martedì 9 aprile 2013

La Flaccovio Libreria chiude i battenti


È notizia di oggi che una delle librerie storiche di Palermo chiude i battenti, la Flaccovio Librerie.
Questo blog ha abituato i propri lettori ad articoli come questi, anche perché questo sterminio culturale oramai si protrae da parecchi anni. La crisi economica mondiale, una politica che non ha fatto altro che disincentivare la società rispetto alla bellezza della cultura, il fatto che la gente legge molto meno, l'arrivo degli ebook, insieme ad altri fattori storico-geografici, hanno dato il via ad una moria che non ha eguali negli anni.
La Flaccovio era definita libreria storica a Palermo, non tanto per l'età, quanto perché rappresentava per il capoluogo siculo un crocevia di autori che, sin dal 1938, si sono dati appuntamento all'interno delle sue mura.
Personaggi come Renato Guttuso, Leonardo Sciascia, Giangiacomo Feltrinelli, Cesare Zavattini, Arnoldo Mondadori e tanti altri hanno frequentato via Ruggero Settimo, sede storica della libreria.
A partire da oggi, nel più totale sconforto, la saracinesca di questo luogo rimarrà chiusa per sempre.
Alcuni imputano la colpa di tutto ciò alla vicinanza di due megastore, Mondadori e Feltrinelli, ma bisogna anche ricordare che in Puglia la crisi ha colpito anche la Feltrinelli, tant'è che nel giro di poche settimane, e nel silenzio mediatico, dovrebbero scattare i cosiddetti contratti di solidarietà per i dipendenti, ovvero l' abbassamento dell'orario lavorativo volto ad evitare licenziamenti, un turn-over delle fasce orarie e abbassamento dello stipendio. Come dire: piccolo sacrificio economico, ma almeno lavoriamo tutti.
Sono 44 gli operai interessati, a cui va il nostro massimo rispetto e la più grande solidarietà.

Piccola eccezione in questo panorama nerissimo è la libreria "Il Cammello", che si trova in una piccola cittadina del torinese, Nichelino. Cinquantamila abitanti serviti da questa unica oasi di cultura, tenuta in piedi da 30 volontari e dai cittadini che in pochi anni (la libreria ha aperto nel 2007) hanno sottoscritto circa 1500 tessere, organizzato vendite di oggetti e libri usati, in modo da finanziare l'acquisto di nuovi volumi, ecc.
Speriamo che in un futuro prossimo esempi come questo possano non essere casi sporadici e, a rischio di ripetermi, ribadisco che la nostra solidarietà va agli operai in difficoltà.

Articolo di Enzo "BodyCold" Carcello

2 commenti:

Mari ha detto...

Che tristezza. La concorrenza dei megastore purtroppo è un problema serio già da quache anno, ma come dici te oggi non si tratta più solo quello. Quando non si arriva più alla fine del mese, e spesso neanche a metà, si è costretti a tagliare prima il superfluo e via via anche qualcosa di più. Questo anche a scapito della cultura. Ma si sa, mantenere un popolo ignorante ha il suo vantaggio.....

babordo76 ha detto...

sono tantissimi fattori, concorrenza di megastore,nuove tecnologie, la moria delle vacche nel cervello della gente,il fatto che leggere per molti sia una perdita di tempo. Invece la libreria come l'edicola sono quei posti dove ci si affeziona al negozio,ai suoi gestori,si conoscono altri che hanno i tuoi gusti,il piacere della discussione...ma oggi al massimo un mi piace un condividi e via