domenica 22 gennaio 2012

Intervista a Fabio Sanvitale (Un mostro chiamato Girolimoni - Sovera Ed.)


Intervista a Fabio Sanvitale autore con Armando Palmegiani del true crime “Un mostro chiamato Girolimoni”(SoveraEditore)
di Cristina Marra

Giornalista investigativo, esperto nei casi storici della cronaca nera italiana e internazionale, Fabio Sanvitale è anche autore del true crime “Leonarda Cianciulli.La saponificatrice” con Vincenzo Mastronardi. In “Un mostro chiamato Girolimoni – Una storia di Serial Killer di bambine e innocenti”(Sovera Editore, pag.175, euro 15,00) insieme ad Armando Palmegiani ricostruisce la vicenda del serial killer di sette bambine uccise a Roma negli anni Venti. Dall’innocenza di Girolimoni a nuove verità, il caso viene riaperto dai due autori che si avvalgono della consulenza di esperti e si occupano delle indagini in prima persona, facendo con gli occhi da detective, sopralluoghi nelle strade dei delitti e avvalendosi delle nuove tecniche investigative.

Cristina Marra: Perchè la scelta del caso Girolimoni? In cosa si diversifica questo libro dagli altri tre dedicati al “serial killer” delle bambine?

Fabio Sanvitale: E’ presto detto: la maggiore accuratezza della ricerca storica e quindi il miglior tentativo di trovare un’identità all’assassino delle bambine di Roma. Come sempre, con Armando Palmegiani, abbiamo creato uno staff di consulenti che ci hanno accompagnato in questo viaggio nel tempo, dandoci quel qualcosa in più, in termini di intuizioni ed osservazioni, che da soli non avremmo raggiunto. Non siamo partiti da una tesi precostituita –Dosi voleva dimostrare che il vero colpevole fosse Lyonel Brydges e la Sciarelli ha seguito questa pista- ma da zero.

CM: Marchiato come pedofilo ma innocente. Mi tratteggi brevemente la figura di Gino Girolimoni?

FS: Girolimoni era un lavoratore ed un gaudente e questo, soprattutto questo, gli ha nuociuto. In una società rigida e ante guerra aveva un’auto, non era sposato, si divertiva. Insomma, faceva quello che tanti altri non potevano permettersi e forse quando lo arrestano, quel brigadiere che lo incastrò gli fece scontare anche l’auto che non poteva avere, le donne che non poteva permettersi…Dall’esperienza Gino uscì distrutto moralmente ed economicamente. Morì da ciabattino, in una stanza in subaffitto.

CM: Hai scritto il libro con Armando Palmegiani. Com’è stato il vostro metodo di ricerca e di scrittura?

FS: Abbiamo innanzitutto fatto una ricerca storica in tutti i luoghi dove credevamo e sapevamo di trovare notizie utili. Ci siamo spinti fino a Perugia, per cercare, per avere la massima accuratezza. Quotidiani dell’epoca, tesi di laurea, numerosi archivi e testimoni del tempo ci hanno parlato. Ognuno di noi ha aggiunto le sue osservazioni personali e su questo ci siamo molto confrontati, spesso di fronte a degli interessanti prodotti di pasticceria. Generalmente ogni capitolo ha avuto una prima impostazione mia e poi Armando correggeva, aggiungeva, modificava, aprendo nuovi orizzonti e idee. Il titolo, che a me piace molto, è suo abbiamo condiviso l’impostazione del libro: una camminata, un percorso tra i vari luoghi del caso Girolimoni e, dunque, di Roma.

CM: Che ruolo ha avuto nella vicenda il funzionario di polizia Giuseppe Dosi?

FS: Dosi interviene quando Girolimoni è già stato prosciolto dalle accuse e cerca il vero colpevole con metodo, quello che era mancato agli altri investigatori. Sente enormemente il caso, forse perché vi erano coinvolte le bambine, sicuramente per senso di giustizia. Riesce a portare l’attenzione sul reverendo Brydges, ma quando i giudici non gli credono e lo liberano finisce con l’insistere così tanto con la sua tesi che finisce lui stesso per diventare vittima della macchina della giustizia. Un paradosso terribile!

