giovedì 25 ottobre 2012

La regina del catrame. Le indagini del commissario Bertè - Emilio Martini (Corbaccio 2012)



I giorni sono tutti uguali ai bagni Medusa nella spiaggia di Lungariva in Liguria; a sentire il bagnino e la proprietaria del bar ogni anno gli stessi bagnanti e ogni giorno le stesse abitudini. Ma la monotonia si spezza drammaticamente quando viene rinvenuto il cadavere di Lidia Angelici detta la regina, sessant’anni, ritrovata sugli scogli con la testa fracassata.  Quello che ne emerge è il ritratto di una mangia uomini spudorata che non stava simpatica a nessuno e con cui nessuno aveva legato. In realtà, come dice la sua unica amica Carla, era una donna sola alla continua ricerca dell’amore. Le indagini vengono affidate al vice questore aggiunto Gigi Bertè, trasferito da Milano a Lungariva per motivi che non ci è dato di sapere, simpatico come un emicrania a grappolo, la cui passione segreta è scrivere racconti. Il caso verrà rapidamente risolto con buona pace di tutti.

Spezzo subito una lancia a favore di Emilio Martini dicendo che il libro NON è brutto e NON è scritto male…. ma a me non è piaciuto.  Quello che più mi ha urtato è che ogni tot di righe l’autore riporta un pensiero o un commento del Bertè ad un fatto appena accaduto, scrivendolo in corsivo e questo a mio avviso spezza e rallenta la lettura oltre che, nel mio caso, innervosire il lettore. Ma archiviando questo “particolare”, il motivo percui questo libro non mi ha convinto è che è breve, tanto, troppo breve, 125 pagine (di cui qualcuna fa parte del racconto che scrive Bertè)   non sono sufficienti per descrivere un ambiente, trovare un cadavere, avviare le indagini, approfondire i personaggi, scoprire il colpevole ed il movente dando un minimo di credibilità alla storia, il Marini lo ha fatto ottenendo però un risultato approssimativo, non approfondito e superficiale. So che questo è il primo di una trilogia di cui il secondo uscirà a breve, e mi chiedo se forse non sarebbe stato meglio scriverne uno solo ma con tutti i crismi. Ah, un consiglio a Gigi Bertè, forse è meglio che lasci perdere i racconti perché quello che ha scritto durante questa indagine è veramente tremendo.

Ho trovato molto divertente invece quanto riportato in terza di copertina, dove dovrebbero esserci i riferimenti all’autore.

Dietro lo pseudonimo di Gigi Bertè si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e…coda, che opera in un commissariato italiano. Per ovvie ragioni di riservatezza, Gigi non ha potuto esporsi con il suo vero nome. Anche dietro il nome di Emilio Martini si cela qualcuno in carne e …. penna, che conosce bene il commissario e che preferisce restare nell’ombra. 

Articolo di Cristina "cristing" Di Bonaventura

Dettagli del libro


  • Formato: Rilegato
  • Editore: Corbaccio
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: Narratori Corbaccio
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 127 
  • Codice EAN: 9788863804188

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