata ) che non si guardano in cagnesco ma vanno a braccetto come bravi scolaretti. Personaggi colti nella loro vera essenza esteriore ed intima, presentati uno per uno, a partire dai suoi collaboratori ed informatori ( come Dick Foley) fino al più bieco dei disgraziati maledetti, con la loro vita passata e la presente viva e pulsante. Orrori e tragedie, lievi speranze in un mondo che non lascia spazio ai deboli e agli onesti e l’ambiente esterno, cittadino e aperto, a fare da sponda a tutti i rimescolamenti dell’animo umano.
    Stile secco e preciso come una stilettata, infiocchettato di pungente ironia che non risparmia nessuno. Le frecciate arrivano all’improvviso quando meno te lo aspetti. Ironia e auto ironia tanto da far esclamare al nostro detective alla fine di una frenetica avventura “Che vita!”.
    Non aggiungo altro. E’ poco, è niente, ma di fronte a certi scrittori è meglio leggerli e stare zitti. Che ci si risparmia pure qualche brutta figura.

    Articolo di Fabio Lotti

    Dettagli del libro
    • Titolo L' istinto della caccia
    • Autore Hammett Dashiell
    • Prezzo € 5.50
    • Dati 2010, brossura
    • Editore Mondadori

    giovedì 15 luglio 2010

    Il fattore Scarpetta – Patricia Cornwell



    Il passato ritorna. L'incubo ricomincia.
    Sì. L'incubo ricomincia, ma... per Kay Scarpetta o per noi lettori?
    Anche con quest'ultimo romanzo la Cornwell sembra confermarsi come una garanzia. Ma, se nei primi suoi libri la garanzia per il lettore era di avere fra le mani degli ottimi thriller innovativi e sempre ricchi di suspense, ormai la garanzia è che anche questo libro sarà un ottimo sonnifero, come il precedente. [link alla rece dell'anno scorso]
    Nella mia decennale esperienza di lettrice m'è capitato, credo, pochissime volte di abbandonare la lettura di un libro per lasciarlo 'decantare' e riprenderlo più avanti. Con Il fattore Scarpetta purtroppo è successo. Eppure la trama sembrava promettere bene.
    Siamo a una settimana dal Natale, periodo che sembra essere fra i preferiti dai giallisti per ambientarvi le loro storie. Luogo: New York, Central Park. Viene ritrovato il corpo senza vita di una ragazza, Toni Darien. Gli elementi scoperti durante l'autopsia da Kay (in servizio presso l'Istituto di Medicina Legale di New York) sono quanto mai contraddittori. L'omicidio inoltre sembra collegato alla scomparsa della multimilionaria Hannah Starr da un misterioso taxi giallo. Quando Kay partecipa a una trasmissione televisiva della CNN, particolari inediti vengono rivelati suo malgrado in diretta dalla presentatrice Carley Crispin: si invoca il famoso fattore Scarpetta, quella sua particolare abilità di risolvere qualsiasi caso. Al suo ritorno a casa Kay riceve un misterioso pacco che forse contiene una bomba. La minaccia viene dal suo passato o da quello delle persone a lei care, Benton e Lucy?
    La narrazione continua su più fili paralleli, seguendo le azioni e le indagini non solo di Kay, ma anche di suo marito Benton, della nipote Lucy e di Pete Marino. Questo intrecciarsi della narrazione rende meno scorrevole la lettura, con stacchi e cambi di prospettiva fra un capitolo e l'altro, indagini che sembrano slegate l'una dall'altra e in cui si fa fatica a raccapezzarsi. Il ritrovare la stessa Kay a New York ci stupisce: come c'è arrivata? Cosa fa oltre ad apparire in televisione? La vediamo molto poco nei panni che l'hanno resa famosa, quelli dell'anatomopatologa. E, se un tempo erano proprio le sue autopsie il cardine risolutore dei casi, ora non più. Benton è sempre più preda dei fantasmi del suo passato e non sa darsi pace né per quanto accaduto a lui alcuni romanzi fa né per quanto accaduto a Kay per colpa di Marino. Marino invece, lui sì sembra migliorato e in progressione come personaggio, anche se sta diventando un po' troppo perbenino e pulitino. Lucy è sempre alle prese con i suoi tormentati amori gay e gli ultimi ritrovati della tecnologia informatica. Insomma c'è molto poco di nuovo sotto il sole. Pure il cattivo di turno è sempre lui e non lo sveliamo solo per non rovinare l'ultimo residuo di suspense, anche se, arrivati al punto cruciale, son sicura che molti lettori esclameranno: No, ancora lui!!!

    Articolo di Martina “Palazzo Lavarda” Sartor

    Dettagli del libro
    • Titolo: Il fattore Scarpetta
    • Autore: Patricia Cornwell
    • Editore: Mondadori
    • Collana: Omnibus
    • Titolo originale: The Scarpetta Factor
    • Traduttore: Annamaria Biavasco e Valentina Guani
    • Anno: 2010
    • Pagine: 417
    • ISBN: 9788804601364
    • Prezzo: € 20.00 

    mercoledì 14 luglio 2010

    Caro Caino - Ignacio García-Valiño


    «Abbiamo passato un sacco di mesi senza affrontare il problema. Gli abbiamo dato tempo, siamo stati pazienti, tesoro, ma non è servito a niente. Il fatto è che non sappiamo cosa gli succede, né quale sia il suo male». Queste parole sono pronunciate da Coral nei confronti del figlio Nicolàs Albert, dodicenne, appassionato di scacchi. Lui vive in una famiglia apparentemente felice: una sorella, una bella mamma medico, un padre manager e una governante che accudisce la ricca villa di La Moraleja. Ma fin dalle prime pagine l’atmosfera è resa inquieta, quasi lugubre e sospesa, dai comportamenti strani del ragazzo. Prima l’episodio della mosca scagliata contro il computer, tramortita e torturata. Poi quello del cane, avvenuto una sera, quando i genitori, tornando a casa, hanno trovato strascichi di sangue e, terrorizzati, si sono precipitati alla ricerca dei figli. Ma i figli stavano bene, mentre il cane giaceva riverso stecchito nel letto nuziale, con una pallina da tennis in bocca.
    Che ci fosse qualcosa di strano, nel figlio, già lo sospettavano da tempo. Così decidono di chiedere aiuto a uno psicologo, un professore di psicologia infantile presso l’Universidad Autónoma. Julio Omedas, lo psicologo, è stupito ma calamitato dal ragazzo: la sua acerba inclinazione al male è palpabile perfino dalla ritrosia. Eppure un po’ alla volta, avvicinandolo anche grazie agli scacchi, Julio crede di aver conquistato Nicolàs. Ma è tutto un abbaglio, perché il ragazzo è così assuefatto dalla seduzione del male che si è messo, con un abile gioco mentale, dalla parte del burattinaio. Psicologia e violenza, un clima di suspense in un rimando di identità che non si svela per molte pagine.
    Un thriller psicologico scritto con una prosa lineare e succosa, belle descrizioni mai superflue, dialoghi verosimili: il tutto concorre a rendere la lettura incalzante e piacevole. Ottima prova per Ignacio García-Valiño, nato a Saragozza nel 1968, psicologo scolastico, oltre che scrittore e sceneggiatore cinematografico. La maggior parte della sua produzione letteraria non è ancora tradotta in lingua italiana e va un plauso a Piemme per aver tradotto e pubblicato nella sua collana Linea Rossa “Querido Caín”, romanzo che, nel 2006, è stato finalista del Premio de Novela Ciudad de Torrevieja.

