martedì 14 aprile 2009

Recensione e Intervista a Al Custerlina


In una Sarajevo ancora segnata da una guerra dimenticata e da odi mai sopiti si consuma una guerra tra bande per il controllo dei traffici della città, pilotata dalla misteriosa Ombra. Due testardi poliziotti, Lovro, che sembra uscito direttamente dai fotogrammi del serial “The shield”, e Emir, giovane alle prime armi sceso dalle montagne, incrociano nella loro indagine boss mafiosi, gemelli assassini, statue di John Wayne, zingare veggenti, emuli di John Holmes, sadiche killer, fino ad arrivare alla tragica conclusione.
Custerlina costruisce un romanzo rocambolasco, con continui cambi di velocità e di fronte, costellato di personaggi cattivi, bastardi fino al midollo ma ai quali comunque ci si affeziona.
Ottimi i dialoghi che ricordano il miglior Tarantino.
Un altra stella è entrata nel firmamento del noir italiano!

Articolo di Valer

Alcuni estratti dal libro:
Cedomir e Karel
I 3 Killers
Polizziotti


Dettagli del prodotto

  • * Titolo: Balkan bang!
  • * Autore: Custerlina Alberto
  • * Editore: Perdisa Pop (collana Walkie Talkie)
  • * Data di Pubblicazione: 2008
  • * ISBN: 9788883724534
  • * Dettagli: p. 326
  • * Reparto: Narrativa italiana


Tavole di Onofrio Catacchio (cliccare per ingrandire)




Intervista


CorpiFreddi: Per prima cosa, grazie Alberto d’aver accettato la nostra intervista e soprattutto di aver pazientato tutto questo tempo.

Al Custerlina: Grazie a voi. Per la pazienza, non c’è problema: è una delle virtù che lo scrittore deve possedere. ;)

CF: Alberto Custerlina per passioni e lavoro, a tutto può essere associato tranne che all’immaginario di uno scrittore chino a redigere libri. Ricordiamo che ha studiato, informatica e geologia. E’ stato consulente per un grosso gruppo italiano di assicurazioni. Oggi fa il grafico pubblicitario, ma medita già un altro futuro. Appassionato di Snowboard e Mountain Bike e (mi dicono) bassista coi fiocchi che ha spaziato dal jazz al nu-metal. E basta? :D

AC: Be’, in più di quarant’anni se ne riescono a fare di cose. Comunque è tutto vero. Sono fasi diverse della mia vita e ancora non abbiamo citato tutto. Per esempio, ho fatto il caddy per una casa d’aste, hai presente quelli che portano fuori i pezzi da battere durante l’asta? E per undici anni ho fatto il formatore, pensa te!?

CF: Farei un intervista solo per sapere di più del lavoro di caddy (eheheh) ma iniziamo dal sapere come nasce l' Al Custerlina scrittore?

AC: Io credo che uno scrittore nasca nel momento in cui una persona legge il suo primo libro, o giù di lì. In quel momento viene gettato il primo seme. Poi, per infinite casualità, il seme può germogliare oppure no. Il mio ha iniziato a spuntare quattro anni fa, quando ho cominciato a scrivere le prime cose in seguito a una serie di fratture che mi hanno costretto a letto per tre mesi di fila. Poi, pian piano, grazie a una dedizione maniacale, il germoglio è diventato un alberello.

CF: Il tuo romanzo è molto contaminato dal cinema e dalla letteratura di genere, dai fumetti, dai serial americani, quali sono i modelli a cui ti ispiri e cosa ti piace?

AC: Le influenze sono tantissime. Cito le più importanti. Letteratura: E. Leonard, J.P. Manchette, J. Lansdale. Fumetti: F. Miller. Cinema: Q. Tarantino, S. Leone. Serial: The Shield, Police Story. L’importante, e lo dico a beneficio degli aspiranti scrittori, è che le influenze restino tali e non si trasformino in modelli da copiare. Io spero di esserci riuscito.

CF: C’è molto interesse attorno alla letteratura di genere in questo momento in Italia, come valuti la situazione?

