venerdì 8 ottobre 2010

Intervista a Ian Rankin (Un colpo Perfetto - Longanesi 2010)


Corpi Freddi: Lei è nato nel 60 e da piccolo ha vissuto in una piccola cittadina scozzese dove non esisteva nemmeno una biblioteca, che venne poi regalata dai minatori del posto. Come le è nata la passione per la letteratura?

Ian Rankin: C'era una piccola biblioteca nel mio villaggio , ma non una libreria ( negozio di rivendita libri ). I miei parenti non sono stati educati alla lettura ( hanno lasciato gli studi a 15 anni ). Mentre io sin da piccolo ho amato leggere. Ho comprato molti fumetti ( Batman, Spider-Man, etc.) Ne ero ossessionato, cosi ho provato a scrivere e disegnare un mio fumetto. Poi ho cominciato a prendere libri in prestito dalla biblioteca. Volevo leggere TUTTO!

CF: Andiamo avanti di qualche anno. Nel 1997 vince il Marcallan Gold Dagger con Morte Grezza (Black & Blue). Quanto e in cosa è cambiato Ian Rankin uomo da allora e quanto e cosa è cambiato come scrittore?

IR: Morte Grezza è stato il mio primo romanzo di successo. Era, io penso, un libro vero e rabbioso . E' stato anche più complesso dei miei libri precedenti. Tutto ciò che avevo scritto prima mi è sembrato un apprendistato in confronto : stavo cominciando a conoscere il mio personaggio ( Rebus ) e a scoprire le “ virtù “ del giallo. Da Morte Grezza ho guadagnato fiducia per costruire un libro più grande.

CF: Perché la scelta di pubblicare 3 romanzi con lo pseudonimo Jack Harvey dal 93 al 95?

IR: Ho scritto tre thriller con il nome di Jack Harvey perchè... d'accordo! , avevo bisogno di soldi!. In quegli anni I racconti con Rebus non vendevano molto bene. Ed inoltre, ogni racconto di Rebus era abbastanza corto ( 250-300 pagine ) da impegnarmi forse solo tre mesi per scriverlo. Così mi era rimasto del tempo nell'anno per scrivere un altro libro che mi avrebbe aiutato ad ottenere abbastanza soldi per provvedere anche successivamente alla mia famiglia.

CF: Parliamo di “Un colpo perfetto” (Doors Open) edito in Italia da Longanesi. Un avvincente romanzo che ha gettato nel panico i suoi fans per l’ assenza del suo ispettore John Rebus.

IR: “Un colpo perfetto” ha avuto una strana genesi (nascita ). L'ho progettato come un film Scozzese, una sorta di “Ocean's Eleven “, con Sean Connery come capo della banda. Ma nessuno ha voluto farne un film, così è diventato un serial per il New York Times. Al mio editore piacque e mi chiese se potevo scriverne un romanzo completo. E' stato divertente scrivere di una rapina. Il mio libro successivo ( The Complaints ) rappresenta un detective di Edimburgo chiamato Malcom Fox e forse potremmo rivedere ancora Rebus nel futuro !.


CF: Anche il prossimo libro, non ancora edito in Italia, sarà senza John Rebus. Aveva necessità di qualche cambiamento o è stata una mossa editoriale?

IR: Il problema con l'ispettore Rebus è che lui vive in tempo reale . Ha 40 anni nel primo libro, così venti anni dopo deve averne 60 e I detective sono costretti ad andare in pensione a 60 anni. Il mio nuovo personaggio Fox, è vicino ai 40 , così ha abbastanza tempo prima di aver necessità di andare in pensione!. E' un detective degli Affari Interni, investiga su I poliziotti un pò come Rebus, poliziotti che rompono le regole. Mi piace Fox e molto e credo piacerà anche ai fans di Rebus . The Complaints è il numero uno dei bestseller nel Regno Unito ed io spero lo sia anche il secondo libro di Fox il prossimo anno.