    Articolo di Marilù Oliva

    Dettagli del libro
    • Formato: Brossura
    • Pagine: 433
    • Lingua: Italiano
    • Titolo originale: Querido Cain
    • Lingua originale: Spagnolo
    • Anno di pubblicazione 2010
    • Traduttore: P. Olivieri
    • Editore: Piemme (Linea Rossa)
    • Prezzo: 18 euro
    • Isbn: 978-88-384-9926-5

    lunedì 12 luglio 2010

    Non credere ai tuoi occhi - Elizabeth Hand


    Io lo sapevo che non mi dovevo fidare della copertina, mannaggia a me e ai miei disturbi ossessivi da acquisto compulsivo. E nonostante tutto quell’immagine di una bambina spaventata tra le braccia di un uomo con la maschera da lupo cattivo continuava a solleticare la fantasia, a ricordare quasi nel mio immaginario la favola di “Cappuccetto rosso” in chiave molto malata. Tenuto conto il buon feedback guadagnato dall’editore Elliott, dopo mesi di tentennamenti, ho deciso di cedere alla tentazione.
    Gravissimo errore.
    Ma partiamo con ordine. Elizabeth Hand è una scrittrice newyorkese con già all’attivo parecchi romanzi usciti oltreoceano (quasi tutti di genere fantasy), ma, fino ad oggi, totalmente sconosciuta al pubblico italiano. Questo è il suo primo romanzo uscito in Italia e mi auguro con tutto il cuore sia anche l’ultimo. Mi piacerebbe sapere chi è quell’individuo che, in quarta di copertina, l’ha definita, a livello d’influenze, un incrocio tra Patricia Cornwell e Patricia Highsmith ma, soprattutto, in preda a quali sostanze stupefacenti si sia sottoposto per fare simili affermazioni. Già un simile accostamento tra queste due scrittrici mi sembra totalmente innaturale di per se stesso. Potremo fare rientrare “Non credere ai tuoi occhi” nel thriller psicologico, peccato fallisca proprio nei punti di forza che dovrebbero rappresentare il genere: ritmo, tensione e caratterizzazione dei personaggi.
    “Non credere ai tuoi occhi” vede protagonista Cass Neary, una fotografa punk newyorkese fallita, sempre strafatta di droga e sostanze alcoliche. Per sbarcare il lunario decide di accettare l’offerta di un collega che le propone una intervista con una artista maledetta della scena degli anni settanta. Si reca quindi in un’isola sperduta al largo della costa del Maine dove risiede questo strano personaggio. Si troverà invischiata in una vicenda assurda, ridicola e totalmente delirante.
    Al di là del fatto che l’antieroina Cass è un personaggio incredibilmente irritante e fastidioso, sempre impegnato a impasticcarsi di anfetamine o scolarsi l’ennesimo bicchiere di Jack Daniel’s , il vero problema del romanzo è che per le 390 pagine non succede praticamente nulla. Ci deve essere nel sottoscritto una punta di masochismo per essere riuscito ad arrivare al termine di questo strazio, una vicenda che non trasmette nulla al lettore se non un senso di disgusto per avere buttato letteralmente via ore del proprio tempo libero. Un romanzo “immobile” con personaggi anonimi e poco credibili, una continua noiosa sequela di descrizioni sulle tecniche fotografiche che risultano veramente ai limiti dell’umana sopportazione per il povero lettore. Senza contare il continuo e ossessivo impiego di droghe, acidi e allucinogeni che, nonostante non mi ritenga un lettore bacchettone, mi ha rivoltato proprio per l’inutilità di queste azioni ai fini narrativi.
    Evitate di spendere 19,50€ per una simile oscenità e rivolgetevi magari a qualche degno autore italiano che fa fatica a uscire dall’anonimato per la difficoltà di essere distribuito in maniera decorosa.
    Siete avvertiti, tenetevi lontani.

    Articolo di Marco "Killer Mantovano" Piva

    Dettagli del libro
    • Non credere ai tuoi occhi
    • Elizabeth Hand 
    • Traduzione Clara Nubile
    • Elliot Edizioni
    • collana Scatti
    • pag. 387
    • euro 19,50
    • ISBN 978-88-6192-024-8

    domenica 11 luglio 2010

    Gli amici di Eddie Coyle - George V Higgins


    Sono tutti a cercare degli agganci, e non è il caso di buttare merda nel pozzo, perché magari un giorno o l’altro ci vorrai bere anche tu.

    Se mai vi venisse in mente di mettervi a scrivere di crimini e canaglie non fatelo prima di aver letto e riletto, e anche un po’ imparato a memoria, questo gioiello di stile e narrazione, un piccolo big-bang che ha imploso il genere riscrivendone formule che rischiavano di isterilirsi. Magari la storia del libercolo è stranota, magari no: un ex procuratore aggiunto di Boston, tal George Vincent Higgins, dopo una decina di tentativi di darsi alla letteratura, imbrocca la marcia giusta e, nel giro di un centinaio di pagine, riesce a condensare, in pieno periodo romantico, con l’eroe di turno che per contratto vive di lacerazioni interne e crisi esistenziali, tutta la poetica del gangsta on the air.
    Ricorre oggi il 40°anniversario dell’uscita di quello che per Elmore Leonard rimane “Il miglior romanzo poliziesco mai scritto – ha ridotto Il falcone maltese ad una lettura di Nancy Drew." Leonard ne ha ben donde, se è ancora il miglior dialoghista in circolazione lo deve proprio allo sconquasso creatogli da Eddie e i suoi amici (1).
    Suoi amici per dire, l’ironia abbonda fin dal titolo. Coyle si trova sul classico passaggio stretto, come si muove pesta una merda. Già per questi amici ci ha rimesso una mano, lo chiamano “Eddie Dita” che poi sono quattro nocche in più, spuntate dopo una schiacciatina in un cassetto. Cose così, come dice al compare. Il compare è Jackie Brown (2) e ha buone armi rubate da rivendere. Sono in commercio assieme, ma Eddie deve andarci piano, ha una pena in sospeso e un’apertura di credito con il gran giurì. C’è la famiglia da mantenere, se rimane fregato chi penserà a loro? Intanto i suoi clienti hanno perfezionato il collaudo dei ferri, per essere sicuri che non abbiano difetti li provano nelle banche del paese. Una volta va bene, due no, ci scappa il morto. Si sa che in questi casi lo sbirro si innervosisce e la cattura dei colpevoli diventa un tantino urgente. Van bene anche mezzi meno nobili, come ricattare Eddie il soffia perché riferisca cosa si dice in giro. Eddie è a un bivio, ma, ora che appoggia la scarpa, qualcosa gli rimane comunque incollato.
    Higgins, è facile presumere, deve tutto alle sue lunghe frequentazioni. Ore ad ascoltare litanie sgrammaticate, spiate e tradimenti, vendette e patti scellerati, concentrati di (mala) vita che fuoriescono dalle aule, tracimano lungo i corridoi e cospirano negli angoli più bui. Una riserva di vaniloqui tutta da valorizzare, con la spontaneità e naturalezza che riesce a rendere solo chi ne è fine inteprete. Higgins intuisce il potenziale della chiacchiera: quel parlare per gravità, con le parole che rotolano come lungo un pendìo e si perdono in mille rivoli, è la chiave d’accesso per un nuovo modo, più vero, più fedele e in fondo più onesto, di presentare il crimine.
    Il romanzo acquista una robusta iniezione di realismo. Riporta sulla terra la retorica del delinquente, dal mito picaresco del fuorilegge all’epopea triste del predestinato dalla cattiva sorte. Il malavitoso è come si presenta, un manovale a cottimo, un precario che cerca di fare giornata perché ha tre figli che crescono e vanno a scuola. Si potrebbe dire della banalità del crimine. Non c’è proprio niente di epico, di avventuroso, nell’intraprendere il mestiere, anzi qui sono tutti figli di puttana che fanno a gara a fregarsi l’un l’altro.
    Il secondo affondo è di tipo stilistico. La parola viene prima dell’immagine, anzi la sostituisce, si forma dal racconto orale dei suoi protagonisti. Lo scrittore si annulla, non ci si accorge nemmeno che ci sia. Rimanete ad ascoltare e, tra un’imprecazione e l’altra, Eddie e i suoi amici vi sveleranno antefatti, trame, sviluppi e diramazioni. Si srotola il filo della storia e, in un soffio, splendidamente, siamo già alle conclusioni. E’ l’applicazione più brillante della regola show, don’t tell, delle scuole di creative writing: non starla a menar tanto, mostra, fai succedere.
    Il picco si raggiunge nella descrizione delle rapine. Be’ qui dovete godervela tutta, prendete una buona volta questo libro e sappiatemi dire.