CM: Il libro ricostruisce il periodo storico e sociale in cui sono avvenuti gli atroci infanticidi e sulla ricerca e analisi scientifica e documentaristica. Svela una nuova verità?

FS: Dopo tanti anni non speravamo in tanta grazia! Però motiva come mai non poteva essere Brydges e propone il profilo del vero autore di reato, fatto grazie ai nostri consulenti, appunto. Su questo con Armando ci siamo confrontati a lungo in termini investigativi e sotto questo profilo, sì, c’è una nuova verità. Io credo che fosse l’unico senso possibile di questo libro, perché raccontare soltanto una storia già raccontata da altri non avrebbe avuto molto senso e c’era da raggiungere qualcosa di molto importante: la verità. Perlomeno il più possibile.

CM: Hai scritto anche “Leonarda Cianciulli. La saponificatrice”(Armando editore). Dalla tua esperienza di giornalista investigativo c’è differenza tra serial killer uomini e donne?

FS: Certo che c’è! Sono proprio diverse sia le motivazioni che le modalità delle serie omicidiarie. Spesso le donne sk uccidono per appropriazione di beni ed uccidono loro famigliari. Gli uomini vivono per uccidere, per piacere, per desiderio di dominio, di controllo. Le donne sembrano essere più pratiche, più dedite alla sopravvivenza, quasi un retaggio della necessità di gestire la casa, il nucleo familiare…

CM: Qualche anticipazione sul tuo prossimo libro? Continuerai a scrivere con Palmegiani?

FS: Assolutamente sì! Ci siamo trovati benissimo, abbiamo lavorato in modo assolutamente non stressante, non è poco. E ci lega un’amicizia che viene da prima dei libri. Entrambi abbiamo una formazione scientifica (Armando Palmegiani è esperto della scena del crimine, io per formazione universitaria) quindi usiamo una chiave di valutazione molto legata alla prova legale: o c’è o non c’è, niente illazioni. Entrambi amiamo il sapore dei delitti storici e amiamo Roma. Ce n’è da scrivere! Ora stiamo lavorando sui delitti della Dolce Vita.

CM: Fabio sei un giornalista investigativo, ti cimenterai anche in un romanzo?

FS: Bella domanda! una volta avrei risposto di no, adesso ci sto ripensando. Credo che proverò. Certo sono molto legato alla realtà e quindi è da lì che prenderò spunto. Temo che dovrete sopportarmi anche in questa veste…

CM: Tanti gli omicidi e casi ancora irrisolti che riempiono le pagine dei giornali. L’Italia è un paese di misteri?

FS: Purtroppo sì, basta vedere le statistiche dell’Interpol sulle percentuali di delitti insoluti negli altri paesi ed in Italia. Da noi è assolutamente più alta, anche se abbiamo meno violenza e meno omicidi. Il discorso sarebbe lungo, ma purtroppo sì: siamo ancora un paese con troppi delitti irrisolti. Anche se non credo nella dietrologia: quasi sempre, alla fine, la spiegazione, quando la trovi, è assai semplice. Come all’Olgiata, no?

Intervista di Cristina Marra


Dettagli del libro

  • Titolo del Libro: Un mostro chiamato Girolimoni. Una storia di serial killer di bambine e innocenti
  • Autori: Sanvitale Fabio Palmegiani Armando
  • Editore: Sovera Multimedia
  • Collana: Inchieste
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Genere: problemi e servizi sociali
  • Argomento: Girolimoni, gino
  • ISBN: 8866520039 9788866520030

10 commenti:

BodyCold ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Mmmmh, chissà se anche in questo suo libercolo (un prodotto peraltro assai scarsamente venduto – dato oggettivo – oltre ad essere – parere soggettivo – davvero mal scritto e pure persino, in non pochi passaggi, sintatticamente scorretto) il sedicente giornalista investigativo Sanvitale Fabio, dalla dannunziana Pescara City, ha fatto lo stesso uso degli elaborati di studenti/studentesse attuato in occasione della “sua” pubblicazione sulla Saponara Cianciulli per i tipi dell’Armandarmando Edizioni. Chissà...

Anonimo ha detto...

