martedì 13 marzo 2012

Io non sono un serial killer - Dan Wells (Fazi Ed. 2012)


«L’imbalsamazione era... non saprei come descriverla. Era come giocare con una bambola gigante, vestirla, farle il bagno e poi aprirla per vedere cosa c’era dentro».

Già lo so: qualcuno dirà che i serial killer hanno rotto le palle. Del resto anche ai tempi di Boccaccio ci sarà stato qualcuno a urlacchiare che di novelle non se ne poteva più, soprattutto dopo il Novellino.
Io non sono d’accordo. O meglio: di serial killer non se ne può più nella maniera convenzionale in cui sono stati mille volte presentati. È l’abuso della categoria che è diventato obsoleto. La ripetitività, la noia. Ma se si scansano gli schemi, gli omicidi seriali restano l’enigma capzioso che suscitava fascino fin dai tempi di Barbablù (e non mi dite che non era un serial killer, quel maledetto conte che rispondeva al nome Gilles de Rais). Di fatto, sui serial killer c’è ancora da dire e soprattutto ci sono modi inaspettati di parlarne, come Dan Wells dimostra.

Già, perché in questo romanzo d’esordio, Dan Wells, classe1977, scrittore che vive nella città di Orem, nello Utah, finalista del Premio John Campbell, ci presenta la realtà dell’omicido seriale sotto un ulteriore punto di vista: quello di un ragazzino intelligente e ferratissimo in materia criminale. Questo è il primo volume di una trilogia dedicata a John Wayne Cleaver, fanciullo sociopatico, consapevole dei propri disturbi tanto da controllarli con la ratio e con delle regole autoimposte (come il famoso Dexter, col quale si riscontrano poche analogie che si perdonano all’autore, in quanto rivisitate) e soprattutto crede nell’assunto nomen-omen: visto che il nome porta in sé la proiezione del proprio destino, allora lui è spacciato. Eh sì, perché John Wayne è lo stesso nome di Gacy, (il killer-pagliaccio soprannominato Killer Clown che ha sequestrato, torturato, sodomizzato e ucciso 33 vittime, quasi tutti adolescenti e maschi adulti, seppelliti sotto la sua abitazione o nascosti ammassati in cantina. Quello che ha ispirato IT di Stephen King, per intenderci, ma non solo), senza contare che l’anagrafica della sua famiglia presenta altre inquietanti analogie, ma la Contea di Clayton, in cui vive, sembra non darci molto peso.

John Wayne Cleaver ha una malata dipendenza dall’obitorio locale, amministrato dalla madre e dalla zia, che aiuta nelle “operazioni” e nei lavaggi delle salme. Sa tutto sulle fasi di decomposizione e sulle tecniche tassidermiche: tempi, drenaggi, colori delle pozioni, e ovviamente trova estremamente piacevole “rimettere in sesto” i cadaveri che arrivano. Percepisce anche che qualcosa non funziona, in lui, vista questa attrazione verso la morte e così accetta di sottoporsi a sedute psicologiche, dove dimostra di avere una marcia in più rispetto al dottore.

Poi accade che la sua tranquilla cittadina viene scossa da omicidi raccapriccianti e lui si mette sulle orme del presunto serial killer. Fin qui la trama fila liscia ma, a parte la voce davvero interessante e plausibile del ragazzo, apparentemente non apporta niente di travolgentemente nuovo al genere. Invece è proprio a questo punto che vi stupirete. Perché l’autore smantella le aspettative del lettore – concedendo qualche licenza alle contaminazioni, è vero, di cui però non posso anticipare niente (trovo fastidiosi i “recensori” che svelano i punti salienti dei romanzi afflosciando l’effetto sorpresa) –, però vi garantisco che questo romanzo è tutto tranne prevedibile. Originale la maniera in cui assempla i pezzi, con una scrittura lineare e scorrevole come piace agli amanti del thriller. La storia funziona, i disturbi del ragazzino e il suo acume psicotico fanno amabilmente compagnia per tutte le quasi 300 pagine del romanzo, abbattendo perfino alcuni cliché della psicologia deviata:
«Non fare l’errore di credere che i sociopatici non provino niente. Anche loro nutrono sentimenti molto profondi, solo che non sanno che farsene, delle loro emozioni».

Articolo di Marilù Oliva

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Editore: Fazi
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: Le vele
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: I'm Not a Serial Killer
  • Lingua originale: Inglese
  • Pagine: 281
  • Traduttore: G. Marano, M. Rossari
  • Codice EAN: 9788876251238

4 commenti:

MariaGiovanna Luini ha detto...

No, questo commento non va bene perchè incapace di suscitare polemica. Ho letto e mi è venuta voglia di cercare il libro. Lo comprerò. Questa l'efficacia dell'articolo di Marilù, ha scatenato la curiosità, in me così pronta e vivace. Non essendo amante spiccata del genere, vago di serial killer in serial killer cercandone uno originale, credibile e a proprio modo affascinante. Dovrò stabilire se sia affascinante il libro anche per me o se amerò poi solo il bellissimo pezzo di Marilù

Anonimo ha detto...

Polemizzare??? e cosa c'è da polemizzare?? Questa non è "una" recensione, questa è "La" recensione. Candido Marilù a titolare della cattedra di Recensiologia della facoltà di Critica Letteraria.


"(trovo fastidiosi i “recensori” che svelano i punti salienti dei romanzi afflosciando l’effetto sorpresa)"

In questa affermazione è contenuto il senso della filosofia; riguardo al resto della recensione, così si fa, si scava nella genesi e si forniscono ai lettori chiavi di lettura nascoste, che li aiuteranno ad entare meglio nei personaggi, nelle storie, nelle ambientazioni. Una buona recensione è come una guida turistica ben fatta, poche foto, molti aneddoti, non ti fa passare la voglia di visitare il posto, anzi, te lo fa scoprire meglio. Mi è venuta una gran voglia di leggere questo libro.

Riguardo a John Wayne; dopo l'attore non dev'essere un nome che porta un gran bene, negli USA, oltre a quello citato da Marilù c'è stato anche un altro John Wayne, di cognome faceva Bobbit ed era sposato con una tal Lorena. Do you remember, bodycold?

Marco P.M.

Anonimo ha detto...

ah ah, grazie ragazzi! e io che pensavo di scatenare una guerra malefica a favore dei serial killer... ;-)
Marilù

BodyCold ha detto...

bhe un pò fa pena il personaggio di sto libro