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venerdì 31 luglio 2009

La Milano d’acqua e sabbia - Matteo Di Giulio



Matteo Di Giulio è uno scrittore esordiente, ma dalle pagine del suo libro traspare una dimestichezza con la scrittura da autore affermato.

La partenza è affidata a un prologo a effetto, intenso, breve ma perfettamente calibrato. Matteo è un milanese doc, nato e cresciuto nella metropoli del cemento, ne conosce ogni piega, ogni interstizio, ogni odore e lo si nota dalla naturalezza con cui conduce il lettore tra strade e luoghi. Stessa disinvoltura con cui interseca le operazioni di routine di una centrale operativa con un omicidio improvviso e all’apparenza banale, che si rivelerà ben presto un vero rompicapo.

A seguire le indagini è Gianluca Fedeli, un ispettore dai modi bruschi e il sangue caldo. Un uomo abituato a scavare la verità fin nel midollo piuttosto che archiviarla per pigrizia e comodità. Un protagonista dotato di variegate sfaccettature: amante del lavoro al punto da non prendere un giorno di ferie da anni e al contempo spigoloso, poco diplomatico, più incline all’azione che alla riflessione, una vera calamita attira guai. Una sorta di cane sciolto che tratta con superficialità le donne, trasgredisce le regole con spudorata noncuranza, ma che possiede lealtà e sete di giustizia invidiabili. E’ lui che ci accompagna prima lentamente, poi via via con un impeto sempre più violento e appassionante attraverso gli inaspettati risvolti di una vicenda complessa, sapientemente intrecciata tra malviventi comuni e criminali di lusso, quelli nascosti nei “salotti buoni” , che non vediamo e purtroppo stentiamo ancora a credere che esistano davvero.

Bravo Matteo, siamo ansiosi di leggere il seguito… che sappiamo hai già pronto!

In bocca al lupo!

Articolo di Lia Cipolletta e BlueBerry

Dettagli del libro
  • Titolo: La Milano d’acqua e sabbia
  • Autore: Matteo Di Giulio
  • Editore: Fratelli Frilli Editore
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN: 978-88-7563-435-3
  • Pagine: 251
  • Reparto: Narrativa italiana

giovedì 30 luglio 2009

L'isola della paura - Dennis Lehane


Io sono il 47...chi è il paziente 67 ??

Lehane è un genio, qui l’imprimo in maniera permanente. Delle decine di autori che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente nei Festival Mantovani lui è stato quello che più mi ha colpito: matto come un cavallo, dotato di carisma da vendere e totalmente fuori dalle righe; d’altronde se guardiamo la produzione letteraria dell’autore ci rendiamo conto che da buon artista bizzoso non ha mai seguito la corrente del facile guadagno cercando, con coraggio, di mettersi sempre in discussione: dal capolavoro Mystic River (considerato uno dei migliori romanzi di genere mai creati), alla frizzante saga hard boiled della indimenticabile coppia Mckenzie-Gennaro fino al mega tomo storico-avventuroso di oltre 700 pagine “The given day” (in uscita a novembre 2009 per Piemme).
E infine appunto questo “L’isola della paura” (Shutter Island) che si rivela essenzialmente un fantastico mystery pregno di una componente suspense tipicamente hitchcockiana.
Anno 1954: due agenti federali vengono inviati sull’isola di Shutter per ritrovare una pericolosa psicopatica fuggita apparentemente dal manicomio criminale. Ma qualcosa non quadra, sembra che in quell’ospedale ci sia qualcosa di sospetto. Ci si mette pure un terribile uragano a complicare ulteriormente le cose….ovviamente non aggiungo altro per non rovinare il piacere della lettura.

L’isola della paura” è caratterizzato da un ritmo serrato che ti inchioda alla poltrona, già la location in questo senso è dannatamente suggestiva; innegabile che diversi autori già in passato hanno dato vita ad opere fondamentali che si svolgono su isole,basti citare “Dieci piccoli indiani” uno dei capolavori assoluti di Agatha Christie o quella perla del mystery classico di Hake Talbot “Terrore nell’isola” scritto nel 1942 che invito tutti gli amanti del giallo a riscoprire; ambientare una vicenda in un luogo sconquassato dalla furia degli elementi dal quale è impossibile scappare genera nel lettore un senso di angoscia e impotenza unico. Ma in questo mystery moderno ci mette qualcosa in più: molto semplicemente T’INSTILLA LA PARANOIA, ogni pagina ti pone nuove verità e menzogne, non sai più a cosa credere o addirittura se l’autore è completamente impazzito.
E quando arrivi alla soluzione finale che ti lascia a bocca aperta, (seppure devo dire che da scafato lettore di gialli classici qualcosa avevo intuito,) non puoi fare a meno di rimanerne compiaciuto nonostante il malefico Lehane si beffi ulteriormente di te con un ultimo enigmatico colpo da maestro che ti fa crescere il germe del dubbio e di essere effettivamente venuto a capo di tutti i tasselli.
Ora sono davvero curioso di vedere l’imminente trasposizione cinematografica di Martin Scorsese con Leonardo di Caprio, il romanzo si presta certamente ad una operazione di tale tipo.



Per quel che mi riguarda davvero un ottimo libro.

Articolo del Killer Mantovano

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 379
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Shutter Island
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Piemme
  • Anno di pubblicazione 2005
  • Codice EAN: 9788838481901
  • Traduttore: Chiara Bellitti

Stieg Larsson sbarca a Hollywood?

Dopo il recente successo di Uomini che odiano le donne, il secondo film di produzione svedese basato sulla Millennium Trilogy di Stieg Larsson, La ragazza che giocava cGeorge Clooneyon il fuoco, arriverà sugli schermi italiani solo a settembre, mentre l’uscita del terzo è prevista nei primi mesi del 2010, ma già si fanno sempre più insistenti le voci di un imminente approdo hollywoodiano della trilogia cult del romanziere svedese morto nel 2004 - che ha raggiunto i quindici milioni di copie vendute nel mondo. Nessuna casa di produzione americana ne ha ancora acquisito i diritti, ma secondo un articolo del quotidiano inglese Guardian l’interesse per un eventuale remake targato Hollywood di Uomini che odiano le donne è altissimo. Sonny Mehta, direttore editoriale di Knopf, che pubblica Larsson negli USA, ha affermato in proposito: “Sono sicuro che nei prossimi mesi leggeremo notizie riguardanti Stieg Larsson su Variety“. Tra gli attori interessati a rivestire i panni di Mikael “Kalle” Blomkvist ci sarebbero George Clooney, Johnny Deep, Brad Pitt, mentre per la regia si fanno i nomi di Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Ridley Scott.

