sabato 17 luglio 2010

La villa dei delitti – Martin Porlock


E’ possibile morire affogati in una stanza? Sì, ma il modo e il movente dovrebbero essere accompagnati più adeguatamente da una trama meno dispersiva.
Certamente la meccanica del delitto è originale, ma da sola non basta a soddisfare il lettore ormai abituato ai romanzi dell’epoca d’oro del Giallo (il libro è del 1931).
I personaggi non sono caratterizzati, le figure femminili assai banali e l’investigatore dilettante è un po’ saccente, soprattutto nelle spiegazioni e nel modo in cui tratta la polizia.
La stessa atmosfera di mistero, che dovrebbe permeare tutto l’ambiente della villa, non riesce ad avvincere il lettore.
Chi legge rimane un semplice spettatore passivo, che non si sente partecipe della vicenda raccontata: alla fine rimane un senso di già visto e purtroppo una sensazione di delusione.
Tutto rimane troppo “asettico”, e il lettore non viene spinto dalla curiosità di conoscere i numerosi dettagli descritti; il tipo di scrittura vorrebbe creare attesa nel lettore, ma finisce per suscitare solo impazienza.
Sono pochi i libri della collana “I bassotti” che deludono le aspettative del lettore, ma questo è la cosiddetta eccezione che conferma la regola, soprattutto perché è e dello stesso scrittore che solo l’anno prima aveva fatto pubblicare “La strana fine di Mr. Benedik”: da Philip MacDonald ci si aspetta di più; un autore capace di scrivere storie non banali e trame sorprendenti che, pur in presenza di una soluzione non del tutto soddisfacente per un lettore esigente, sono pur sempre caratterizzate da idee originali. Forse quando scrive come Porlock l’autore tende a scrivere trame più “classiche”, che all’epoca forse rendevano anche dal punto di vista economico.
In questo romanzo quella che potremmo definire la parte di “presentazione” della vicenda occupa quasi metà del libro e non fornisce elementi di novità rispetto alle trame dei contemporanei dell’epoca.

Martin Porlock è uno degli pseudonimi di Philip MacDonald.
Tra i suoi romanzi disponibili in libreria c’è “La strana fine di Mr. Benedik” (The Rynox Mystery - 1930), pubblicato nella collana I bassotti (è il n. 22) nel 2004. Un giallo classico molto atipico e sorprendente che testimonia le capacità dell’autore di trovare nuovi modi di scrivere una storia d’investigazione “classica”, facendo del mistero della vicenda e non solo della ricerca del colpevole l’obiettivo della curiosità del lettore.

Articolo di Paolo "Carrfinder"

Dettagli del libro
  • Listino € 13,40
  • Editore Polillo
  • Collana I bassotti
  • Data uscita 30/04/2008
  • Pagine 309, brossura
  • Lingua Italiano
  • EAN 9788881543113

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ogni tanto dormiva anche Omero...:)
Fabio

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Ehm...non tutti i Bassotti (come le ciambelle) riescono con il buco.

Martina_PL ha detto...

Se anche l'atmosfera non cattura il lettore amante del classico... manca proprio gran parte del bello di questi libri. E, se lo scrive Carrfinder, mi fido ciecamente ^__^