    (1) Così come in debito si trovano Joseph Wambaugh, Mordecai Richler, Mario Puzo, e su su, fino ai giorni nostri, Lehane, Connolly, Lansdale, Bill James, per non parlare del cinema, Mamet, Gregory Dunne, Scorsese, Tarantino e altri ancora.
    (2) Si, proprio il nome che Tarantino regala all’omonimo/a del film, in omaggio ad un mito delle sue letture giovanili.

    Articolo di Michelere "Frankie Machine" Frascari

    Dettagli del libro
    • Libro : Gli amici di Eddie Coyle
    • Autore: Higgins George V.
    • Editore: Einaudi
    • Traduttore: Luca Conti - Luisa Piussi
    • Genere: letterature straniere: testi
    • Collana : Einaudi. Stile libero. Noir

    sabato 10 luglio 2010

    Consigli per gli acquisti: Luglio


    Giuseppe Guin - Io ti aspetto qui

    Ritorna la protagonista di "L’amore imperdonabile", il romanzo ambientato negli Anni '50 sul lago di Como e best-seller del 2009.
    È una donna in fuga con i suoi enigmi. Il mistero sul lago si infittisce e un uomo promette: “Io ti aspetto qui”.
    Giuseppe Guin è giornalista al quotidiano “La Provincia” di Como. Ha pubblicato libri di interviste – Storie di comaschi speciali (2003), Como. Il passato, il futuro (2009), Gente comune (2010) – e romanzi di successo come "Qui non succede niente" e "L’amore imperdonabile", storia divenuta famosa di un mistero sul lago.

    Dettagli del libro
    • Giuseppe Guin
    • Io ti aspetto qui
    • Book Editore
    • pp. 288
    • € 15,00
    • ISBN 88-7232-657-2
    • ISBN 13: 978-88-7232-657-2

    Michael White - L'anello dei Borgia

    A Londra, durante i lavori di ristrutturazione di un antico palazzo della City, viene rinvenuto uno scheletro. Potrebbe essere appartenuto a chiunque, ma un indizio fa pensare che si tratti di una scoperta eccezionale: sull’indice della mano destra brilla un anello d’oro con un magnifico smeraldo… Intanto, al commissariato di polizia di Brick Lane, l’ispettore Pendragon è alle prese con un caso di omicidio. Un crimine sanguinoso e spietato, apparentemente inspiegabile, a cui ne seguiranno altri, altrettanto efferati. E mentre Pendragon segue le tracce di un assassino inafferrabile, si fa sempre più chiaro che esiste un legame con quel misterioso anello. Quali indicibili segreti custodisce? Tutte le ipotesi portano a una ragnatela di misteri, intrighi e congiure che cinquecento anni fa avvolse i vicoli della Londra elisabettiana… E sulla città cala l’ombra spettrale di una potentissima famiglia rinascimentale la cui sanguinaria ferocia divenne leggenda: i Borgia.

    Dettagli del libro
    • Michael White
    • L'anello dei Borgia
    • ISBN 978-88-541-1985-7
    • Pagine 336
    • Newton Compton
    • Euro 14,90
    • Nuova Narrativa Newton n. 230
    • In uscita il 15 luglio

    Lars Rambe - Incubo Bianco

    Gennaio 1965
    Nella tranquilla cittadina di Strängnäs un uomo e una donna vengono ferocemente uccisi durante una violenta bufera di neve. Lui era appena scappato da un ospedale psichiatrico, lei era la ragazza più bella e corteggiata della città.
    Novembre 2005
    Fredrik Gransjö, un giovane e ambizioso giornalista, arriva a Strängnäs per fare un’inchiesta sul vecchio manicomio. I suoi articoli riaprono il caso del duplice omicidio di quarant’anni prima, che – come il giovane scopre a sue spese quando rimane coinvolto in una spirale di ritorsioni e nuovi misteriosi delitti – nasconde molte scomode verità. Ma Fredrik non è l’unico interessato a far luce su questa oscura vicenda… e le ceneri mai spente di un odio antico tornano a incendiare l’incubo bianco.

    Dettagli del libro
    • Lars Rambe
    • Incubo bianco
    • Newton Compton
    • ISBN 978-88-541-2216-1
    • Pagine 432
    • Euro 6,90
    • In uscita il 22 luglio

    Steve Berry - Il tesoro dell' imperatore

    È solo un incubo, ma sta diventando un’ossessione: Cotton Malone continua a rivivere in sogno l’attentato di Città di Messico in cui è rimasto ucciso Cai Thorvaldsen, un giovane e brillante diplomatico danese. Un attentato che lui non è riuscito a sventare e che gli ha cambiato la vita: dopo le dimissioni da agente operativo del dipartimento di Giustizia americano, Cotton si è infatti trasferito a Copenhagen dove, grazie all’aiuto del padre della vittima, il miliardario Henrik Thorvaldsen, ha aperto una libreria antiquaria. Henrik però non ha mai smesso d’indagare sulla morte dell’amato figlio e adesso ha finalmente il nome del colpevole: Lord Graham Ashby, un losco trafficante d’opere d’arte, di recente reclutato dal Club di Parigi  una lobby di avidi speculatori europei  per scoprire dov’è stato nascosto il leggendario tesoro di Napoleone. Animato da un bruciante desiderio di vendetta, Henrik chiede quindi a Cotton di ricostruire la storia del tesoro, di localizzarlo prima di Ashby e di sventare così i piani del Club di Parigi. E l’unico modo per riuscirci è rintracciare un enigmatico volume, citato da Napoleone nel proprio testamento e affidato al suo maggiordomo pochi giorni prima di morire. Ben presto, però, Cotton viene a sapere che pure il governo degli Stati Uniti è interessato alla cattura di Ashby, perciò è costretto a fare una scelta: onorare il debito di riconoscenza nei confronti dell’amico o rimanere fedele al suo Paese...

