mercoledì 21 ottobre 2009

La città del terrore – Alafair Burke




 Nella notte newyorchese niente è quello che sembra. Due occhi si confondono tra la folla. Gli occhi di un assassino

Ellie Hatcher è da poco in forza alla squadra omicidi di New York, quando durante il suo jogging mattutino attraverso l’East River Park, si imbatte nel cadavere di una giovanissima ragazza, brutalmente assassinata dopo aver trascorso una notte di bagordi tra i locali più alla moda della grande mela, in compagnia delle sue 2 migliori amiche. Il caso sembra viaggiare veloce come un treno verso la soluzione e l’arresto di un sospetto su cui gravano indizi pesantissimi. Delitto occasionale e caso chiuso. Bisogna solo inchiodare in maniera inoppugnabile l’indiziato principale.
Ma qualcuno in maniera del tutto inaspettata insinua nella mente di Ellie un tarlo grosso come una casa: forse la situazione non è quella che appare. C’è quel dettaglio, il classico particolare della cui esistenza non si mette al corrente i media, che potrebbe essere del tutto casuale ovvero rappresentare l’impronta che una mente malata ha voluto imprimere al suo “progetto”. La stessa Ellie è incerta, gli elementi sono contradditori. La ragazza è veramente un omicidio isolato come dicono i colleghi della squadra investigativa ? C’è un nuovo serial killer a piede libero ? Un “copycat”, un emulo ? Oppure una mente diabolica si è risvegliata ed è tornata a colpire ? Ellie ha un unico modo per scoprirlo. Battere insistentemente la pista di quel dettaglio, conscia però del fatto che la strada non è a senso unico e che cammin facendo potrebbe anche incrociare lei stessa l’assassino.
Il primo giudizio a caldo è che ci troviamo di fronte ad un thriller di solida e credibile costruzione con una trama che comunque risulta essere un po’ stereotipata. La concorrenza tra gli scrittori e le storie di questo genere oggi è veramente accesa e quindi i confronti sono sempre in agguato e inevitabili. Detto questo la Burke non è Thomas Harris, Jeffery Deaver o Michael Connelly. Non aspettatevi una storia con i fuochi d’artificio, di quelle che vi fanno sobbalzare ad ogni pagina o di vivere l’angoscia, che afferra Clarice Sterling al buio nella tana del mostro de “Il silenzio degli innocenti”.
Non aspettatevi un eroe tragico in lotta contro le energie distruttive della società e i propri fantasmi personali come il detective Dave Robicheaux creato dal padre di Alistair, il grande James Lee Burke. Quello che si trova qui è una buona storia, divertente e con un buon ritmo, per il cui dipanarsi ha concorso sicuramente in maniera decisiva e fondamentale l’esperienza della Burke in campo giuridico quale pubblico ministero a Portland.
Non c’è niente di brutto o veramente negativo in questo libro e la Burke scrive sicuramente abbastanza bene per mantenere vivo l’interesse del lettore e spingerlo a girare le pagine. Nello stesso tempo però non c’è nulla di veramente distintivo. La storia ha tutti gli elementi tipici di questo tipo di racconto: un serial killer con una ossessione-feticcio, una giovane detective ansiosa con i colleghi e il fidanzato di turno, un capo di polizia burbero, i rapporti non sempre amichevoli tra i poliziotti. Mentre nessuno di questi elementi di per sé può, a rigore, essere definito come originale, viceversa il modo in cui sono assemblati funziona direi bene. La storia è ben condotta. I personaggi mi paiono credibili e non totalmente in bianco e nero.
Le figure sono tutte ben tratteggiate tanto che molte, su tutti il partner di Ellie, J. J. Rogan, risultano alla fine essere più interessanti della Hatcher stessa. La Burke fa poi un buon lavoro riempitivo della storia passata della protagonista senza che si senta la necessità di leggere il precedente romanzo (“Dead connection” del 2007 e ancora inedito in Italia) e senza che questo appesantisca l’intreccio.
Si legge nella mente del serial killer e lo si segue nelle proprie azioni senza sapere chi è. Interessante anche il ritratto che la scrittrice, attraverso gli occhi e il racconto delle amiche o dei parenti, fa delle vittime che vengono così trasformate in altrettanti protagonisti della storia. Gli indizi, distribuiti lungo tutta la trama, lasciano il lettore con una vasta gamma di possibili sospetti. Discreti colpi di scena: quando si pensa di aver individuato il killer, la Burke cambia le carte in tavola e concentra l’attenzione verso qualcun altro. Fine veloce al punto giusto, in cui viene a mancare magari una più’ approfondita spiegazione circa le motivazioni psicologiche che hanno spinto il colpevole ad agire e a colpire in quel particolare modo. Direi che la sensazione che prevale è quella di trovarci di fronte ad un prodotto con un taglio e un ritmo molto e decisamente televisivo, che sembra fare l’occhiolino ad alcune delle serie più in voga sul piccolo schermo: da “Law and Order” a “Criminal intent” a “Cold case”.
Un misto di azione e intreccio di storie dei personaggi che però, a differenza di altri libri, non pregiudicano o distraggono troppo dall’emozione della caccia al colpevole. Alla fine l’ho trovata una lettura tutto sommato divertente e rapida specialmente dopo le prime 100 – 130 pagine, anche se forse manca di quel “quid” necessario per far distinguere chiaramente questo romanzo dagli altri che sempre più numerosi cercano di sedurci, ammiccando dagli scaffali delle librerie.

