lunedì 25 marzo 2013

Intervista a Matti Rönkä - Fratello buono, fratello cattivo (Iperborea Edizioni 2013)



Ha il nome dell’ermellino e ne rispecchia le caratteristiche, è un duro dal cuore tenero, è un informatore della polizia e detective ma collabora spesso con la criminalità: è Viktor Kärppä il protagonista di sette romanzi noir di Matti Rönka già pubblicati in Finlandia. “Fratello buono, fratello cattivo” (Iperborea, pag. 197, euro 14,50) appena uscito in libreria è la seconda indagine di Kärppä, “un Philip Marlowe in salsa finlandese” come lo ha definito lo stesso Rönka durante la presentazione del romanzo a Roma. Uno tra gli ospiti più attesi di “Libri Come”, Matti Rönka, giornalista e scrittore, è stato “interrogato” da Luca Crovi.
Il protagonista di Rönka vive a Helsinki ma conserva forti legami con la nativa terra sovietica. Il passato ha lasciato cicatrici e continua ad aprire nuove ferite e Kärppä in questo romanzo si trova coinvolto in un’indagine sul traffico di droga che lo riporta a San Pietroburgo e che ha tra i principali indiziati il fratello Aleksej. Ancora una volta Ronka descrive la realtà sociale e politica della Carelia con l’ironia pungente del suo protagonista.

Cristina Marra: Matti, il tuo detective ha un aspetto da duro perchè rispecchia la realtà in cui si trova agisce?

Matti Rönkä: Sicuramente c’è una connessione e un legame: i miei romanzi denunciano una realtà molto disagiata, una regione che fa fatica a riprendersi dopo il collasso con l’unione sovietica, che deve affrontare attività criminali, prostituzione, traffici illegali ed estrema povertà. Viktor non poteva che avere un aspetto da duro…

CM: Viktor è un uomo di confine, è bilingue e anche sul lavoro di detective influisce la sua esperienza nel KGBCosa conserva Viktor delle sue origini sovietiche?

MR: Sì, Viktor è un uomo di confine, e infatti io lo provo a descrivere come un personaggio da una lato dotato di una solida moralità, derivatagli dalla madre e probabilmente anche dagli ideali sovietici e dagli istruttori dei campi d’infanzia. Ma poi dall’altro lato c’è sempre qualcosa del suo passato che riemerge, un’attrazione verso i bassifondi e la trasgressione delle regole. Ma in realtà non è colpa sua. Per lo più si tratta di cose che ha subito. Non ha avuto il lusso di poter scegliere. La cosa più importante per me è il fatto che Viktor è un outsider, o comunque non è perfettamente integrato nella società finnica.

CM: Spesso fa scelte difficili, ma ha una sua moralità, è così?

MR: Viktor ha la sua morale, il suo codice da seguire per quanto riguarda i suoi cari, ma quando le cose si mettono male, è costretto a passare dall’altro lato, quello sbagliato. Ormai lo seguo da dieci anni, e lo vedo continuamente cercare di mettere la testa a posto ma… puoi comprare, vendere o regalare qualsiasi cosa tranne il tuo passato. Ed è proprio il passato che continua a tornare indietro per Viktor, le persone e le cose che gli sono successe.

CM: Quando hai pensato di dotare il tuo personaggio di queste caratteristiche così particolari?

MR: Mentre creavo Viktor, durante la stesura del mio primo romanzo, volevo che fosse unico, diverso da tutti. Il problema della gente che dall’ex Unione Sovietica emigrava in Finlandia in quegli anni era un argomento di discussione molto spinoso, quindi mi sembrava perfetto usare un personaggio come Victor, dandogli un background di quel genere, abilità speciali e così via. Perfettamente rappresentativo del nostro tempo.

CM: Matti quali sono i tuoi progetti imminenti?

MR: Sono al settimo volume della serie di Viktor Kärppä, che verrà pubblicato in autunno in Finlandia. In Italia invece Iperborea pubblicherà nel 2014 in terzo volume.

Intervista di Cristina Marra


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