articolo tratto dal sito della Marsilio

mercoledì 29 luglio 2009

Il cerchio del lupo - Michael Connelly



Dannato di un Harry Bosch. Quante volte te lo hanno detto che con quel carattere che ti ritrovi e quella voglia di metterti contro tutto e tutti avrai sempre un sacco di problemi. Los Angeles con i suoi stradoni e le sue colline impervie è la tua vita. Una vita inquieta alla ricerca instancabile di dare un volto a quegli assassini che la vita tolgono e poi scompaiono. Ancora dopo tredici anni, instancabilmente non smetti di pensare a Marie Gesto. Svanita nel nulla, i suoi vestiti trovati ripiegati nella sua macchina parcheggiata in un box, e mai ritrovata. Tredici anni fa avevi avuto un intuizione. Ma nessun cadavere, nessuna prova, nessun assassino.
Ora un uomo gia condannato alla pena capitale per altri omicidi si dichiara colpevole anche dell’assassino di Marie. Non farlo Harry o ti troverai in un mare di guai. Non pensare che qualcosa non quadra. Per una volta smetti di credere che “prendere le cose a cuore sia l’unico modo di agire di un vero detective”. Hai una confessione. Il caso è risolto Harry.
Stai attento a non avvicinarti troppo al marcio della politica.. Vuoi, come al solito. fare di testa tua. Allora guardati intorno Harry perché, come sempre, non c’è da fidarsi di nesssuno.
Un avvertimento anche a te che conosci Harry da un po’ o che per la prima volta senti il desiderio di seguirlo. Non pensare di trovare un attimo per prendere fiato. In questa storia non ci sono soste. Non c’è noia. L’adrenalina scorre a fiumi. Ti troverai di fronte alla piccolezza di molti uomini, a ripetuti colpi di scena, a resoconti dettagliati delle procedure d’indagine, a figure istituzionali di difficile interpretazione e a criminali senza pietà.
Questa è Los Angeles uomo.
Salta in macchina con Harry e ne vedrai delle belle!

Articolo di Lofi

Dettaglio del libro
  • Autore: Connelly Michael
  • Editore: Piemme
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Narrativa Piemme
  • Volume n.: 39
  • ISBN: 8838475431
  • ISBN-13: 9788838475436
  • Data pubblicazione: 3 Mar 09

martedì 28 luglio 2009

Vedi di non morire - Josh Bazell



Il Moxfane si può ingoiare o metterlo nel serbatoio.

Le prime botte sono tra un topo e un piccione, le seconde tra un pollo da spennare e un coglione che l’ha creduto tale, dite voi come si fa a resistere. E infatti è irresistibile. Il pollo è Peter Brown, veste i panni di un medico ospedaliero, una nuova identità che deve alla protezione-testimoni, grazie alla quale si è preso la laurea dopo un apprendistato presso la premiata ditta mafia enterprises, e non è stato un addio cordiale.
Pareggiare i conti con i corpi lasciati indietro, l’idea sarebbe quella, strappare vite alla grande mietitrice. Ma nella suite dell’ospedale c’è un ex-collega che lo riconosce e adesso Peter deve salvargli il fondoschiena se non vuole che il reparto si trasformi nell’O.K. Corral.
E’ un motore ad idrogeno l’opera prima di Josh Bazell, perfezionato prodotto della Ivy League universitaria, nutritosi a leggende tra i lettini del pronto soccorso, dove ha esercitato tirocinante, subendone i malsani effetti (al pari di qualche Moxfane).
Dotato di una follìa visionaria, Bazell si costruisce un modello espressivo che è un fuoco d’artificio, un melting-pot di influenze, metissaggio tra cultura scientifica e letteratura poliziesca, amori cinematografici e storia antica.
E’ un ibrido temerario tra lettura tensiva e narrazione didascalica, azione trascinante e trasmissione di sapere, messi in musica sulle note di una sinfonia wagneriana, dove trovano posto il fischio silicotico dei sette nani, Jawa di Guerre Stellari e l’apocalypsiano colonnello Kurtz. La creatura che partorisce, come l'epica Atena, è già armata e pronta alla guerra, maturata sul mito del superuomo che è arrivato ad accettare la vita in tutte le sue manifestazioni, ovvero tradotto nella sua immagine rovesciata, battere la morte (beat the reaper, versione light) in ogni forma si presenti.
Di questa alternanza racconta Brown, nei flashback dell’iniziazione all’excursus criminale nella famiglia Locano e nell’attualità del proprio potere, capace di dare ossigeno ai polmoni o di toglierlo con un colpo di kempo alla trachea. A far da contrappunto al susseguirsi di efferatezze varie, le digressioni irriverenti del neo-dottore, un’ironia sacrilega che sceglie come bersaglio tutto ciò che è rituale, dogmatico, leggendario, irreprensibile e morale, siano questi i cerimoniali mafiosi, le liturgie della professione medica, le verità storiche, i riti moderni e i nobel per la pace.
E non da ultimi noi lettori ai quali Bazell si rivolge, novello dr.Stranamore, contando sul fascino dell’orrido e la fobìa del morbo, spiegando da che parte stare nel corso di una toracotomia, quando il chirurgo impugna un clamp e durante l’esercizio delle matricole sull’ago aspirato. Visto quanto si diverte, dobbiamo essere uno vero spettacolo.

P.S. è sacrosanto esprimere anche un giusto riconoscimento allo sforzo del traduttore, tal Luca Conti, a tutti noto, al quale certo deve essere costato non piccolo sforzo entrare nella testa frammentata del Bazell per riportare nella nostra lingua i suoi salti logici e le sue derive idiomatiche senza sacrificarne la portata, proprio un buon lavoro. Per la cronaca la versione strong del titolo originale secondo il Conti sarebbe stata “In culo alla morte”, ma evidentemente non ha trovato i favori del commerciale Einaudi che ha partorito del resto una copertina, questa si, assai ammiccante.

Articolo di Frankie Machine

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 322
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Beat the Reaper
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Einaudi
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788806195588
  • Traduttore: L. Conti

lunedì 27 luglio 2009

Le intermittenze della morte - José Saramago



Probabilmente la mia fortuna è stata di aver iniziato a leggere Saramago da 'Cecità' che mi ha letteralmente folgorato.
Presa dal modo si scrivere del Nobel portoghese mi son cimentata in altri suoi scritti, Il Vangelo secondo Gesù Cristo, Memoriale del convento e quest'ultimo Le intermittenze della morte.
Avessi iniziato all'incontrario non sarei mai arrivata a Cecità è questo sarebbe stato un vero 'peccato'.

Saramago quando si perde dietro i suoi pensieri è arduo da seguire, si perde facilmente il filo, tranne poi tornare indietro perché folgorati da una frase che ti fa dire: 'Però ne valeva la pena!'
Succede anche ne 'Le intermittenze della morte'. Un inizio appassionate, poi pagine dove ci si perde, poi di nuovo cattura l'interesse del lettore, e poi, ecco la conclusione che non ti aspetti e che ti assorbe totalmente.
Ecco Saramago da il meglio di se stesso quando si concentra sugli uomini e le loro emozioni IMHO.
Concludo molto, ma molto banalmente:
E alla fine l'amore, sconfigge la morte... almeno per un po'!

Articolo di Marta

Dettagli del libro

  • Titolo: Le intermittenze della morte
  • Autore: Saramago José
  • Traduttore: Desti R.
  • Editore: Einaudi
  • Prezzo: € 10.00
  • Data di Pubblicazione: 2006
  • Collana: Super ET
  • ISBN: 8806184873
  • ISBN-13: 9788806184872
  • Pagine: 205

venerdì 24 luglio 2009

Are crime thrillers moral? by Brian Freeman

I THRILLER CHE PARLANO DI CRIMINI SONO MORALI?


E’ un modo strano di guadagnarsi da vivere se ci si pensa. Noi scriviamo di cose che atterrirebbero e sgomenterebbero la gente se fossero reali. Omicidio. Abuso. Serial killer. Violenza di ogni tipo. E facciamo tutto questo per intrattenere le persone.