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Articolo di Allanon

Dettagli del libro
  • Listino € 14,90
  • Editore Newton Compton
  • Collana Nuova narrativa Newton
  • Data uscita 10/09/2009
  • Pagine 326
  • Lingua Italiano
  • EAN 9788854115620

24 commenti:

Lofi ha detto...

Ho comprato il libro qualche giorno fa e vorrei anche prenderne una copia da regalare a un amico. La recensione di Allanon, sempre chiaro e preciso, mi ha rincuorato. Non dovrei fare brutta figura.

Matteo ha detto...

Quando ci sono titoli molto "attraenti" come questo, c'è sempre il rischio di cadere in un magnifico trappolone. Ma due cose, in questo caso, mi delegittimano nel farlo: 1) la recensione, bella, di Allanon 2) la casa editrice in questione, la Newton Compton che è davvero molto seria. Quindi, piu' avanti un pensierino potrei pure farcelo...

Palazzo Lavarda ha detto...

Le recensioni di Allanon sono sempre precise ed esaustive, anche quando recensisce thriller e non 'classici'.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Ottima analisi che conferma le pregevoli doti di Alberto nella costruzione di recensioni curate e molto professionali (tra l'altro pure al di fuori del suo genere principe).
Dalle parole di Alberto non si evince un particolare entusiasmo, rimaniamo nel classico thriller con elementi stereotipati.
Resta il fatto che se il DNA non mente la simpatica Alafair (pure presente su FB e molto disponibile al contatto con i suoi fans) potrebbe maturare e darci delle soddisfazioni.
Stiamo parlando in fin dei conti di un'opera d'esordio.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

E visto che l'occhio vuole pure la sua parte questa Alafair è pure molto carina....

Matteo ha detto...

E ora Giulia verrà a strapparti gli occhi con qualche strumento di tortura Sawniana...:-))))

Palazzo Lavarda ha detto...

E te pareva che il Killer non guardava la femmina!!! ^__^

Marta ha detto...

Analisi precisa e attenta, che delinea benissimo lo scenario del libro. Complimenti :)

Mrs Teapot ha detto...

Grazie Allanon, sempre magnifico :)
Bacioni

Mari ha detto...

Attento Killer perchè secondo me Principessa ha le qualità e l'esperienza per mettere il scena il "delitto perfetto"...:-)))
Scherzi a parte, complimenti ad Allanon per la sua recensione come sempre piacevole ed esaustiva.

Stefania ha detto...

