martedì 24 agosto 2010

Mano Nera - Al Custerlina



"Nel '91 era scoppiata la guerra tra Serbia e Croazia. e Ljudmila, che amava la sua patria quasi quanto amava Dio, era partita come crocerossina volontaria. L' aveva vista come una missione: soffrire per alleviare le sofferenze degli altri. Ma in guerra aveva imparato a uccidere, non a curare. All' inizio lo aveva fatto per necessità, poi era diventato un lavoro e, infine, una missione: eliminare i nemici di Dio e della Croazia."

Dopo l' implacabile "Balkan Bang" (edito da Perdisa) Al Custerlina torna con un romanzo sulla falsa riga del precedente, "Mano Nera" edito da Baldini Castoldi Dalai ed inserito nella nuova collana Vidocq.
Lo sfondo è quello di una Sarajevo di fine inverno, imbiancata di neve ma resa rossa dal sangue degli scontri etnici che tardano ad acquietarsi.
Da una parte i musulmani, dall' altra i cattolici che, dopo gli scontri a noi noti e che hanno portato alla frammentazione della Jugoslavia, vivono in una Sarajevo costruita su una montagna di polvere da sparo pronta ad esplodere in qualsiasi momento. La miccia viene accesa dalla scomparsa di una reliquia che univa entrambi i popoli, la Haggadah di Sarajevo, un libro, un antico manoscritto simbolo della multiculturalità del Paese.
Insieme al manoscritto viene rapita anche la figlia di un ministro, Sanja Karahasan e poco dopo anche la cugina,  Nadira,  che per altro lavorava al museo dove era custodito il libro.
Dietro a tutto questo c'è la Mano Nera, un' organizzazione paramilitare che ha tutti gli interessi a far scoppiare focolai di rivolta tra le popolazioni e qui mi fermo altrimenti si spoilerizza troppo.
Ma di due personaggi vorrei parlare più approfonditamente: Kostas il Greco e Ljudmila Horvat detta La Santa.
Il primo è vero mercenario figlio di puttana, senza ideologia se non quella del dio denaro, la seconda invece un dio ce l' ha ed è quello cattolico.
"Uccidere non è cristiano..." "Giustiziare sì però. Hai mai letto San Tommaso D'Aquino? Lui aveva inserito la vendetta tra le virtù. invece che tra i peccati" "E lo hanno fatto Santo?" "Certo. Per San Tommaso la vendetta è la naturale reazione dell' uomo di fronte al Male, perché l' uomo ha insito in sé l' istinto alla correzione e alla punizione a fin di bene..."
Due personaggi chiave di questo bellissimo romanzo e che spero di reincontrare in un seguito perché da soli possono far più danni delle cavallette.
Kostas, ironico, astuto e bastardo quanto basta; La Santa, retta, quasi bigotta e di conseguenza rompipalle nell' esserlo, violenta e solitaria. Una caratteristica che li accomuna è l' essere cinici.
Così come cinico è definibile l' intero romanzo. In alcuni momenti è tanto cinico che diventa quasi fastidioso perché mette il lettore davanti a riflessioni sulla multiculturalità , termini con cui spesso i più "intellettualoidi" del Paese altro non fanno che riempirsi la bocca e poi, magari, vorrebbero i rom fuori dai confini.
Se avete amato "Balkan Bang", leggendo "Mano Nera" di certo vi troverete un Custerlina sicuramente maturato sia dal punto di vista stilistico che dal punto di vista strettamente legato allo stile. Il primo romanzo poteva essere tranquillamente il soggetto di un fumetto, di un graphic novel molto violento, cosa che invece non ho notato in Mano Nera. Descrizioni dei luoghi che lasciano poco all' immaginazione, pur se mai pesanti e una caratterizzazione dei personaggi semplicemente perfetta.
Fantastiche anche le nozioni di culinaria che Custerlina dissemina nel romanzo, citando i piatti tipici di quelle zone e di quelle culture: cévapi, bureki, kajmak fresco, ecc. (prego tutti i giorni di non incontrarti mai a ridosso di un ristorante mio caro Alberto :D)
Un libro assolutamente da avere e di certo un autore da seguire che, nei suoi libri, mette da parte gli stereotipati degli agenti di polizia di quartiere che tanto riempiono gli scaffali delle librerie e che di sicuro non farà rimpiangere nemmeno ai cammileriani più accaniti.
E poi diciamoci la verità, finalmente un gran bel libro ad un prezzo abbordabilissimo, soli 13,00 €!


