sabato 4 giugno 2011

Le tre bare - John Dickson Carr (Giallo Mondatori n. 1006)


Il dottor Charles Grimaud, esperto di fantasmi ed illusionismo viene ucciso nel suo studio da uno strano uomo che indossa una maschera. La porta dello studio era chiusa a chiave e non si capisce da dove il presunto assassino sia potuto fuggire. La strada era ricoperta di neve e nessuna traccia del passaggio di un uomo. Ma facciamo un passo indietro. Qualche giorno prima Grimaud mentre era nel circolo che frequentava quasi quotidianamente con i suoi soliti amici riceve la visita di un uomo, Pierre Fley, che gli rivolge frasi strane e apparentemente senza senso: tre bare e un fratello che entrambi devono temere potrebbe fargli visita nei prossimi giorni....
A quanto pare però un senso quelle parole lo avevano. Grimaud per sfuggire alle minacce dello strano uomo comprò un quadro inquietante che raffigura tre bare in fila. Ma perchè questo quadro avrebbe dovuto salvarlo?
Anche Pierre Fley è stato ucciso, apparentemente nello stesso istante dell'altro omicidio in una via londinese imbiancata dalla neve, anche in questo caso senza nessuna impronta vicino e tanto meno alcuna traccia dell'assassino.
Del caso se ne occupa il famoso criminologo Gideon Fell.
Altri misteri verranno alla luce: il vero nome di Grimaud, era Horvat, un criminale arrestato anni prima in Transilvania con altri due fratelli per un delitto avvenuto ala fine del secolo.
Per evadere i tre si fingono morti e riescono ad uscire dal carcere in tre bare. Solo Grimaud, era riuscito a liberarsi lasciando morire sepolti vivi gli altri fratelli.....
Non racconterò altro, per non svelare troppo di questo magistrale romanzo, dove Gideon Fell illustra il tema della camera chiusa rivolgendosi direttamente al lettore che in questo modo si sente direttamente coinvolto nella storia e soprattutto nella ricerca dell'assassino. Più che un giallo mi è sembrato di avere tra le mani La settimana enigmistica e un rebus particolarmente complicato da risolvere. Alla fine sarà lo stesso Fell a svelarci il mistero e gli intricati meccanismi usati dall'assassino. In parte avevo intuito, anche se molti dettagli mi erano sfuggiti. Veramente bello!

Articolo di Marianna "Mari" De Rossi

Dettagli del libro
  • I Classici del giallo mondatori n. 1006
  • del 22/4/2004
  • pag 266
  • Traduzione di Maria Luisa Bocchino

6 commenti:

Marta ha detto...

Carr, dicono che sia fra i suoi romanzi più belli purtroppo io ho iniziato malissimo con questo autore, anche se La corte delle streghe mi ha intrigato e mi sa che questo prossimamente sarà mio :)

Mottino **Massimo** ha detto...

Letto lo scorso anno, come solito di questo scrittore tutti gli elementi sono nascosti nel romanzo ma immancabilmente riesce sempre a sorprendere il lettore con i suoi finali. ^_^

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Il migliore giallista della storia per me. Una produzione vasta, variegata e, in gran parte, geniale e insuperata anche oggi. Nessuno come lui.

Carrfinder ha detto...

Quando un romanzo del 1935 prende applausi da chi ama soprattutto i romanzi contemporanei significa che è un Classico senza tempo.
L'autore poi è unico, basta il nome: John Dickson Carr, il Genio dei delitti nella Camera Chiusa.
Purtroppo in Italia si trovano pochissimi suoi romanzi nelle librerie, ma il mese prossimo state attenti ai Gialli Mondadori che escono in edicola...
Complimenti Mari!

Stefania ha detto...

ce l'ho da leggere! Autore che ho conosciuto e subito apprezzato solo negli ultimi anni. Come scrive sopra Carrfinder, quando un autore classico cattura chi abitualmente legge romanzi contemporanei, non può essere che senza tempo. Tutti i romanzi letti finora mi hanno coinvolta e sorpresa!

Cristing ha detto...

Non conosco l'autore e mi rendo conto che è una grande pecca, provvederò quanto prima iniziando da queto libro. Brava Mari....