venerdì 29 giugno 2012

La Fenice Rossa – Tess Gerritsen (Longanesi 2012)



Il cacciatore di rado si accorge quando è lui a essere cacciato. Cammina nel bosco imbracciando il fucile, cercando con gli occhi le impronte della sua preda sulla neve, oppure si apposta su un albero in attesa dell'arrivo dell'orso. Non pensa che la sua preda forse lo sta osservando, in attesa che commetta un errore per attaccarlo.

Una mano mozzata trovata in un vicolo. Da questo macabro ritrovamento partono le indagini della collaudata coppia Jane Rizzoli & Maura Isles ispettore di polizia una, anatomopatologa l'altra nonché protagoniste della serie TV di successo Rizzoli&Isles, giunta ormai alla terza stagione negli Stati Uniti, trasmessa anche in Italia da Rete 4 e dai canali della piattaforma pay Mediaset Premium. La mano appartiene ad una giovane donna il cui corpo senza vita viene rinvenuto sul tetto di un edificio di Chinatown di Boston.
Non si sa chi sia né tanto meno chi possa averla uccisa ma un sottile filo la collega ad una strage avvenuta 19 anni prima nel ristorante cinese La Fenice Rossa; il cuoco in preda ad un raptus avrebbe ucciso quattro clienti per poi togliersi la vita. Un caso di omicidio-suicidio archiviato quindi rapidamente ma che ad un attento esame lascia pensare che forse qualcosa può essere sfuggito, magari non è proprio così che sono andate la cose. Ma l'indagine si fa ancora più ingarbugliata quando quel sottile filo si va ad attorcigliare ad un altro filo che riporta alla luce il caso di due ragazze scomparse in qualche modo collegate alla strage de La Fenice Rossa.
Nono romanzo che ha come protagoniste le nostre eroine ma per me è il primo e devo dire che la lettura non nè risente perchè, anche se  ci sono riferimenti a casi precedenti, vengono comunque spiegati. Romanzo sicuramente scorrevole, ben scritto, una buona trama ma non mi ha appassionato. Le troppe ripetizioni mi hanno innervosito e annoiato, i dialoghi non lasciano il  segno come non lo lasciano, ovviamente per me, le due protagoniste che non mi hanno minimamente coinvolto.
Ma il colpo di grazia è stato il finale: un deja vu imbarazzante e pazzesco. Con questo non voglio dire che è un brutto libro, sono certa incontrerà il favore di molti, magari di chi non va a cercare il pelo nell'uovo o che non è avvezzo a leggere letteratura di genere, ma a me ha lasciato del tutto indifferente, una lettura leggera che va via rapidamente e che ho già dimenticato.
Per quanto mi riguarda ho bisogno che un autore mi stupisca e mi trascini affinchè io continui a leggerlo e posso tranquillamente dire che con Tess Gerritsen la chiudo qui.


Articolo di Cristina "cristing" Di Bonaventura

Dettagli del libro

  • Formato: Rilegato
  • Editore: Longanesi
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: La Gaja scienza
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: The Silent Girl
  • Lingua originale: Inglese
  • Pagine: 334 
  • Traduttore: A. Biavasco ,  Valentina Guani
  • Codice EAN: 9788830433311


1 commento:

Anonimo ha detto...

Hai fatto un analisi giusta e approfondita cristing soprattutto la parola "imbarazzante" per il finale è veramente indovinata. L'ho letto poco fa e mentre arrivavo alla fine mi sono resa conto chè lo avevo già letto per mano di un autore nordico (lo stesso che dici tu spero altrimenti ci sono troppi finali uguali!), certo non è identico ma cambiando i fattori il risultato non cambia. Ho letto anche i precedenti lavori dell'autrice ma negli ultimi ha iniziato a zoppicare e letto questo non so... forse mi fermo

Adele