AC: La situazione italiana è schizofrenica: da un lato abbiamo produzioni di altissimo livello che possono tranquillamente stare alla pari con quelle estere (cito, per l’action thriller, Altieri e Di Marino), dall’altro c’è quella maledetta tendenza italiana a considerare il “genere” come letteratura di serie B. Per fortuna, una buona fetta di pubblico la pensa diversamente e sta premiando gli autori e le case editrici. Dove noto uno stop, purtroppo importante, è nelle produzioni cinematografiche e televisive: in questi ambiti il genere è morto a favore dell’odiosa fiction. Rimpiango gli spaghetti western, i poliziotteschi e certi sceneggiati RAI.

CF:
Come mai l’idea di ambientare la vicenda a Sarajevo? Come ti sei documentato sulla città e sulla sua popolazione?


AC: Il discorso è molto complicato e ci servirebbe un’intervista dedicata solo a quest’argomento. In breve. Io sono nato e sono sempre vissuto a Trieste, una città che mi piace definire “sull’orlo dei Balcani”, una città che storicamente e geograficamente ha una forte attitudine verso est. All’epoca, per i triestini, la Jugoslavia era una meta frequente di gite e vacanze. Si andava oltreconfine anche per fare la spesa o per un pranzo domenicale. Oggi non è cambiato nulla, anzi è tutto più facile. Insomma, mi è venuto naturale rivolgermi a est anche per la scrittura. E Sarajevo è una città perfetta per scrivere storie interessanti, una città che vive di contrasti fortissimi, ricca di storia e di cultura. E di criminali.
Per la documentazione, ho fatto un viaggio a Sarajevo e dintorni dedicato esclusivamente agli aspetti che m’interessavano: la vita di ogni giorno, tipi di persona, odori, sapori e clima. Poi, per i particolari più “tecnici”, ho letto saggi, articoli e libri sull’argomento. La grande fortuna è che la mia compagna parla la lingua serbo-croata. Grazie Veronika!

CF: Una curiosità sul titolo, Balkan Bang!, molto “fumettoso”, ti è stato imposto dall’editore o l’hai deciso tu? E in questo caso in quale momento della stesura del romanzo è nato?

AC: Mi è venuto spontaneo, mentre scrivevo la scena del ristorante, quella della sparatoria. Ho scritto un “bang!” per una pistola che sparava e mi sono visto il titolo. L’editore l’ha accettato subito.

CF: Manco pare fatto apposta mi è piaciuta particolarmente la scena del ristorante, molto cinematografica, me la vedevo nella mia testa proprio come un film . Facciamo un gioco: elencaci cast e regista di un eventuale trasposizione cinematografica di Balkan Bang! Ovviamente senza limiti di budget...

AC: E’ dura: io sono meticoloso e per queste scelte potrei pensarci per mesi.
Ci provo in cinque minuti:
Regia: Tarantino o Troy Duffy
Zorka: Rose McGowan
Emir: Brad Pitt
Lovro: Michael Madsen
Anton: Tim Roth
Il Segretario: Steve Buscemi
Bekta: Harvey Keitel
Cedomir: Ian McKellen

CF: Tutti i personaggi del libro sono difficilmente catalogabili tra i buoni o i cattivi, c’è molto grigio fra le loro personalità e questo è qualcosa di nuovo nel panorama della letteratura italiana, abituata a personaggi buonisti e rassicuranti. Tra tutti, qual è quello a cui sei più affezionato? E qual è quello che avresti voluto sviluppare di più?

AC: I personaggi sono tutti una miscela di male e di bene in varie proporzioni, esattamente come succede nella realtà: i buoni e i cattivi, ben separati e catalogabili, non esistono. Diciamo che noi classifichiamo le persone per ragioni di comodità: dividiamo la lavagna in due e cominciamo a mettere nomi. In quale colonna ti vieni a trovare, dipende dai punti di vista di chi segna i nomi. Qualcuno ti mette dalla parte dei buoni, altri in quella dei cattivi. Nel mio romanzo, il lettore, se vuole, può provare a riempire la sua personale lavagna. Io mi limito a descrivere e basta.
Riguardo alla mia affezione ai personaggi, devo dire che nessuno di loro mi sta particolarmente a cuore. Sono tutti figli miei e li amo tutti allo stesso modo!
Forse avrei voluto sviluppare di più Zorka, ma c’è sempre tempo.

