giovedì 26 gennaio 2012

In difesa di Jacob – William Landay (TimeCrime 2012)


Non importa quanto siano deboli i tuoi argomenti. Attieniti al sistema. Sta alle regole del gioco come negli ultimi cinquecento e passa anni, usa la stessa, infima tattica che ha sempre contraddistinto i controinterrogatori: blandisci, incastra, fotti.

Andy, Laurie e Jacob sono una famiglia felice, una famiglia qualunque, con le proprie abitudini e gli alti e bassi di chi da anni condivide il solito tran tran. Andy Barber è il primo vice procuratore distrettuale nella contea di Middlesex, è rispettato, bravo, preparato, il migliore, Laurie ex insegnante ora casalinga e mamma a tempo pieno e Jacob è il figlio adolescente che amano incondizionatamente. La mattina di un maledetto giovedi 12 Aprile 2007 viene ritrovato il corpo senza vita di Ben Rifkin, compagno di scuola di Jacob, accoltellato nel bosco che la maggior parte dei ragazzi attraversa per raggiungere la scuola. Un fatto di sangue inaudito in un piccolo centro come Newton. L'opinione pubblica è profondamente scossa, un terremoto ha fatto crollare irrimediabilmente le fondamenta della vita tranquilla e serena del piccolo centro di Newton, ma un terremoto ancora più devastante scardinerà le certezze della famiglia Barber. Jacob, l'adorato Jacob, viene accusato dell'omicidio di Ben.
Come reagireste se vostro figlio fosse accusato di un crimine così efferato? Lottereste come leoni per difenderlo? Accettereste l'idea, la probabilità, che possa essere colpevole? Continuereste ad amarlo comunque e qualunque sia il verdetto della giuria? Quali ripercussioni avrebbe un'accusa così pesante nell'ambito di una rispettabile famiglia? Ci si unirebbe per combattere o si inzierebbe a puntare il dito uno contro l'altro, scagliandosi addosso colpe, chiedendosi “dove e cosa abbiamo sbagliato”?
L'impianto narrativo di questo bel romanzo di William Landay, marchio timeCRIME, è notevole, la trama è notevole, i personaggi sono notevoli. Landay scandaglia il rapporto genitori figli, seziona i rapporti famigliari, fa vivere sulla propria pelle la tensione che può nascere quando un fatto imprevedibile arriva a sconvolgere le vite di persone oneste e normali. Ma questo è l'effetto; la causa, l'omicidio, il processo sono affrontati con grande maestrìa, non dimentichiamoci che Landay si è laureato in giurisprudenza a Yale ed è stato a lungo procuratore distrettuale e il modo in cui descrive l'istruttoria del processo, le tattiche dell'accusa e delle difesa, le strategie negli interrogatori dimostrano che Landay sa di che cosa scrive e lo fa in modo preciso e coinvolgente.
Per come vengono presentati i fatti, la minuziosità con cui vengono descritti i particolari, a volte mi ha fatto avere il dubbio che si trattasse di un fatto vero e che Andy, il protagonista, raccontandocelo in prima persona, cercasse di spiegare gli eventi, intervallandoli da stralci di interrogatorio a cui è sottoposto davanti al gran giurì, quasi a chiedere all'interlocutore una conferma di essere nel giusto. Ora, vi starete chiedendo, va bene il coinvolgimento, il ritmo serrato, i personaggi, la tensione che rimane alta per tutta la lettura, ma alla fine si tratta solo di stabilire se Jacob è innocente o colpevole? No signori, un finale mozzafiato e inaspettato, come un terremoto scardinerà anche le VOSTRE più assolute certezze.

Il leopardo che si spinge fino al margine del suo recinto allo zoo ti guarda con disprezzo attraverso le sbarre o al di là di un fossato invalicabile per la tua inferiorità e perchè hai bisogno di quella barriera tra di voi. In quel momento, vi comprendete a vicenda, in modo non verbale ma non meno reale: il leopardo è il predatore e la preda, ed è solo quella barriera a permettere agli umani di sentirsi superiori e al sicuro. La sensazione che si prova davanti alla gabbia del leopardo è accompagnata da una punta di vergogna, per la forza superiore dell'animale, per la sua altezzosità e per la sua scarsa stima nei nostri confronti.

Articolo di Cristina "cristing" Di Bonaventura

Dettagli del libro

  • Formato: Rilegato
  • Editore: Time Crime
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: Narrativa
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 540
  • Traduttore: S. Brambilla
  • Codice EAN: 9788866880103

8 commenti:

Lofi ha detto...

Dopo questa rece non posso che acchiapparlo subito. Grande Cri!

Frankie Machine ha detto...

Ti ho preceduto Lofi, e la Cri ci azzecca di brutto con la sua analisi.

Cristing ha detto...

E poi il prezzo è veramente competitivo, se pensate a quante ciofeghe girano e che costano il doppio! Questo libro merita davvero
@Lofi mi darai ragione :)
@ Frankie grazie

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

L'occhio attento alla qualità e al portafogli va premiato!!!
Pasini sembra stia avendo ottimi riscontri, la Slaughter erano anni che si aspettava una sua riproposizione in Italia e anche questo Landau sembra abbia fatto centro.
E poi di Cristina io mi fido.

Cristing ha detto...

@Killer grazie, ed essendo i nostri gusti molto simili ti assicuro che fa per te.....

Corilù ha detto...

Hai ragione Cristing, 7,70 veramente bravi quelli di Timecrime anche se vedo che è una tendenza quella di abbassare i prezzi, ho visto roba della Tre60 il nuovo marchio del Gruppo Mauri Spagnol e poi mi sono presa di Mamma editori due thriller eccezioali sotto i 10. E neanche piccoli, certo non come le 500 pagine di Jacob, ma comunque La fantasia dello Scarafaggio superava le 300 e gospel di capodanno stava oltre le 200 pagine.

Anonimo ha detto...

Bellissima recensione.

@Corilù Ho letto La fantasia è mi è piaciuto molto. Il gospel pure è buono?

Agata

Fabio ha detto...

La Fantasia dello Scarafaggio è un giallo imperdibile, all'americana nel senso migliore dell'espressione. La protagonista femminile è fuori dalle righe, fuori dagli stereotipi.Il filo conduttore è contorto e a volte perverso. Io l'ho adorato davvero