lunedì 22 ottobre 2012

Savana Padana - Matteo Righetto (TEA 2012)



Ah povera Italia, Ormai ze ‘nda tuto ramengo!

"Una storia incendiaria. Una scrittura arguta e dissacrante" (Massimo Carlotto), questa è la frase riportata sulla fascetta rossa, ma io aggiungerei anche coinvolgente e assolutamente ben scritto.
Il romanzo è ambientato nella bassa padana, un fiume a nord e un fiume a sud. Il Brenta da una parte il Piovego dall’altra. Due corsi d’acqua che stringono a tenaglia una terra piatta umida e tignosa, dove il freddo invernale è malefico e l’afa d’estate mortifera. Tra queste campagne c’è San Vito. Ed è questo il paese in cui la fanno da padrone tre bande rivali, quella di casa capeggiata da Ettore Bisato detto Il bestia, la banda di zingari la cui mente è il vecchio Ramos e i cinesi con a capo Chen Il tigre che sputa in ogni dove. Convivono tranquillamente senza pestarsi i piedi e a tenerli a bada ci prova anche Tommaso Fetente uomo meschino e parecchio “maraglione”, Fetente era il comandante della stazione dei Carabinieri di Noventa e San Vito era nella sua area. Viveva al nord da trent’anni e ancora parlava campano. 
Sposato con due figli, il primo ultrà del Padova sotto provvedimento Daspo e il secondo noto pederasta, Fetente amava solo tre cose nella vita, ma per queste tre provava tutta la passione e tutto l’ardore del mondo: la sambuca Molinari, le prostitute di colore e Padre Pio; ma un imperdonabile passo falso degli zingari darà vita ad una vera e propria carneficina.
Ho conosciuto Matteo Righetto con Bacchiglione Blues (suo secondo romanzo, Savana Padana è il primo rieditato molto intelligentemente da Tea) e mi ha  conquistata da subito. Trovo  il suo stile irresistibile, ironico e arguto, la scrittura scorrevole e avvincente. I personaggi sono incredibili e sconclusionati e, a partire dai soprannomi, sono tutto un programma. Ma Righetto non si ferma a questo, non si ferma neanche alla trama, va oltre e ci presenta uno spaccato di una realtà che ci appartiene e che è sempre più presente, in cui in un paese che potrebbe essere in un posto qualsiasi, si trovano a convivere italiani poco tolleranti e stranieri, il tutto sottolineato dal dialetto veneto, quello degli zingari e il particolare modo di parlare italiano che hanno i cinesi.

Matteo Righetto è uno dei più bravi e intelligenti autori del nuovo noir (Joe R. Lansdale)

Matteo Righetto vive a Padova, dove è nato nel 1972. un suo racconto è stato selezionato per l’antologia Venice Noir curata da Maxim Jakubowski per Akashic Books (New York). Dirige il festival letterario internazionale Supergulp, che si tiene ogni anno a Padova e ha fondato recentemente Scuola Twain. Savana Padana è il suo romanzo d’esordio.

Bravo Matteo e benvenuto al pulp noir di casa nostra...

Articolo di Cristina "cristing" Di Bonaventura

Dettagli del libro


  • Formato: Tascabile
  • Editore: Tea
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: Narrativa TEA
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 132 
  • Codice EAN: 9788850229185




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