CF: Nella stesura del romanzo, sei partito da una scena specifica che avevi in mente e poi le hai sviluppato la trama attorno o l’hai fatto crescere cronologicamente partendo dal principio?

AC: Avevo un abbozzo molto vago di trama. Poi sono partito con la sparatoria e con la scena del vecchio Cedomir che soffre a letto. E poi via, a ruota libera.

CF: 3 autori italiani e 3 stranieri per i quali secondo te vale la pena dormire davanti alle librerie in attesa delle loro uscite.

AC: Nessun scrittore vale uno sforzo così titanico! ;)
A parte gli scherzi. La lista la faccio solo con autori viventi e non solo di genere, okay?
Stranieri: De Lillo, Leonard, McCarthy.
Italiani: Montanari, Wu Ming, Evangelisti.

CF: Onofrio Catacchio, ha curato delle tavole che ritraevano i personaggi e le ambientazioni del romanzo, quasi a volerne trarre uno storyboard. Come nasce l’ idea di chiamare un artista come Onofrio per la promozione del libro?

AC: Onofrio ha disegnato la copertina del libro (di tutti i libri di narrativa della Perdisa) e quindi mi è venuto spontaneo chiedere a lui alcune tavole per la promozione. L’idea iniziale era di farne un booktrailer, poi ho capito che le tavole erano così forti, che sarebbe stato più proficuo usarle per la promozione stampa e web.

CF: L’ Italia è un paese di santi, scrittori e navigatori. Tralasciando i santi e i navigatori, oramai da 10 anni a questa parte c’è quasi una rinascita dell’editoria underground italiana. Autori come Rainer, la Baraldi, Patrick Fogli da autori emergenti sono quasi divenuti autori di culto. Come ti spieghi questa involuzione del settore che investe sempre di più nei giovani scrittori?

AC: Io non la chiamerei editoria underground, la chiamerei “piccola editoria”. La parola underground presuppone canali di distribuzione alternativi, invece gli autori che hai citato (e molti altri, io compreso) vengono distribuiti seguendo canali tradizionali, con la differenza rispetto agli autori affermati, che le loro case editrici sono piccole o medie e quindi hanno una minor forza sul mercato. Il punto fondamentale, però, è che in Italia mancano le vere novità. Ci sono autori (parliamo di genere) molto bravi, ma che spesso propongono schemi, personaggi e linguaggi ormai troppo sfruttati. Io credo sia giunta l’ora che il genere italiano si svecchi. Gli autori giovani (non solo anagraficamente) potrebbero farlo se osassero di più. Io ed altri ci stiamo provando, ditemi voi se siamo sulla strada giusta.

CF: Non c’è, secondo te, il pericolo opposto di inflazionare troppo il mercato con libri che non valgono nemmeno la carta su cui vengono stampati?

AC: No, non è un il pericolo, è un dato di fatto già da anni. Però su quest’argomento bisogna fare un ragionamento: bisogna capire che la nostra società non è rimasta a cent’anni fa, quando l’accesso alla cultura era riservato a pochissimi e quindi il numero di scrittori era in proporzione. Oggi, (quasi) chiunque ha la possibilità di scrivere e moltissimi lo fanno. E io sono convinto debbano continuare a farlo. Il problema d’inflazione che tu citi, ha origine nelle case editrici, che esagerano con le pubblicazioni: io credo che una delle funzioni alla quale una casa editrice dovrebbe assolvere, sia la rigida distillazione degli autori validi dalla massa di aspiranti in fermentazione. Ma non solo: dovrebbero anche avere il coraggio di tagliare certi autori affermati che non hanno più nulla da dire. Purtroppo così non è, ma forse questa crisi economica ci darà una mano. Non tutto il male viene per nuocere.

CF: Tu esci con la PerdisaPop, che secondo me è una delle migliori piccole case editrici che abbiamo in Italia sia per la cura che mette a livello grafico nei suoi romanzi, sia a livello di distribuzione. Quanto hai combattuto per trovare un contratto? E come hai convinto Mr. Alberto Perdisa a farti accogliere sotto la sua ala?