Penso a quest’argomento ogni volta che un notiziario segue una tragedia intima. La proliferazione di canali di notizie 24 ore su 24 via cavo forza i giornalisti a riempire il tempo di materiale, e il risultato è una concentrazione spesso ossessiva su misteri criminali – l’omicidio di Natalee Holloway ad Aruba, la scomparsa di Madeleine McCann in Portogallo, e simili.Queste trasmissioni giocano sul nostro amore del mistero e del dramma per aumentare l’indice d’ascolto. La differenza è che, diversamente da un romanzo, il crimine è reale. Una ragazza viene uccisa. Un bambino scompare. Una famiglia soffre. I nostri programmi d’informazione trattano questi drammi come gialli, fino al punto che spesso minimizziamo o addirittura dimentichiamo la tragedia vera.

La domanda è: quanti fra noi che scrivono thriller sono un po’ diversi? Noi inventiamo le nostre storie, ma ci sforziamo di ottenere verosimiglianza, di rendere la paura, il crimine e il dramma reali per il lettore. Sì, alcuni romanzi gonfiano la trama, come per ammiccare al pubblico: ‘ci stiamo solo scherzando su, gente’. Ma gli scrittori migliori ci fanno restare senza fiato e piangere, con la paura di voltar pagina, ma incapaci di metter giù il libro.

Che cos’è che ci fa scrivere questi libri? Alcuni thriller sono moralmente istruttivi, ma come scrittore il cui primo libro si intitolava IMMORAL, non fingo che tutti gli eroi siano buoni e tutti i furfanti cattivi. Siamo di fronte a scelte difficili quando si tratta di bene e male, e non sempre facciamo quella giusta. Questo è quello di cui scrivo. È morale? Non sto dicendo che ho una risposta. La mia unica spiegazione è che i thriller migliori ci mettono a confronto con queste scelte e ci fanno decidere da soli. I gialli ci danno anche qualcosa che il mondo reale spesso non ci dà. Ordine. Risoluzione. Verità. La frustrazione nel guardare i notiziari sta nel non sapere che cosa è realmente accaduto. Nei gialli, alla fine, di solito lo sappiamo.

Questo potrebbe spiegarlo, ma non sono sicuro che ci dia una copertura morale. Sono l’unico che ha un po’ la nausea quando gli autori lodano la loro conoscenza delle armi o si vantano della loro ultima spedizione di ricerca all’obitorio? Siamo sicuri di sapere dove sta la linea di confine fra fantasia e realtà?

Ci sarebbe stato un Hannibal Lecter immaginario senza l’autentico killer dello Zodiaco? Non ne sono così sicuro. Quanti fra noi si guadagnano da vivere scrivendo di omicidi forse hanno verso le persone che li commettono un debito di gratitudine più grande di quanto ci faccia comodo ammettere.



Articolo di Brian Freeman
Traduzione Palazzo Lavarda

Brian Freeman è l’ autore di quattro thriller psicologici in vendita in Italia,che sono POLVERE E SANGUE, LA DANZA DELLE FALENE, LAS VEGAS BABY, e IMMORAL. Potete trovare Brian su Facebook alla pagina www.facebook.com/bfreemanbooks.

giovedì 23 luglio 2009

Intervista e Recensione a Tom Cain


"Un solo errore" di Tom Cain uscito per l' onnipresente Nord è un libro che scivola via pagina per pagina ed è il classico libro da cui non ci si riesce a staccare. Adrenalinico action-trhiller che vede come personaggio principale una sorta di anti-eroe Samuel Carver nato dal romanzo di Cain, "Il giorno dell' incidente".
Carver in questo romanzo è un serial killer pagato per uccidere i criminali sfuggiti allo Stato e in questa occasione si ritrova a dover competere per il ritrovamento di materiale atomico che potrebbe creare non pochi danni al mondo. Convinto di aver ucciso il pericolo numero 1 Waylon McCabe, non si rende invece conto che è riuscito a salvarsi dallo schianto del suo aereo provocato (inutile dirlo :D) da Carver e che farà di tutto per vendicarsi...
Ottimo libro da ombrellone, si legge davvero in due giorni anche se il tomo pesa quasi 400 pagine ma se posso darvi un consiglio, cercatevi anche "Il giorno dell' incidente", bellissimo romanzo che vede coinvolto Samuel Carver nella morte di Lady Diana.
Due libri da leggere. E adesso vi invito a leggere l' intervista al simpatico autore inglese dietro

Dettagli del libro Un solo Errore
  • Autore: Cain Tom
  • Titolo: Un solo Errore
  • Editore: Nord
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Narrativa Nord
  • Pagine: 390
  • ISBN: 8842915718
  • ISBN-13: 9788842915713
  • Data pubblicazione: 28 May 09



Intervista a Tom Cain

Corpi Freddi: Lei nasce come scrittore satirico, avendo scritto come primo libro, un testo ironico sul sesso. Cosa l' ha spinta a scrivere "Il giorno dell' incidente" e "Un solo errore"(italians titles)?

Tom Cain: Mio Dio… se ti riferisci a GIRL, come LO hai scoperto?! :) Hai ragione, quella storia – un ragazzo che subisce un cambio di sesso destinato ad un altro paziente dopo uno scambio per errore in un ospedale – era molto satirica,comica, esagerata… molto lontana da Samuel Carver! Ma mi ha sempre interessato scrivere di vari argomenti in diversi stili. Il mio giornalismo infatti è stato molto vario, non mi sono mai fermato su un settore particolare – così per me è naturale scrivere thriller tanto quanto commedie. La mia ispirazione per “ Il giorno…” è stata molto semplice: una mattina mi svegliai alle 3.00 con nella mia testa l’immagine di un uomo alla fine del Tunnel dell’Alma, mentre aspettava la Mercedes di Diana, ed egli era un eroe, non un cattivo. Mi ci son voluti due anni per trasformare quella visione in un libro, ma quello è stato l’inizio. Non avevo nemmeno mai pensato di scrivere un altro libro con Carver, ma appena gli editori hanno visto il primo, la gente ha iniziato a parlare di farne una serie, ed improvvisamente mi sono ritrovato a non veder l’ora di passare molti anni in compagnia di Samuel Carver!

CF: In "Il giorno dell' incidente" viene ripreso l' incidente del 1997 avvenuto sotto il ponte dell'Alma dove perse la vita Lady Diana. Ha avuto pressioni esterne mentre scriveva questo libro?

TC: Per fortuna, no… anche se mi sono chiesto se sarei stato sottoposto a pressioni da parte della polizia, del governo o dell’MI5. In realtà la cosa che mi ha preoccupato di più è stato il fatto che, per puro caso, potessi inventare una cospirazione che si rivelasse essere vera, e che poi gli assassini si vendicassero su di me per averli smascherati. Come puoi vedere, comunque, ciò non è successo… ancora!

CF: Quanto c'è di romanzato in "Il giorno dell' incidente"?

TC: Bene, ho cercato di essere il più accurato possibile sulle circostanze dell’incidente – tranne che sul coinvolgimento di Carver, ovviamente. E so che uno dei pochissimi testimoni oculari, che in effetti era in un veicolo che si stava avvicinando al tunnel nello stesso tempo della Mercedes di Diana, ha letto il libro e ha pensato che quello che ho descritto era coerente con quello che aveva visto lui (di nuovo, tranne Carver). In tutto il libro io ho anche provato a descrivere accuratamente ambientazioni, armi, orari dei treni, ecc. So che ci sono gruppi che assomigliano al Consortium (coloro che incaricano Carver di fare il colpo), e in Russia ci sono fabbricanti di mine terrestri. Ma la trama della storia stessa è pura invenzione al 100%. Specificatamente non cerco di sostenere che la mia è una sorta di storia vera segreta. E’ fiction!