    Dettagli del libro
    • Il tesoro dell'imperatore
    • Steve Berry
    • Traduzione di Elisa Villa
    • Collana: Narrativa
    • Nord Ed.
    • Pagine: 450
    • Prezzo: € 19.60
    • In libreria dal: 8 Luglio 2010

    Andrew Vachss - The Gateway Man. L' uomo della fuga

    Eddie ha cominciato a rubare automobili molto prima di avere l’età per prendere la patente: per lui il furto d’auto è un istinto irrefrenabile, e una vita onesta è una possibilità remota. La sua massima ambizione è quella di diventare autista per la mala, l’uomo che fa fuggire il più velocemente possibile i criminali dal luogo del delitto. Dopo un avvio di carriera non proprio fortunato, costellato di permanenze prima al riformatorio e poi in prigione, grazie alla sua abilità di guidatore e all’assoluta dedizione alla causa, conquista la fiducia di J.C., un rapinatore quasi leggendario. Quando non è impegnato a truccare i motori delle auto per le rapine, Eddie passa il tempo a guardare video di fughe in macchina. Tutto sembra andare per il meglio, finché non conosce Vonda, la donna di J.C., che non riesce in nessun modo a stargli lontana. Approfittando delle frequenti assenze del suo uomo, soprattutto quando, di notte, è impegnato a organizzare i suoi piani criminali, Vonda si avvicina sempre più a Eddie, cui racconta delle violenze che è costretta a subire da J.C. Presto la donna diventerà l’ispiratrice di un piano più ambizioso e pericoloso che mai, il colpo che potrebbe consentirgli di ritirarsi dagli affari, ma per il quale dovrà mettere in gioco tutta la sua vita.

    Dettagli del libro
    • collana COLLEZIONE VINTAGE
    • genere NARRATIVA
    • Editore: Fanucci
    • anno 2010
    • pagine 192
    • prezzo € 16,00
    • isbn 978-88-347-1624-3
    • traduttore Luca Conti

    Richard Matheson - The Box

    Già trasposto in un celebre episodio della serie Ai confini della realtà, The Box ruota attorno alla vicenda di una coppia di giovani sposi che un giorno si vede recapitare una scatola di legno con sopra un pulsante. Lo strano personaggio che si presenta alla loro porta con il dispositivo gli spiega che, se lo azioneranno, riceveranno una grossa somma di denaro in grado di cambiare le loro vite per sempre; tuttavia la conseguenza del loro gesto sarà che, da qualche parte nel mondo, una persona che non conoscono morirà all’istante. Hanno solo un giorno per decidere cosa fare. Inizialmente sconvolti dalla richiesta, che trovano inaccettabile e immorale, col passare delle ore i due si rendono conto di non riuscire ad allontanare la tentazione di cedere a quel l’enorme offerta di denaro: un dilemma morale difficile da sciogliere, che assumerà risvolti inaspettati. Un thriller che indaga la psiche umana, da una geniale intuizione di Richard Matheson, ora trasposto sul grande schermo da Richard Kelly – già regista di Donnie Darko – con Cameron Diaz nel ruolo principale di Norma Lewis.

    Dettagli del libro
    • collana CINEMA
    • genere CINEMA
    • Editore: Fanucci
    • anno 2010
    • pagine 192
    • prezzo € 13,00
    • isbn 978-88-347-1617-5
    • traduttore Anna Ricci

    Ted Dekker - Black

    Nel tentativo di sfuggire ai sicari di uno strozzino al quale deve restituire centomila dollari, l’aspirante scrittore Thomas Hunter viene ferito da una pallottola alla testa e perde conoscenza.
    Al risveglio si ritrova catapultato in un incontaminato mondo futuro, nel quale scopre che la Terra antica, quella del 2010 in cui crede di vivere, è stata in realtà annientata da un letale virus a diffusione aerea, in grado di infettare in meno di tre settimane intere nazioni.
    Il multimilionario svizzero Valborg Svensson, finanziatore dello sviluppo dell’arma batteriologica, è infatti intenzionato ad accrescere il
    proprio potere attraverso l’arbitrario controllo del vaccino. Per Thomas Hunter il compito di fermare il piano criminale di Valborg non sarà un’impresa agevole, perché ogni volta che si addormenta si risveglia alternativamente in uno dei due mondi, e si ritrova costretto ad assimilare gli usi e le regole di sopravvivenza del mondo futuro, fatto di foreste del bene e del male, di pipistrelli, e abitato da creature apparentemente selvagge, ma in verità docili e coscienziose come la bella Rachelle, la figlia del capo tribù, che lo presceglie come suo compagno. E mentre le lancette del tempo compiono il loro inesorabile cammino, collegamenti e parallelismi tra i due mondi rivelano un intreccio che forse solo Thomas è in grado di sbrogliare.

    Dettagli del libro
    • collana GLI ACERI
    • genere THRILLER E NOIR
    • anno 2010
    • editorei: Fanucci
    • pagine 464
    • prezzo € 16,00
    • isbn 978-88-347-1625-0
    • traduttore Alessia Donin

    Jefferson Bass - Anatomia di un delitto

    Unico laboratorio al mondo dove si studia la decomposizione dei cadaveri, la Fabbrica dei Corpi, nel Tennessee, è «abitata» da centinaia di corpi senza vita, che vengono monitorati in tutte le condizioni possibili: nudi, avvolti nella plastica, vestiti con abiti di cotone o di fibre sintetiche, sistemati in pozze d’acqua o sotto lastre di calcestruzzo, chiusi in roulotte o edifici climatizzati… Un regno a dir poco bizzarro e governato da un sovrano assoluto: l’antropologo forense Bill Brockton, le cui ricerche sono state spesso decisive per risolvere i casi più complicati o singolari. Proprio come quello che lui si appresta a «ricreare»: in un bosco dei dintorni, infatti, è stato ritrovato il cadavere di un uomo, appeso a testa in giù, decomposto soltanto nella parte inferiore del corpo, mutilato e con addosso abiti femminili. Tuttavia, proprio mentre si prepara ad accettare quell’ennesima sfida scientifica, il dottor Brockton viene travolto da un’autentica bufera, che lo obbliga a difendersi da un’incredibile accusa…

    Dettagli del libro
    • BILL BASS- JON JEFFERSON
    • Anatomia di un delitto
    • Trad. di E. Cervini
    • MYSTERY/THRILLER/ SUSPENSE - THRILLER
    • TEADUE 1823;
    • pp. 356;