AC: Combattuto? Zero. Ho spedito il manoscritto a Luigi Bernardi, che è il creatore e il curatore della collana, gli è piaciuto e abbiamo firmato il contratto. One shot, one kill. Culo? No, ma anche in questo caso il discorso sarebbe lungo.

CF: Ci possiamo aspettare un seguito di “Balkan Bang!”? O ci vuoi stupire con nuovi personaggi e ambientazioni? Forza, qualche indiscrezione solo per noi!

AC: Ve lo dico, ma voi non ditelo a nessuno! Il seguito di Balkan Bang! è stato scritto a metà, ma per ora è in stand by, in quanto a dicembre ho firmato un contratto con Baldini Castoldi Dalai per due nuovi romanzi noir, sempre d’ambientazione balcanica. Il primo lo sto già scrivendo, uscita 2010. Quindi vi stupirò con nuovi personaggi e nuove storie. E poi c’è l’interessamento della Mondadori per la ri-pubblicazione di Balkan Bang!, sempre nel 2010.

CF: Sò che c'è di mezzo anche un fumetto. Qualche anticipazione a riguardo?

AC: Che ne sai tu del fumetto? (mica stiamo a pettinare bambole noi corpi Freddi ndr) ;) Be’ è un progetto alla lunga, attualmente in fase embrionale, per cui non diciamo ancora niente.

CF: Un saluto ai lettori del blog CorpiFreddi?

AC: Amici miei, leggete Balkan bang! e fatemi sapere se vi è piaciuto oppure no. Magari un bel gruppo di Anobii ci starebbe bene, per scambiarci le opinioni. ;)


Intervista di BodyCold e Valer

13 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Grande speciale!!!
Fantastico Enzo e simpaticissimo Al Custerlina.
Che ci fai lo sconto per l'acquisto del libro a noi Corpi Freddi???

skunkie ha detto...

bella intervista :) e se Balkan bang era gia' nella mia wishlist, adesso fara' un rapido salto avanti ^__^

Linda80 ha detto...

Bellissima intervista! Balkan Bang era già in WL, appena lo vedo in giro lo acchiappo ;-)

Jimbose ha detto...

Devo avere questo libro!
Lo avevo già in WL ma, ora, l'interesse è altissimo.

"Balkan Bang", in sé, è un bel titolo, indipendentemente da quello che è il romanzo (e non dubito che anche il romanzo sia buono, visti gli ottimi giudizi che si sentono).

Secondo me, poi, se Custerlina decidesse di scrivere un noir ambientato nel mondo delle case d'asta, non sarebbe una cattiva idea.

Jimbose ha detto...

Dimenticavo una cosa: tra gli autori citati mi mancano da leggere Manchette (peste mi colga se non lo leggerò) e Montanari.

Anonimo ha detto...

Bellissima intervista!
Blueberry

skunkie ha detto...

yeppa :))))))) tolto dalla wishlist ^___^

Al Custerlina ha detto...

grazie ragazzi/e!
Jimbose, ci tengo più che tu legga Manchette che Balkan Bang!
Skunkie, aspette tue impressioni.

Marta ha detto...

Bene ho appena appreso che potrò prendere il libro di Al direttamente alla fiera del libro di Torino, così mi risparmio la ricerca :)

Jimbose ha detto...

Devo darti un dispiacere, Al.
Ho già ordinato Balkan Bang.

Quindi leggerò Custerlina prima di Manchette. La colpa è tua. Non mi avessi fatto quella esortazione, ci avrei pensato un po' su.

Carol ha detto...

Finalmente sono riuscita a leggerlo anch'io :D Ottima intervista, sia per le belle domande di Body che per la grande simpatia di Al! Anche Balkan Bang! non sembra rientrare nel mio genere (che gusti difficili, eh? :D ), ma i "gemelli assassini" e i "sadici killer" mi stuzzicano!

Al Custerlina ha detto...

Jimbose, se tutti i dispiaceri fossero così... ;)
Carol, faccio (quasi) come Serino: se non ti piace, te lo rimborso con un libro di pari valore! :)
Marta, a Torino, allora!

Marta ha detto...

Appena finito Balkan Bang! Confermo la buona impressione. Anche non essendo amante del genere è un libro che ho letto velocemente e con curiosità. Complimenti Al :)