mercoledì 15 giugno 2011

Il Passaggio - Justin Cronin (Mondadori 2011)


Dopo un primo tentativo con un romanzo d’amore e, a detta di molti, struggente, Mary and O’Neil, Bompiani 2002 , Cronin decide di cambiare strada e di scrivere una mattonella di quasi novecento pagine sui generis.
Una delle più belle mattonelle di novecento pagine che io abbia mai letto.
IL PASSAGGIO si divide sostanzialmente in tre parti. La prima completamente a sé stante, le ultime due invece un pochino più collegate.
Ci troviamo alle prese con una bambina, Amy, e sua madre che, talmente povera, non le rimane che scendere in strada e vendersi alla feccia del mondo. La situazione diventa insostenibile e la piccola di soli sei anni viene abbandonata alle porte di un convento. Nello zaino solo uno spazzolino, una maglietta con scritto “fashion” in pallette e un orsacchiotto tutto spelacchiato.
Le dà il benvenuto suor Lacey Antoniette Kudoto, africana e con un passato difficile da trascinarsi dietro.
Dobbiamo fare i conti anche con un agente dell’FBI prossimo alla pensione e con un novellino che dal primo ha solo da imparare, rispettivamente Wolgast e Doyle. Il loro compito era semplice, andare a prendere chi compariva nell’elenco dato loro. Chi esattamente? Detenuti prossimi all’iniezione letale e una bambina di neanche dieci anni, Amy. A chi facevano a capo? Direttamente al Governo degli Stati Uniti. Qual’ era lo scopo? Portare cavie umane per il progetto Noah.
Mentre Doyle pensava solo a seguire gli ordini, Wolgast aveva l’esperienza necessaria per capire cosa fosse giusto e cosa sbagliato, quale fosse la linea oltre la quale era impossibile tornare indietro. E per lui Amy non doveva far parte di questo gioco del quale lui stesso non era a conoscenza di tutte le sue pati.
In poco tempo ci si accorge che nessuno ha più il controllo sul progetto e i detenuti, infettati da un potente virus proveniente da pipistrelli boliviani, conquistano in breve tutto il nord America fino a spostarsi oltre oceano.
Poco serve la dichiarazione di indipendenza della California e del Texas e il tutto peggiora quando le grandi potenze mondiali decidono di combattere il tumore con la bomba atomica.
La prima parte finisce qua.
La narrazione in queste pagine è spostata in un futuro prossimo, due o tre anni dopo rispetto a questo preciso che mi vede alle prese con la recensione di credo uno dei capolavori della letteratura thriller.
Cronin descrive situazioni di facile immedesimazione. Fa nascere una buona dose di curiosità anche se di romanzi sviluppati in contesti simili ce ne sono un’infinità. Per adesso quindi un bel libro ma… uno fra tanti.
E’ nella seconda parte che Cronin si allontana da tutti e da tutto, dando una sua personalità alla narrazione.
Di punto in bianco, da una pagina con l’altra, ci si sposta di cento anni lasciando nell’ombra tutto quello che successe dopo. La conquista vera e propria del pianeta non interessa all’autore e decide di lasciarla all’immaginazione di chi legge. Lui vuole descriverci il mondo “dopo”, la vita successiva al disastro, quando l’equilibrio di inizio secolo si è ormai completamente perso e uno nuovo, molto peggiore, governa la vita dei propri sopravvissuti.
Chi vive dentro la colonia non conosce ciò che esiste fuori dalle mura.. Le giornate e gli amori sono scanditi da gesti semplici e ripetuti negli anni e le piccole cose sono costantemente influenzate dalla paura dei contagiati, esseri molto simili ai classici vampiri e che venivano chiamati “virali”.
In tutto la colonia era formata da un centinaio di anime, ognuna impegnata in una professione ben precisa e gerarchicamente definita. C’era un consiglio decisionale, il corpo di guardia, le maestre per il nido, gli ingegneri ecc. ecc.
La parte centrale de Il Passaggio è molto descrittiva, non succede nulla di particolare se non dare un’idea al lettore di come gli umani si erano organizzati, rinchiusi in pochi ettari per sfuggire alla furia dei virali.
Lo scrittore ci parla di una quantità quasi infinita di persone, con propri nomi, caratteri e debolezze. Molti si sono lamentati dicendo che si creava solo una gran confusione ma non credo sia del tutto esatto. Sì è vero, Cronin non lascia un solo personaggio al buio, ma riprende solo chi gli è indispensabile per la narrazione e senza mai faticare ci si trova ad amare Peter, Michael, Mou, Lish e tutti gli altri. Perché è questa la bravura di Cronin, rende i personaggi reali, li contestualizza così bene che davvero esistono ed ha perfettamente ragione King nel commento in copertina, questo romanzo descrive un mondo che si sovrappone al proprio facendolo scomparire.
Con l’arrivo di Amy alla colonia la seconda parte termina.

L’ultimo blocco descrive il lungo viaggio verso un obbiettivo.
Nessuno era mai uscito dalle mura e il vagare per il Nord America in un contesto post apocalittico ha il suo fascino.
Il gruppo si troverà a combattere gruppi di virali e anche di umani, gente sopravvissuta come loro ma che invece di combattere avevano deciso di abbandonarsi ai voleri di quelle bestie.
I colpi di scena si susseguono senza sosta, per tutte le novecento pagine e ci si chiede come l’autore abbia fatto a tenere alta l’attenzione di chi legge senza sbagliare un solo colpo.
Qua si parla di un romanzo che fa dimenticare di fumare, di mangiare, che fa perdere il sonno e che lo si continua a leggere anche sulle scale mobili della metropolitana!
Cronin ha raggiunto quello che a mio parere neanche il Re Stephen riesce a fare, trasformare quasi mille pagine di romanzo in una short-story,
Si arriva all’ultima pagina soddisfatti e con un po’ di tristezza all’idea di abbandonare chi, senza scherzare, è riuscito a farci emozionare pagina dopo pagina. Per fortuna che IL PASSAGGIO è solo il primo di una trilogia, bisogna solo aspettare l’uscita del secondo volume.
Consigliatissimo


Articolo di Alessandro "dampy" Farese

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Editore: Mondadori
  • Anno di pubblicazione 2011
  • Collana: Omnibus
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: The Passage
  • Lingua originale: Inglese
  • Pagine: 885
  • Traduttore: A. Biavasco, Valentina Guani
  • Codice EAN: 9788804606376

5 commenti:

Cristing ha detto...

Che sorpresa Alessandro e che bella recensione, molto accurata!!! Mi spaventa un pò il numero delle pagine ma il libro mi sembra molto interessante. Grazie e bravo!

Mari ha detto...

Aleeeee....ben arrivato! Sembra un gran bel libro, però cavolo 900 pagine....! Da quello che ho capito però deve essere una clettura scorrevole vero? Grazie!

BodyCold ha detto...

sarò sincero.. presi questo libro perchè lo trovai in offerta al 50% da melbooks e perchè lessi un pò di recensioni tutte positive anche all' estero.. e la storia che faccia parte di una trilogia horror mi attizza da morire!
non l' ho ancora letto, ma ce l' ho :D

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Sarò sincero: ho fatto esattamente come Enzo :D
Solo a sentire la parola "trilogia", vado in brodo di giuggiole :-)
Comunque sembra ci sia della sostanza a quanto leggo.

Anonimo ha detto...

Spero di leggerlo a breve, la mole non mi spaventa, se mi piace vado con la trilogia :))
gracy