Piacevolissima recensione. Romanzo che mi è capitato di prendere in mano più volte e di riposare sullo scaffale, sperando di trovarlo prima o poi in economica. Interessante ma non da attirarmi in maniera particolare. Posso resistere, almeno fino a che e se riuscirò a trovarlo in economica e/o in qualche libreria dell'usato.
Concordo in ogni caso con Matteo, la Newton è una straordinaria casa editrice.

Stefania ha detto...

@killer : Lol!!! sempre li vai a battere eh ... appena ti legge Giulia!!! :P:P :))))

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Voi zitti e cuccia!!!! Speriamo che non vada a leggere se no sono dolori :-/

LC ha detto...

Marco, non è un'opera d'esordio. E' il quinto romanzo di Alafair:-)

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Hai ragione Luca...correggimi sempre quando tiro degli sfondoni :-)))
Ma in Italia è il primo se non sbaglio pubblicato?

allanon ha detto...

Ehmmmmmmm....Marco...delle volte noi 2 pensiamo all'unisono...firulì firulà (cerco di fischiettare in maniera indifferente) :-))))))

BodyCold ha detto...

@marco in italia è il promo pubblicato, oltreoceano sta a 5 :)

BodyCold ha detto...

chiaramente per promo intendo dire il primo :D

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Questo fatto di pubblicare i romanzi con serie già iniziate e senza rispettare l'esatto ordine mi fa girare notevolmente gli attributi comunque :-)

LC ha detto...

Marco, ma cosa te ne frega? Mica avrai letto, che so, tutti i romanzi di Agatha Christie in ordine cronologico, eh?

Uno può affrontare Michael Connelly o James Lee Burke anche partendo dall'ultimo, secondo me. Non è che se lo gode di meno, non stiamo parlando di fiction televisiva.

E' chiaro che, se un editore italiano propone per la prima volta un autore straniero con già qualche romanzo alle spalle, cercherà sempre di accaparrarsi il titolo più recente. Poi, se l'autore si impone, recupererà il resto. Alafair Burke ha già cinque romanzi alle spalle e un sesto in arrivo: difficile pensare che il mercato italiano riesca ad assorbire più di un suo romanzo all'anno, e pubblicandoli in ordine cronologico non ti rimetterai mai in pari.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Caro Luca,
posso quotarti sulla Christie ma su autori tipo Connelly ritengo FONDAMENTALE seguire le vicende in ordine sequenziale (almeno per quel che riguarda la serie di Bosch).
Non so quanto nei romanzi della Burke i collegamenti ai romanzi precedenti siano presenti ma una delle cose che apprezzo maggiormente nei romanzi di Connelly è proprio il gioco d'incastri e collegamenti con i precedenti romanzi; addirittura ritengo che una lettura sconclusionata delle sue opere ne infici notevolmente il gradimento.
Ovvio che ciò non vale per tutti gli autori.
Ho letto recentemente i romanzi dello scrittore scandinavo Jo Nesbo e mi domando cosa ci possa capire un lettore che inizia un romanzo senza seguire il corretto ordine.

LC ha detto...

Marco, per quanto mi riguarda non apprezzo molto le serie narrative che richiedono una cronologia nella lettura (e purtroppo in questi ultimi anni, data l'enorme influenza della fiction tv, sono aumentate a dismisura).

Sono convinto che ogni romanzo debba stare benissimo in piedi da solo, senza richiedere al lettore la conoscenza di questo o quell'episodio precedente. Per questo ho apprezzato molto quel che ha fatto anni fa Lee Child, che dopo quattro, cinque romanzi con Reacher ne ha piazzato uno ambientato ancor prima del primo volume della serie:-)

Linda80 ha detto...

Grazie Allanon per la recensione! Questo è stato uno dei miei acquisti mantovani e conto di leggerlo presto :-)

Vivara ha detto...

Bella recensione Allanon! Questo è un libro che volevo prendere, ma visto il tuo "non troppo" entusiasmo, probabilmente non lo metto tra le priorità. Sarei curiosa di sentire anche il parere di Linda;-))