domenica 5 giugno 2011

La Voce - Arnaldur Indridason (Guanda 2008 - TEA 2011)


A poco a poco il mormorio si attenuò, e tutti gli occhi si puntarono su di lui, in silenziosa attesa… Suo padre seduto a metà della prima fila… calò il silenzio… E lui cominciò a cantare …

Siamo nella gelida Islanda, mancano pochi giorni al Natale, la gente è presa dagli acquisti, dai regali, dalle preparazioni dell’ultimo momento, gelidi fiocchi scendono giù, creando un’atmosfera magica, quell’atmosfera che i turisti arrivati a frotte vogliono godersi fino in fondo, affollando gli alberghi che tirano un sospiro di sollievo, almeno a Natale pare che non ci sia crisi ed è un toccasana per le sorti dell’economia.
E’ un gelido mattino d’inverno a Reykjavik, in un lussuoso albergo strapieno di turisti curiosi e pronti a gettarsi nel folcklore islandese, quando viene ritrovato il corpo, di un babbo Natale semisvestito, indiscutibilmente morto e senza alcuna spiegazione logica. E’ un dipendente che da sempre abita in uno stanzino del semi-interrato pare che nessuno abbia mai approfondito la sua conoscenza e nessuno sa nulla di lui e anzi da fastidio, sa com’è, i turisti potrebbero spaventarsi e scappare immaginando un assassino fra di loro. Il direttore è restio, vorrebbe mettere tutto a tacere ma un’indagine è necessaria, arriva quindi sulla ‘scena del crimine’ Erlendur Sveinsson, poliziotto islandese dal passato doloroso, con una famiglia disgregata e da un presente difficile, perso in un dolore antico che riesce ad alleviare solo tuffandosi nei racconti attorno alle persone scomparse fra le tormente di neve del passato.

Il passato è il suo presente e presto si accorge che per scoprire chi desiderava la morte di quell’uomo che per sopravvivere si era ridotto a vestirsi da Babbo Natale deve scavare negli anni, così facendo scopre che Gudlaugur Egilsson, è un ex-voce bianca osannata da tutti per un brevissimo periodo di tempo per poi essere abbandonato da tutti nel momento in cui la natura aveva fatto il suo corso e ‘LA VOCE’ si era trasformata.
E forse lì che si nasconde l’assassino? E forse il mondo del collezionismo ossessivo che nasconde segreti? O forse è qualcosa di più banale?
Seguire Erlendur, attraverso la sua vita, i suoi pensieri, è affascinante, forse la sua figura è stereotipata da classico poliziotto, famiglia a pezzi, solitudine ma c’è qualcosa di più, un uomo che tenta di arginare il suo dolore nascosto in un passato sempre troppo presente, un uomo che si mette in discussione per il bene della figlia, un uomo che si interroga continuamente sui propri errori, un uomo che sa che tutto il male di oggi viene sicuramente da qualcosa di ieri o perché il nostro ieri ci ha portato in una certa direzione ed ad essere così come siamo. Inoltre la scrittura e le atmosfere dei paesi nordici si fanno molto sentire ed esercitano un indiscutibile fascino. Insomma da leggere!
La voce è il terzo capitolo dell’avventure di Erlendur Sveinsson dopo
Sotto la citta
La signora in verde

Articolo di Marta Naddeo

Dettagli del libro (Versione Economica TEA)
  • Formato:Tascabile
  • Editore:Tea
  • Anno di pubblicazione: 2010
  • Collana: Teadue
  • Pagine: 316
  • Traduttore: S. Cosimini
  • Codice EAN: 9788850220762
  • Prezzo: 9,00€

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Editore: Guanda
  • Anno di pubblicazione 2008
  • Collana: Narratori della Fenice
  • Pagine: 316
  • Traduttore: Silvia Cosimini
  • Codice EAN: 9788860884565
  • Prezzo: 16,00€

8 commenti:

Mari ha detto...

Il libro sembra molto interessante, così come la figura del protagonista. Considerando poi che le edizioni economiche Tea hanno dei prezzi competitivi potrei farci un pensierino.

Marco ha detto...

A me è piaciuto tantissimo con tutti i personaggi, non solo Erlendur! Così come Un corpo nel lago; ora voglio leggere La signora in verde o Sotto la città :-)

Anonimo ha detto...

"La signora in verde" è un libro struggente. C'è un personaggio, in particolare, che colpisce per la sua forza drammatica. Una povera moglie...
Fabio

Cristing ha detto...

Ecco un altro titolo da mettere in w.l. Grazie Marta per la dritta, ottima analisi

Anonimo ha detto...

Anche a me era piaciuto molto. Malinconico e molto realistico (credetemi) nel descrivere un Natale a Rejkyavik :-)

Simona

Marta ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marta ha detto...
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Marta ha detto...

Anche io ho trovato la Signora in verde più bello e più struggente, è un autore che desidero continuare a leggere perché a quel qualcosa in più, imho