sabato 14 gennaio 2012

Morte in sala d’attesa – Milton Propper (Polillo 2009)


Alle 15,15 di mercoledì 7 giugno, quando lo studio legale Dawson, MacQuire & Locke si trasformò nella scena di un crimine così misterioso e sensazionale che avrebbe sconvolto la città di Philadelphia e l’intera nazione, sei persone erano riunite nell’ufficio privato del signor Dawson”.

Leggendo il titolo di questo romanzo, ad un lettore italiano viene subito in mente uno studio medico, oppure una sala d’attesa di un ospedale.
Negli Stati Uniti non è così, perché gli USA sono la patria degli avvocati.
Michael Crichton, nel romanzo “Sol levante” (Rising Sun, 1992), fa dire ad un americano: “Noi rappresentiamo il quattro per cento della popolazione mondiale e il diciotto per cento dell’economia mondiale. Ma abbiamo il cinquanta per cento degli avvocati. E ogni anno ne vengono sfornati trentacinquemila in più. Ecco dove è indirizzata la nostra produttività. […] Tutti sporgono querele. Tutti litigano. Tutti vanno in tribunale. Dopo tutto, tre quarti di milione di avvocati americani devono pur fare qualcosa.”
Non c’è da meravigliarsi quindi che, già nel 1934, un delitto in uno studio legale non era considerato un evento tanto strano come può apparire ad un lettore europeo.
Tutto ha inizio nello studio dell’avvocato Henry Dawson, nominato dal giudice come arbitro nella causa di divorzio fra Allen ed Adele Rowland. Una testimone chiave, Barbara Keith, che non è ancora intervenuta nel dibattito, sta aspettando in una stanza attigua a dove si svolge un’udienza tra i protagonisti della vicenda.
Quando il nuovo testimone viene dichiarato ammissibile e l’avvocato Trumbull, che difende il marito, si reca nella sala d’attesa per invitarlo rendere testimonianza nella causa in corso, appare subito chiaro che Barbara Keith non potrà più essere sentita in udienza: qualcuno l’ha uccisa utilizzando una pezza imbevuta di cloroformio puro, che causa il decesso in meno di un minuto.
Ad indagare è un giovane detective della polizia di Philadelphia, Tommy Rankin, che, appena trentenne, si è già fatto una reputazione per la competenza ed il rigore con cui ha risolto due importanti casi che hanno coinvolto alcune delle famiglie più influenti della città.
Non sarà facile condurre un’indagine che riserverà parecchie sorprese anche per un investigatore che si basa sulla logica e sulla perseveranza come Rankin, che dovrà riuscire a trovare quelle prove senza le quali il colpevole, anche se identificato, non potrà essere condannato.

Alle quattro di quello stesso mercoledì pomeriggio, il detective Tommy Rankin, che si trovava alla centrale di polizia situata presso il municipio, ricevette l’ordine di raggiungere gli uffici dello studio legale Dawson, MacQuire & Locke”.

Ancora una volta la collana “I bassotti” porta a conoscenza degli appassionati di giallo “classico” un romanzo inedito per l’Italia, in cui una robusta trama investigativa ed il perfetto meccanismo delle storie degli anni Trenta danno quel sapore in più ad una vicenda basata su una semplice causa di divorzio; una separazione le cui conseguenze saranno imprevedibili, soprattutto se una mente acuta ha deciso di commettere un delitto pianificato nei più piccoli dettagli.
Una storia lineare, facile da seguire, che riesce ad accompagnare piacevolmente il lettore in tutto lo svolgersi della vicenda.
Seguire la polizia durante gli interrogatori di Rankin ai diversi sospetti e scoprire gli eventi nel momento stesso in cui ne viene a conoscenza il protagonista dà sempre quel piacere che solo chi ama il mystery classico conosce pienamente.
Scosse la testa. “Non si tratta di un malore o di uno svenimento: questa donna è morta”.

Articolo di Paolo "carrfinder" Umbriano

Dettagli del libro

  • Formato: Brossura
  • Editore: Polillo
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Collana: I bassotti
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 347
  • Traduttore: F. Stignani
  • Codice EAN: 9788881543281

2 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

L'angolo del sabato di corpi freddi dedicato al giallo classico è un po' come tornare nella vecchia calda casa accogliente.
Bravo Paolo, romanzo molto affascinante :-)

Anonimo ha detto...

Mi aggiungo al Killer...:-)
Fabio