venerdì 22 luglio 2011

Divorzio alla milanese - Andrea Ferrari (Eclissi Ed. 2011)


Quarta fatica in nemmeno cinque anni di Andrea Ferrari, autore milanese fino al midollo ma cittadino del mondo come pochi altri.
Come nelle sue precedenti opere, il protagonista è Brandelli, un detective privato lontanissimo dagli stereotipi tipici del personaggio: non fuma, beve solo caffè americano, ha un rapporto conflittuale con la tecnologia, prende un pacco di botte, scopa poco e male.
Le sue indagini riguardano casi di piccolo cabotaggio: corna, minacce, sparizioni che non destano clamore e via dicendo.
Insomma, Brandelli è un travet del mistero e vive un rapporto difficoltoso col suo mestiere.
Altrettanto complicato è il suo idillio con la città di Milano; un po’ mamma, un po’ amica, spesso puttana.
In questo libro, il nostro eroe si ritrova a dover risolvere due casi apparentemente distantissimi ma che si intersecheranno, una moglie fedifraga da smascherare e la sparizione di una ragazza di buona famiglia, e a sporcarsi le mani, e soprattutto l’anima, più di quanto sia abituato; non dirò di più sulla trama che è godibilissima e costruita con grande sapienza narrativa, ma consiglio di non sottovalutarla perché Ferrari ha la rara capacità di costruire intrecci sorprendenti dal niente.
Non c’è sangue, nei libri di questo autore, niente esplosioni, fuochi d’artificio e sesso estremo.
Ma c’è tanto, tantissimo noir dell’anima, condito da ironia e disillusione.
Un libro per tutti ma che non è da tutti.
Leggetelo.

Quarta di copertina
Quarta avventura per A. Brandelli.
L'investigatore privato più atipico in circolazione questa volta si trova in una situazione ben peggiore di una storia gialla. Dovrà vedersela col sistema sociale più elementare e complesso che l'uomo conosca: la famiglia.
Cercando di rintracciare una giovane rampolla di buon ceto scomparsa da giorni, e contemporaneamente a caccia delle prove di adulterio per una pratica di divorzio, il detective appassionatamente innamorato di Milano, che non beve, non fuma e forse non sa nemmeno fare il suo lavoro, si troverà invischiato in torbide webcam erotiche, social networks pruriginosi, night club a luci rosse, centri massaggi romantici e campi rom cui prudono le mani. Per non parlare dell’imbelle gioventù universitaria e dei viali alberati da vespasiani per cani. Brandelli troverà la sua vena più dura, imparerà a sporcarsi le mani, a tradire, a mentire, a incassare cazzotti e compensi e a usare i telefoni cellulari di ultima generazione.
Mentre rimpiange il Pisa, il suo vecchio socio scomparso, il fato gli offre una spalla a cui sostenersi: l'avvocato praticante Giuseppe Marchioro detto Pippo, costantemente appeso alle sue sigarette rollate a mano. Col suo solito sguardo disincantato, sul mondo e, prima ancora, su se stesso, Brandelli ci trascinerà ai piani più alti e nei bassifondi più fetidi, strappando un sorriso, qualche brivido, qualche lacrima asciutta. Quotidiano ma non banale, incredibile ma non inverosimile, Brandelli è ormai uno dei più autentici e originali protagonisti del giallo alla milanese. Sarà ancora Milano l’anima di questa storia nera, una città che si fa sempre meno madre, ma sempre più matrigna e che, arrostita da un’estate rovente, osserva senza più intervenire le vite meste e le sordide bassezze di chi percorre le sue vie. Una città che è ormai un cantiere a cielo aperto, in cui l’Expo 2015 è solo un miraggio, e dove la crisi economica accompagna di pari passo quella morale. Ci sarà spazio per nuove periferie e molto meno per il vecchio centro del potere. Un ottimo divorzio alla Milanese. Da leccare il piatto!


Articolo di Massimo Rainer

Dettagli del libro

  • autore Andrea Ferrari
  • editore Eclissi Editrice
  • collana I Dingo
  • pagine 220
  • pubblicazione 2011
  • ISBN-13/EAN 9788895200354
  • Prezzo: € 12,00

2 commenti:

Alessandro ha detto...

Niente da aggiungere alla recensione di Massimo, tranne la conferma che Andrea Ferrari e non solo un romanziere coi fiocchi, ma anche un delicato poeta.
Alessandro

Cristing ha detto...

Grande Rainer ;) Mi hai incurisito da morire .....