DATE UN PO’ UN’ OCCHIATA QUI QUO QUA: http://www.sulromanzo.it/node/68

UN LIBRO SU LEONARDA CIANCIULLI, LA “SAPONIFICATRICE DI CORREGGIO”: IL CASO DEL PRESUNTO PLAGIO SANVITALE-MASTRONARDI (ARMANDO EDITORE).
In veste di lettore appassionato di testi di cronaca nera, a tutela dell’onestà e della buonafede di altri lettori come noi, desidero segnalare che intere parti del libro di Fabio Sanvitale e Vincenzo Maria Mastronardi sulla Cianciulli (pubblicato dall'editore romano Armando Armando), sarebbero “miserabilmente” plagiate da un altro libro sulla Cianciulli, uscito due mesi prima del loro: la bella e seria ricostruzione storica dell’autrice avellinese Carmela Maria Barbaro (“La strega del sapone. Storia del caso della Saponificatrice di Correggio”, edizioni Albatros, Roma, settembre 2010) che, a quanto apprendo dalle note biografiche, è Sociologa, Dottore di ricerca in Storia e membro della Società Italiana delle Storiche.
Mi permetto di usare la parola “plagio”, tanto appare lampante ed eclatante la "scopiazzatura"! In anni ed anni che leggo, non mi era mai successo di vedere plagiata una (sissignore)… BIBLIOGRAFIA (!!!): ebbene, le pagine 162-165 (DA: Ambroset Sonia, “Donna delinquente? Indicazioni bibliografiche sulla nascita della criminologia femminile in Italia”, Decembrio, Milano, 1983, A: Zemon Davis Natalie, “Il ritorno di Martine Guerre. Un caso di doppia identità nella Francia del Cinquecento”, Einaudi, Torino, 1984) sono praticamente UGUALI alle pagine 277-279 del testo di Sanvitale e Mastronardi.
Entrambi i testi risultano regolarmente in commercio e si possono pure prendere a prestito in biblioteca, basta digitare il sito: www.opac.it. Di parti spudoratamente "copiate" (definirle “somiglianti" sarebbe, a mio avviso, un eufemismo) ne avrei contate, a occhio e croce, una quindicina. Solo per citarne una: le pagine 80-82 del libro della Barbaro (DA: “Era stata dichiarata la guerra tra Francia, Inghilterra e Germania” A: “Dopo questo giuramento al Cuore di Gesù mi sentii più sollevata”) sono state ‘copiate’ in modo pedissequo nelle pagine 217-218 del libro dell’Armando Editore.
Dopo i fragorosi plagi in ambito accademico del professor Umberto Galimberti (che tanto scalpore, qualche anno fa, fecero sui giornali nazionali), e dopo il plagio dell’ ex-ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg in seguito alla qual cosa ha rassegnato le dimissioni, ecco un altro “plagio” – estratto dal buio, venuto alla luce – del mondo accademico-editoriale.
Sul computer ho conservato, per curiosità, le pagine 'originali' scansionate e quelle 'copiate'. Non vendo fumo: posso documentare nei minimi particolari ciò che affermo (mister_triplete@yahoo.it).
In questa sede, sia chiaro, non si intende giudicare nessuno. Ciascun lettore, naturalmente, è liberissimo di farsi l’idea che vuole. La mia (con tanto di incontestabile documentazione) io l’ho già espressa. Consigli per gli acquisti: io compro (o leggo) sempre gli originali, mai le copie. Sono molto meglio. Li respiro. Hanno un sapore più pulito.
Dal poeta latino Marziale (vittima del primo plagio documentato della storia) fino ad oggi.

EBBENE, SE TROVATE SIMILI – CHIAMIAMOLE COSI’ – “ANALOGIE” ANCHE NEL TESTO DI GINOGIROLIMONI RISPETTO A PRECEDENTI PUBBLICAZIONI ALTRUI, O MANOSCRITTI DEPOSITATI (SEMPRE ALTRUI), O TESI DI LAUREA E/O DI DOTTORATO SUL MEDESIMO ARGOMENTO, SEGNALATELO PURE PUBBLICAMENTE CON TANTO DI VIRGOLETTATO. CERTE EVENTUALI “FURBATE” VANNO SMASCHERATE.