    Manda Scott - Il teschio di cristallo

    Una leggenda maya narra dell’esistenza di tredici teschi di cristallo, creati dopo il diluvio che ha sommerso la mitica città di Atlantide. Nove destinati agli uomini, quattro al regno animale. Si dice che il 21 dicembre 2012, giorno in cui l’umanità si troverà ad affrontare l’abisso, le tredici pietre si riuniranno per dar vita al serpente piumato, Quetzalcoatl, lo spirito della Terra… Parigi, 1556. Il medico inglese Cedric Owen mostra a Nostradamus un teschio di cristallo azzurro. Turbato, Nostradamus spiega all’uomo che quell’oggetto segnerà il suo destino: Owen dovrà andare nel Nuovo Mondo, scoprire i poteri del teschio, scriverli perché non vadano perduti, e infine nascondere l’oggetto, affinché torni alla luce nel momento propizio… Inghilterra, 2007. Stella, una giovane speleologa, e suo marito Kit, professore a Cambridge, esplorando le grotte dello Yorkshire, ritrovano lo scheletro di un uomo con accanto un teschio di cristallo azzurro. I due scoprono che di quell’oggetto si parla in un antico manoscritto ornato da numerosi glifi maya che sembrano indicare un luogo, forse una data… Stella e Kit dovranno ripercorrere i cunicoli più oscuri della Storia per svelare un segreto che unisce un remoto passato a un futuro potenzialmente catastrofico per l’umanità intera…

    Dettagli del libro
    • MANDA SCOTT
    • Il teschio di cristallo
    • Trad. di D. Leccacorvi
    • MYSTERY/THRILLER/ SUSPENSE - MYSTERY
    • TEADUE ;
    • pp. 406; 

    Asa Larsson - Finchè sarà passata la tua ira

    Nel profondo nord della Svezia, circondati da un paesaggio di straordinaria bellezza, Wilma e Simon stanno per affrontare l'avventura che attendevano da mesi. Sono giovani e innamorati, intorno a loro la pellicola bianca del gelo si stende sul bosco intanto che si preparano a immergersi nel Vittangijärvi, alla ricerca del relitto di un aereo precipitato molto tempo prima. Ma mentre nuotano sul fondo del lago, qualcuno scioglie la sagola di sicurezza e chiude l'apertura verso la superficie, posandoci sopra una porta di legno. Non avranno scampo. Quando molti mesi dopo il corpo di Wilma viene finalmente alla luce, Rebecka Martinsson, ora procuratore a Kiruna, sa che non è stata una disgrazia. Comincia per lei una nuova indagine nella sua amata terra lappone, che oltre alle meraviglie di una natura primitiva, le offre anche l'ostilità di una popolazione dura e sospettosa. Rebecka e l'ispettrice Anna-Maria Mella intuiscono che è nel passato che vanno cercate le ragioni di un gesto tanto spietato, e sfidano il silenzio di una famiglia che da lunghi anni custodisce un segreto crudele. Con la sua caratteristica ambientazione e forza espressiva, Åsa Larsson, definita dalla critica una «cometa nell'universo del giallo scandinavo», delinea con efficacia una fatale rete di colpe, paura e tradimento, intrecciando sapientemente le vicende della storia al destino e alle scelte dei singoli individui.

    Dettagli del libro
    • pp. 320, 1° ed. 
    • Euro 17.00 
    • 2010
    • Marsilio
    • isbn: 978-88-317-0608-7

    Marilù Oliva - ¡Tu la pagaràs!

    ¡Tu la pagaràs! è una storia irresistibile e sorprendente di morte e salsa, ricca di sensualità e mistero, un giallo coinvolgente e appassionante che conferma Marilù Oliva come una delle voci più interessanti e originali del noir italiano contemporaneo.
    Bologna. È quasi finita la notte quando, in una sala da ballo di salsa e merengue, viene ritrovato il cadavere del barista del locale, Thomàs Delgado. Molti sono i potenziali indiziati, prima tra tutti la Guerrera, fidanzata di Thomàs. Disincantata, scanzonata, impulsiva, un po’ vanitosa, un po’ maschiaccio, vera salsera, spirito combattivo, la Guerrera lavora presso una sorta di redazione-garage per un giornale diretto da un becero individuo. È guerriera di capoeira, l’arte marziale brasiliana nascosta sotto forma di danza, e oltre alla salsa ha due grandi passioni: Dante Alighieri e le patatine fritte. Vive con Catalina, l’amica cartomante, appassionata come lei di balli latinoamericani e santeria. Le indagini vengono condotte dall’ispettore Gabriele Basilica e si incrociano con quelle della Guerrera, che lo introduce nel mondo della salsa, svelandogliene fascino e incoerenze, verità e mistero. La ragazza a volte si contraddice, tanto che i sospetti cadono a più riprese su di lei. Infatti, avrebbe avuto molte buone ragioni per farla pagare a Thomàs, inguaribile sciupafemmine. Nel frattempo un altro cadavere viene ritrovato nella campagna emiliana: anche in questo caso la vittima è legata all’ambiente dei locali di salsa e merengue. E così, tra insegnanti di danza, animatori pugliesi che si spacciano per latinoamericani, ballerine bellissime e signore rifatte, esibizionisti, rituali religiosi affascinanti e arcani, storie di sesso torbido, gelosie e superstizioni, l’ispettore Basilica si trova catapultato in un mondo per lui inedito e pressoché incomprensibile. Però proprio dagli orishas, gli dei della santeria cubana, quando tutte le piste sembrano condurre al nulla, verrà un aiuto inaspettato per scoprire il colpevole…

    Dettagli del libro
    • Marilù Oliva
    • ¡Tu la pagaràs!
    • Collana Scatti
    • Elliot Edizioni
    • pp. 288
    • Prezzo di Copertina: euro 16,00
    • Luglio 2010
    • ISBN 9788861921993 

    Barry Eisler - I senza nome

    Langley, sede centrale della CIA. Novantadue video di interrogatori a presunti terroristi. Ore e ore di crudeltà spietata perpetrata dagli agenti americani, di cui l'opinione pubblica non può e non deve essere testimone. Sono documenti troppo compromettenti che nessuno deve vedere. Ma le registrazioni misteriosamente scompaiono, senza lasciare traccia. Forse rubate, forse perse: nessuno rivendica il furto. Per evitare scandali, la CIA decide di insabbiare il caso.
    Il segreto rimane sepolto per anni, fino a quando Daniel Larison, un ex commando, si fa vivo affermando di essere in possesso di tutti i video. Vuole cento milioni di dollari in diamanti. Entro cinque giorni, altrimenti divulgherà tutti i contenuti su Internet. Ecco perché la CIA decide di richiamare sul campo il suo uomo migliore, Ben Treven, un agente segreto il cui compito era quello di stanare ed eliminare bersagli sensibili nella guerra al terrorismo. Solo lui è in grado di trovare Larison e impedirgli, a qualsiasi costo, di diffondere i filmati. Ben è una macchina di morte, solitario, infallibile, e ha giurato di non voler avere più niente a che fare con gli sporchi giochi dell'esercito americano. Ma ora non ha scelta. I suoi superiori possono tirarlo fuori dalla prigione di Manila in cui si trova rinchiuso e da cui potrebbe forse non uscire mai più. Deve accettare l'incarico e tornare in servizio. In una spietata lotta contro il tempo, Ben fa il «lavoro sporco» ma scopre anche un inconfessabile segreto che i suoi capi farebbero di tutto per nascondere... e da cacciatore si ritova preda in un gioco al massacro.
    Dopo aver scalato le classifiche dei bestseller con la serie di John Rain, venduta in milioni di copie, Barry Eisler torna con un nuovo thriller ad alto tasso adrenalinico, che ha subito conquistato le classifiche americane pochi giorni dopo l'uscita. Avventura, luoghi esotici, violenza, sesso e azione trascinano il lettore nei meandri più segreti e oscuri dei complotti politici. Con I senza nome, Barry Eisler ha di nuovo fatto centro.