Articolo di Enzo "BodyCold" Carcello

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 173
  • Lingua: Italiano
  • Editore: B.C. Dalai Editore
  • Anno di pubblicazione 2010
  • Prezzo: 13,00€
  • Codice EAN: 9788860736307

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Solo per suscitare interesse e invitare alla discussione che fa sempre bene (soprattutto per le vendite del libro e per l’autore). Ho letto anche io e recensito “Mano Nera” di Alberto Custerlina. E’ un libro interessante che consiglio anche in virtù dell’ottimo prezzo, già segnalato da Enzo. Sulle scene di movimento niente da dire. L’autore è padrone indiscusso della materia. Anche il fraseggiare secco ben si attaglia allo schema di forte impatto emotivo. Sulla costruzione e lo sviluppo di alcuni personaggi, invece, io ci trovo un non so che di schematico e non completamente risolto. Buona lettura!
Fabio Lotti

BodyCold ha detto...

sul fatto che la caratterizzazione dei personaggi sia quasi incompleta è perchè secondo me una "caratteristica" dicusterlina è sempre stata quella di non descrivere immediatamente il personaggio ma di fartelo scoprire man mano che leggi il romanzo. non sono quindi del tuo stesso parere quando dici che è schematico, anzi non lo è per niente secondo me :)
Mi auguro che il buon custerlina accetti "la sfida" e venga a dirci qualcosa :D

Custerlina ha detto...

Accetto la sfida con piacere. ;)
Credo che Fabio Lotti sia troppo legato agli schemi e allo stile dei gialli di stampo classico (genere che mi sembra lui prediliga), dove tutto viene spiegato al lettore fino in fondo. Ritengo che i miei romanzi (non dovrei essere io a dirlo, però) siano distanti anni luce da tali stilemi, come sono molto distanti anche dal thriller come lo intendiamo oggi.
Insomma, io non uso le regole del giallo e quindi mi posso permettere di lasciare un po’ di spazio alla fantasia del lettore per renderlo parte attiva durante la lettura. Non mi piace fornire la pappa pronta, con le descrizioni sovrabbondanti e tutte le spiegazioni. E poi, ritengo che lasciare alcune cose in sospeso aumenti la longevità del romanzo nella testa del lettore e così lo renda più partecipe della storia narrata, anche a posteriori. Riguardo al presunto schematismo dei personaggi, non ho capito a cosa si riferisce Fabio.

Anonimo ha detto...

Il fatto che provenga da una “preparazione” di stampo classico non significa che non sappia valutare, come altri, opere di taglio e contenuto diverso. E non vorrei che il mio intervento assumesse il seppur piccolo contorno di provocazione che la stazza di Custerlina un po’ mi mette in apprensione (ci sta pure la rima). Quello che mi pare meno riuscito del libro sono alcune figure di personaggi (non tutti) tra cui proprio Sara Ljudmila Horvat, la killer croata, cattolica integralista che vive più come icona che come persona. Ma si tratta del solito giudizio personale che può benissimo essere ribaltato (già letti giudizi completamente diversi).
Semmai, di fronte a certi argomenti complessi di natura storico-religiosa come quello trattato dall’autore, sarebbe opportuno, almeno per il sottoscritto, una breve introduzione per chiarire meglio tutto quanto l’ambaradan.
Tra l’altro il libro va acquistato per il solo fatto che vengono citati gli scacchi. Unico appunto sul tentativo di impiccagione di…(non svelo il nome), dopo avere perso una partita a scacchi con un compagno di cella. Dopo avere perso una partita a scacchi con qualcuno non si cerca di impiccarsi ma, semmai, di impiccare l’avversario! Spero che il mio intervento susciti l'interesse di altri lettori.
Fabio Lotti
P.S. Tengo pure a precisare, per onestà intellettuale e per completezza di informazione, di avere difeso Custerlina da un attacco, a mio avviso troppo pesante, sul suo modo di scrivere dato che “la sua è più una scrittura da fumetti che da romanzo” di un certo Grillo parlante (ma perché non si firmeranno con nome e cognome?).

Custerlina ha detto...

Carissimo Fabio, lungi da me voler insinuare che tu non abbia la capacità di valutare, ma come succede a ognuno di noi (e ripeto ognuno), i nostri giudizi sono frutto di esperienze, gusti personali e carattere, quindi mai scevri da influenze esterne. E va bene così, perché a me piacciono e faccio tesoro dei pareri di tutti.
Riguardo Ljudmila non dico nulla, ogni lettore si formerà il proprio pensiero.
In relazione all’assenza di “spiegoni” (o introduzioni) di natura storico-religiosa che tu lamenti, siamo sempre nell’ambito della “pappa pronta” (con rispetto parlando), quindi vale ciò che ho detto nel commento precedente.
Riguardo agli scacchi, perdonami se te lo dico, ancora una volta tendi a ragionare per schemi “classici”. L’uomo che tenta d’impiccarsi è persona molto particolare e lo fa in un contesto particolare, dopo una serie di accadimenti che hanno messo a dura prova il suo smisurato ego. Ti ricordo (più che altro lo ricordo ai lettori) i comportamenti bizzarri del grande Bobby Fischer.
Per finire, ti ringrazio di aver spezzato una lancia a mio favore con il misterioso Grillo Parlante, ma anche in quel caso eravamo in un contesto di giallo classico dato che la tua recensione era stata pubblicata su Sherlock Magazine...
Comunque, Fabio, mi ha fatto molto piacere che tu abbia letto Mano Nera e che impieghi il tuo tempo a scriverne e a discutere con me, vuol dire che qualcosa di positivo ha colpito il tuo cuore giallo. ;)

Anonimo ha detto...

