martedì 13 aprile 2010

Repetita - Marilù Oliva


«Historia est testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis»

La Storia insegna. Ammonisce. Ricorda. Dall'alba dell'esistenza umana essa è la nostra memoria, testimone tacita, troppo spesso faziosa, di ogni gesto, di ogni passo che dall'antro buio di una caverna ci ha portato sul gradino di uno shuttle in partenza per la luna. E' il disegno colorato, tridimensionale, della nostra elica ritorta. Una sequenza ciclica di proteinici racconti che tornano, ripetendosi, a mostrare una creatura segnata, dipendente, dal male.
Di questo è convinto il nostro Lorenzo Cerè, più che un appassionato della storia, un amante devotamente recalcitrante.
Vi trova sollievo e nello stesso tempo la devastante conferma dell'ineluttabilità della prevaricazione di Caino.
Lo conforta quest'immersione nel passato mentre ripercorre la via della sofferenza che è stata la sua infanzia. Una stagione umana che dovrebbe corrispondere ad un Illuminismo o ad un Rinascimento, dove ogni afflato, ogni vibrazione, ogni emozione, ogni forma di arte, del bello, della ragione o dell'immaginifico dovrebbe essere enfatizzata e sospinta da amorevoli mani fino al traguardo prossimo della maturazione dell'anima.
Il suo invece è stato, ed è ancora adesso che lo incatena a se, un oscuro Medioevo. In balia di una madre abulica, assente, del fantasma d'amore di un padre perduto, di un patrigno meschino ed ignobile.
Quest'oscurantismo dello spirito è cosi radicato ed abissale da provocargli un'impietosa, incessante cefalea fisica, un terrore psichico per ogni forma di lordura, una necessità tessutale di riequilibrio dei torti subiti ed un'impossibilità neurale di affezione al prossimo, sopratutto se del sesso opposto.
Una “cuccagna” per ogni psichiatra. Ma ben dodici di questi luminari della mente non riescono a coglierne né l'importanza né la pericolosità. Sarà la tredicesima, Marcella Malaspina, a cogliere , tra i frammenti del molto non detto e del poco raccontato, le avvisaglie dell'esatta ubicazione dei semi del disagio e della follia. La dottoressa Malaspina : una donna fuori dagli schemi, di una dolcezza irruente ed un intelletto tagliente.
Una donna, l'unica, che provoca in Lorenzo una carica emotiva, quasi empatica, uno sconvolgimento tellurico dell'anima e, per la prima volta, una speranza di una vita migliore, normale.
Lorenzo, il bambino solitario, oltraggiato, il ragazzo consumato dagli altrui scherni ed abusi, l'uomo deluso e raggirato da soggetti privi di alcun senso di comprensione, di pudore, di onestà.
Lorenzo, per cui le donne sono meri “contenitori di respiri”, che prima di assaporare il respiro di vodka alla fragola tra le succose labbra della Malaspina, non ha mai voluto, travolto da un disgusto di sé, neanche rischiare di baciare una donna.
Lorenzo che ripaga con torture da contrappasso gli aguzzini della sua dignità, uccidendoli con metodo, in una fredda, posticipata e perciò scevra di possibili sospetti, vendetta.
Ora intravede una possibile inversione di rotta. Sogna addirittura. Un possibile futuro in cui è la normalità e qualcosa che somiglia molto all'amore a scandire i giorni, a scriverne il divenire.
Forse è proprio questa “distrazione” che gli sfuma i bordi della percezione e lo rende, per una volta, meno prudente, più preoccupato di alienarsi qualsiasi sospetto. Che gli toglie tutti i veli e come Salomè lo lascia nudo davanti agli occhi di caffè della sua dottoressa. Che gli presenta il conto della storia, la sua.
Può sembrare strano, forse, provare empatia e anche una sorta di giustificazione per Lorenzo. Ma è quello che accade mentre lo accompagniamo negli abissi della solitudine e degli abusi ricevuti, in quelli che riversa verso quelli che ritiene colpevoli di torti . Quasi si spera che ce la faccia, a cambiar rotta, ad innamorarsi, a lasciare le spoglie del killer giustiziere e ritrovare il se stesso bambino . Con le sue biglie smarrite. Abbracciato ad una cascata di capelli ribelli ed una voce come un canto di bambina.
Questo è quello che accade, mentre la Storia si siede accanto a te e racconta con immagini di inchiostro colme di pathos scaturite dalla penna di una brava, bravissima Marilù Oliva, una storia nera . Da ripetere e ripetere. Senza paura di stancarsi mai..

Articolo di Daniela "eccozucca" Contini

Dettagli del libro
  • * Autore: Oliva Marilù
  • * Editore: Perdisa Pop
  • * Genere: letteratura italiana: testi
  • * Collana: Walkie Talkie
  • * ISBN: 8883724720
  • * ISBN-13: 9788883724725
  • * Data pubblicazione: 2009

6 commenti:

Frankie Machine ha detto...

Ormai è chiaro e evidente a tutti, le recensioni della Dani sono piccole opere d'arte. Che piacere leggerle.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Daniela non dovrebbe scrivere recensioni, Daniela è adatta per fare il salto della barricata e scrivere romanzi.
Pensaci.....
Marilù non poteva trovare migliore penna per analizzare il suo debutto letterario!!!
Complimenti ragazze.

Lofi ha detto...

Quoto Frankie e il Killer. Daniela è superlativa. Le abbino una Salomè poco conosciuta di un pittore a mio avviso straordinario.
http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/corinth/lovis_corinth_018_salome_1900.jpg

Linda80 ha detto...

Non posso che concordare con il Killer...Dany, a quando il tuo romanzo???

Frankie Machine ha detto...

Rivendico, la prima nomination a futura scrittrice l'ho fatta io alla prima rece della Dani, dove ho intravisto tutto il suo valore (cosi' magari mi chiama come suo agente letterario ;DDD)

eccozucca ha detto...

Ragazzi siete troppo buoni ^_^..prometto di pensarci e se dovessi riuscire a scrivere un romanzo..voglio tutti i Corpi Freddi per tenerlo a battesimo !!! Frankieee.. accordato!!! :DDD