giovedì 14 giugno 2012

L’uomo nero - Luca Poldelmengo (Piemme 2012)



"Secondo un antica leggenda cinese: "Il filo rosso del destino" gli dei hanno attaccato un filo alla caviglia di ciascuno di noi, collegando tutte le persone le cui vite sono destinate a toccarsi. Quel filo potra' allungarsi o aggrovigliarsi, ma non si rompera' mai.” ( Touch – Episodio 1 )

Forse esiste davvero un akai ito, un filo rosso che lega indissolubilmente, dal primo vagito, due persone come narra una leggenda giapponese e quella cinese da cui ha origine. Ma quelle, che per noi occidentali sono le cosidette "metà della mela" potrebbero, come molti sostengono ( non ultimo il serial televisivo "Touch" ) non essere le sole vite collegate e destinate a toccarsi. Questa terra è come una stoffa pregiata e colorata, un broccato azzurro-verde, marrone ed oro . Un insieme di fili intrecciati annodati su un telaio di pietra e legno. Fili che si toccano, fuggono in opposte direzioni e tornano facendo un largo giro, mostrando così di non aver mai deviato abbastanza per essere davvero lontani. Il tessitore li ha composti sul telaio e posti nello stesso ordito . Non c'è posto per coincidenze non volute.
Così come succede nel romanzo di Luca Poldelmengo.
Tre uomini, tre vite apparentemente distanti tra loro, riversatesi in altrettante situazioni, costrette e deviate dalle scelte e che altrettanto inevitabilmente confluiscono in unico punto dell'arazzo. Proprio in quel loro "convergere" una sull'altra disegnano una macchia di colore diverso e lasciano trasparire la "strada" , fino allora impercettibile, di quei fili già presenti che le legavano.
Così succede di scoprire che un padre tiranno aveva ragione, che certe bassezze umane non sono mai tramontate e che l'amore non basta ma che provarlo a volte è una resurrezione.
Scopri che l'uomo nero, come nella realtà più brutta, ha un volto che non ha niente di "infernale" e che il male è alla portata di tutti noi. Basta una mano allungata appena su una scelta esclusivamente individuale per portarlo a galla. Proprio come quel nodo che diventa necessario inserire nel pieno dell'ordito per continuare a tessere non avendo calcolato la lunghezza dei fili. Un nodo che dovrebbe trovarsi al lato estremo della tela, invisibile all'occhio, nascosto al tatto. Ma non hai "guardato" ed ora è lì con tutto il suo carico di dolore impresso e visibile come uno strappo sull'ordito.
Un romanzo, "l'uomo nero" , eccezionale per la scrittura, per la bravura nel portare filo per filo a farci vedere le intersezioni, i nodi, il canovaccio così duro dell'esistenza.
Neanche l'ambientazione è stata meno sentita e pensata. Roma vibra sotto le ruote, nei polmoni e ( nei momenti giusti ) nel linguaggio e Filippo, Fabiana, Marco e Gabriele non potrete dimenticarli statene certi.
Solo un piccolo pensiero riguardo la fascetta ( non me ne voglia il De Cataldo ) : esalta solo una parte senza spiegare, facendolo sembrare una nostrana copia di qualche svedese ormai di moda. Invece è molto di più, nettamente molto di più. Distogliete gli occhi per un attimo dai colori vivaci dell'arazzo, aprite la prima pagina e scendete in profondità verso l'ordito..!!!


Giovedì 21 giugno, alle ore 18:00, presso la libreria Feltrinelli di via Appia Nuova, 427(Roma), Luca presenterà il mio nuovo romanzo. A parlarne con lui ci sarà Marco Martani, Karin Proia ne leggerà alcuni brani, accompagnata dalla musica dei Fearless.


Articolo di Daniela "eccozucca" Contini

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Editore: Piemme
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: Piemme linea rossa
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 238 
  • Codice EAN: 9788856622331
  • Prezzo: 15,00€



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