martedì 13 settembre 2011

Morte apparente – Thomas Enger (Iperborea 2011)


I riccioli quasi bianchi sono bagnati, non solo di sangue. La terra si è spalancata e ha cercato di inghiottirla. Solo la testa e il busto sono visibili. Il corpo rigido è circondato da terreno umido, si direbbe un'esile rosa solitaria dal gambo lungo.

Henriette Hagerup, studentessa, è stata sepolta fino al busto, lapidata, frustata, mutilata ad una mano e con i segni di una stun gun sul collo. Tutto fa pensare alla Shari'a, al delitto d'onore. Ma Henning Juul giornalista della testata web 123news è convinto che sotto ci sia dell'altro. Juul è tornato al lavoro dopo parecchio tempo. Qualche anno prima è stato vittima di un incendio in cui ha perso la vita suo figlio Jonaas di appena sei anni. Il dolore per quella perdita e per non essere riuscito a salvare il suo adorato bambino non lo lascia mai, soprattutto la notte. Non è facile per lui tornare alla normalità. Sul suo viso sono visibili le cicatrici lasciate dalle ustioni, ma le ferite ancora aperte che porta nel cuore non le può vedere nessuno. Neppure Nora, la sua ex moglie che sembra essersi rifatta una vita con Iver Gundersen, collega di Juul. Henning si rimette in pista, riprende contatti con il suo informatore di una volta, si ritrova suo malgrado a collaborare con Bjarne Brogeland suo ex compagno di scuola ed ora investigatore della polizia e in breve tempo è “dentro la notizia”.
Quando Mahmoud Marhoni, il fidanzato pachistano della vittima, viene arrestato Henning va a parlare con il fratello per capire se sa qualcosa e qui viene quasi ucciso da membri della BBB, Bad Boys Burning, una banda coinvolta in diverse attività criminali, contrabbando, droga, estorsione.
A questo punto il mistero si infittisce. Inoltre scopre che Henriette stava lavorando ad una sceneggiatura con Annette, sua amica e compagna di corso. La sceneggiatura ha molti punti in comune con la morte della ragazza, ma Henning non riesce a comprendere cosa ci sia dietro questo film. Troppi tasselli fuori posto, troppe sensazioni che non riescono a concretizzarsi in nulla e che ad ogni pagina fanno crescere il livello della tensione al massimo.
Finalmente uno scrittore nordico che è riuscito ad appassionarmi dalla prima all'ultima pagina. Si, perché Morte apparente di Thomas Enger edito da Iperborea è veramente un bel libro, di quelli che si leggono tutto d'un fiato e che ti fanno fare le ore piccole per finirlo. Scritto bene, scorrevole, nessuna pagina è di troppo, nessuna descrizione eccessiva. I personaggi sono tutti credibili, non ci sono esagerazioni. Henning Juul il protagonista è fin troppo umano. Le sue ferite, il suo dolore e le sue ossessioni sono così dannatamente descritte bene da renderlo quasi un personaggio reale.
Morte apparente è il primo di una serie composta da sei thriller. Probabilmente ne verrà tratto un film, perché i diritti cinematografici sono già stati acquistati. Aspetterò con ansia la pubblicazione del secondo romanzo!

Articolo di Marianna "Mari" de Rossi

Dettagli del libro
  • Editore: Iperborea
  • Anno di pubblicazione 2011
  • Collana: Ombre
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 372
  • Traduttore: Ingrid Basso
  • Codice EAN: 9788870914054 

1 commento:

LauraP ha detto...

Subito in wish-list *__*