lunedì 12 marzo 2012

Amnesia- Jean Christophe Grangé (Garzanti 2012)


Non credo si faccia un buon servizio a un narratore recensendo con il racconto del suo romanzo. Perciò per Le passager (Amnesia è un titolo forse evocativo ma per me banalizzante e poi, per favore, basta quelle fascette gialle con i dati di vendita: i lettori non ne possono più e rovinano le copertine...) non lo farò.
Ci sono diverse qualità per cui mi piacerebbe che queste righe inducessero alla lettura di Jean Christophe Grangé e non necessariamente hanno a che fare con la vicenda thriller che racconta.
Sin dai Fiumi di porpora, la ragione principale per cui leggo con una più che confessata compulsione i suoi romanzi è la consapevolezza di trovarmi di fronte a un collega che ha molto da insegnare. E non lo fa in maniera pedante, altezzosa. Imparo leggendo e ogni volta scopro qualcosa di più. Se l’intreccio (che è sempre complesso, ben articolato, stupefacente insomma un ottimo intrattenimento) è solido è anche vero che, seguendone le tracce Grangé mi introduce in un gran numero di mondi, di luoghi, di leggende che sembrano lontanissime, ma si fondono in un unico fiume di nozioni ed emozioni.
Proprio così perché Grangé ha la capacità - rara – di comunicare il frutto delle sue ricerche in modo naturale, senza far pesare nulla al lettore, senza distrarlo. Un po’ come il passeggero senza bagaglio protagonista (o meglio co-protagonista perché abbiamo anche un’intrigante figura di poliziotta che lo segue in parallelo)mi ritrovo a indagare su omicidi rituali, a scoprire i meccanismi delle fughe psicogene(la perdita della memoria e dell’identità da sempre sono tra gli argomenti più forti) per poi ritrovarmi catapultato in sequenze d’azione che hanno qualcosa del thriller spionistico ma che, qui, si amalgamano perfettamente con la vicenda. La ricerca del colpevole e della verità passa per rioni degradati di Marsiglia, universi schizofrenici dove l’arte o l’alcol sono solo palliativi. Poi tornano alcuni interessi particolari dell’autore.
I torturatori dei regimi sudamericani, il lavoro ossessivo del poliziotto inteso come espiazione di colpe personali. Insomma si passa al tempo stesso con rapidità e dovizia di particolari da un genere all’altro. Ed è questa un’ulteriore ragione per leggere Grangé con attenzione, non foss’altro per capire come riesce a contaminare vari filoni creandone uno suo. E il mistero ti prende e ti continua ad andare avanti a cercare di capire proprio come si fa con quell’immagine di copertina immersa in una sorta di nebbia. Posso riconoscere il viso che sembra essere impresso sulla carta ma sfugge anche a una visione ravvicinata? E così la suspense, la pulsione a leggere ancora una pagina, a guardare più da vicino diventa una vera fissazione. Per me lettore e per me narratore, alla ricerca di un segreto da scoprire, da fare mio.
Anche se so che alla fine rimarrà inafferrabile.

Articolo di Stefano Di Marino

Dettagli del libro

  • Formato: Rilegato
  • Editore: Garzanti Libri
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: Narratori moderni
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Le passager
  • Lingua originale: Francese
  • Pagine: 752
  • Traduttore: Doriana Comerlati
  • Codice EAN: 9788811670476
  • euro 19,70

2 commenti:

Gigistar ha detto...

Trovo intrigante la recensione in quanto proprio come la copertina disvela senza in realtà mostrare, dice e non dice, pianta il seme della curiosità invece di spiegare il contenuto del romanzo. Insomma mi fa venire voglia di andare a cercare altri articoli o recensioni che mi dicano di più. In questo credo sia riuscita.

Due personalissime parole sulla copertina, che mi riservo di osservare dal vivo. Fantastico il colore, stuzzicante l'idea della nebbia sebbene non una originalata, ma ingrandendo l'immagine mi pare una photoshoppata clamorosamente troppo evidente. Tre botte di mouse con lo sfumino e via. Spero dal vivo renda di più...

Affari nostri ha detto...

Un thriller davvero innovativo, originale, interessante, avvincente, che in un'unica parola, si potrebbe definire: Matrioska