sabato 25 febbraio 2012

Tragedia a Oxford – J. C. Masterman (Polillo 2011)



Non si tengono i guanti nella stanza di un gentiluomo a Oxford se non per uno scopo ben preciso….

Non c’è niente di più tipicamente inglese di un piacevole dopocena tra “gentlemen” fatto di chiacchiere, porto e sigari intorno al camino della Sala Comune di un collegio di Oxford. E’ una serata come tante altre al St. Thomas’s College. Assolto il rito della cena formale, gli emeriti professori si accomodano per trascorrere qualche ora gradevole in totale relax e godere della reciproca compagnia. In onore dell’ospite viennese in trasferta per una serie di conferenze a tema legale, tal Ernst Brendel, avvocato con l’hobby dell’investigazione, la discussione cade sui vari metodi per condurre un’indagine criminale. Quale scuola predilige l’austriaco? La raccolta del maggior numero di indizi materiali ? Oppure la deduzione logica, seduto in poltrona a passare al vaglio tutti i possibili colpevoli e i loro segreti moventi e successivamente puntare, implacabile, il dito contro l’assassino? O ancora sottoporre i presenti sulla scena del crimine ad un serrato fuoco di fila di domande fino a far crollare il reo? Non immaginano che di lì a poco avranno occasione per vedere all’opera l’avvocato e saggiare le sue doti di investigatore dilettante per smascherare l’assassino di uno di loro, trovato stecchito nel proprio studio senza che il responsabile abbia lasciato alcuna impronta o la minima traccia…...
J[ohn] C[ecil] Masterman deve essere stato, immagino, il perfetto stereotipo del “gentleman” inglese. Originario delle campagne del Surrey, contea inglese di pascoli, prati verde smeraldo e tipici cottage con giardino, studente prima e insegnante poi presso il Christ Church College di Oxford, il più famoso e più grande tra i college della cittadina inglese – se volete farvi un’idea del posto e per chi non lo sapesse, la “Great Hall” di questa Università è niente meno che la……sala mensa di Hogwarts nei film di Harry Potter – fu un grande appassionato di cricket, tennis e hockey su prato. Questo giusto per inquadrare un po’ il personaggio. Non stupisce quindi minimamente che uno, cresciuto in un simile ambiente e dedito a tali passioni, decidendo di cimentarsi con la narrativa “gialla” abbia finito col dare alla luce una storia che gronda “inglesità” da ogni pagina. Per lui deve essere stato fin troppo facile cogliere, come sottolineato dai critici Barzun e Taylor nel loro “ A catalogue of crime”, la “genuina atmosfera” e popolare “di personaggi plausibili” l’immaginario St. Thomas’s College di Oxford. Romanzo inedito in Italia, che quindi ha tutte le carte in regola per soddisfare i gusti dei patiti del genere. L’ambientazione classica, l’atmosfera tipicamente anglosassone, i personaggi ottimamente tratteggiati, il delitto misterioso, il detective dilettante con tanto di “spalla”, l’indagine e la scoperta del colpevole. Il narratore Francis Wheatley Winn, che funge anche da Watson della storia, è Vicerettore e Tutore Anziano del St. Thomas College. Ammette candidamente che “la mia vita è legata alla vita del college”. L’omicidio sconquassa come un ciclone l’olimpica atmosfera della scuola, e per riflesso stravolge la routine e la vita ordinaria del professore, generando in lui una sensazione di incertezza e confusione assoluta. La consapevolezza poi che inevitabilmente il colpevole deve essere per forza un membro del collegio, cioè probabilmente un suo pari – inconcepibile – gli provoca un senso di fastidio e sgradevolezza tutta anglosassone per quella inopinata contaminazione da parte di quel mondo esterno che le mura della scuola vorrebbero tenere lontano anni luce. Il contesto del romanzo può dirsi rientrare a tutti gli effetti tra i caratteristici “topoi” dei romanzi gialli d’indagine inglesi, non solo scritti durante il periodo chiamato “golden age” ma anche in epoca moderna al pari dei piccoli villaggi di provincia, delle case di campagna, degli esclusivi “club” londinesi o delle biblioteche con enormi camini in pietra. Gli anni trascorsi al college fanno parte del bagaglio culturale e di vita di ogni buon “gentleman” che si rispetti. Non è quindi neanche tanto campata per aria l’idea di rinnovare la sfida di canottaggio che da più di un secolo oppone Oxford e Cambridge tra le correnti del Tamigi, anche in un’ipotetica classifica che comprendesse i romanzi ambientati in una località o nell’altra (anche se non strettamente calati in ambito accademico). Brevemente per ricordare i più famosi autori e/o romanzi classici o moderni conosciuti anche in Italia, pro-Oxford parrebbero essere Edmund Crispin (“La mosca dorata” e molti altri della serie con Gervase Fen), Colin Dexter (“L’ultima corsa per Woodstock” ma tutta la serie con il Commissario Morse), Micheal Innes (“Morte nello studio del rettore” – Bassotto n. 59). Ronald Knox (“Orme sul ponte” - Bassotto n. 34) Dorothy Sayers (“Gaudy night” mai pubblicato e difficilmente pubblicabile in Italia perché lunghissimo: 501 pagine nell’edizione inglese). Pro-Cambridge Margery Allingham (“La polizia in casa”) Elizabeth George (“Per amore di Elena”), Susanna Gregory (“I segreti di Cambridge” ma tutta la serie di romanzi storici con protagonista Matthew Bartholomew), PD James (“Un lavoro inadatto ad una donna”), Q. Patrick / Patrick Quentin (“Dramma universitario” a.k.a. “Prima che il temporale finisca”).
Per quanto riguarda invece la ricerca dell’assassino, nel corso delle indagini l’avvocato Brendel si trova via via ad applicare tutti e tre i metodi investigativi. La ricerca degli indizi materiali, l’interrogatorio stringente e l’analisi psicologica. Alla fine, verificati i disastrosi effetti che il fuoco incalzante di domande ha sulla psiche di un paio di malcapitati testimoni, soprattutto appartenenti al gentil sesso, (“By Jove!” Metodi da investigatore yankee in impermeabile stazzonato e cappello floscio….un barbaro praticamente), sarà grazie ad un unico indizio decisivo e tanta psicologia applicata che riuscirà a smascherare il colpevole. Ma anche un’indagine psicologica deve essere condotta con metodo. Brendel è solito analizzare gli esseri umani in termini di oggetti della natura e così prova a paragonare ciascun sospettato ai grandi fiumi che ha avuto modo di osservare nel corso di suoi viaggi: la Moldava larga e bellissima, l’Elba potente e pieno di energie nascoste, forte e segreto, la berlinese Spera arginata e banalizzata. Se volete anche voi giungere a svelare l’identità dell’assassino non dovete quindi fare altro che concentrare l’attenzione verso quello tra i personaggi in grado di immedesimarsi con “….un fiume insondabile, pieno di rapide e gorghi e rocce nascoste sotto il pelo dell’acqua”. Più facile di così…..si muore.

Articolo di Alberto "allanon" Cottini

Dettagli del libro

  • Titolo: Tragedia a Oxford
  • Autore: J. C. Masterman
  • Traduttore: Bruno Amato
  • Editore: Polillo Editore
  • Collana: I Bassotti n. 105
  • Pagine: 224
  • Data pubblicazione: novembre 2011
  • Prezzo: euro 13,90

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