PS. ANCHE IL GIUBBOTTO IN FOTO E’ UNA “SCOPIAZZATURA”… DA ARTUR FONZARELLI DI HAPPY DAYS!

Fabio Sanvitale ha detto...

Risponde Fabio Sanvitale.

Scrivere tanto per dare fiato alle trombe è interessante solo per chi lo fa.
A chiunque legga le farneticazioni qui sopra riportate da "anonimi" che non hanno il coraggio di firmare le proprie azioni, rispondo che il Garante della Privacy ed il Tribunale di Roma hanno già accertato, nero su bianco, la falsità di tali accuse e deliri.
Il resto è aria fritta.

Anonimo ha detto...

EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA, dicevano i vecchi saggi latini…
Probabilmente colui che scrive “tanto per dare fiato alle trombe” (leggasi: un’occasione buona per tacere) è chi sostiene che il Garante della Privacy (SIC!) possa decidere in merito ad un… presunto plagio letterario. Ma da quando in qua? E, in ogni caso, le Authority in Italia possono esprimere al massimo ‘pareri’ non vincolanti per la Legge, mai ‘verdetti’.
Quanto alla seconda “fiatata di tromba” nel giro di una sola riga – quella riferita al Tribunale di Roma –, venga precisata la data esatta della sentenza (in istruttoria o in giudicato?) che ‘nero su bianco’ accerterebbe la falsità di tali ‘accuse e deliri’. Vien da chiedersi: ma esisterà davvero tale (presunto) verdetto del (presunto) tribunale della capitale, o trattasi forse di pura invenzione, ERGO: un’altra occasione buona per tacersene?

Intanto ecco a voi alcuni “deliri”, come a qualcuno è piaciuto definirli.
Nero su bianco sì, stavolta.


Anonimo ha detto...

LIBRO CARMELA MARIA BARBARO (Albatros Editore, settembre 2010), pp. 81-82: “La vita di Leonarda Cianciulli si trasformò in un incubo. Tra letture e pensieri di morte trascorreva i giorni in casa, guardando i suoi figli e pensando a quelli che aveva perso. Ad aggravare la situazione fu l’arrivo di una lettera del figlio Bernardo, il quale scriveva con entusiasmo alla madre di essere riuscito a entrare nei paracadutisti. Il giorno della partenza di Bernardo, Leonarda Cianciulli con le lacrime agli occhi, rimasta sola in casa con la sua bambina, guardò fisso la figura del Sacro Cuore di Gesù:
Ad esso confidai il mio dolore, a Lui mi votai alla morte, a Lui giurai di offrire tra non molto le anime innocenti in cambio della vita dei miei figli; a Lui giurai di sacrificare anime che non avevano parenti stretti, che erano ammalate, e che i loro corpi mi servivano per dare grandezza alla Patria.
Dopo questo giuramento al Cuore di Gesù mi sentii più sollevata.
Leonarda Cianciulli pensò: “questi sacrifici di vite umane erano assolutamente necessari! Ma quali vite sacrificare?”.

LIBRO SANVITALE-MASTRONARDI (Armando Editore, dicembre 2010), p. 218: “La vita di Leonarda Cianciulli si trasformò in un incubo. Tra letture e pensieri di morte trascorreva i giorni in casa, guardando i suoi figli e pensando a quelli che aveva perso. Ad aggravare la situazione fu l’arrivo di una lettera del figlio Bernardo, il quale scriveva con entusiasmo alla madre di essere riuscito ad entrare nei paracadutisti. Il giorno della partenza di Bernardo, Leonarda Cianciulli con le lacrime agli occhi, rimasta sola in casa con la sua bambina, guardò fisso la figura del Sacro Cuore di Gesù:
“Ad esso confidai il mio dolore, a Lui mi votai alla morte, a Lui giurai di offrire tra non molto le anime innocenti in cambio della vita dei miei figli; a Lui giurai di sacrificare anime che non avevano parenti stretti, che erano ammalate, e che i loro corpi mi servivano per dare grandezza alla Patria.
Dopo questo giuramento al Cuore di Gesù mi sentii più sollevata”.
Ma quali vite sacrificare?”.