    Dettagli del libro
    • Eisler Barry
    • I senza nome
    • Garzanti ed.
    • Traduzione dall'inglese di Gianni Pannofino.
    • 368 pagine
    • € 18.60
    • ISBN 978881168187-8 

    Matthew D'Ancona - Il codice Tabatha

    Quando Nick, studente di Cambridge, si innamora di una sua collega americana durante una vacanza in California, non può immaginare le conseguenze che a lungo termine avrà questa breve ma passionale storia d'amore. Anni dopo, Nick è ancora ossessionato dai ricordi e dai rimpianti, alimentati entrambi dai messaggi in codice che regolarmente riceve dall'altra parte dell'oceano. Quando questi iniziano ad assumere sfumature inquietanti, Nick si ritrova coinvolto in un gioco pericoloso la cui spirale rapidamente gli fa perdere il controllo della propria vita. Coinvolto in un intrigo terroristico, pedinato dai servizi segreti, Nick dovrà presto iniziare a scappare.

    Dettagli del libro
    • Titolo: Il codice Tabatha
    • Autore: Matthew D'Ancona
    • Collana: Narrativa
    • Anno: 2009
    • Data di uscita: giugno 2010
    • Pagine: 250
    • Formato: 15x21
    • Legatura: paperback con sovracoperta
    • ISBN: 9788879051613
    • Prezzo: € 18,00
    • Prezzo scontato: € 15,30

    Romolo Panico - Un giorno maledetto

    Fausto Marini, funzionario di Polizia dal passato segnato dalla lotta al "sistema" e alla Camorra, vede ruotare intorno a sé l'Italia, ipocrita e connivente, dei taciti consensi tra ambienti politici, imprenditoriali e criminali. Quando viene ritrovato il corpo di una bambina Fausto è coinvolto in una drammatica quanto pericolosa ricerca della verità che lo porterà a scontrarsi con un mondo omertoso e impermeabile. In questa indagine Fausto impegnerà tutto sé stesso - il suo passato, i suoi amori, la sua carriera, le sue amicizie - nel tentativo di svelare il volto cinico e spietato che si nasconde dietro questo efferato delitto, nel tentativo di mantenere la promessa di verità e giustizia fatta ai genitori della piccola vittima.

    Dettagli del libro
    • Titolo: Un giorno maledetto
    • Autore: Romolo Panico
    • Collana: Narrativa
    • Anno: 2009
    • Data di uscita: maggio 2010
    • Pagine: 150
    • Formato: 15x21
    • Legatura: paperback con sovracoperta
    • ISBN: 9788879051637
    • Prezzo: € 18,00
    • Prezzo scontato: € 15,30

    Al Custerlina - Mano Nera

    Una Sarajevo livida, in attesa di una primavera che tarda a rivelarsi, assiste impietrita al sanguinoso sequestro di Sanja Karahasan, figlia unica di un ministro bosgnacco. Il giorno successivo un commando trafuga il tesoro più prezioso della Bosnia-Erzegovina, la Haggadah di Sarajevo, un antico manoscritto sefardita considerato il simbolo della multiculturalità di una regione in cui le ferite della guerra civile tardano a chiudersi. Durante il furto viene rapita la cugina di Sanja, Nadira, che lavora al Museo Nazionale dove il libro è custodito.
    Con queste azioni clamorose, che spingono la popolazione a scendere in piazza, la rediviva Mano Nera, un’organizzazione nazionalista di cui si erano perse le tracce da quasi cent’anni, tenta di ridare fuoco alle polveri balcaniche. Sarà Ljudmila Horvat, killer croata e cattolica integralista, a cercare di evitare il peggio in una lotta contro il tempo che vede coinvolti servizi segreti stranieri, organizzazioni criminali e avventurieri senza scrupoli. Al suo fianco, due ambigui personaggi, Kostas Sideris e Darko Kavajan, tramano nell’ombra per assicurarsi una ricca ricompensa. Ma non tutto è come sembra. Oscuri ricordi riemergono dal passato e un enigmatico scacchista russo, Kirill Todorovski, muove le proprie pedine su una scacchiera invisibile.

    Dettagli del libro
    • Codice ISBN 88-6073-630
    • Autore Alberto Custerlina
    • Baldini Castoldi Dalai
    • Anno di produzione 2010
    • Sito http://custerlina.com/
    • Confezione brossura con alette
    • Pagine 160
    • Prezzo: €13.00

    Luciano Marrocu - Il caso del croato morto ucciso

    1934. Eupremio Carruezzo e Luciano Serra, poliziotti della Divisione Affari Generali e Riservati, conducono l’inchiesta sull’assassinio di un ustascia trovato morto nel suo appartamento romano. Della faccenda si interessa anche il loro capo supremo, Arturo Bocchini. Dai rapporti di un informatore politico – che nella sua veste pubblica è un esponente di punta dell’antifascismo italiano a Parigi – è infatti emerso un piano per uccidere il re Alessandro di Jugoslavia, che i nazionalisti croati considerano il principale ostacolo alla conquista dell’indipendenza.
    Tra discussioni metafisiche e incontri stravaganti, le indagini portano Carruezzo e Serra nella capitale francese, città fosca e misteriosa, popolata di fuoriusciti e spie internazionali, in una Barcellona inquieta, dove tutto pare alludere alla guerra civile lì da scoppiare, e infine a Marsiglia, teatro degli avvenimenti decisivi. A Roma, ad attenderli al rientro dalla missione, ci sarà Mussolini in persona.

    Dettagli del libro
    • Codice ISBN 88-6073-653
    • Autore Luciano Marrocu
    • Baldini Castoldi Dalai
    • Anno di produzione 2010
    • Confezione brossura con alette
    • Pagine 176
    • Prezzo: €13.00

    Gianluca Chierici - Hanno Amore

    Il destino di due bambini è segnato da un mistero spaventoso. Qualcosa li lega a un luogo abitato da presenze oscure: un bosco dove la luce della luna danza con il fuoco e con le ombre. Il loro incontro da piccoli è l’inizio di un continuo sfiorarsi, nel corso degli anni, all’interno dei sogni. Per loro due, la realtà si mescola alla memoria f no a confondere. Per loro due, l’idea dell’amore come salvezza dovrà inevitabilmente scontrarsi con la morte.

