lunedì 23 agosto 2010

Posizione di tiro - Jean Patrick Manchette


Il poliziesco è un genere morale. E’ la grande letteratura morale della nostra epoca.

Di Posizione di tiro serve sempre una nuova lettura. Pur se a distanza di tempo si può star certi di una riconferma, si ritrova la stessa bellezza metallica di questa sua scrittura, iridescente e fluida come un’arma da sparo ben lubrificata, ma altrettanto secca e rapida e inaspettata nel variare il ritmo, nello spezzare il fraseggio, quasi un’improvvisazione in tecnica jazz.
Non c’è alcun dubbio che si tratti di un irrinunciabile della letteratura poliziesca, a partire da quell’incipit che ha lasciato tramortito più di un lettore impreparato all’impatto, legandosene il ricordo e rinnovandolo ad ogni raffica di vento gelido, come una creatura viva che scende dal nord.
Nei fatti la storia non trascende i normali postulati del genere, il protagonista è il criminale per antonomasia, Martin Terrier, un sicario professionista, neppure tra i più richiesti, in procinto di una svolta della carriera. Uccide, ma ha intenzione di smettere, ha il salvadanaio pieno e pronto per nuovi propositi. Segni di cambiamento nulla: Martin non cerca comprensione, non persegue un profitto o coltiva un ideale superiore, non anela a redenzione o rincorre un primato personale.
E’ solo un dipendente a contratto, con un lavoro da finire, piccoli segreti, problemi alimentari e una vita fatta di niente, niente che la illumini. In questa continuità monocorde, prossima al minimo, avviene lo scarto di corsia, la deviazione obbligata, il fatto che impone un riposizionamento: una telefonata minatoria poi, in rapida successione, appartamento devastato, ragazza massacrata, il gatto pure.
Il programma da rispettare rischia di andare in fumo e anche scoprire che l’obiettivo per cui si sono fatti progetti si è sposato un altro non è proprio di aiuto. Della serie i guai non vengono mai soli, alla pessima scoperta si aggiunge un buco finanziario e una banda di assassini che gli rapisce la donna per costringerlo ad un ultima operazione di sgombero. Nella sequenza di appostamenti, agguati, sparatorie, fughe precipitose, seguiremo Martin impegnato allo spasimo, concentrato ed efficace, mettere a frutto tutte le sue risorse perchè di quel progetto si riesca ancora a salvare qualcosa.
Su una trama classica, una piccola variazione del tema: il destino individuale di un infelice, che non può riagganciare, perchè il datore di lavoro si oppone.
Non è una svolta eroica, né una promessa rinsaldata a muovere le azioni di Terrier, ma più una regressione infantile, un chiaro sintomo di labilità sentimentale che ha scavato voragini in un mezzo esistenziale ben predisposto. Martin è un prodotto difettoso, senza la garanzia, e Manchette non ha remore a descriverne la manifesta evidenza, come quando perde improvvisamente la parola per uno shock da tradimento, o, più avanti, la riacquista sotto forma di belato per le conseguenze di una piombemìa da scontro a fuoco.
Manchette è rigido, derisorio, cattivo con il suo sicario, con la genia di figuranti che gli girano intorno, monomaniaci dell’intrigo, giocatori di kriegspiel che sfiora il farsesco, tutta intenta a grufolare nel lezzo come l’ultimo degli accattoni.
Il sogno è finito o non è mai esistito, e a Martin rimane solo da assumere la position couchè.

Articolo di Michele "Frankie Machine" Frascari

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 152
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: La position du tireur couché
  • Lingua originale: Francese
  • Editore: Einaudi
  • Anno di pubblicazione 2004
  • Codice EAN: 9788806170011
  • Traduttore: F. Colombo, Francesco Colombo 

5 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Leggere le recensioni di Frankie Machine sono un libro nel libro. Adoro il suo stile. E colgo l'occasione, per l'ennesima volta, di ringraziarlo di cuore, visto che questo romanzo me l'ha regalato proprio lui.

Mari ha detto...

Cavolo Frankie...!Smetti di scrivere recensioni...è il mio portafoglio che te lo chiede!!!!Trama intrigante e genere perfettamente nelle mie corde, lo metto in wl :-)

Linda80 ha detto...

Io sono in attesa di un libro di Frankie!!! Comunque libro in WL of course ;-)

Camilla P. ha detto...

Che dire... Ora vorrei proprio leggerlo :) Mi piace molto queste genere di storie!

Frankie Machine ha detto...

E' un signor poliziesco, ve lo garantisco. Grazie come sempre, ma il piacere più grande è convidire le mie letture, essere riuscito a stimolare il desiderio di provare la stessa esperienza e, se va bene, ottenerne la conferma. Aspetto trepido gli mp che mi spedirete una volta letta la bella storia di Martin Terrier.