CF: Ci parli di Sameul Carver. E' un pò un antieroe in quanto si è macchiato di un atroce crimine nel primo romanzo, mentre nel secondo cerca di riscattarsi..

TC: Esattamente. Mi interessa l’idea di un uomo che è fondamentalmente un essere umano buono con un lavoro che esige che lui commetta cattive azioni. Il fatto è che la società ha bisogno di gente preparata a dare la caccia e se necessario uccidere i terroristi, i criminali, ecc, che ci minacciano. Ma quale prezzo devono pagare i nostri protettori? Nel caso di Carver, nel primo libro apprendiamo molto presto che egli è alienato, solo, emotivamente insensibile e nauseato dalla morte. Allora accetta un ultimo lavoro e scopre di aver commesso un crimine che smentisce ogni pretesa che quello che fa è moralmente giustificabile. Uno degli aspetti più duri ma importanti nello scrivere il libro è stato coinvolgere i lettori nella vita di Carver a tal punto che, quando egli commette questa cosa terribile, essi si preoccupano della sua situazione e vogliono che trovi una via d’uscita. E il tema continua nel secondo libro, che è proprio l’Atto 2° della stessa storia, in cui molti dei temi introdotti nel primo libro sono portati alla loro conclusione.

CF: E' uscito in questo periodo il suo nuovo libro: "Un solo errore". Vuol parlarcene?

TC: Bene, senza voler svelare troppo, inizia con un prologo che dà il titolo italiano al libro. L’ “errore” è un tentato omicidio da parte di Carver che va male. Il suo obbiettivo scappa. Anni dopo lo stesso uomo sta pianificando qualcosa di davvero molto cattivo (non dirò esattamente cosa!) e Carver ha l’obbligo morale di fermarlo, poiché è stato il suo fallimento a permettere all’uomo di vivere. Sfortunatamente Carver è distrutto fisicamente e mentalmente a causa di ciò che gli è successo nel primo libro… In più la donna che ama è scomparsa ed egli deve ritrovarla… E 100 armi nucleari dell’ex impero sovietico sono andate disperse. Tutti questi fili si intrecciano per creare la mia storia.

CF: Lei è un giornalista cosa l' ha spinta a creare un alter ego scrittore di thriller?

TC: Due cose, in realtà… Primo, non volevo che i lettori inglesi si avvicinassero ai miei thrillers con preconcetti dovuti al mio lavoro di giornalista. Volevo che essi mi leggessero con occhio nuovo. E secondo, mi piaceva l’idea di darmi un nuovo inizio nella vita. Nel creare un alter ego c’era qualcosa di eccitante, di stimolante creativamente e che mi faceva pensare: questo deve essere diverso. In più – e ciò è molto infantile – ho pensato ‘Tom Cain’ che nome fantastico!:)

CF: Hai vissuto un infanzia con un padre diplomatico molto vicino ai servizi segreti e che è stato inviato a Washington, L' Avana e Mosca. Hai praticamente vissuto un adventure thriller sin da piccolo. Ti è stata utile quest'esperienza?

TC: Sì, ma non nel modo che potresti pensare. Non ho preso molto dall’esperienza di vedere mio padre al lavoro, tranne il fatto che suppongo di sapere come parlano gli ufficiali del governo britannico. E ho potuto chiedere a papà di farmi un quadro di come essi avrebbero reagito a certi eventi. Ciò che in realtà ho preso dalla mia vita è stata l’esperienza di alienazione che avevo per essere stato mandato via in collegio quando la mia famiglia era oltremare. Ho passato mesi e mesi alla volta lontano da loro quando ero ancora molto giovane (dall’età di 8 anni in su). Così quando stavo pensando a Carver, e provavo a trovare in lui qualcosa che io potessi davvero capire, ho pensato al distacco emotivo che era stato creato a forza in me dalle circostanze, e il peso che aveva gravato la mia vita, e l’ho riversato in lui. Così sebbene io non sia di sicuro un soldato, o un agente segreto, c’è molto di me nella psiche di Carver, in particolare il desiderio struggente di una relazione con un altro essere umano – nel suo caso Alix Petrova.

CF: Sò che ha finito di scrivere il terzo romanzo "Assassins". Può anticiparci qualcosa?

TC: “Assassin” è una storia molto più semplice, diretta e personale delle prime due. Sebbene ci siano elementi internazionali e politici – in particolare il traffico mondiale di essere umani – è fondamentalmente una storia su due uomini: Carver e un suo precedente collega nelle Forze Speciali, che si chiama Damon Tyzack, il quale incolpa Carver del suo stesso fallimento e vuole vendetta e punizione. Per Tyzack non è abbastanza uccidere Carver, vuole umiliarlo e prima di tutto fare a pezzi la sua vita. Dunque è il racconto del loro conflitto. Solo dopo aver scritto il libro ho notato che Damon Tyzack ha le stesse iniziali – DT – del mio vero nome. In qualche modo ho il sospetto che ciò possa avere un significato psicologico, anche se non sono sicuro quale sia esattamente!

CF: Quali scrittori hanno influito sulla sua crescita professionale?

TC: Ian Fleming, innanzitutto, perché ho letto i suoi libri di Bond quando ero ragazzo e li ho sempre amati. Alistair Maclean, per ragioni simili: sin da quando avevo 11 o 12 anni divoravo le sue storie d’avventura. Michael Chricton mi ha influenzato per il modo in cui usava questioni della vita reale come base per la sua narrativa. Lee Child è stato incredibilmente importante, poiché leggere i libri di Jack Reacher mi ha fatto pensare: anch’io dovrei far questo. Wilbur Smith mi ha incoraggiato molto, personalmente, spronandomi a scrivere “Accident Man” e poi essendo incredibilmente gentile quando lo ha letto. Mi ha anche aiutato a trovare un editore italiano, così non avreste letto i miei libri senza di lui!

CF: Che libro sta leggendo adesso?

TC: Proprio ora sono a metà di Even, il primo romanzo di Andrew Grant, che è il fratello di Lee Child. Posso certamente vedere un’aria di famiglia!

CF: Un enorme grazie da parte dei Corpi Freddi.

TC: Prego: il piacere è tutto mio.



Dettagli del libro Il giorno dell' incidente
  • Titolo: Il giorno dell' incidente
  • Traduttore: Gaiba C.
  • Pagine: 416
  • ISBN: 8842915475
  • ISBN-13: 9788842915478
  • Data pubblicazione: Jun 2008
Articolo e intervista di BodyCold
Traduzione di Palazzo Lavarda


Il cinese – Henning Mankell


35 mila copie in due settimane

La verità non è mai semplice. È’ uno dei difetti di voi occidentali. Credete che sia possibile appurare la verità in poco tempo. Ma la verità ha bisogno del suo tempo.

