mercoledì 14 luglio 2010

Caro Caino - Ignacio García-Valiño


«Abbiamo passato un sacco di mesi senza affrontare il problema. Gli abbiamo dato tempo, siamo stati pazienti, tesoro, ma non è servito a niente. Il fatto è che non sappiamo cosa gli succede, né quale sia il suo male». Queste parole sono pronunciate da Coral nei confronti del figlio Nicolàs Albert, dodicenne, appassionato di scacchi. Lui vive in una famiglia apparentemente felice: una sorella, una bella mamma medico, un padre manager e una governante che accudisce la ricca villa di La Moraleja. Ma fin dalle prime pagine l’atmosfera è resa inquieta, quasi lugubre e sospesa, dai comportamenti strani del ragazzo. Prima l’episodio della mosca scagliata contro il computer, tramortita e torturata. Poi quello del cane, avvenuto una sera, quando i genitori, tornando a casa, hanno trovato strascichi di sangue e, terrorizzati, si sono precipitati alla ricerca dei figli. Ma i figli stavano bene, mentre il cane giaceva riverso stecchito nel letto nuziale, con una pallina da tennis in bocca.
Che ci fosse qualcosa di strano, nel figlio, già lo sospettavano da tempo. Così decidono di chiedere aiuto a uno psicologo, un professore di psicologia infantile presso l’Universidad Autónoma. Julio Omedas, lo psicologo, è stupito ma calamitato dal ragazzo: la sua acerba inclinazione al male è palpabile perfino dalla ritrosia. Eppure un po’ alla volta, avvicinandolo anche grazie agli scacchi, Julio crede di aver conquistato Nicolàs. Ma è tutto un abbaglio, perché il ragazzo è così assuefatto dalla seduzione del male che si è messo, con un abile gioco mentale, dalla parte del burattinaio. Psicologia e violenza, un clima di suspense in un rimando di identità che non si svela per molte pagine.
Un thriller psicologico scritto con una prosa lineare e succosa, belle descrizioni mai superflue, dialoghi verosimili: il tutto concorre a rendere la lettura incalzante e piacevole. Ottima prova per Ignacio García-Valiño, nato a Saragozza nel 1968, psicologo scolastico, oltre che scrittore e sceneggiatore cinematografico. La maggior parte della sua produzione letteraria non è ancora tradotta in lingua italiana e va un plauso a Piemme per aver tradotto e pubblicato nella sua collana Linea Rossa “Querido Caín”, romanzo che, nel 2006, è stato finalista del Premio de Novela Ciudad de Torrevieja.

Articolo di Marilù Oliva

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 433
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Querido Cain
  • Lingua originale: Spagnolo
  • Anno di pubblicazione 2010
  • Traduttore: P. Olivieri
  • Editore: Piemme (Linea Rossa)
  • Prezzo: 18 euro
  • Isbn: 978-88-384-9926-5

7 commenti:

Cristing ha detto...

Molto molto intrigante...

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Preso ieri.

Anonimo ha detto...

Ho letto anche io il libro e mi è rimasta una sensazione diversa da quella di Marilù alla quale va un bell’inboccallupo! per il suo ultimo libro. Tutto quanto mi pare un po’ artificioso, gonfiato, poco credibile compresa la soluzione finale con la palese sensazione che, per creare un astutissimo mostriciattolo, si sia superato il limite.
Nello stesso tempo un affresco, non sempre veritiero, sul gioco e sul mondo degli scacchi. Mi riferisco ad esempio alla tecnica dell’”adescamento” ritenuta antisportiva mentre fa semplicemente parte del bagaglio tattico di ogni giocatore.
Questo per alimentare, magari, un po’ di discussione, tenendo presente che ho il massimo rispetto per il giudizio di Marilù.

Fabio Lotti

Anonimo ha detto...

Mi sono permesso questo intervento che può apparire a prima vista un po’ sgradevole perché mi sono ritrovato più volte insieme a Marilù con giudizi diversi pubblicati insieme su “Thriller Magazine”. Lei più generosa ed io più rigido. A volte a vedere i suoi “ottimi” e ed “eccellenti” mi si rizzano i capelli ed io mi immagino che le succeda altrettanto nel leggere i miei. Ma lo dico scherzando che è una ottima recensora (si dice?) ed ha una passione ed una sensibilità veramente eccezionali. Io sono convinto che dal confronto nasce sempre qualcosa di buono.
Ciao Marilù!
Fabio Lotti

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

A me Fabio il tuo intervento non mi sembra affatto sgradevole. Avevo letto qualche giorno fa la tua recensione che ne aveva evidenziato le tue perplessità e mi fa piacere che sei intervenuto.
Il confronto è sempre utile, ogni lettore ha il suo gusto e, soprattutto, la sua sensibilità.

Anonimo ha detto...

Meno male. I miei interventi sono spesso istintivi e a volte mi ritrovo nella stessa situazione dell'elefante che irrompe in un negozio di cristalleria. E mi accorgo dell'errore solo quando il danno è fatto...
Fabio Lotti

Linda80 ha detto...

WL!!! ;-)