CF: Per altro il nostro ispettore, è molto vicino all’ età della pensione. Cosa gli riserverà il futuro? Svilupperà la figura dell’ amico e collega Siobhan Clarke?

IR: Siobhan, la collega di Rebus, è stata un personaggio in “ The Complaints”, ma è stata ridotta ad un ruolo minore, ed io sento che merita un destino migliore di questo. Si, è possibile che forse in un libro futuro lei sia la protagonista principale . Forse lei può prendere il lascito di Rebus e provare a mettere in prigione la sua nemesi, Cafferty.

CF: Sò di un aneddoto molto curioso e divertente, ma vorrei che lo regalasse lei ai nostri lettori. Potrebbe parlarci del gruppo pop Kaput? :D

IR: Certo! Ho sempre voluto essere una rock star , e quando avevo 11 o 12 anni ho inventato un gruppo chiamato Kaput, con il cantante che si chiamava Ian Kaput. Ma questo gruppo è sempre e solo esistito sulla carta e nella mia mente. Ho scritto le loro canzoni, disegnato le copertine dei loro dischi, ho progettato I loro tour mondiali etc etc. . Ma loro non sono mai stai reali. Quando avevo 18 anni mi aggregai ad un gruppo vero chiamato I Maiali Danzanti . Sono stato il loro cantante e ho scritto I testi delle canzoni. Ma non abbiamo mai avuto successo. Molto tempo dopo, quando stavo scrivendo Morte Grezza , ho voluto menzionare un vero gruppo vincente, un gruppo simile agli U2, e ho deciso che nel libro I Maiali Danzanti sarebbero stati un vero gruppo rock di successo. Così finalmente il mio gruppo ha raggiunto fama e fortuna, ma solo in un lavoro di fantasia!

CF: Tornando alla musica, nei suoi romanzi, fa sempre riferimenti a titoli di canzoni prevalentemente di musica rock. Questo lascia dedurre che la musica ha sempre avuto influenza nella sua vita, anche se in famiglia, suo figlio le chiede spesso di abbassare il volume perché non riesce ad ascoltare Bach. Che colonna sonora avrebbe “Un colpo perfetto” e ci farebbe una playlist dei 5 brani più importanti della sua vita?

IR: Rebus è un fan di musica rock, proprio come me. Non ci sono state molte opportunità di scrivere di musica in “ Un Colpo Perfetto” o in The Complaints, sfortunatamente. In un programma della BBC, ho citato I miei otto pezzi preferiti. Sono : 'Double Barrel' di Dave e Ansil Collins ( Il primo disco che io abbia mai comprato ); “ Solid Air “ di John Martyn ; 'You Can't Always Get What You Want' dei Rolling Stones; 'Snow in San Anselmo' di Van Morrison; 'Linseed Oil' di Jackie Leven; 'Rage/Man' di Mogwai; 'The Boy With the Arab Strap'di Belle and Sebastian; 'Atmosphere' di Joy Division.

CF: In Italia in questi giorni si sente molto parlare sul web di autori che dibattono sui clichè del genere giallo. La domanda che vorrei porle è: secondo lei i generi letterari, hanno una fine? Se ne può fare un uso ed abuso tale da farli divenire obsoleti o ripetitivi?

IR: A me sembra che I romanzi gialli stiano migliorando. Ci sono meno clichè, più concentrazione su un realismo sociale e gli scrittori stanno usando I gialli per parlare di importanti questioni sullo stato attuale del mondo. Penso che questo sia il definitivo futuro del giallo, specialmente perchè il romanzo letterario ( al contrario ) è spesso introspettivo, solitamente legato ad un individuo o ad una famiglia e non ad una più ampia parte della società.

CF: Vorrei ringraziarla per l’ intervista e porle un’ ultima domanda. Da poco è stato ospite del Festival della Letteratura di Mantova. Vuol raccontarci qualche aneddoto di quella permanenza?