    Dettagli del libro
    • Hanno amore
    • Gianluca Chierici
    • Perdisa Pop
    • Prezzo euro 10,00 
    • Pagine 128
    • Isbn 978-88-8372-498-5

    Lisa Scottoline - Guarda ancora

    Philadelphia. Rientrando a casa dal lavoro, Ellen Gleeson trova nella cassetta della posta una cartolina con una foto segnaletica di Timothy Braverman, un anno di età, scomparso. Incuriosita, scopre che il bambino era stato rapito due anni prima in Florida, la sua tata uccisa sul posto, il rapitore fuggito con il piccolo e con il riscatto. Capita. Sono brutte storie, e il paese ne è pieno. Ma poi Ellen osserva quella foto una seconda volta, analizza meglio i lineamenti e le linee di quel volto: in pochi secondi la vita fa un ampio giro, niente è più dove dovrebbe essere. Quel bambino ha un viso familiare, somiglia in maniera inquietante al suo figlio adottivo, Will. Gli somiglia talmente che la donna inizia a fare delle ricerche su Timothy Braverman: chi erano i suoi genitori, chi il rapitore. Le coincidenze iniziano così, a poco a poco, a moltiplicarsi: la storia di Will si sovrappone sempre più a quella del bambino rapito, la storia di Ellen a quella della famiglia del suo bambino adottivo. Un puzzle frammentato, ricostruito tra inciampi e false piste, sempre nel dubbio lacerante che Will non sia al posto giusto, che qualcosa, tragicamente, non torni. Lentamente, con fatica, ripercorrendo i sentieri di quella ricostruzione documentaria che abitualmente frequenta nel suo lavoro di giornalista, Ellen riuscirà ad arrivare alla verità. Il conflitto che abita la sua mente, tra ricerca della verità e dramma personale, è un filo rosso teso lungo tutta la narrazione che Lisa Scottoline riesce a ordire con l'incomparabile maestria di chi, da sempre, ha fatto del thriller il proprio dominio. Ma Guarda ancora è anche altro: è un chirurgico studio psicologico del rapporto tra madre e figlio, uno scanner sensibilissimo sui lessici familiari, sulle minime ma inesorabili tensioni che costellano le nostre vite private, firmato da una delle più amate scrittrici americane, i cui romanzi ogni anno scalano le classifiche di vendita.

    Dettagli del libro
    • autore Lisa Scottoline
    • titolo Guarda ancora
    • collana fuori collana
    • Fazi Editore
    • pagine 447
    • ISBN 978-88-6411-126-1
    • data di uscita 25/06/2010
    • numero collana 0
    • prezzo in libreria € 18,50 

    Fred Vargas e Baudoin - I Quattro Fiumi

    Grégoire sui pattini, Vincent in sella alla sua moto: due ladruncoli delle banlieue, convinti di aver messo a segno il colpo della vita, per poi finire risucchiati in un guaio ben più grande di loro. Una sacca rubata a un vecchio straccione apparentemente inoffensivo, si rivela uno scrigno di Pandora, pieno di soldi, ma anche di oggetti sinistri. La sera stessa, Vincent viene assassinato nella sua casa, con quattro precisi fendenti. Mentre Grégoire si illude di poter trovare una facile salvezza, il commissario Adamsberg indaga sull'omicidio, che lo riporta ai delitti rituali dell'Ariete. Sullo sfondo, una Parigi evanescente e periferica, dove un'intera famiglia - proprio quella di Grégoire - raccoglie cocci di bottiglia, tappi e lattine di birra per assemblare una riproduzione perfetta della fontana dei Quattro Fiumi del Bernini.

    Dettagli del libro
    • Formato: Brossura
    • Pagine: 223
    • Lingua: Italiano
    • Titolo originale: Les quatre fleuves
    • Lingua originale: Francese
    • Editore: Einaudi
    • Anno di pubblicazione 2010
    • Codice EAN: 9788806199265
    • Traduttore: M. Botto 

    Loriano Macchiavelli - Strage

    Dunque, il 15 ottobre 1991 il tribunale civile e penale di Milano mi assolse. Le motivazioni contenute nella sentenza erano varie; la piú importante, secondo me, è quella che affermava che l'autore (il sottoscritto) non era punibile in quanto aveva semplicemente esercitato il diritto di cronaca e di critica, emanazioni dell'articolo 21 della Costituzione che sancisce il diritto di libertà di stampa e informazione. Un diritto-dovere che, ancor oggi, continua a essere messo in discussione da chi ha altri interessi che la libertà di stampa e l'informazione.
    Solo oggi, nel 2010, trentesimo anniversario della strage di Bologna, il romanzo torna in libreria, praticamente inedito.
    Due righe sulla storia. Fantasia, niente altro che ipotesi di un romanziere, basate su alcuni dati emersi nel corso delle tante indagini eseguite dai magistrati e che io ho utilizzato per aumentare l'interesse dell'intrigo e rendere piú credibile la vicenda. Anche il finale è pura invenzione.
    Chi ritenesse di riconoscersi in uno dei tanti personaggi, uomo o donna, si tolga subito l'illusione di essere diventato un eroe da romanzo.
    I personaggi sono di fantasia esattamente com'era di fantasia Jules Quicher, esperto di problemi di sicurezza in una multinazionale svizzera.

    Dettagli del libro
    • 2010
    • Stile libero Big
    • pp. X - 586
    • € 21,00
    • ISBN 9788806204167
    • Einaudi

    Knut Faldbakken - La casa nell' ombra

    Un settantenne ancora affascinante, Jacob Lind, viene trovato morto dopo una festa del centro ricreativo per anziani di Hamar, piccola cittadina norvegese apparentemente tranquilla. Il caso potrebbe essere archiviato sotto la voce morte naturale, se non fosse per una serie di dettagli piuttosto singolari: Jacob Lind all'anagrafe non esiste e ben due donne dichiarano di esserne le fidanzate. Sul caso indagano il commissario Valmann - vedovo di mezza età dalla vita solitaria - e la sua giovane assistente. Tutto sembra ruotare attorno a Elise Valmoe, una delle sedicenti fidanzate di Jacob e alla casa in cui vive. Che cosa si nasconde dietro l'antico quadro della deposizione di Cristo, appeso nella camera di Elise, su cui si concentrano le sue ossessive fantasie e gli ambigui interessi di chi la circonda? Titolo originale: ''Turneren'' (2004).

    Dettagli del libro
    • Autore: Knut Faldbakken
    • Genere: Letteratura
    • Collana: Narrativa
    • Editore: Giunti
    • Lingua/Edizione: Italiano
    • CM: 93830W
    • ISBN - EAN: 9788809743939
    • Pagine: 516
    • Formato cm: 14 x 21,5
    • Edizione: 2010

    Simon Beckett - Jacob

    Ben Murray, un fotografo londinese di circa trent'anni, è rimasto vedovo da poco: la moglie Sarah è morta improvvisamente, lasciandogli Jacob, di sei anni, autistico, che Sarah non ha avuto da lui, bensì dal primo marito, John Kale. Mentre cerca di fare ordine nella sua nuova vita e tra le cose che Sarah ha lasciato, Ben scopre che Jacob non è, in realtà, neppure figlio di Sarah; questa, in effetti, lo aveva sottratto da una culla, in ospedale, con la complicità di un'ostetrica lesbica innamorata di lei. Ben si rivolge allora alle autorità e gli ottusissimi servizi sociali britannici immediatamente decidono di ridare Jacob al padre naturale, John Kale, veterano d'Irlanda, che vive in una squallida casetta in periferia insieme alla seconda moglie. Kale in realtà è un pazzo violento e Ben si rende conto ben presto che Jacob sta correndo un grosso pericolo. Ben si mette allora a spiare la casa di Kale, raccoglie prove contro di lui e, in un crescendo di scontri, tensioni, colpi di scena ingaggia una lotta con le autorità inglesi e con Kale, a rischio della propria vita, per avere "suo figlio".

