giovedì 3 dicembre 2009

Intervista a Erin Healy




Corpi Freddi: Salve Erin è un piacere poterla intervistare per il nostro sito.


Erin Healy: Grazie! E' un onore esser stata invitata.

CF: Si presenti ai lettori del nostro sito.

EH: Sono una scrittrice, un'editor, una moglie, una mamma, una sorella, una Cristiana. Sono un'amante delle storie, della cultura, della bellezza, e del caffè! Il miglior caffè che io abbia mai preso fu in un piccolo hotel molto carino nella vostra bellissima Firenze, che ho avuto il privilegio di visitare per una settimana molti anni fa. Bevevo tutta la caffettiera che mi veniva servita ogni mattina, malgrado mi facesse tremare tutta per il resto della giornata.

CF: E’ uscito da poco il suo primo romanzo “Kiss” per la Fanucci Editore scritto a 4 mani con Ted Dekker. L’ incontro con lui è nato dal punto di vista professionale visto che lei è stata editor su oltre 10 suoi romanzi. Come è nata questa fusione? Hai sentito il peso di scrivere assieme ad un autore come Dekker?

EH: Ted ed io fummo messi in contatto da un'editor dei suoi primissimi libri, che mi raccomandò a lui quando lei non era più disponibile per continuare a lavorare sui suoi romanzi. Ted ed io abbiamo creato un buon team perché abbiamo un sano rispetto ciascuno per le capacità dell'altro. L'editore (Thomas Nelson, Inc.) approvò la nostra collaborazione e mi invitò a continuare a lavorare con Ted. I più recenti romanzi di Ted sono diventati sempre più cupi e violenti, così hanno allontanato alcuni dei suoi lettori precedenti. Lui voleva riconquistare questi lettori con storie più simili ai primi romanzi preferiti dai lettori, come per esempio Blink of an Eye e Thr3e. Quando ha chiamato per chiedermi se lo avrei aiutato a farlo scrivendo assieme a lui, non potevo lasciarmi sfuggire questa opportunità. I nuovi autori devono sostenere una battaglia ardua e infida quando entrano sul mercato. Poter collaborare con qualcuno del suo calibro è stato un regalo per me.

CF: Una fusione che per altro ha funzionato bene, visto che in America uscirà un nuovo romanzo nel 2010 “Burn” sempre insieme a Ted Dekker. Di cosa parla?


EH: Burn è molto appassionante!Sia Ted che io pensiamo che sia una storia migliore di Kiss. Burn parla di una giovane zingara che deve fare una terribile scelta, in una notte in cui la vita così come la conosce va a fuoco. La sua casa viene rasa al suolo e sono in gioco le vite dei suoi amici. E' una storia complicatissima sulle seconde occasioni: Cosa sarebbe successo se lei avesse fatto una scelta diversa? C'è modo di riscattare le scelte che abbiamo fatto? Che tipo di auto-sacrificio ci viene richiesto per fare quello che è giusto? Credo che queste siano domande che ciascuno di noi si pone in momenti diversi delle nostre vite, specialmente sui nostri rimpianti. Spero che Burn abbia successo in Italia.

CF: Avete avuti scontri o divergenze durante la stesura del romanzo?

EH: Certamente! Abbiamo tali differenze di opinione su ogni romanzo, anche come team scrittore-editor. Abbiamo idee diverse su quasi tutto. Ma questi scontri non sono cattivi. Invece, fanno parte del processo creativo. Le idee devono essere dibattute, reinventate, e talvolta gettate via. Non c'è modo migliore di farlo che con un collega fidato.

CF: Nel 2010 è anche programmata l’ uscita del suo romanzo “Never Let You Go”….

EH: Sì, in maggio. Never Let You Go è un thriller soprannaturale su una giovane mamma single, Lexi, che riceve una visita sgradita da un vecchio amico. Lui le chiede di testimoniare per conto del criminale che ha ucciso la sorella di Lexi. Se rifiuta, egli farà del male alla figlia di Lexi. Entro poche ore, lei viene anche a sapere che il marito da cui è separata, andatosene sette anni prima, sta tentando di ricongiungersi alla loro figlioletta. La ricomparsa curiosamente tempestiva dell'amico, del killer e del marito terrorizza Lexi, ma il significato di questo evento è più grande di quanto lei possa prevedere. Never Let You Go è un romanzo sul prezzo elevato dell'amarezza e del perdono, ma pare che Lexi non possa permettersi di pagare nessuno dei due.

CF: Lei ha vissuto la sua esperienza lavorativa, immersa tra i libri e tutto il mondo che li circonda. Ha un'agenzia di editors (Word Wright Editorial Services), è editor lei stessa e adesso anche scrittrice. Ci descriva la situazione editoriale americana in questo periodo.