PERSINO LE VIRGOLE SONO UGUALI! NEMMENO UNA PAROLA CAMBIATA !!!

Anonimo ha detto...

E ANCORA…

LIBRO CARMELA MARIA BARBARO, storica di Avellino (Albatros Editore, settembre 2010), p. 157: “Per Leonarda Cianciulli, l’avvocato Laurens chiese l’ergastolo, mentre per Giuseppe Pansardi 24 anni di reclusione. La difesa chiese, invece, per la donna il riconoscimento della sua totale infermità mentale, mentre la totale assoluzione per il figlio”.

LIBRO SANVITALE-MASTRONARDI (Armando Editore, dicembre 2010), p. 226: “Per Leonarda Cianciulli, l’avvocato Laurens chiese l’ergastolo, mentre per Giuseppe Pansardi 24 anni di reclusione. La difesa chiese, invece, per la donna il riconoscimento della sua totale infermità mentale, mentre la totale assoluzione per il figlio”.

E ANCORA…

LIBRO CARMELA MARIA BARBARO, (Albatros Editore, settembre 2010), p. 157: “Leonarda Cianciulli fu ritenuta colpevole di triplice omicidio premeditato, continuo e aggravato, delle tre rapine ai danni delle sue tre vittime, di distruzione dei loro cadaveri e delle altre imputazioni minori, col beneficio, tuttavia, della semi-infermità di mente.
Venne pertanto condannata a trent’anni di reclusione, con l’obbligo di scontare almeno tre anni in manicomio criminale, fino a che le condizioni psico-fisiche avrebbero permesso il suo trasferimento in carcere. Giuseppe Pansardi fu, invece, assolto dalle imputazioni di correità per mancanza di prove, con immediata scarcerazione.
Plateale fu la reazione della Cianciulli: dopo la sentenza abbracciò forte il figlio tra le lacrime e poi allargò le braccia, invocando davanti a tutti il perdono delle sue vittime, dei loro parenti, di Dio e della Legge”.

LIBRO SANVITALE-MASTRONARDI (Armando Editore, dicembre 2010), p. 239: “Leonarda Cianciulli viene ritenuta colpevole di triplice omicidio premeditato, continuo e aggravato, delle tre rapine ai danni delle sue tre vittime, di distruzione dei loro cadaveri e delle altre imputazioni minori, col beneficio, tuttavia, della semi-infermità di mente.
Venne pertanto condannata a trent’anni di reclusione, con l’obbligo di scontare prima almeno tre anni in Manicomio criminale, fino a che le condizioni psico-fisiche avrebbero permesso il suo trasferimento in carcere. Giuseppe Pansardi fu, invece, assolto dalle imputazioni di correità per mancanza di prove, con immediata scarcerazione.
Plateale fu la reazione della Cianciulli: dopo la sentenza abbracciò forte il figlio tra le lacrime e poi allargò le braccia, invocando davanti a tutti il perdono delle sue vittime, dei loro parenti, di Dio e della Legge”.

NERO SU BIANCO.
FIATO ALLE TROMBE.
E INFATTI: PROPRIO UNA BELLA “ASSONANZA” FRA I DUE TESTI…

Anonimo ha detto...

P. 155 LIBRO CARMELA MARIA BARBARO (Albatros Editore, settembre 2010): “Leonarda Cianciulli aveva anch’ella precedenti penali per furto e per frode. Sin da ragazza era stata più volte chiamata in pretura, per varie denunce, soprattutto per truffa e per furto, a suo carico. Landru venne, tuttavia, rilasciato in occasione della Prima Guerra Mondiale, per essere arruolato nell’esercito francese. Non potendo fare affidamento sulla sua famiglia, ricercato dall’esercito che lo voleva arruolare e dalla polizia che aveva un mandato di arresto per contumacia (per il quale era prevista la deportazione a vita nella Nuova Caledonia), Landru cominciò a girovagare per le campagne. In questo periodo intensificò molto la sua attività di truffatore. Il numero delle donne truffate era salito a circa 300, molte di esse erano sparite senza lasciare traccia. Non si sa come uccidesse le sue vittime”.