IR: Sono stato due volte al Festival di Mantova. Quest'anno è andata meglio, nella mia prima visita mi stavano fotografando alla stazione ferroviaria e al direttore della stazione questo non è piaciuto, così ha chiamato la polizia che ha arrestato sia me che il fotografo. Siamo stati condotti in ufficio e solo dopo aver registrato i nostri dati ci hanno permesso di andar via. Così, mentre gli altri ospiti del festival si stavano godendo una conferenza di Gore Vidal, io ero in una stazione di polizia. Ma ehi!, questo è tutto documentato!

Ian Rankin Biografia
Nato a Cardenden in Scozia nel 1960, Ian Rankin dopo essersi laureato all’Università di Edimburgo ha lavorato come vendemmiatore, porcaro, ispettore del fisco, ricercatore sull’alcolismo, giornalista musicale e musicista punk. Il suo primo romanzo che vede come protagonista l’ispettore John Rebus, Cerchi e croci, è stato pubblicato nel 1987, e i diversi episodi della serie sono stati tradotti in ventidue lingue. Jan e sua moglie hanno abitato per sei anni in Francia durante gli anni Ottanta, e vi tornano tuttora regolarmente. Insignito dell’OBE (Ordine dell’Impero britannico) nel 2002, Rankin è stato scelto come Hawthornden Fellow e ha vinto in passato il prestigioso Chandler-Fulbright Award, oltre a due Dagger in the Library Award della Crime Writers’ Association, per due suoi racconti. Nel 1997 ha ricevuto dalla stessa associazione il Macallan Gold Dagger of Fiction per Morte grezza, selezionato anche per il premio «Edgar» della Mystery Writers of America, destinato al miglior romanzo. Nel settembre del 2005 è stato nominato «scrittore dell’anno» dalla rivista GQ. Abita a Edimburgo con la moglie e i due figli.


È sempre stato l’uomo giusto al momento giusto. A soli trentasette anni, Mike Mackenzie, un collezionista di opere d’arte che ha fatto soldi a palate vendendo software, ha ottenuto tutto dalla vita, ma i panni dell’uomo che non ha più nulla da chiedere gli stanno stretti: ha bisogno di una sfida, di qualcosa che gli faccia provare nuove emozioni. E così, insieme ai suoi amici di sempre, un alto funzionario di banca col pallino della pittura e un burbero docente, preside dell’Accademia di Belle Arti, decide di tentare il colpo del secolo alla National Gallery di Edimburgo.
L’idea è semplice ma geniale: penetrare nel magazzino in cui sono conservate le opere delle pinacoteche e dei musei di Edimburgo che non trovano spazio nelle sale, sostituire alcuni dipinti originali con le loro copie perfette e quindi trafugare il bottino senza che nessuno possa accorgersi dell’inganno. All’inizio tutto sembra filare liscio, ma le cose si complicano quando entra in gioco un quarto uomo: Chib Calloway, astuto e rozzo malvivente pronto a tutto pur di saldare un pesante debito d’affari con la mala norvegese. E improvvisamente la vita dei protagonisti entra in una crudele spirale di violenza e ricatti incrociati.

Dettagli del libro
  • Titolo Un colpo perfetto
  • Autore Rankin Ian
  • Dati 377 p., rilegato
  • Prezzo € 18,60
  • Prezzo IBS € 14,88
  • Editore Longanesi
  • Collana La Gaja scienza
  • EAN 9788830426931
Intervista di Enzo "BodyCold" Carcello
Traduzione Daniela "eccozucca" Contini

2 commenti:

Martina_PL ha detto...

Interessante intervista!

Stefania ha detto...

Autore di cui non ho mai letto nulla, Massimo dovrebbe avere lasciato a Civitavecchia un paio di suoi romanzi, prima o poi glieli farò recuperare. Non so se potrebbe essere nelle mie corde. Mi è capitato di leggere alcune trame in libreria e non pare male...vedremo!