EH: I produttori e venditori di libri stanno affrontando una stagione di drammatico cambiamento. La vendita di libri è stata colpita negativamente dalla crisi economica dello scorso anno, poiché gli americani hanno meno soldi da spendere. Da un periodo più lungo, comunque, la spada a doppio taglio della tecnologia e degli sconti sempre più grandi ha iniziato a cambiare per sempre il modo in cui compriamo, leggiamo e valutiamo i libri. L'aumento dell'auto-pubblicazione ha saturato il mercato e aumentato la gara per accaparrarsi i soldi dei lettori. Le dispute legali in materia di copyright (come per esempio su Google Book Search, che è ancora nei tribunali) continuano a scontrarsi con la domanda dei consumatori per un'informazione libera. L'avvento degli e-readers ha svalutato ciò che i lettori sono disposti a pagare per i libri. La concorrenza fra i rivenditori predominanti come Wal-Mart e Amazon ha abbassato così tanto il prezzo dei libri che gli autori e gli editori ne risentono. Le librerie indipendenti stanno chiudendo ad una velocità impressionante da alcuni anni a questa parte.

Ci sono molte cattive notizie per gli amanti del libro. Quello che non si spiega è che il numero di libri pubblicati ogni anno continua a crescere. Non so quanto a lungo possiamo sostenere queste tendenze contraddittorie, o come prevedere cosa succederà quando si arriverà ad una fine.

Comunque gli amanti delle storie possono essere ottimisti. Nel corso della storia abbiamo superato il cambiamento dalle tradizioni orali a quelle scritte. Ora stiamo cambiando a velocità crescente dalle tradizioni scritte a quelle visive, ma non mi aspetto che scompaiano i libri. Forse dovrei iniziare ad applicarmi all'arte della sceneggiatura. La buona notizia, naturalmente, è che non importa che formato assuma, una buona narrazione è una costante che sarà sempre al centro di qualsiasi tradizione umana.

CF: Lei ha fatto da editor a moltissimi autori, quali di essi ha avuto maggiore influenza su di lei come scrittrice?

EH: Sicuramente l'influenza di Ted è stata enorme, soprattutto nel contesto dei romanzi di genere commerciale. Nel corso della mia carriera ho trascorso più ore a parlare di una storia con Ted che con qualsiasi altro autore. Tuttavia ogni autore di cui sono stata editor e che ho letto mi ha insegnato qualcosa, ed è difficile per me sbrogliare i fili di questa complicata matassa. Sono una lettrice eclettica; per esempio, ho letto il romanzo di Niccolò Ammaniti Io non ho paura e ho pensato che era uno studio eccellente del punto di vista e della tensione emotiva giovanile.

Sono anche stata influenzata in modo significativo dai miei colleghi redazionali. La prospettiva dell'editor è distinta da quella dello scrittore, e tuttavia ha gli stessi obiettivi.

CF: Da editor si è mai pentita di aver fatto pubblicare un libro? E chi (ce lo dica, tanto l’ intervista è in italiano ;P)?

EH: Sebbene non ami allo stesso modo tutti i libri che le mie mani hanno aiutato a pubblicare, risparmio i miei rimpianti per i libri che meritano di essere pubblicati ma non raggiungeranno mai una libreria. Talvolta mi si presenta una domanda tanto difficile: Perché questo libro viene pubblicato ma non quello? Le risposte di solito sono di tipo economico, e sebbene le realtà economiche non possano essere ignorate, qualche volta vorrei che non fosse così. C'è una domanda filosofica che mi piace fare: Se ogni persona al mondo avesse l'opportunità di pubblicare un libro – e solo un libro nella vita – quale libro pubblicheresti tu?

CF: Tra tutti questi impegni è anche, quasi, cintura nera di taekwondo. Prima che si stufi dell’intervista e ci inizi a picchiare la salutiamo e speriamo di poter leggere anche i suoi prossimi lavori anche da noi, personalmente ho trovato Kiss un libro molto bello e mi spiacerebbe non continuare a leggere altri romanzi del duo Dekker/Healy.

EH: Bene, non ho ancora raggiunto la mia cintura nera, ma sei stato così gentile che non devi temere la mia mancanza di abilità. Grazie infinite del vostro interesse per i miei libri. Spero che continueranno a piacervi!

Intervista di BodyCold
Traduzione di Palazzo "Martina" Lavarda





5 commenti:

Anonimo ha detto...

...non vedo lora di leggerlo "kiss", l'ho ordinato da tempo...spero arrivi presto
gracy

BodyCold ha detto...

grazie gracy... almeno qualcuno si degna a commentare eheheh

Anonimo ha detto...

Stai tranquillo Enzone che ti seguo sempre. Fai finta di avere comunque i miei complimenti!
Fabio

Lofi ha detto...

Domande sempre acute e d'altronde il Capo non è uno che sta lì a pettinare bambole! :)) Grande Enzo, mi piace la vena comica di alcune domande.

Stefania ha detto...

Bellissima intervista! Anche se non rientra propriamente fra i miei generi preferiti è sempre un piacere conoscere nuovi autori !
Complimenti!