P. 209 LIBRO SANVITALE-MASTRONARDI (Armando Editore, dicembre 2010): “Leonarda Cianciulli aveva anch’ella precedenti penali per furto e per frode [QUI ASSISTIAMO AD UN “PLAGIO ACROBATICO”, NE AVETE MAI VISTI?: ET VOILA’, LA FRASE DELL’AUTRICE ORIGINALE DIVENTA, COME PER MIRACOLO, IL TITOLO DI UN PARAGRAFO].
Sin da ragazzo [ALTRO “MIRACOLO” IN POCHE RIGHE: LA CIANCIULLI DIVENTA IMPROVVISAMENTE UN… MASCHIO; CHI HA “COPIA&INCOLLATO” POTEVA ALMENO FARCI PIU’ ATTENZIONE, NO?] era stato [ANCORA IL MASCHILE!] più volte chiamato [ANCORA!] in pretura [IN FRANCIA NON MI RISULTA ESISTANO LE PRETURE…], per varie denunce, soprattutto per truffa e per furto, a suo carico. Landru venne, tuttavia, rilasciato in occasione della Prima Guerra Mondiale, per essere arruolato nell’Esercito Francese. Non potendo fare affidamento sulla sua famiglia, ricercato dall’Esercito che lo voleva arruolare e dalla polizia che aveva un mandato di arresto per contumacia (per il quale era prevista la deportazione a vita nella Nuova Caledonia), Landru cominciò a girovagare per le campagne. In questo periodo intensificò molto la sua attività di truffatore. Il numero delle donne truffate era salito a circa 300, molte di esse erano sparite senza lasciare traccia. Non si sa come uccidesse le sue vittime”.


PS. COMPLIMENTI, INFINE, PER QUEL “LANDROU” (ERRORACCIO DA MATITA BLU!) A PAGINA 208 DEL LIBRO SANVITALE-MASTRONARDI (ARMANDO EDITORE).
DEL RESTO, DA PARTE CHI SCRIVE CHE IL GARANTE DELLA PRIVACY PUO’ DIRIMERE VERTENZE IN MERITO ALLE VIOLAZIONI DEL DIRITTO D’AUTORE (LEGGE 22 APRILE 1941 CHE, RICORDIAMOLO, E’ CODICE PENALE), CI SI PUO’ ASPETTARE ANCHE QUESTO…
OGNI ALTRO COMMENTO IN MERITO RISULTEREBBE SUPERFLUO. GIUDICHI IL LETTORE, ADESSO, SE VALE LA PENA ACQUISTARE OPERE (OPERAZIONI?) SIMILI.

Anonimo ha detto...

Dal sito www.sulromanzo.it:

BIBLIOGRAFIA libro Carmela Maria Barbaro (settembre 2010):

Ambroset Sonia, Donna delinquente? Indicazioni bibliografiche sulla nascita della criminologia femminile in Italia, Decembrio, Milano, 1983.

Ambroset Sonia, Pisapia Gianvittorio, Numero oscuro della devianza e questione criminale, Bertani, Verona, 1980.

Andreoli Vittorino, La terza via della psichiatria: Follia individuo, ambiente, storia, Mondadori, Milano, 1980.

Babini Valeria, Il caso Murri, Il Mulino, Bologna, 2004.

Balloni Augusto, Criminologia e psicopatologia: Analisi di 110 perizie psichiatriche, Patron, Bologna, 1976.

Bartocci Goffredo (a cura di), Psicopatologia, cultura e pensiero magico, Liguori, Napoli, 1990.

Basaglia Franco (a cura di), L’istituzione negata, Einaudi, Torino, 1968.

Battente Saverio, Alfredo Rocco, Dal nazionalismo al fascismo, Franco Angeli editore, Milano, 2005.

Burgess Ernest, La città, in Rauty Raffaele, Società e metropoli, Donzelli editore, Roma, 1995.

Canosa Romano, Storia della criminalità in Italia: 1845-1945, Einaudi, Torino, 1991.

