martedì 20 settembre 2011

La confessione - Minato Kanae (Giano Editore 2011)


Occhio per occhio e finisce che il mondo diventa cieco
Mahatma Ghandi

La più grande debolezza della violenza è l’essere una spirale discendente che dà vita proprio alle cose che cerca di distruggere. Invece di diminuire il male, lo moltiplica. . . Con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l’odio. Infatti la violenza aumenta l’odio e nient’altro. . . Restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch’è già priva di stelle. L’oscurità non può allontanare l’odio; solo l’amore può farlo.
Martin Luther King

Giappone. Tempi nostri. Scuola media.Ultimo giorno di lezione.La giovane professoressa Yuko Moriguchi saluta per sempre la sua classe.
Lascia l'insegnamento dopo che, qualche tempo prima, la sua bambina di tre anni Manami è stata trovata morta annegata nella piscina della scuola dove lavora.
Yuko non ha mai superato il trauma. Anche perché sa per certo che d'incidente non si è trattato e vuole che tutti i suoi alunni sappiano.
Devono sapere che due di loro sono degli assassini spietati e che lei non intende consegnarli alla giustizia perchè in quanto minori di quattordici anni non verrebbero puniti a dovere. Per loro ha escogitato un piano di vendetta che ha come obiettivo che essi comprendano l'impatto delle loro azioni. Una guerra psicologica spietata e crudele che non darà loro tregua.
Di più non si può raccontare della trama di questo stupefacente romanzo senza rischiare spoiler. Nato come racconto, intitolato “La sacerdotessa”, il primo capitolo del libro è uno degli incipit più incredibilmente fulminanti che mi siano mai capitati di leggere. E' un lungo monologo che sembra scritto con un bisturi talmente sa incidere in profondità cuore e testa del lettore.
Un romanzo disturbante in ogni sua pagina che non lascia spazio ad alcuna speranza di redenzione. Un affresco della giovane società giapponese che trasuda amoralità e insensibilità.
Ci si ritrova durante la lettura ad interrogarci spesso sulle nostre convinzioni in fatto di giustizia e compassione e su quanto la vendetta, a volte, possa essere ritenuta, da chi è stato privato degli affetti, per cosi dire “giustificata” quando la Legge sembra non essere in grado di punire in maniera soddisfacente gli orrori. La mente non può non ritornare a famosi casi italiani di omicidio perpetrati da minorenni come quello di Chiavenna nel 2000 o quello di Novi Ligure del 2001 con i relativi esiti giudiziari.
Che cosa da un giorno con l'altro trasforma giovani ragazzini in piccoli mostri sadici dalla crudeltà senza misura? Quanto è giusto che paghino coloro che non hanno raggiunto la maggiore età per i delitti commessi?
Punizione e recupero del criminale possono convivere nel nome della Giustizia? Libro interamente scritto in prima persona ma da più punti di vista, “La confessione” si è rivelato un ottimo thriller/horror con un'attentissima caratterizzazione dei personaggi e con un finale che soddisfa pienamente.