Un freddo villaggio nel nord della Svezia. Un lupo affamato. Diciannove corpi straziati. Un giudice donna, Birgitta Roslin, che decide di avviare una sua personalissima indagine, mentre la polizia segue altre piste.
Il solito thriller stile Corpi Freddi? No, perché improvvisamente gli orizzonti dell’indagine si allargano, arrivando a coinvolgere paesi lontani come la Cina e l’Africa. Tornando anche indietro nel tempo alla Cina e all’America degli anni ’60 dell’ottocento. Questo libro di Henning Mankell è molto più di un thriller: è romanzo politico, romanzo sociale e pure romanzo storico.
Tocca infatti molti temi cari all’autore, come già sa bene chi conosce la serie dedicata al commissario Wallander. Il delitto, la parte “gialla”, si intreccia strettamente ai temi d’attualità: l’emergere di una nuova potenza come la Cina, col suo carico di problemi sociali e politici; l’intreccio coi problemi politici dell’Africa, terra amatissima da Mankell che vive fra Svezia e Mozambico.
Ho pensato molto al commento da scrivere su questo libro, sapendo che ad alcuni lettori era piaciuto e ad altri meno. E sono arrivata alla conclusione che la domanda fondamentale da porsi è: cosa ti aspetti da questa lettura? Un giallo avvincente? Un’indagine serrata? O un romanzo di respiro più ampio?
La cosa migliore secondo me è iniziare a leggere e basta. E lasciarsi trascinare dallo stile scorrevole e lineare, a tratti intimista tipico dell’autore. Ho trovato scorrevoli anche le parti storiche o di denuncia sociale, i personaggi intensi e ben caratterizzati. Il giudice Roslin è quasi un alter ego femminile del commissario Wallander: mentre si dedica all’indagine, deve pure districarsi fra problemi familiari e personali. Come sempre in Mankell, la figura dell’investigatore non è uno stereotipo del genere giallo o thriller, ma un essere umano a tutto tondo.
L’Epilogo del libro non è completamente risolutivo, come, sembra dirci Mankell, pure nella vita non c’è mai un epilogo risolutivo: l’importante è non smettere mai “di cercare la verità, che non è mai oggettiva ma nel migliore dei casi è comunque basata sui fatti”.

Articolo di Palazzo Lavarda

Dettagli del libro
  • Titolo: Il cinese
  • Autore: Henning Mankell
  • Editore: Marsilio
  • Collana: farfalle – i gialli
  • Titolo originale: Kinesen
  • Traduttore: Giorgio Puleo
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Pagine: 587
  • Prezzo: € 19,00
  • ISBN: 9788831797870

mercoledì 22 luglio 2009

Mi fido di te - Massimo Carlotto e Francesco Abate



Stavo per rispondere a tono quando squillò il mio cellulare. Guardai il display e lessi: «Rocco Gennaro». – Lavoro, – la informai laconico. Che significava smamma velocemente. La mia fidanzata si alzò e andò ad accogliere una coppia di clienti entrata in quel momento. Brava ragazza, sapeva stare al suo posto.– Come stai, Rocco? – domandai al mio fornitore di polli olandesi.– Un po’ inguaiato, Gigi. Ci ho una fornitura locale da smaltire alla svelta. – Ho ricevuto il carico l’altro giorno, per un po’ sono a posto. – Lo so, ma è un’emergenza. Devo fare un favore a un amico. – Merda o merdaccia? – Merda, Gigi, merda. Te lo giuro.


Mi fido di te” è il primo scritto a quattro mani frutto della collaborazione tra il talentuoso scrittore Massimo Carlotto e il giornalista-scrittore sardo Francesco Abate, rapporto che si concretizzerà pure nel 2009 con il secondo romanzo “L’albero dei microchip”.
Non ho mai avuto la fortuna fino ad ora di leggere romanzi di Abate (anche se certamente nel futuro lo farò) ma posso tranquillamente affermare che questo romanzo trasuda Carlotto da ogni riga.
Incalzante, crudele, adrenalinico e pregno di uno squisito humour nero, “Mi fido di te” si rivela un noir semplicemente FAVOLOSO, intriso di una cattiveria indicibile e caratterizzato da una serie di personaggi assurdi e fusi totalmente di melone.
Breve accenno alla trama: Gino Vianello è un delinquente della peggiore razza: trasferitosi in incognito in Sardegna, per scappare da un passato malandato e dannatamente pericoloso, riesce a costruirsi, con astuzia e cinismo, un florido business nelle sofisticazioni alimentari; sembra avere trovato il suo paradiso vizioso fatto di lusso, denaro a iosa e splendide femmine fino a che un errore lo getta inconsapevolmente in un allucinante incubo a occhi aperti.
Mi fido di te” pone una serie di profonde riflessioni sul diffuso e sotterraneo fenomeno criminale delle adulterazioni, argomento trattato davvero in maniera competente e precisa.
Ma al di la di questo aspetto questo libro diverte e t’incolla alla poltrona: a pensarci bene non esiste in questa storia un personaggio positivo, tutte le figure descritte sono pessimi esempi di vita con in cima alla nefanda piramide umana, svettante solitario quel Gigi Vianello che nonostante le sue squallide azioni ne diventa quasi un anti-eroe tanto che ti risulta quasi impossibile non tifare per lui.
Mi fido di te” ha solo un grande difetto: la parola FINE; arriva troppo presto, quasi in un attimo.
Un Carlotto così in forma senti che ne vorresti ancora e ancora, è uno spasso, ahimè, che finisce troppo precocemente.
Ma nel finale qualcosa fa supporre che non è stato detto tutto, Gigi Vianello potrebbe avere ancora qualcosa da dire…..lo spero con il cuore.

Articolo del Killer Mantovano

Dettagli del libro
  • Titolo: Mi fido di te
  • Autori: Abate Francesco, Carlotto Massimo
  • Editore: Einaudi
  • Prezzo: € 10.00
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • Collana: Super ET
  • ISBN: 8806194879
  • ISBN-13: 9788806194871
  • Pagine: 175


martedì 21 luglio 2009

La biblioteca dei morti - Glenn Cooper



Questo romanzo è cominciato e forse tutti noi ci siamo dentro, anche se non lo sappiamo. Perché non esiste nulla di casuale. Perché la nostra strada è segnata. Perché il destino è scritto.
Nella Biblioteca dei Morti.

Il web alcune volte è strano davvero. premetto che questa è una prefazione che sto scrivendo dopo aver scritto la mio personalissima recensione che troverete di seguito.. il motivo per cui la scrivo? presto detto. Ogni qual volta che scrivo una recensione e solo dopo averla finita, inizio un giro su internet alla ricerca di altri recensori per vedere se c'è un giudizio unilaterale su come la si pensa di un libro... insomma solo curiosità.
Dopo aver letto La biblioteca dei morti, mi inerpico sul web e inizio a scandagliare, bhe mai visto una tale deframmentazione di opinioni su un libro. Se aprire 20 recensioni, 10 saranno mooolto positive e 10 sarannno moooolto negative. Insomma "La biblioteca dei morti" è un libro che, o si ama o si detesta. L' opinione che mi sono fatto io di questo romanzo è che di certo poteva essere meno pompato, nel senso che, il giorno dell' uscita diquesto romanzo (in contemporanea in 22 Paesi O_O), in ogni libreria si andasse si vedevano cartelloni immensi, vetrine mono libro, pagine di quotidiani, ecc. Insomma era stato annunciato come l' esordio del secolo.
Il libro in se per se non mi ha deluso, anzi a me è anche piaciuto e continuo a ribadire che la Nord su questo genere letterario prende davvero pochissime cantonate.
La trama è molto avvincente e l' unica pecca che ho trovato è nei due personaggi chiave della storia che di per se sono molto stereotipati.
Will Piper, profiler dell’ FBI di New York, è un esperto di killer seriali, che come la regola di questi anni vuole, vive tra eccessi legati all' alcool e una vita sociale e affettiva disastrata.
A complicargli il tutto è un' agente di cui si innamora, Nancy, ed entrambi si ritrovano ad investigare su dei casi di omicidio nella Grande Mela Americana, ma non sanno ancora che questi casi di omicidio sono legati ad una lista scritta da un ragazzino nel 782, nell' isola di Vectis in Inghilterra, dove un certo Octavus ragazzino nato il 7 luglio del 777, settimo figlio di un settimo figlio dopo esser stato raccolto dai monaci di un abbazia redisse una lista con nomi e numeri, nomi e date di nascita e di morte.
Ma che c' entrano le morti newyorkesi con un bambino nato in un altro continente quasi 1500 anni prima?
Ciò che quell' antichissima pergamena racchiude è uno dei più funesti segreti che siano mai stati portati alla luce.
Un susseguirsi di date di nascita e di morte che sconvolgeranno il nostro mondo e il lettore che rimarrà inchiodato tra le righe di questo fanta-thriller.
Un libro da leggere e l' ennessimo libro da mettere in wishlist...
Grazie a D.S. per la correzione sull' articolo.




