giovedì 23 luglio 2009

Il cinese – Henning Mankell


35 mila copie in due settimane

La verità non è mai semplice. È’ uno dei difetti di voi occidentali. Credete che sia possibile appurare la verità in poco tempo. Ma la verità ha bisogno del suo tempo.

Un freddo villaggio nel nord della Svezia. Un lupo affamato. Diciannove corpi straziati. Un giudice donna, Birgitta Roslin, che decide di avviare una sua personalissima indagine, mentre la polizia segue altre piste.
Il solito thriller stile Corpi Freddi? No, perché improvvisamente gli orizzonti dell’indagine si allargano, arrivando a coinvolgere paesi lontani come la Cina e l’Africa. Tornando anche indietro nel tempo alla Cina e all’America degli anni ’60 dell’ottocento. Questo libro di Henning Mankell è molto più di un thriller: è romanzo politico, romanzo sociale e pure romanzo storico.
Tocca infatti molti temi cari all’autore, come già sa bene chi conosce la serie dedicata al commissario Wallander. Il delitto, la parte “gialla”, si intreccia strettamente ai temi d’attualità: l’emergere di una nuova potenza come la Cina, col suo carico di problemi sociali e politici; l’intreccio coi problemi politici dell’Africa, terra amatissima da Mankell che vive fra Svezia e Mozambico.
Ho pensato molto al commento da scrivere su questo libro, sapendo che ad alcuni lettori era piaciuto e ad altri meno. E sono arrivata alla conclusione che la domanda fondamentale da porsi è: cosa ti aspetti da questa lettura? Un giallo avvincente? Un’indagine serrata? O un romanzo di respiro più ampio?
La cosa migliore secondo me è iniziare a leggere e basta. E lasciarsi trascinare dallo stile scorrevole e lineare, a tratti intimista tipico dell’autore. Ho trovato scorrevoli anche le parti storiche o di denuncia sociale, i personaggi intensi e ben caratterizzati. Il giudice Roslin è quasi un alter ego femminile del commissario Wallander: mentre si dedica all’indagine, deve pure districarsi fra problemi familiari e personali. Come sempre in Mankell, la figura dell’investigatore non è uno stereotipo del genere giallo o thriller, ma un essere umano a tutto tondo.
L’Epilogo del libro non è completamente risolutivo, come, sembra dirci Mankell, pure nella vita non c’è mai un epilogo risolutivo: l’importante è non smettere mai “di cercare la verità, che non è mai oggettiva ma nel migliore dei casi è comunque basata sui fatti”.

Articolo di Palazzo Lavarda

Dettagli del libro
  • Titolo: Il cinese
  • Autore: Henning Mankell
  • Editore: Marsilio
  • Collana: farfalle – i gialli
  • Titolo originale: Kinesen
  • Traduttore: Giorgio Puleo
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Pagine: 587
  • Prezzo: € 19,00
  • ISBN: 9788831797870

4 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Bellissima recensione Martina.
Complimenti.

Linda80 ha detto...

Complimenti anche da parte mia!

Marta ha detto...

Dite che mi tocca comprar anche questo???

Palazzo Lavarda ha detto...

Eh, mi sa di sì, Marta. oppure li prendi in biblioteca, come faccio io :-)
Grazie, ragazzi.