mercoledì 2 marzo 2011

Odore di chiuso - Marco Malvaldi (Sellerio 2011)


Prima grande personale scoperta italiana d’inizio 2011 questo Marco Malvaldi, con “Odore di chiuso” già alla quarta prova letteraria. Dopo le prime tre storie aventi protagonisti i quattro anziani frequentatori del BarLume, questo romanzo vede l’esordio di uno straordinario e singolare personaggio, Pellegrino Artusi, critico letterario, scrittore e gastronomo italiano realmente esistito a cavallo tra l’800 e il 900, ed autore del celebre manuale di cucina “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.
Dove sta la particolarità capace di rendere i romanzi Malvaldi così caratteristici, atipici e assolutamente deliziosi? Sicuramente nell’abilità di sapere mischiare una affascinante indagine classica investigativa a una comicità tutta Toscana spassosa ed esilarante. Un giallo che rimane rigoroso nelle sue meccaniche ma, allo stesso tempo, non si prende troppo sul serio e viene dissacrato nelle sue fondamenta.
Giugno del 1895. In un castello della maremma Toscana di proprietà della famiglia del Barone Bonaiuti, nobile in rovina, sono attesi due ospiti importanti. Tal Signor Ciceri, stimato fotografo giunto al castello non si sa per quale precisato segreto motivo e il sopracitato Artusi, con probabili compiti di supervisione delle pregevoli doti culinarie della cucina della ricca famiglia. In un clima di segreti e di veleni, tipico delle belle detective novels come si facevano una volta, viene rinvenuto in cantina il cadavere del maggiordomo Teodoro, presumibilmente avvelenato. Sul luogo del delitto viene chiamato ad investigare il delegato Artistico, coadiuvato nell’indagine dall’ingegnosità e dall’acutezza del mitico Artusi.
Credo di non avere mai riso così tanto in vita mia, letteralmente con la pancia in mano, accostandomi ad un libro giallo. “Odore di chiuso” è composto da un set di personaggi (e conseguenti sospetti) incredibili, totalmente assurdi e fusi di testa. Indimenticabili in questo senso i due rampolli di famiglia figli del Barone, Gaddo poeta mediocre nullafacente a Lapo grande misogino puttaniere e porcellone della peggiore specie. Dalla vecchia baronessa Speranza, costretta sulla sedia a rotelle, ma unica persona forse di cervello fino assieme alla nipote Cecilia (con l’unica sfortuna di essere nata femmina, in un tempo in cui la donna era relegata a ruoli secondari). Dalla dama di compagnia Signora Barbarici intimorita fino dalla sua ombra alle due zitelle cugine del Barone Cosima e Ugolina Bonaiuti ferro, la prima segretamente innamorata dell’Artusi. Da crepare dalle grasse risate infine la sfortunata figura del povero Yorkshire Briciola, sciagurato cane preso di mira delle azioni più indegne degli abitanti del castello e protagonista dei siparietti più buffi del romanzo.
Su tutti svetta sovrana la figura di Pellegrino Artusi, del quale ne esce una caricatura pennellata in maniera sopraffina, con i suoi baffoni bianchi lunghi dieci centimetri, amante dei gialli e forchetta assolutamente micidiale.
Nonostante la comicità e l’irriverenza mi preme sottolineare che dietro questo romanzo ci sta un impegnativo e attento lavoro di ricerca e documentazione, riscontrabile nella profonda analisi degli aspetti politici e sociali dell’Italia di quell’epoca, dalla descrizione accurata dei preparati chimici fino, addirittura, alle ricette di cucina (ebbene si, è mia sensazione questo Malvaldi sia un notevole ghiottone, almeno quanto Artusi). Amanti della buona tavola, c’è da prendere parecchi spunti in tal senso; quel polpettone tzigano, ad esempio, stuzzica ancora il mio appetito.
Davvero un piccolo gioiello questo “Odore di chiuso”, una lettura che ti riconcilia con il genere giallo. Con la speranza che Marco prosegua, in parallelo, la serie del mitico Artusi, ora mi precipito a recuperare in libreria la saga dei tre vecchietti. Questo Malvaldi genera sana dipendenza. 

Articolo di Marco "Killer Mantovano" Piva

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 198
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Sellerio Editore Palermo
  • Anno di pubblicazione 2011
  • Codice EAN: 9788838925443
  • Prezzo d copertina: 13,00€

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Marco
sembra che leggiamo i libri in contemporanea! Anche io l'ho qui sul tavolo. Già conoscevo l'autore e quindi non mi sono meravigliato della tua sorpresa. Malvaldi è il classico scrittore che va letto soprattutto dopo qualche malloppone che ti è rimasto sullo stomaco...:)
Fabio

Martina_PL ha detto...

Anche per me primo libro di Malvaldi letto da poco. Molto divertente e arguto. Sicuramente mi piacerebbe leggere altre storie con l'Artusi protagonista.

lesitaliens ha detto...

Devo dire che ho già apprezzato un paio di suoi romanzi della trilogia del BarLume, ma in Odore di chiuso ho trovato un Malvaldi che andava a mille. Marco in questa sua ultima, brillantissima opera ha finalmente lasciato andare le briglie che nei precedenti romanzi teneva un po' troppo tirate. Mi sono molto divertito a leggere questo trattato in lingua 1890 astutamente e deliziosamente presa in giro dall'autore. In un paio di punti mi ha strappato alcune crasse, lacrimevoli risate.
Vai Marco, hai lasciato la rampa di lancio e sei diretto come un missile verso l'infinito!

Anonimo ha detto...

lo voglio!
gracy

Anonimo ha detto...

INTERESSANTE da leggere al più presdto e collocarlo nella parte più giusta perchè merita

Stefania ha detto...

Non ho ancora letto niente dell'autore, ma sicuramente ha la priorità alta nella mia wishlist!!!