venerdì 30 luglio 2010

¡Tu la pagaràs! – Marilù Oliva


..Santa Palabra lo que me dice un dicho, no escondas los santos o te haran el juicio (bis). Hay muchas personas que esconden los santos, por el dia rien y por la noche llanto, para abrir camino (Echun beleke) busca un Elleguá, pues sin este santo todo va pa'tras. Al cruzar el mar prende a Yemayá, pues como te lleva, asi te traera. Eso es.(Santa Palabra – Tito Puente )

Salsa . Santeria. Colori. Maschere di note indossate a ricoprire realtà più buie, dolenti. A volte talmente “povere di grandezza” da essere solo echi del “ se potessi..” “ se fossi..”.
Deve essere proprio dell'attitudine umana, questo dantesco contrappasso di iridate gioie di sorrisi congelati su volti inebriati dalla danza e dal misticismo, proprio e soprattutto in coloro che nella tangibilità reale della vita sono i più offesi dal dardo della sfortuna.
La contentezza effimera, perchè breve e fugace, ma cosi sonoramente visibile, propria solo di coloro che più sono vicini alle lacrime.
Medicine potenti il riso ed i colori, il credo fatto di naturale superstizione e l'osservanza più genuina della natura umana deificata. Gli innumerevoli volti degli dei della santeria sono la copia eternizzata dei pregi e dei difetti umani.
Ma c'è anche chi, come la nostra Elisa, la Guerrera, vive questo misticismo isolano , con rispettosa conoscenza si , ma con distacco emozionale, quasi una scenografia necessaria e complementare.
La salsa è la cannuccia per la Guerrera, il mezzo che le permette di risucchiare via, almeno per un attimo, tutto il cumino sparso in fondo al cuore e il pozzo nero di esoscheletrica amarezza in cui la vita l'ha fatta sprofondare passo dopo passo. Ma non è smarrita e non è una vittima. Carnefice spesso del proprio dolore lo combatte non arretrando, ma costringendolo e sfidandolo a seguirla un passo ancora più a fondo. Porta le sue cicatrici e la sua contenuta statura a spasso per il mondo con fierezza. Dondola sull'abisso su i suoi tacchi da capogiro, appartenendo ora al nero ora ai colori con eguale ritmo di cuore. Come il Sommo Vate, che lei predilige, è capace di descrivere e discendere dentro di sé ogni girone dell'inferno. Così reale, così vivido, così umano, e sentire ed accettare anche l'esistenza di un paradiso talmente lontano da ogni verità tangibile da risultare faticosamente afferrabile con gli umani sensi.
Vivere sulla pelle la passione da salsera è la sua Divina Commedia. L'inchiostro in cui attinge la sua penna è invece la Capoeira. Aggressività e lotta mascherate da danza. Sembrano in contrasto, ma non lo sono. La salsa porta con sé la certezza della brevità della gioia, la capoeira il bisogno di affermare che la caduta, se c'è è voluta, è necessaria, così come è necessario un distacco di cuore per calarsi e poi riuscire “ a riveder le stelle “.
Catalina, la sua amica e coinquilina è il suo Virgilio. Un essere quasi etereo, credulona forse, ma capace di ascoltare con ogni fibra l'energia vitale delle cose. Potrebbe sembrare una ilayosha bianca e forse lo è , con i suoi tarocchi, i suoi infusi, il suo misticismo naturale che fa da complementare al pragmatismo del dolore proprio della nostra. Una fata elfica, sottile, tutta luce.
Poi c'è Torinelli, un iracondo Dioniso di Siracusa, avido, dispotico e platealmente omofobo direttore dello scalcinato giornale locale in cui lavora Elisa. Un altro “scalino” personale per la discesa nell'inferno quotidiano. Come Thomas, il barman , uno dei pochi veri cubani nel locale di Manuela, il Lunatica, dove tutti , o quasi, nascondono dietro nomignoli e sgargianti costumi la daltonica piccolezza della vita e dei desideri poco ortodossi.
Thomas che la Guerrera ha scelto come boyfriend proprio perchè donnaiolo impenitente, bugiardo, geloso-ossessivo, superstizioso ed egoista, un inaffidabile a cui non rischierà mai di donare il cuore.
Ma Thomas è stato ritrovato senza vita ed i suoi occhi, quelle stesse perle nere con cui sondava il locale alla ricerca di nuove “prede”, non ci sono più, trafitti da un candelabro apparentemente scomparso. Gelosia sembra essere il movente dell'omicidio e la Guerrera l'indiziata migliore. L'ispettore Basilica vede oltre questa “rueda de casino”, oltre le maschere dei figuranti e troverà negli Orisha e nella Guerrera un valido aiuto per arrivare al colpevole.
Se “Repetita” ci aveva regalato il tumulto ed il sangue di una comunione psichica con un serial killer come Lorenzo, con “¡Tu la pagaràs!“ Marilù ci trascina in un giallo incredibilmente ipnotico, vorticoso come una rumba columbia in un 6/8 che ti impedisce di fermarti, di rallentare, fino alla fine. Senza respirare..


Ond'io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno;
ove udirai le disperate strida,
vedrai li antichi spiriti dolenti,
ch'a la seconda morte ciascun grida
( Inferno – I canto )

Articolo di Daniela "eccozucca" Contini

Dettagli del libro

5 commenti:

PierpaoloT ha detto...

Mi mancano una cinquantina di pagine e concordo pienamente con la recensione di Daniela! Un bel romanzo che ti trasporta nell'ambientazione, ti affascina, ti cattura e, perché no, ti strappa anche qualche sorriso.

Martina_PL ha detto...

Lo stile di Daniela è affascinante e particolarissimo. All'inizio facevo fatica ad "entrarci dentro" e capire attraverso le sue recensioni com'erano i libri di cui parlava. Ma il suo stile è come la musica: basta lasciarsi andare e seguire il ritmo. E molto presto seguirò il suo ritmo anche per il romanzo di Marilù, che ho già comprato e che credo mi affascinerà molto. Dopo questa recensione, ne sono ancor più sicura...

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Originale un giallo ambientato nel mondo della salsa, questo libro di Marilù Oliva mi stuzzica molto.
La recensione di Daniela è fantastica.
Ma quando ti metti a scrivere un libro??

Marta ha detto...

Grande Dani!

Linda80 ha detto...

Concordo con il Killer! :-)