Articolo di BodyCold

Dettagli del libro
  • Autore: Cooper Glenn
  • Traduttore: Gian Paolo Gasperi
  • Editore: Nord
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Narrativa Nord
  • ISBN: 8842916064
  • ISBN-13: 9788842916062
  • Data pubblicazione: 21 May 09

lunedì 20 luglio 2009

L'ultimo copione di John Pellam - Jeffery Deaver



E’ così che funziona, le cose arrivano poi se ne vanno.

E’ la terza e, per ora, ultima puntata con protagonista John Pellam, location scout per il cinema, qui dietro la telecamera alle prese con un documentario. Pellam ha la fregola di raccogliere le antiche memorie sul quartiere di Manhattan dimenticato da Dio, la cucina dell’inferno, un posto ad ovest della 8th Avenue, dove il clima è surriscaldato e la gente in giro è molto suscettibile. La sua attrice preferita, quella la cui intervista ha riempito chilometri di nastro Betamax, è Ettie Wilkes, una vecchia nera con un passato jazz ed un talento innato, racconta storie che è un piacere. C’era questa dei vecchi palazzi che buttano giù per far posto ai nuovi, come le persone nella vita, le cose arrivano e poi vanno, è cosi che funziona.
Per farla breve scoppia un incendio nel palazzo di Ettie, ci scappa il morto e le prove sono tutte a suo carico. Pellam si dedicherà a raccogliere testimonianze e confessioni per tirarla fuori dal gabbio, con i polismen del fuoco che lo menano perché non si fa gli affari suoi.
Così deve inoltrarsi lungo i tetri vicoli che portano metaforicamente alla famosa cucina, correndo il rischio che i Cubano Lords, senza tanti complimenti, gli brucino le penne.
Fosse tutto qui sembra un racconto di periferia, ma c’è Deaver seduto alla macchina che incanta come suo solito, infila un carattere dopo l’altro con l’eleganza di un giocoliere e inventa dialoghi con l’immediatezza di un giovane Holden.
C’è qualcosa di magico nel suo saper rendere i colpi soffocati di una rissa, i botti sovrapposti di una sparatoria e l’accensione rabbiosa di un rogo.
E anche se si deve dire che la perfezione del meccanismo deaveriano qui non è raggiunta, un minimo di scontatezza verso il finale che lascia indecisi, è sempre un gran leggere.

Articolo di Frankie Machine

Dettagli del libro
  • Formato: Tascabile
  • Pagine: 373
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Hell's Kitchen. A Location Scout Mystery
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Sonzogno
  • Anno di pubblicazione 2007
  • Codice EAN: 9788845414367
  • Traduttore: Cristiana Astori

domenica 19 luglio 2009

Trailer del film "La notte eterna del coniglio"


Esclusivo Trailer del film di Giacomo Gardumi "La notte eterna del coniglio"





Adesso non ci resta che mettrci in un angolo e sperare di trovare presto il coniglio nelle sale cinematografiche


ricordo inoltre che sul nostro sito potrete trovare anche l' intervista all' autore direttamente dalla Cina e la recensione del libro da cui è stato tratto il tanto agoniato film "La notte eterna del coniglio"

Articolo di BodyCold

Nasce una nuova antologia Horror in Italia. BAD PRISMA




Da Agosto in tutte le edicole!
BAD PRISMA - Collana Epix - Mondadori - € 4,90


L’antologia Horror è a cura di Danilo Arona pubblicata nella nuova collana dedicata al fantastico EPIX di Mondadori e sarà disponibile nelle edicole italiane a partire dai primi giorni di agosto.
Fino ad allora, ti terremo compagnia con alcuni contenuti – speriamo – interessanti. Alcuni riguarderanno l’argomento centrale dell’antologia, vale a dire MELISSA, la misteriosa entità protagonista di una leggenda metropolitana che ha l’insidiosa tendenza a diffondersi e contaminare diversi ambiti dell’immaginario collettivo.



Prefazione di Luigi Bernardi. Melissa anch’io

INTRO – Una storia di genesi di Yon Kasarai (Monte Herat, 4000 anni prima dell’avvento dell’Egira)

  1. Kitsune, la donna volpe (Giappone, 1601) di Stefano Di Marino
  2. La scomparsa di Melissa Prigione (Italia, Bassavilla, 1925) di Danilo Arona (snodo)
  3. Berggasse 19 (Austria, Vienna, 1925) di Alessandro Defilippi
  4. La buca del settimino (Italia, Bassavilla, 1948) di Danilo Arona (snodo)
  5. Il passato è davanti a noi (Italia, Bassavilla, 1948) di Giorgio Bona (Italia, Bassavilla, 1948)
  6. L’ultimo colpo di pistola (Italia, tra le provincie di Pavia e Bassavilla, 1967) di Angelo Marenzana
  7. La settima notte (Italia, Bassavilla, 1976) di Bob Orsetti
  8. Le bambole non uccidono (Modena, 1987) di Barbara Baraldi
  9. Le bambole uccidono (Bassa romagnola, 1989) di Gianfranco Nerozzi
  10. Il tratto nero (Italia, Palermo, 1993) di Giacomo Cacciatore
  11. La fiammiferaia (Italia, Bassavilla, 1998) di Giuliano Fiocco
  12. 29 dicembre 1999 h. 5, 20 (snodo) di Danilo Arona
  13. Dalla nebbia (Italia, nel triangolo di Melissa, 1999) di Mauro Smocovich (snodo)
  14. La forcella del diavolo (Val Pusteria, Bolzano, 2007) di Andrea G. Colombo
  15. M3li$$@ (Cyberspazio, 2007) di Alessio Lazzati
  16. La decima arcata (Italia, Bassavilla, 2008) di Gian Maria Panizza
  17. Melissa’s Syndrome (Italia, nel triangolo di Melissa, oggi – è l’oggi del lettore…) di Edoardo Rosati
  18. Zona Zero (Iraq, 2009) di Alan D. Altieri
  19. Melissa Project (Spazio, 2015) di Novelli & Zarini
  20. L’ultima fine d’estate (Monastero di Thule, nord del mondo, nell’ultimo giorno dell’umanità) di Claudia Salvatori

sabato 18 luglio 2009

La promessa dei lupi - Dorothy Hearst



Era un pungente odore di carne, sale e sudore: l’odore degli umani.