Canosa Romano, Storia del manicomio in Italia dall’unità ad oggi, Feltrinelli, Milano, 1979

E COSI’ VIA FINO A…. (ALCUNE PAGINE DOPO):

Villa Roberta, Perizie psichiatriche e formazione degli stereotipi dei devianti: note per una ricerca, in De Bernardi Alberto (a cura di), Follia, psichiatria e società. Istituzioni manicomiali, scienza psichiatrica e classi sociali nell’Italia moderna e contemporanea, Franco Angeli editore, Milano, 1982.

Villa Roberta, Scienza medica e criminalità nell’Italia unita, in Della Peruta Franco (a cura di), Storia d’Italia. Annali 7, Franco Angeli editore, Milano, 1982.

Zemon Davis Natalie, Il ritorno di Martin Guerre. Un caso di doppia identità nella Francia del Cinquecento, Einaudi, Torino, 1984.

Zemon Davis Natalie, Storie d’archivio: racconti di omicidio e domande di grazia nella Francia del Cinquecento, Einaudi, Torino, 1992.

Riferimenti legislativi:

Legge 14 febbraio 1904, n. 36 Disposizioni sui manicomi e sugli alienati. Custodia e cura degli alienati, in G.U. 22 febbraio 1904, n.5.

Legge 18 marzo 1968, n. 431 Disposizioni concernenti l’assistenza sanitaria e la vigilanza igienica, in G.U. 20 aprile 1968, n.101.

Anonimo ha detto...

BIBLIOGRAFIA libro Fabio Sanvitale – Vincenzo Maria Mastronardi (dicembre 2010):

Ambroset Sonia, Donna delinquente? Indicazioni bibliografiche sulla nascita della criminologia femminile in Italia, Decembrio, Milano, 1983.

Ambroset Sonia, Pisapia Gianvittorio, Numero oscuro della devianza e questione criminale, Bertani, Verona, 1980.

Andreoli Vittorino, La terza via della psichiatria: Follia individuo, ambiente, storia, Mondadori, Milano, 1980.

Babini Valeria, Il caso Murri, Il Mulino, Bologna, 2004.

Balloni Augusto, Criminologia e psicopatologia: Analisi di 110 perizie psichiatriche, Patron, Bologna, 1976.

Balloni Augusto, Bisi Roberta, Monti Cecilia, Soda caustica, Allume di Rocca e Pece greca. Il Caso Cianciulli, Minerva, Bologna, 2010.

Bartocci Goffredo (a cura di), Psicopatologia, cultura e pensiero magico, Liguori, Napoli, 1990.

Basaglia Franco (a cura di), L’istituzione negata, Einaudi, Torino, 1968.

Battente Saverio, Alfredo Rocco. Dal nazionalismo al fascismo, Franco Angeli, Milano, 2005.

Burgess Ernest, La città, in: Raffaele Rauty, Società e metropoli, Donzelli, Roma, 1995.

Canosa Romano, Storia della criminalità in Italia: 1845-1945, Einaudi, Torino, 1991.

Canosa Romano, Storia del Manicomio in Italia dall’unità ad oggi, Feltrinelli, Milano, 1979

E COSI’ VIA FINO A…. (ALCUNE PAGINE DOPO):

Villa Roberta, Scienza medica e criminalità nell’Italia unita, in Della Peruta Franco (a cura di), Storia d’Italia. Annali 7, Franco Angeli editore, Milano, 1982.

Villa Roberta, Perizie psichiatriche e formazione degli stereotipi dei devianti: note per una ricerca, in: Alberto De Bernardi (a cura di), Follia, psichiatria e società. Istituzioni manicomiali, scienza psichiatrica e classi sociali nell’Italia moderna e contemporanea, Franco Angeli, Milano, 1982.

Zemon Davis Natalie, Il ritorno di Martin Guerre. Un caso di doppia identità nella Francia del Cinquecento, Einaudi, Torino, 1984.

Riferimenti legislativi:

Legge 14 febbraio 1904, n. 36 Disposizioni sui manicomi e sugli alienati. Custodia e cura degli alienati, in G.U. 22 febbraio 1904, n. 5.

Legge 18 marzo 1968, n. 431 Disposizioni concernenti l’assistenza sanitaria e la vigilanza igienica, in G.U. 20 aprile 1968, n.101.