    Dettagli del libro
    • Formato: Rilegato
    • Pagine: 475
    • Lingua: Italiano
    • Titolo originale: Owning Jacob
    • Lingua originale: Inglese
    • Editore: Bompiani
    • Anno di pubblicazione 2010
    • Codice EAN: 9788845264856
    • Traduttore: A. Silvestri 

    Håkan Nesser - L' uomo con due vite

    Ante Valdemar Roos ha quasi sessant’anni e conduce un’esistenza ordinaria. Sua moglie non lo capisce; le figlie di lei lo considerano un fallito; i colleghi di lavoro lo trattano con indifferenza, se non con disprezzo. Ma un giorno la fortuna gli sorride, e la schedina giocata con tanta pazienza anno dopo anno risulta vincente. Valdemar decide di tenere per sé questa notizia e comincia a costruirsi una vita parallela, che comprende un’idilliaca casa nel bosco.
    Anna Gambowska è una ragazza difficile, in fuga da un centro di recupero per tossicodipendenti. Vent’anni, una chitarra, uno zaino e un passato burrascoso che sta cercando di lasciarsi alle spalle quando si imbatte in un’idilliaca casa nel bosco...
    L’ispettore Gunnar Barbarotti è bloccato in un letto d’ospedale con una gamba rotta, quando Alice Ekman Roos gli chiede di indagare sulla scomparsa del marito. Il caso non sembra complicato, finché le ricerche condotte dai colleghi dell’ispettore non portano al ritrovamento di un cadavere: di chi si tratta? E cos’ha a che fare con Anna? O con Valdemar? A questo punto Barbarotti non può fare a meno di essere incuriosito dalla figura di quest’uomo all’apparenza tanto banale da risultare interessante.

    Dettagli del libro
    • L'UOMO CON DUE VITE
    • Un'indagine dell'ispettore Barbarotti
    • Autore: Håkan Nesser
    • Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
    • Pagg. 450
    • € 18.50
    • Narrativa
    • Collana: Narratori della Fenice
    • In libreria dal: 1 Luglio 2010 

    Romina Casagrande - Amailija

    Anno 1342. Il patriarca di Aquileia lancia un terribile anatema su tutte le terre di Margareth, ultima Signora del Tirolo. Calamità e sciagure sconvolgono il paese e sollevano l’odio del popolo contro di lei, chiamata da tutti strega. Ma cosa si nasconde davvero dietro la maledizione della principessa triste, di cui nessuno conosce il volto? E soprattutto cosa la lega, quasi sette secoli più tardi, al destino di Alice, guida giovane e inesperta nel suo antico castello? Segni inquietanti si susseguono tra passato e presente, facendo ripiombare il suo mondo nei secoli bui di un Medioevo di amori impossibili, scomuniche papali e cupe superstizioni, fino a costringerla ad una scelta molto più grande di lei. Ad aiutarla ci saranno la sua strana famiglia, la svampita sorella Christine, i nonni bizzarri, gli amici Matt e Melanie ed un affascinante conte che sembra amarla dalla prima sera che l’ha incontrata, salvandola da un incidente in macchina. ….ma, appunto…nulla è come appare.

    Dettagli del libro
    • Titolo Amailija
    • Autore Casagrande Romina
    • Prezzo € 16,00
    • Dati 220 p., ril.
    • Editore Alacrán
    • Collana Lilith
    • Genere Gialli-horror-noir
    • EAN 9788863610260

    Kristina Ohlsson  - Indesiderata

    In una piovosa giornata estiva, sul treno carico di passeggeri che va da Göteborg a Stoccolma, viaggiano una mamma e una bambina. Poco prima di giungere a destinazione, il treno si ferma per un problema tecnico e la mamma scende per fare una telefonata, lasciando nella carrozza la sua piccola, addormentata. Un’imprudenza, perché il treno riparte e, all’arrivo, della bambina non c’è più traccia. A quanto pare, nessuno ha visto nulla e, dopo molte ricerche, non c’è che una conclusione: la bambina è stata rapita. Ma da chi? E perché?
    Le indagini, affidate all’ispettore Alex Recht, coadiuvato da Fredrika Bergman, una giovane analista investigativa che affianca il lavoro della polizia nei casi più complessi, si orientano, all’inizio, sul padre della bambina, un uomo violento e geloso, da cui la moglie si era separata in modo traumatico. Ma quando il cadavere della piccola viene ritrovato nel parcheggio di un ospedale, il caso si trasforma in un incubo. La bambina ha la testa rasata e, sulla fronte, una scritta: Indesiderata. Alex e Fredrika capiscono di avere a che fare con un pericoloso psicopatico che potrebbe essere già a caccia della prossima vittima.

    Dettagli del libro
    • Collana Linea Rossa
    • Rilegatura brossura con sovraccoperta
    • Formato 13x21 cm
    • Piemme Editore
    • Pagine 420
    • Data di pubblicazione luglio 2010
    • ISBN 978-88-566-1355-1

    Eric Giacometti Jacques Ravenne - La setta del Kaos

    Terra Santa. Anno di grazia 1291. La cittadella di San Giovanni d’Acri sta per soccombere agli attacchi degli Infedeli. Il Gran Maestro dei Templari, Guglielmo di Beaujeu, tenta un’ultima, disperata resistenza. Invano. Caduto nelle mani della setta degli Assassini, viene sottoposto a un oscuro e terribile rituale durante il quale gli viene incisa sulla fronte una croce. Alla sua morte sul campo, due cavalieri ricevono l’ordine tassativo di portare via il corpo. A qualunque costo.
    Parigi, oggi. La loggia massonica Kadosh Kaos, facente capo a un dubbio personaggio, Jean Di Licio, fa sempre più proseliti. Gli affiliati si sottopongono e praticano rituali di crudele efferatezza, ispirati a inquietanti simbologie e ancestrali formule magiche. La nuova genia di criminali si propaga poi come un morbo tra le fila di un’élite finanziaria e politica sempre più avida di potere.
    Per debellare la loggia clandestina, il commissario massone Antoine Marcas viene incaricato di infiltrarsi nel gruppo. Per lui ha inizio la discesa in un incubo. In un’atmosfera dominata da follia e fanatismo, dove l’enigma da sciogliere è legato alla croce rossa dei Templari, Marcas non è mai arrivato così vicino a perdere se stesso.

    Dettagli del libro
    • Collana Narrativa
    • Serie Thriller
    • Rilegatura brossura con sovraccoperta
    • Formato 13x21 cm
    • Pagine 462
    • Data di pubblicazione luglio 2010
    • ISBN 978-88-566-0619-5
    • Piemme Editore