C’è un livello profondo, precedente all’apprendimento, antico come la terra, che ci lega al lupo. E’ una fascinazione che colpisce uomini e animali quando si scrutano a vicenda, alla ricerca delle cose in comune. Se è vero che discendiamo dai rettili, deve essere ancora più vero che da qualche parte, in qualche tempo, per caso o predestinazione, è avvenuto uno scambio di geni, un crossing-over, e il lupo che c’è in noi riconosce il fratello. Non si può spiegare quanto forte sia l’attrazione che risale da un recesso sconosciuto della nostra memoria se non con il ricongiungersi di affetti costretti all’esilio in periodi in cui l’idea dominante era sopravvivere.

Questo è quello che è riuscita a mettere in prosa Dorothy Hearst: la dimostrazione di un irresistibile processo di riavvicinamento, sospinto da corrispondenze e affinità, che si declina nella storia di Kaala, la lupa dalla falce di luna nel petto, nata nel Branco del Fiume Rapido, risparmiata dalle leggi dell’Equilibrio, per un destino che vuole di nuovo veder cacciare assieme i lupi agli umani. Ciò che esprime è la prospettiva di un cucciolo nel progresso della discoperta, la difficoltà di capire le leggi non scritte, la tentazione di disobbedire e le sue conseguenze.
E la ricostruzione non è antropomorfa come si è soliti attendere, ma è accuratamente calata, con spirito scientifico, tra i riti e le regole del branco, la nascita e la morte, il forte e il debole, l’esperienza che si tramanda, gli obblighi reciproci come il rispetto, la lealtà e il senso istintivo della protezione.
Avventura per avventura, ma anche messaggi profondi sulla convivenza tra popoli, sulla considerazione della diversità, sul carico della responsabilità nelle scelte.
Tutti significati che se i lupi dimenticano allora “smarriscono sé stessi”, e uccidono o vengono uccisi dagli umani.

Articolo di Frankie Machine

Dettagli del libro
  • Titolo: La promessa dei lupi
  • Autore: Hearst Dorothy
  • Dati: 357 p., rilegato
  • Prezzo: € 17,60
  • Editore: Nord
  • Collana: Narrativa Nord
  • EAN: 9788842915744

Copyright-thePetPhotographer.com

venerdì 17 luglio 2009

Catrame - Giuseppe Genna



Salto a ritroso nel tempo per osservare i prodromi di quel collasso gravitazionale che ha dato origine alla scrittura di Giuseppe Genna, un impeto della narrazione a cui si deve “Nel nome di Ismahel”, uno dei più bei romanzi di questi ultimi dieci anni.
Dunque “Catrame”, il primo della serie di cui è protagonista l'ispettore Guido Lopez, figura consolidata da poliziotto, esperto rovistastore delle discariche incontrollate i cui finiscono i buoni sentimenti, le ire funeste e i disegni del destino.
Fuga di un ex terrorista e morte di un pedofilo sposato con figli, due eventi che si svolgono in parallelo senza mai incontrarsi, eppure Lopez più che scoprire, annusa il ripieno in comune e segue le tracce come farebbe un cane da riporto troppo a lungo tenuto alla catena. Fa da scenario Calvairate, un quartiere della città ambrosiana, ritratto con colore nero-metallizzato, fondo hip-hop e fauna in via di riproduzione.
Per estrarre il nocciolo su cui strangozza il capo Santovito, Lopez spinge a tavoletta senza dormire mai, senza cambiarsi mai, abbattendo le ipotesi che si presentano in rapida successione come le strisce della linea di mezzeria di quelle strade che percorre acca 24. Una corsa satellitata dai servizi segreti che ingombrano gli uffici della squadra mobile e chiedono, senza chiedere, di risolvere il caso all'uomo migliore dell’investigativa.
Il quale troverà poi l’illuminazione come un’onda pressoria causata da una valvola difettosa, cioè cose vere o non vere, a metà o tre quarti, a seconda della direzione di flusso cui si costringe il libero pensiero.
La prima prova è quindi tutta da assaggiare, con qualche eccesso di virgole, parentesi e corsivo, che affaticano sì l’assimilazione, ma lo chef è proprio in gamba e nelle prossime portate ve lo dimostrerà.

Articolo di Frankie Machine

Dettagli del libro
  • Autore: Genna Giuseppe
  • Editore: Mondadori
  • Genere: letteratura italiana: testi
  • Edizione: 2
  • Collana: Piccola biblioteca oscar
  • Pagine: 150
  • ISBN: 8804575360
  • ISBN-13: 9788804575368
  • Data pubblicazione: 15 Jan 08

giovedì 16 luglio 2009

L'alleato - Robert Ludlum e Gayle Lynds



Non c'è pace per l'America nell'universo di Ludlum...

Davvero curiosa la produzione di Robert Ludlum. A tutt'oggi vengono sfornati innumerevoli opere a firma del popolare scrittore americano....peccato che il poveretto sia morto a seguito di un attacco cardiaco durante un intervento a cuore aperto nel 2001. Ci troviamo di fronte, infatti, ad una delle più spudorate e lucrose operazioni di sciacallaggio di un franchise, tramite l'evidente ausilio di rinomati ghost writer di razza; ovviamente sulle cover campeggia a caratteri cubitali il nome di Ludlum mentre un piccolo angolino è relegato al vero e unico creatore della storia (sarebbe certamente più riguardoso nei confronti del lettore distribuire i romanzi a nome degli effettivi scrittori con la dicitura che i personaggi sono ispirati all'universo dello scrittore defunto).
Premetto che le storie create da Ludlum non hanno mai incontrato particolarmente i miei gusti ma ho iniziato a seguire con piacere la serie del Covert-One (di cui il presente "L'alleato" è il terzo romanzo della saga) in quanto le storie sono prevalentemente incentrate su pandemie e guerre batteriologiche, tema che mi ha sempre affascinato moltissimo. Purtroppo questo continuo passaggio di testimone tra ghost writer ha snaturato l'essenza stessa della serie e in questo caso ci troviamo di fronte ad un improbabile attacco informatico, tramite l'ausilio di un potente prototipo di computer a DNA molecolare, con il classico obiettivo di mettere sotto scacco le difese degli Stati Uniti.
E' innegabile che il romanzo è condotto con mani sapienti e con conoscenza delle tematiche trattate, sono pure convinto che piacerà sicuramente agli amanti dei complotti fanta-politici che troveranno sparatorie a iosa, tradimenti, intrighi spionistici e chi più ne ha più ne metta; resta comunque il fatto che guardando maggiormente in profondità ci troviamo di fronte a un'opera insipida, non originale e per nulla coraggiosa creata con il solo scopo di vendere; il classico filmone hollywoodiano tutto effetti speciali e zero sostanza.
Ebbene... da un libro pretendo molto di più!!!!!