O grande e magnanimo Alberto (sempre bene tenerselo buono…)
preciso solo che il “Grillo parlante” era intervenuto sulla recensione pubblicata su “Thriller Magazine” e poi sospesa, per aggiungerci un altro parere (così mi è stato detto). Per il resto ci sono diversi punti del libro che mi hanno colpito molto favorevolmente. E’ un po’ l’impatto globale che mi lascia perplesso, insieme a qualche personaggio che non mi sconfinfera.
Capisco benissimo gli autori quando non ci si sente compresi fino in fondo. Nel mio piccolissimo. Per il blog di “Scacchierando” ho scritto un raccontino bonsai il cui evidente titolo “Fancala!!!” e il contenuto volutamente risibile avrebbero dovuto portare ad una critica diversa da quella che di solito si usa per le cose serie e impegnate. Il raccontino ha provocato più di 2700 (duemilasettecento!) contatti e, per ora, 158 (cento cinquant’otto) interventi. Possibile che molti lettori non abbiano capito che trattavasi di una specie di goliardica stronzata? Possibile, possibile, altro che se possibile…E dunque, può darsi che anche il sottoscritto non abbia compreso appieno il tuo lavoro.
Comunque, a tutti i lettori. Leggete “Mano Nera” e intervenite, maledetti!!
Fabio Lotti

lauraetlory ha detto...

Interessante scambio. Concordo con Custerlina sul fatto che servire la pappa pronta al lettore è un input che sempre più spesso viene imposto agli autori dagli editor. Qui non si capisce, qui potrebbero aver dimenticato, qui devi spiegare cosa sta pensando. Sembra che a leggere non siano esseri umani, ma cercopitechi da QI scarso.

Anonimo ha detto...

Visto che non viene più nessuno, concludo con un incitamento a Custerlina (ma mi pare che non ne abbia bisogno) di continuare lungo un percorso nel quale crede con ferma e incrollabile volontà. Porto un esempio tratto dalla mia esperienza. Riguarda il mio primo libro di scacchi “Varianti per vincere” edito dalla Mursia, non ricordo nemmeno l’anno. C’era in giro un bel po’ di dubbi che il libro “sfondasse”, dato che avevo inserito delle introduzioni piuttosto spiritose ad ogni “apertura” (sistema di gioco) presentata. Ed in genere lo scacchista ama più il serio che il faceto. Ebbene, signori miei, fu il bestseller dell’anno!!!
E dunque, sono poi i lettori a decidere…
Fabio Lotti

Custerlina ha detto...

eh, Fabio, questi Corpi sono un po' troppo Freddi mi sa! ;)
Ricambio l'incitamento.
un saluto,
Alberto

BodyCold ha detto...

l' incitamento è assolutamente ricambiabile. così come ho scritto nella recensione Custerlina è uno di quegli autori molto da seguire nel panorama italiano perchè ha portato una ventata di narrativa "nuova" e non stereotipata come spesso accade nel libri di "genere". per il resto confermo tutto ciò che ho scritto nell' articolo parlando del libro. la caratterizzazione dei personaggi la si scopre man mano che si legge il libro ed è una caratteristica positiva secondo me, perchè la "fervida" immaginazione del lettore viene smossa ad ogni capitolo.
recensendo questo libro, ricordavo invece le prostatiche descrizioni degli ambienti di alcuni autori che non fanno altro, in alcuni casi, che distrarre e annoiare chi legge.
quante volte abbiamo recensito libri dicendo: "è un bel libro ma se avesse avuto 100 pagine in meno sarebbe stato il massimo"?
bhe Custerlina in questo caso insegna.
Stile liscio, senza menate e fronzoli. Un testo basato sulla trama narrativa e non sul particolare di quale lato della chiappa ha un neo il personaggio.
Bravo Alberto.

Mari ha detto...

E' un libro di cui ho sentito parlare molto (e bene) e dopo il vostro scambio di battute sono ancora più invogliata a leggerlo!!!

@Custerlina: non siamo così freddi, è che in questo mese siamo un po' tutti latitanti...:-)