mercoledì 2 settembre 2009

Il papiro insanguinato – Elizabeth Peters




Amelia Peabody è un misto di Indiana Jones, Sherlock Holmes e Miss Marple.
The Washington Post

Ho sempre amato la storia, l’archeologia e in particolare l’Egittologia. Mi sarebbe piaciuto persino seguire un corso di studi attinente, ma la vita mi ha portato altrove.
Così mi accontento di leggere sia libri che parlano dell’Egitto e delle scoperte archeologiche, sia romanzi a sfondo ‘egiziano’. Quando ho scoperto la serie di Amelia Peabody, ho trovato pane per i miei denti: libri divertenti, avventurosi, con quel pizzico di giallo investigativo che adoro, e soprattutto con un personaggio d’eccezione come lei. Amelia: archeologa-investigatrice dell’Inghilterra vittoriana, dal carattere forte e indipendente, avventuroso e appassionato. Quando l’ho “conosciuta” nei primi libri, il mio pensiero immediato è stato: “Ah, quanto mi sarebbe piaciuto essere al suo posto.” Anche perché l’autrice Elizabeth Peters, lei stessa archeologa, ha avuto il lampo di genio di ambientare le avventure di Amelia a fine ‘800 – inizi ‘900, l’epoca delle grandi scoperte archeologiche in Egitto.
Questa è la 10^ avventura criminal-archeologica di Amelia, di nuovo alle prese con antiche maledizioni, importanti reperti e criminali incalliti che tentano di fare del male a lei e alla sua famiglia. Uno su tutti: Sethos, la Mente Criminale. Stavolta è Ramses, il giovane figlio di Amelia, a dare il via alle avventure comprando un antico papiro che contiene estratti del Libro dei Morti, la raccolta di formule e preghiere che accompagnava i defunti nell’aldilà per gli antichi Egizi. Di colpo ci troviamo catapultati in avventure mozzafiato fra ladri che vogliono trafugare il papiro e archeologi senza scrupoli, nell’atmosfera magica delle notti egiziane. La ‘mitica’ Amelia si districa abilmente fra la caccia ai criminali, gli scavi archeologici a fianco dell’affascinante marito Emerson e i primi turbamenti amorosi di Ramses e degli altri due giovani, Nefret e David, quasi dei figli adottivi per Amelia, aggiuntisi alla sua famiglia nel corso delle avventure.
La Peters è sempre molto abile nel ricreare l’atmosfera storica dell’Inghilterra vittoriana, con le manifestazioni delle prime suffragette, e dell’Egitto ancora sotto dominazione inglese, dove si muovono archeologi famosi come Gaston Maspero, Theodore Davis e dove Howard Carter è ancora un oscuro funzionario, lontano dalla gloria che gli darà la scoperta della tomba di Tutankhamon.
Per apprezzare appieno questo libro è preferibile aver letto prima anche gli altri della serie, meglio se in sequenza. Altrimenti non si gustano molte delle sfumature dei personaggi e delle relazioni fra essi che si sono create e consolidate nel corso delle varie avventure.
In definitiva un bel giallo avventuroso per l’estate, adatto al relax delle vacanze, per chi vuol anche cambiar genere dai ‘soliti’ thriller e noir. Un piccolo consiglio, poi: se cercate gialli più raffinati sullo sfondo dell’antico Egitto, c’è sempre lei, Dame Agatha Christie con “Poirot sul Nilo” e “C’era una volta”.
Inutile dire, infine, che uno dei miei grandi sogni è una bella crociera sul Nilo!

Dettagli del libro
  • Titolo: Il papiro insanguinato
  • Autore: Elizabeth Peters
  • Editore: Nord
  • Collana: Narrativa 367
  • Titolo originale: The Ape who Guards the Balance
  • Traduttore: Maria Barbara Piccioli
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Pagine: 463
  • Prezzo: € 14,90
  • ISBN: 9788842916031

Le avventure di Amelia Peabody
  • 1. La sfida della mummia
  • 2. Il faraone assassino
  • 3. Il caso del sarcofago scomparso
  • 4. L’enigma della piramide nera
  • 5. Indagine nel Museo Egizio
  • 6. Il mistero della città perduta
  • 7. La maledizione di Nefertiti
  • 8. Il segreto della tomba d’oro
  • 9. Pericolo nella Valle dei Re
  • 10. Il papiro insanguinato

Tutti i romanzi sono usciti presso la casa editrice Nord e i primi cinque anche in edizione economica presso TEA.
I libri erano già apparsi in versione ridotta, con altra traduzione e altri titoli nei Gialli Mondadori.

Articolo di Palazzo "Martina" Lavarda


15 commenti:

Chiara ha detto...

Anche a me era piaciuta molto inizialmente questa serie.
Credo di essermi fermata al 7'.
Però non l'ho finito perchè mi aveva un po' stancato.

Anonimo ha detto...

Brava Martina! Palazzo Lavarda mi resta un pò peso. Stessa passione del sottoscritto per la storia. Eccezionale il mio Maestro Giorgio Spini che iniziava le lezioni a braccio e tutti noi studenti ad ascoltarlo incantati per tutta la lezione. Non aggiungo niente a ciò che hai detto anche perché a fare i pignoli si diventa antipatici...
Fabio

Palazzo Lavarda ha detto...