Articolo de Il Killer Mantovano

Dettagli del libro
  • Autori: Ludlum Robert Lynds Gayle
  • Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Narrativa
  • Traduttore: Bertante P.
  • Pagine: 585
  • ISBN: 881701074X
  • ISBN-13: 9788817010740
  • Data pubblicazione: 2006

mercoledì 15 luglio 2009

Intervista e Recensione a Duane Swierczynski



Delirante, ansiogeno, pulp, con riferimenti sarcastici alla politica anti bushiana.
E' tutto questo ed altro, il primo di romanzo sbarcato in Italia grazie alla Newton Compton Editori dell' americano Duane Swierczynski, intitolato "Uccidere o Essere Uccisi" che per altro ha una copertina fantastica che però si lega pochissimo col contenuto del libro.
La scrittura è fluidissima anche grazie all ' impostazione usata dal nostro Duane che divide in capitoli in paragrafi che si leggono tutti d'un fiato. Non vi darà nemmeno un momento di riposo, il ritmo frenetico partirà già dopo una decina di pagine e vi accompagnerà fino alla fine lasciandovi per altro di stucco con un finale a sorpresa.
Molto cinematografica la trama, sembra quasi essere immersi in un film di Tarantino con protagonista il Bruce Willis dei tempi di Die Hard.
In America ha già fatto uscire se non ricordo male 4 romanzi, bhe speriamo che le case editrici nostrane (toc toc Newton) riescano a portare in Italia anche il resto della sua bibliografia.

Articolo di BodyCold



Dettagli del libro
  • Titolo: Uccidere o essere uccisi
  • Autore: Swierczynski Duane
  • Editore: Newton Compton (collana Nuova narrativa Newton)
  • Data di Pubblicazione: 2009 7 maggio
  • ISBN: 9788854113015
  • Dettagli: p. 240
  • Reparto: Narrativa straniera





Corpi Freddi: Innanzitutto grazie per la disponibilità e per averci concesso l' intervista :)

Duane Swierczynski: Hey, il piacere è tutto mio.

CF: Duane Swierczynski (per noi italiani il tuo cognome è difficilissimo da pronuciare heheeh) nasce come giornalista, scrittore o sceneggiatore di fumetti?

DF: Agli inizi ero davvero senza speranze. Non riuscivo nemmeno a tenere in mano una matita. Poi, col passare del tempo, ho capito che dovevo raccontare storie. Ho iniziato disegnando brevi fumetti e Fanzines. Ho scritto storie di cavalieri e magia cruente per i miei maestri di scuola elementare; alle superiori ho scritto racconti d'orrore per divertire i miei compagni. Non penso fossi consapevole del fatto che, un giorno, avrei potuto vivere con questo. Lo facevo perchè mi divertiva.

CF: E' differente l' approccio che usi per scrivere un romanzo o per sceneggiare un fumetto?

DS: Le storie nascono dal luogo oscuro e misterioso della mia mente, mentre per i fumetti faccio sempre un abbozzo, quindi i miei editori sanno cosa aspettarsi. Coi romanzi, sono costretto a "improvvisare". Così è stata per UCCIDERE O ESSERE UCCISI: ho inziato con una premessa, poi ho lasciato che i miei personaggi avessero carta bianca.

CF: Sò che il tuo debutto come scrittore è nato quasi per caso. Regalasti a 15 anni per il compleanno al tuo migliore amico, un racconto horror scritto da te. Da allora, oltre ad esser passati 22 anni cos'altro è cambiato?

DS: In realtà, sono passati...22 anni. Mi sento così dannatamente vecchio. La maggior differenza è che ora posso dedicarmi a questo lavoro full-time, è dal Febbario 2008 che mi guadagno da vivere scrivendo nient'altro che romanzi e fumetti. E credimi, mi rendo conto di essere ben fortunato per poterlo fare.

CF: Il tuo stile in "Uccidere o Essere Uccisi" (titolo italiano per la Newton Compton) è molto cinematografico. Ricorda tantissimo il pulp di Tarantino e gli action movie con Bruce Willis. Hai avuto molte influenza dal cinema per questo romanzo?

DS: Credo che i films abbiano influenzato buona parte del mio lavoro, com'è stato per molti scrittori della mia generazione. E la ringrazio per avermi detto che il mio stile è molto cinematografico. La cosa buffa è che non mi dedico granchè alle descrizioni. C'è azione e mi catapulto nella mente dei personaggi, ma i miei punti forti sono i dettagli e gli aspetti visivi. Ci sto lavorando coi fumetti e coi miei due prossimi romanzi.

CF: Hai definito Lansdale e Jim Thompson come due autori che ti hanno molto influenzato nella tua professione di scrittore, ma ricordi qual'è stato il primo romanzo che hai letto e per cui hai deciso di intraprendere questo mestiere?

DS: Non ricordo il primo libro che ho letto; crescendo ho assorbito tutto ciò che trovavo in casa, compresi libri sulla reincarnazione, sugli UFO e sui fantasmi (mio padre leggeva molta saggistica sull'occulto). Il primo libro da adulti che ricordo di aver letto è It di Stephen King. Avevo 13 anni ed era totalmente al di sopra della mia portata. Ma l'ho adorato e mi ha fatto venir voglia di cimentarmi in storia più lunghe. Non storie da 1000 pagine, badi bene. Ma storie comunque più lunghe di quelle che avevo scritto.

CF: Lansdale stesso in un intervista parlò dei tuoi romanzi "Sinuosi come serpenti e veloci come jet".

DS: Adoro Joe Lansdale, e quella frase mi fa ancora sorridere. E' uno dei migliori scrittori di questo periodo.

CF: In America sei al 4° romanzo, mentre in Italia solo a Maggio 2009 sei uscito con "Uccidere o Essere Uccisi" ("Severance Package"). Sai se verranno mai stampati gli altri tuoi libri?

DS: Spero di sì. C'è la possibilità che LEVEL 26: DARK ORIGINS, un romanzo che ho scritto con Anthony E. Zuiker, il creatore di CSI, verrà pubblicato in Italia, ma non ne ho la certezza.

CF: Parlando di "Uccidere o Essere Uccisi", in moltissime parte del romanzo, fai riferimento all' 11 settembre sia per bocca del figlio di Charles Lee (un personaggio del romanzo, ndr) che appoggia la tesi del complotto interno agli USA, che raccontandone i fatti. Quale delle tesi appoggi?

DS: Mentre scrivevo quei passaggi, LOOSE CHANGE, il documentario online riguardo ad una possibile conspirazione dell'11 Settembre, girava un po' ovunque. Qul tipo di cose he guardi e pensi, SANTO CIELO, L'HANNO FATTO VERAMENTE! Ma poi inizi a esaminare i fatti e...beh, è molto meno convincente.

CF: Dal punto di vista politico in America, credi che un presidente come Obama, possa davvero portare aria di cambiamento?

DS: Penso che abbia già portato dei cambiamenti: dopo 8 anni finalmente abbiamo un adulto alla Casa Bianca.

CF: Tutti i tuoi romanzi sono ambientati a Philadelphia. Hai un fortissimo legame con la tua città.

DS: Ho un rapporto di odio/amore con Philadelphia. Là c'è tanta brava gente, tanta storia...e tanto spreco.

CF: Progetti futuri?

DS: Il mio quinto romanzo si intitola EXPIRATION DATE, ed è un thriller mistery ambientato nei paraggi della mia città natale (Frankford, nel nord-est della Philadelphia del sud). E prima ho citato LEVEL 26: DARK ORIGINS, che in USA è stato pubblicato a Settembre. Quest'estate lavorerò al secondo libro della trilogia.

CF: Speriamo di vederti in Italia per la presentazione di qualche tuo libro e un enorme in bocca al lupo da tutti i Corpi Freddi che ti seguono.

DS: Mi piacerebbe molto visitare l'Italia. In realtà sono italiano per un quarto, non farti ingannare dal mio cognome! Mia nonna si chiamava Eleanor Perelli, e la maggior parte dei raduni fra parenti che ho fatto crescendo erano con membri della parte italiana.
Saluti
Duane


Intervista di BodyCold
Traduzione di Dolceluna