domenica 15 gennaio 2012

Un semplice atto di violenza - R.J. Ellory (Giano 2011)



“Facciamo finta che io ti dia una pistola” disse Dennis. “Ti do una pistola e ti mando indietro nel tempo, diciamo negli anni Venti, okay? Sei da qualche parte in Europa – in Austria o in Germania, per esempio – e io ti indirizzo verso un certo bar. Ti dico che c'è un uomo seduto al bancone e che devi entrare e sparare in testa a quel figlio di puttana mentre sorseggia la sua birra. Ti dico di fare questa cosa e tu vai lì e la fai siamo d'accordo?”
Risi nervosamente” No” dissi. “Non la farò”.
“Ma se ti dicessi che quell'uomo è Adolf Hitler, e tu entrassi in quel bar e avessi la tua calibro 38 in tasca...che cosa cazzo faresti in quel caso?”.
Sorrisi, poi annuii. “Andrei dritto da lui e gli sparerei in testa”.
“Perché?”
“Perché forse venti, trenta milioni di persone non moriranno, se uccido Adolf Hitler” risposi.
“E che mi dici di Stalin?
“Stesso discorso. Nessuna remora”.
“E di Gengis Khan, Caligola e Nerone?”.
“Che dire? Sì... Cristo santo, credo che mi comporterei allo stesso modo con tutti”.
“E con Churchill?”.
“Winston Churchill? Certo che no” risposi.
“Nel 1914 era noto come il Macellaio di di Belfast” disse Dennis. ”Piazzò le navi da guerra nel porto e fece bombardare la città...”
Scossi il capo. “Stai citando una serie di eventi negativi in un contesto dove quelli positivi sono molti di più”
“Quindi stai dicendo che le azioni di uomini di quel calibro andrebbero valutate alla luce della storia, perché solo così si può giudicare se hanno fatto più bene che male, e se hanno fatto più male.....”
Sorrisi. “Sarebbe comunque troppo tardi per intervenire”
“Giusto” disse Dennis. “Il che solleva la domanda su chi prenda le decisioni e quando”.

Washington. Capitale degli Stati Uniti nonché sede del governo federale. Inizi di novembre e un freddo terribile. Il detective Robert Miller si trova nel giardino posteriore della casa di Catherine Sheridan. Tutto intorno un parapiglia generale creato da troppe persone con troppi incarichi: agenti di pattuglia, tecnici della Scientifica, fotografi con il compito di immortalare la scena del crimine. Sta aspettando il suo partner, il detective Albert Roth. Miller è già stato dentro la casa, e dentro al piano superiore c'è il cadavere della padrona di casa. Picchiata brutalmente e strangolata. Lasciata esanime con appeso al collo un cartellino per bagagli. Sopra non c'è scritto niente, come quando all'obitorio arriva un corpo senza nome. Tutto intorno un forte profumo di lavanda. Ultimo dettaglio: trattasi della quarta vittima uccisa con lo stesso modus operandi negli ultimi mesi. Tutto questo significa una sola cosa: killer seriale.
Solo che non è tutto qua e il resto è maledettamente complicato. Vittime alla cui identità è impossibile risalire, piste che quando sembrano concretizzarsi svaniscono nel nulla in un baleno, poteri forti che nell'ombra sembrano agire con depistaggi perfetti. Miller ha un compito difficilissimo, sicuramente più grande di quanto le sue capacità siano in grado di aiutarlo a svolgere. Qualcuno deve consigliargli come guardare dalla parte giusta. Qualcuno deve indicargli la strada anche se è cosi lontana nel tempo e nello spazio che il rischio di perdersi è altissimo.

Ci sono almeno due buoni motivi per acquistare questo splendido libro edito da Giano e scritto da R.J. Ellory: il primo è che l' autore scrive dannatamente bene. Una prosa chiara e fluente che accompagna il lettore, attraverso più di seicento pagine, senza mai affaticarlo. Ellory è capace di spostarsi su diversi piani narrativi con grande maestria. Argomenti storici complessi vengono, per così dire, “sfrondati” da inutili appesantimenti con uso magistrale del dialogo e i personaggi sono credibili e coerenti nella loro crescita durante il romanzo;
il secondo motivo è che l'opera di questo scrittore inglese, oltre a superare brillantemente il primario compito di intrattenere gli amanti del genere investigativo con enigmi, azione e colpi di scena, invita, in maniera esplicita, anche a riflettere sui concetti di morale e di etica. Ci racconta del Nicaragua degli anni 80. Ci rivela i rapporti fra Cia e Contras. Ci parla di decisioni prese da qualcuno in “alto” e delle enormi ed atroci conseguenze pagate da tantissimi innocenti. Ci chiede fondamentalmente di rispondere a una semplice domanda “ Quanto sangue è costato, e ancora costa, il nostro benessere?

Articolo di Roberto "lofi" Lofino

Dettagli del libro

  • Formato: Rilegato
  • Editore: Giano
  • Collana: Nerogiano
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 655
  • Traduttore: L. Briasco, R. Vitangeli
  • Codice EAN: 9788862510509

2 commenti:

Frankie Machine ha detto...

Evvai Robby, cona una rece così chi è che non si fa prendere da una ipersalivazone libresca? Ormai Ellory sta nel podio con Connelly.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Grandissimo personaggio questo Ellory, sono felice di questa sua progressiva consacrazione.
La sua conoscenza è stata, in assoluto, l'esperienza più forte e indimenticabile che porto dentro nel mio bagaglio di lettore.
Fantastica recensione Roberto :-)