venerdì 16 luglio 2010

L'istinto della caccia - Dashiell Hammett


Sulle orme di Hammet…

Dapprima le cellule grigie, le stanze chiuse, gli indizi, i sospetti, la soluzione finale davanti a tutti con il detective baffuto (ma anche senza baffi) o l’amabile vecchietta a tirar fuori insospettabili deduzioni e beccare in castagna l’incauto assassino. Solo dopo è venuto il detective squattrinato, l’ufficio polveroso, la segretaria popputa, lo spazio aperto, il movimento, la corsa, la scazzottata, la pistola che canta ad ogni batter di ciglia. Questo è stato il mio percorso dal classico mystery all’inglese all’hard boiled americana. Ho amato il primo, ho sofferto e poi imparato ad amare anche il secondo. Sempre che si trattasse di autori che lo facessero amare. Quelli con le palle come Dashiel Hammet, per esempio, di cui la Mondadori ci regala L’istinto della caccia, ovvero dieci racconti straordinari.
Inutile sprecare parole su Hammett che tutti lo conoscono e sarebbe solo un vano sbrodolare di cose dette e ridette, magari citando pure lo stracitato giudizio di Chandler. Veniamo al sodo, cioè ai suoi racconti. Personaggio principale il detective (non mi pare di avere trovato il suo nome ma dovrebbe essere Nich Charles che viene fuori da altri lavori) della “Continental Detective Agency” di San Francisco alle dirette dipendenze del “Vecchio”, un vecchietto (appunto) robusto con i baffi bianchi, faccione roseo, occhi azzurri dietro occhiali senza montatura, cordiale meno “di una corda da capestro”. Prendiamo il primo racconto “Attacco a Couffignal”, tanto per avere un’idea. Due parole: Couffignal è una piccola isola a forma di cuneo abitata da gente che non sta per niente male (eufemismo). In una delle belle case che la punteggiano il nostro detective deve tenere sott’occhio i regali di nozze di una coppia di sposi (avete capito bene). Compito facile se non ci fosse di mezzo, la pioggia, il vento, la luce che va via, scoppi di esplosivi, sparatorie e dunque la necessità di lasciare i regali sotto lo sguardo vigile di due persone e vedere cosa succede là fuori. Succede la rapina ad una banca e al ritorno due morti ammazzati ed i regali, quelli più importanti, spariti. Qui scatta lo Sherlock Holmes nascosto in lui e in quattro e quattr’otto ti becca il colpevole (deduzioni impeccabili).
A volte deve ritrovare una figlia scomparsa di qualche riccone, se non addirittura due e allora è corsa, movimento, lotta, botte da orbi, coltellate e spari da tutte le parti. A San Francisco, dicevo, magari nel quartiere cinese tanto per dare un tocco di esotico tra buio, infide fanciulle, corse sui tetti, contrabbando di armi, menzogne e tradimenti. Con il nostro a risolvere i problemi e salvare il salvabile, magari dopo qualche tirata di sigaretta, un sorso di gin al ginger (ma va bene anche altro) andando anche un po’ contro la legge. Nich fa questo lavoro sia per i soldi ma, soprattutto, perché gli piace “E’ l’unico sport che io conosca e non riesco ad immaginare avvenire più piacevole che un’altra ventina e più d’anni di questo sport. E non ho intenzione di privarmene!”. Un cacciatore (da qui il titolo della raccolta) che non si lascia sfuggire la preda ma che non spara per uccidere (solo se costretto). Gli basta mirare al polpaccio o al ginocchio tanto per fermare l’avversario di turno.
Talvolta ci si sposta in Muravia sotto i colpi della rivoluzione (incasinamento politico) o nel deserto dell’Arizona dove da sceriffo se la deve vedere con la banda di mascalzoni che pullulano anche lì e dove prospera un mercato di immigrazione clandestina. Tutto il mondo, anche nei tempi passati, è paese.
Movimento, forza, brutalità, tensione e paura, puntigliosa osservazione e deduzione (anche molto dettagliata ) che non si guardano in cagnesco ma vanno a braccetto come bravi scolaretti. Personaggi colti nella loro vera essenza esteriore ed intima, presentati uno per uno, a partire dai suoi collaboratori ed informatori ( come Dick Foley) fino al più bieco dei disgraziati maledetti, con la loro vita passata e la presente viva e pulsante. Orrori e tragedie, lievi speranze in un mondo che non lascia spazio ai deboli e agli onesti e l’ambiente esterno, cittadino e aperto, a fare da sponda a tutti i rimescolamenti dell’animo umano.
Stile secco e preciso come una stilettata, infiocchettato di pungente ironia che non risparmia nessuno. Le frecciate arrivano all’improvviso quando meno te lo aspetti. Ironia e auto ironia tanto da far esclamare al nostro detective alla fine di una frenetica avventura “Che vita!”.
Non aggiungo altro. E’ poco, è niente, ma di fronte a certi scrittori è meglio leggerli e stare zitti. Che ci si risparmia pure qualche brutta figura.

Articolo di Fabio Lotti

Dettagli del libro
  • Titolo L' istinto della caccia
  • Autore Hammett Dashiell
  • Prezzo € 5.50
  • Dati 2010, brossura
  • Editore Mondadori

13 commenti:

BodyCold ha detto...

mmm sai che mi hai incuriosito da morire?
non sono un acquirente dei gialli mondadori ma questo mi sa che lo tiro giu dall' edicola oggi pomeriggio...
bravo fabione

Anonimo ha detto...

Allora io non ho mai insistito nel proporre un libro ma questo è un vero pezzo di storia della hard boyled americana e dunque Killer, Frankie, Lofi, Martina, Mari, Cristina, Marta, Barbara e insomma tutti quanti voi di Corpi freddi non ve lo perdete!
Fabio Lotti

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Grande Fabio, splendida recensione. Il romanzo è già in libreria (sono collezionista del gm e dei cg dal 1983)

Anonimo ha detto...

Mi scuso per avere dimenticato altri nomi come Linda, Ale e...perdonatemi...:)
Fabio Lotti

Martina_PL ha detto...

Anche se non sono una grande appassionata dell'hard-boiled americano, questo magari lo prendo: forse i racconti saran più 'digeribili', x me.

Anonimo ha detto...

Martina, non perdere anche "Memoria di morte" di Thomas H. Cook!
Se lo inizi non lo lasci.
Fabio

Anonimo ha detto...

Scusa Enzone mi sono accorto solo ora dell'errore! L'editore è Mondadori con il prezzo a 5,50 e non Feltrinelli.
Fabio

BodyCold ha detto...

si fabio
corretto
l' errore è scaturito dal fatto che inizialmente aevo messo la versione feltrinelli
grazie per averlo fatt notare :)

Lofi ha detto...

Dopo una recensione così non resta che passare in edicola.

Anonimo ha detto...

Ecco ora mi è venuto in mente Allanon ed una ragazza "eccozucca" o giù di lì...:)
Poi anche un collaboratore a cui una volta ho dato un consiglio non richiesto...e insomma un pò ne ho combinate.
Fabio

Anonimo ha detto...

Ce l'ho, ce l'ho :D
Dopo quanto dici, Sir Lotti, non mi resta che leggerlo ^_^
Bacioni a tutti
Barbara - Mrs Teapot

Anonimo ha detto...

Non dimenticate "Memoria di morte" di Cook!
Fabio

Stefania ha detto...

Acc...mi sa che dovrò rimediare al più presto, non ho niente dell'autore in libreria!