domenica 1 luglio 2012

Prigione con piscina - Luigi Carletti (Mondadori 2012)


"A chi non sa rivolgere gli occhi al cielo, non resta che guardarsi dentro"

Un residence con il nome di un fiore, al suo interno quattro palazzine con altrettanti nomi botanici, petali che circondano la piscina in cui si riflettono le vite dei condomini. Una tranquillità apparente fatta di abitudine e conoscenza reciproca. Su questo palcoscenico si muove sulla sua carrozzina per disabili il protagonista del romanzo. Non parliamo di un portatore di handicap dalla nascita ma di un uomo menomato da un incidente stradale. Un quarantenne che ha deciso di rinunciare a vivere e lo ha fatto forse già prima dell’incidente e che di quest’ultimo si è prontamente fatto un alibi.
Coprotagonista un cameriere peruviano che lo segue costantemente e lo assiste in ogni momento. Una realtà apatica e sonnolenta che trova la sua espressione e il suo completamento nel mese di Agosto, nel silenzio della capitale, nell’isolamento del residence. Nel quadro immobile entra un elemento estraneo, dal comportamento sospetto, ciò attira l’attenzione del lettore sospinta da quella degli avventori della piscina nel titolo. Un uomo con strane e terribili cicatrici sulla schiena, spesso accompagnato da guardie del corpo o più probabilmente carcerieri. Di lui si sa che è un ingegnere, sebbene il nome non sia presente su google e lo diverrà solo in seguito. Il mistero intorno alla sua persona, ma anche la sua cultura e la brillante parlantina generano rapidamente un fascino ipnotico per tutti coloro che lo conoscono.
Solo il protagonista rimane immune, come lo è d’altronde per la vita in genere. La storia procede attraverso gli occhi neutri e freddi del protagonista che vede il mondo intorno a sé cambiare per ruotare intorno a quest’uomo, di cui nel frattempo conoscerà la vera identità di collaboratore di giustizia.

Un romanzo con una prosa asciutta ma affascinante. Una storia fantasiosa ma possibile. Un giallo diverso dal solito che riesce a funzionare in un microcosmo chiuso come i grandi classici del passato. Una storia che non ha bisogno di un omicidio, sebbene ci sia, per funzionare. Cammina sul binario della possibile redenzione del protagonista che ha deciso di vegetare, spingendo il lettore a chiedersi se abbandonerà o meno la carrozzina, se seguirà i suoi istinti sessuali ancora forti, se scenderà a compromessi con il suo Mefistofele. Impossibile non pensare alla “Finestra sul cortile” di Hitchcock per le tante similitudini, ma il romanzo è originale perché ha l’abilità di raccogliere insieme tanti personaggi quasi invisibili nella narrazione che poi contribuiscono all’epilogo attivo, al termine di un romanzo sulla passività.
L’ignavia del protagonista è irritante e senza alibi, per questo nel volgere di qualche pagina ci si trova a fare il tifo per tutti gli altri, sebbene alla fine proprio questi ultimi saranno i colpevoli, ai quali però siamo disposti a dare tutte le attenuanti in virtù di un senso della giustizia molto italico in cui favori, raccomandazioni e gratitudine svolgono un ruolo primario.


Articolo di Pierpaolo Turitto

Dettagli del libro
  • Prigione con piscina
  • Luigi Carletti
  • 220 pagine
  • Editore Mondadori
  • Prezzo di copertina € 17,00


1 commento:

Anonimo ha detto...

Davvero molto interessante, bella recensione complimenti...

Francesca