giovedì 17 novembre 2011

Dannazione - Chuck Palahniuk (Mondadori 2011)


Oramai è un appuntamento fisso. Ogni anno a settembre-ottobre esce un nuovo libro di Chuck; per me che sono una fan scatenata, è un momento che attendo con ansia ogni volta.
La paura però che questi ritmi elevati (magari imposti dalla casa editrice) stiano stretti a Palahniuk e possano mettere un freno alla sua creatività, ora sta iniziando a insinuarsi anche in me.
Non c’è in ogni caso da disperare perché si sta parlando sempre di alti livelli; per quanto Chuck possa andare male, sarà sempre di gran lunga al di sopra di quella mediocrità che tanto pullula ultimamente. Palahniuk è Palahniuk, non c’è storia.
Però effettivamente Chuck sembra non avere più la stessa verve di un tempo e gli stessi colpi di genio; anche la ricerca stilistica e l’innovazione linguistica a cui ci ha abituati, sembrano un po’ rallentati.
Da Gang Bang qualcosa forse è cambiato e purtroppo sono costretta ad ammetterlo, a parte quella bomba di Pigmeo che per me rappresenta, a dispetto di molti, il non plus ultra.
Ma procediamo con ordine. Di cosa parla Dannazione?
Parla di una ragazzina di 13 anni, Madison, che può sembrare una ragazzina come tante, invece non lo è. E’ figlia di una star del cinema e di un miliardario entrambi talmente concentrati su loro stessi, sul loro successo, sulla loro immagine davanti ai media, tanto da averla dimenticata una volta per le vacanze di Natale nel suo lussuoso collegio in Svizzera.
Da un computer possono entrare nel sistema di sorveglianza delle loro mille case in giro per il mondo; basta un Ctrl+Alt+W per aprire le tende a distanza, un Ctrl+D per abbassare le luci, un Ctrl+F per accendere il fuoco di un camino; con un Ctrl+L si può addirittura chiudere una domestica in una stanza perché non ha lucidato le piastrelle come si deve.

Il modo più preciso in cui posso descrivere la morte è paragonarla a quando mia madre accende il computer portatile ed entra nel sistema di sorveglianza della nostra casa di Mazatlàn o di Banff. […] Poteva essere simultaneamente dappertutto e da nessuna parte, a contemplare tramonti e piante in qualsiasi luogo tranne quello in cui si trovava.(pag. 7-8)

Inoltre i genitori di Madison pensano solo ad adottare orfani da ogni parte del mondo. Lodevoli quindi. Peccato che lo facciano sempre in concomitanza dell’uscita di un nuovo film della madre e che finita la campagna pubblicitaria o la notte degli Oscar, la prima cosa da fare sia quella di sbarazzarsi subito del moccioso di turno.
Ah dimenticavo, Madison è morta ed è all’inferno, e deve in qualche modo farselo piacere questo posto, trovare degli amici, qualcosa da fare e sopravvivere al fiume di vomito bollente, alla palude dei feti abortiti, al lago di bile tiepida, ai deserti di forfora e alla valle di pannolini usati. Ce la farà?
Quindi insomma fino a qui tutto bene; i personaggi eccentrici con le loro vite estreme, con i loro vizi portati all’eccesso, e con il loro abuso di Xanax, ci sono eccome. Ancora una volta personaggi pubblici schiavi della società, pieni di incanto, illusi di essere liberi. Ancora una volta satira mescolata a ribellione. Ancora una volta una favola decadente.
Gli elementi forti sembrano non mancare. Proprio per questo mi sarei aspettata degli sviluppi maggiori e dei risvolti più interessanti della trama, cosa che non è; in generale comunque l’aspetto godereccio della lettura non è mancato, ci si diverte sempre con i libri di Palahniuk.
Belli per esempio i passaggi in cui Madison incontra all’inferno Hitler e Caterina dè Medici; divertenti tutti i vari “Lurida miss Luridovsky”, “Baldracca von Baldrack”, “Mignotte Vandermignotts”, “Gnocchette von Gnocchenburg”, “Cagnette de Cagnis” e “Zoccola Vanderzoccols”.
Ma noi seguaci di Chuck siamo abituati a ben altro e pretendiamo di più. Vogliamo storie ipnotiche e folli ed espedienti stilistici che sorprendono. Il fatto è che Palahniuk ci ha abituati a certi standards e ora non ci accontentiamo.

Mi sente, Satana? Sono io, una Palahniuk-dipendente. Ridia per favore a Chuck lo smalto di un tempo. Grazie.

Articolo di Alessia "Vivara" Castelletti

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Editore: Mondadori
  • Anno di pubblicazione 2011
  • Collana: Strade blu
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Damned
  • Lingua originale: Inglese
  • Pagine: 250
  • Traduttore: M. Colombo
  • Codice EAN: 9788804612865 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi ci specchio abbastanza in questa recensione anche se a dire il vero io ho trovato un rinnovato divertimento nella lettura che avevo un pò perso negli ultimi tempi, quando il genio era molto più vicino alla follia che all'intelligenza ironica a cui ci aveva abituati. Da fan, sono stata contenta di ritrovare alcuni aspetti goderecci, peccato aver finito di leggere in un battibaleno!

Grisù