@Fabio: ma 'pignoleggia' pure, che non sono né una storica né una professionista delle recensioni ;-) Palazzo Lavarda: è il nick che mi porto dietro da anobii, un 'omaggio' alla casa di famiglia e alla sua storia, ma chiamami pure per nome.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Grandissima Martina che si conferma una risorsa preziosissima per Corpi Freddi con il doppio mansionario di traduttrice ufficiale e critica a tutto campo!!!!
Il tutto svolto con estrema competenza e dedizione.
Non ho mai letto nulla della Peters ma anche io sono molto affascinato dalle storie ambientate ai tempi dell'antico Egitto.
Ricordo ancora indelebilmente quel prezioso gioiello della grande Agatha Christie "C'era una volta", lettura che ha segnato la mia formazione in ambito mystery.
Se non ricordo male tutti i romanzi precedentemente pubblicati nella collane da edicola Mondadori (che per la cronaca possiedo tutti), sono stati ri-tradotti da Longanesi; sarebbe interessante conoscere il parere del grande Luca Conti in merito alle differenze delle due versioni e se vale la pena possedere tutto il nuovo catalogo nell'edizione TEA.
Rinnovo i complimenti a Martina.

Palazzo Lavarda ha detto...

Killer, se ti riferisci alla Peters, è la Nord che li sta ripubblicando, non la Longanesi. Io ne ho letto un paio nell'edizione Gialli Mondadori e poi nella nuova edizione-traduzione: vale la pena, vale la pena! Intanto la Nord ha messo una nota dove dice che prima, nell'ed. Mondadori, erano condensati, quindi... Poi non so, nella nuova traduzione mi son piaciuti di più, laddove alla prima lettura mi parevano un po' libri raffazonati su, buttati lì. Forse davano quell'impressione proprio perchè condensati.

DAscanifederica ha detto...

Una bella saga, non c'è che dire... Io corro il rischio di annoiarmi, quando è così... Questa è la verità. Finché si tratta di vedermi la Fletcher, tutto ok, quando già mi sposto su Colombo mi perde un po' l'attenzione... Quindi, leggere un libro giallo di solito non è molto nelle mie corde. Però dico la verità, Martina mi ha incuriosito... Oddio, mi toccherebbe leggere altri 70.000 libri prima di questo... MMMMM, pensierino... Ho fatto il nodo al fazzoletto :)

Anonimo ha detto...

Bene, vuoi che pignoleggi? E allora con chi vuoi andare a fare questa benedetta gita sul Nilo? Certi particolari non vanno trascurati...:-)
Fabio

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Opsss....hai ragione Martina. Tendo sempre ad associare l'edizione economica Tea a Longanesi quando invece è un edizione le cui uscite raggruppano diversi editori.
Grazie per la risposta....effettivamente le edizioni da edicola mi sembravano maledettamente "magrine" in fatto di pagine :-)

Palazzo Lavarda ha detto...

@Fabio: con chi la gita sul Nilo? Ma con Marco ovviamente........ Ehi, Killer, non pensar male ora, eh? Marco mio marito!

Jlory80 ha detto...

Brava Martina!!!!
Bella recensione, ho quialche suo libro nella mia libreria ma non l'ho mai letto... che poi ce la faremo mai a leggere tutti i nostri libri da acquisto compulsivo???.... e ti dico la verita mi hai fatto quasi venir voglia di leggermene qualcuno....

allanon ha detto...

Bellissima e appassionata recensione Martina!! Bravissima. Epoca vittoriana, Egitto, giallo...cosa chiedere di meglio ? Ho letto i primi gialli Mondadori della Peters. Purtroppo strada facendo mi sono imbattuto in quello in cui rapiscono Ramses (il figlio intendo) e che via via scivola quasi in una parodia e mi ha smontato un pochettino :( Ma mai dire mai...In effetti il mix di elementi che tu hai giustamente messo in evidenza è irresistibile..:-)

Palazzo Lavarda ha detto...

In effetti, Al, l'ho sempre pensato che la parte 'gialla' non è la forza di questi libri, ma è un mix degli elementi messi in evidenza nella recensione. E poi certi siparietti umoristici sono irresistibili. Il personaggio di Ramses, bambino fin troppo sapiente, migliora molto crescendo e con l'ingresso di nuovi personaggi nella serie: Nefret e David.

allanon ha detto...

Martina carissima....proprio questa mattina su Sherlockmagazine

http://www.sherlockmagazine.it/notizie/3665/

chissà se questa serie verrà tradotta in italiano :-)

Palazzo Lavarda ha detto...

L'avevo vista nel sito ufficiale della Peters: speriamo che traducano anche questi libri.
Pensa che nel frattempo per la serie di Amelia Peabody sono stati pubblicati in lingua originale altri 8 libri, dopo Il papiro insanguinato, e il sito ne annuncia un altro per il 2010.

Matteo ha detto...

Ho sempre avuto una certa ambizione alla lettura di questi libri "storici" d'azione. Poi non so come mai ma non li ho mai presi veramente sul serio.