Articolo di Roberto "lofi" Lofino



La legge può anche difendervi, ma io non dimenticherò mai

Nella classe regna il caos. La tipica confusione da “ultimo giorno di scuola” prima delle vacanze. Un groviglio indisciplinato e ingestibile di adolescenti sovraeccitati, intenti a giocare con i loro telefoni cellulari, gridare, muoversi, fare scherzi, lanciare urla o molto più semplicemente, non prestare minimamente attenzione a quello che dice il professore. Ma la voce dell’insegnante calma, equilibrata, pacata, che contrasta in maniera stridente con l’orrore che va raccontando, riesce ad insinuarsi persino in quella bolgia primordiale via via che le inquietanti parole vanno assumendo contenuti sempre più agghiaccianti. Fino a che la classe ammutolisce del tutto. “Mia figlia Manami è morta. La polizia è sicura che si tratti di un incidente. Una fatalità. Ma in realtà non è così. Mia figlia è stata uccisa da 2 studenti di questa classe. Mi riferirò a loro come “studente A” e “studente B”. La legge può anche difendervi, ma io non dimenticherò mai. Questa è la mia confessione. Questa è la mia vendetta…”
Prosegue con questo giallo, che in Giappone ha fatto scalpore e da cui è stato tratto il film “Kokuhaku” candidato all’Oscar quale miglior film straniero, l’ottimo lavoro della casa editrice Giano che con la sua collana “nerogiano” continua a proporre autori e opere sicuramente interessanti e originali. Thriller esclusivamente psicologico, ad “azione zero”, “Confessione” svela il mistero chiave già a partire dal primo capitolo, utilizzando nel proseguo la tecnica del racconto non lineare, che, a conti fatti, funziona a meraviglia. Ogni parte successiva del romanzo, narrata da altri protagonisti attraverso la forma della lettera, del diario o del blog, rappresenta in un certo senso un’ulteriore “confessione”. Ciascuno di loro, come giocatori di mahjong, cala le proprie tessere, fornendo informazioni che chiariscono gli avvenimenti raccontati dalla professoressa, gettano nuova luce su ciò che è accaduto nei mesi successivi o danno una nuova versione di fatti ormai ritenuti certi e assodati, portando in evidenza le ripercussioni che la confessione della professoressa ha avuto sulla vita dei singoli studenti, sulla classe intera e sulle rispettive famiglie. La trama, nel suo intero, si rivela quindi a poco a poco, mano a mano che i pezzi cadono in posizione. Ma a differenza delle regole del gioco cinese, per cui ad ogni calata ciascun giocatore acquisisce ulteriori punti, al contrario, ciascuno dei personaggi nel corso del proprio intervento svela nient’altro che debolezza, meschinità, viltà e spregevolezza. Alla fine del romanzo, alla conclusione spiazzante, il puzzle è completo con un’ultima scioccante confessione. I temi che stanno alla base della storia sono troppo grossi per essere trattati in maniera approfondita in questa sede. La violenza nella scuole, il bullismo, il ruolo dei mass-media, dei genitori o completamente assenti, sia fisicamente che moralmente, o al contrario troppo opprimenti e iperprotettivi, per arrivare ai professori che troppe volte perdono di vista il loro compito di pedagoghi per rivestire i panni di fratello/sorella maggiore. Problematiche che investono non solo la società giapponese ma anche, quasi negli stessi identici termini, il mondo “occidentale”. Senza poi dimenticare il tema, scomodo, difficile e “fastidioso”, già trattato in moltissime altre opere, sulla possibilità che la vittima si trasformi a sua volta in carnefice. Ripeto. Temi troppo complicati da discutere in questa sede. Ognuno tragga le proprie conclusioni e si faccia le proprie opinioni come è giusto che sia. Qui quello che preme maggiormente sottolineare è che “Confessione” è un ottimo thriller, originale, imprevedibile, inquietante, sorprendente e ipnotizzante che riesce a catturare il lettore tenendolo sulle spine fino all’ultima pagina, nonostante una trama per nulla adrenalinica nel senso classico del termine e non vi sia alcun colpevole da smascherare.
L’autrice dimostra un’invidiabile capacità di attivare nel lettore sentimenti positivi (pochi) o negativi (tantissimi) nei confronti di ogni singolo personaggio. Alla fine ne escono tutti o quasi con le ossa rotte. Non c’è consolazione e neppure possibilità di assoluzione. Come gran parte dei thriller psicologici ci viene presentata la natura umana in maniera cupa e pessimistica. Persino i ragazzini vengono, una volta tanto, trattati non esclusivamente come vittime ignare, ma come esseri molto più consapevoli delle proprie azioni negative di quello che forse ci illudiamo che non siano. Nel momento in cui imparano cos’è male (e lo imparano benissimo) per contro conoscono anche cosa sia il “bene”, anche se il più delle volte è meno divertente o meno “figo”. “Il problema è che nella realtà di tutti i giorni per i buoni e i bravi non c’è mai abbastanza spazio”. Per contro, se pure manifestano la volontà di ribellarsi a cosa sono o stanno diventando, dimostrano quanto sia difficile sfuggire totalmente all’influenza di chi li circonda.
Un romanzo parecchio “scomodo” che, presumo anche grazie ad un’ottima traduzione, scorre via che è un piacere.
Si chiude il volume e si torna con la sguardo alla copertina su cui capeggia un banco di scuola vuoto in maniera desolante e assordante, a simboleggiare le difficoltà in cui si dibatte il sistema educativo delle società industriali attuali. E nasce inevitabilmente una considerazione. A dare credito alla storia narrata da Kanae Minato riempirlo nuovamente non sarà per niente semplice……..

Articolo di Alberto "allanon" Cottini

Dettagli del libro
  • Titolo: Confessione
  • Autore: Kanae Minato
  • Traduzione: Gianluca Coci
  • Editore: Giano
  • Collana: Nerogiano
  • Pagine: 270
  • Data pubblicazione: giugno 2011
  • Prezzo: euro 17,50
Ricordiamo inoltre, che in Giappone è stato presentato il film tratto da questo romanzo e sotto potete vedere il trailer originale

    8 commenti:

    Mari ha detto...

    Ce l'ho e non vedo l'ora di leggerlo!!!

    Lofi ha detto...

    Intervengo per fare i complimenti all'amico Alberto e per consigliare nuovamente la lettura del libro.
    Ciao

    IL KILLER MANTOVANO ha detto...

    Grandissimi ragazzi. Un plauso ad entrambi.
    Romanzo che metto subito nel carrello della spesa

    BodyCold ha detto...

    sto libro oramai lo guardo di continuo.. non vedo l' ora di leggerlo... bravi ad entrambi. siete stati grandiosi

    Max ha detto...

    Mi avete fatto venire una terribile curiosità di leggerlo. Complimenti ragazzi siete veramente in gamba.

    Mari ha detto...

    @enzo: e pensare che ce l'hai anche avuto a casa per qualche giorno :-))))

    Cristing ha detto...

    Direttamente in w.l. bellissimo articolo.

    Anonimo ha detto...

    Bellissima questa recensione a 4 mani!! Il libro mi ha sempre incuriosito...ora più che mai!!
    gracy