mercoledì 10 febbraio 2010

La miglior vendetta - Elizabeth George



Non c’è nessun crimine tanto esecrabile quanto un assassinio. Contamina e inquina, e nessuna vita che ne viene toccata, non importa quanto marginalmente, non potrà essere più la stessa(Elizabeth George)

Seconda fatica letteraria della bravissima scrittrice americana ed ulteriore testimonianza del suo enorme talento, un nuovo tassello che la pone sempre più nell’elite delle penne più prestigiose del mystery contemporaneo.
Probabilmente “La miglior vendetta” parte maggiormente in sordina e non possiede lo stesso forte impatto emotivo dell’opera d’esordio “E liberaci dal padre” ma si rivela comunque, a conti fatti, un romanzo intenso e ottimamente orchestrato.
La vicenda è ambientata in un maniero scozzese dove una compagnia teatrale è riunita per discutere il nuovo testo da portare in scena. Durante la notte l’affascinante sceneggiatrice muore nel suo letto trapassata al collo da un pugnale. Sul luogo viene inviato l’ispettore Linley accompagnato dalla ormai inseparabile sergente Barbara Havers. Ma nel posto una sorpresa non proprio gradita attende l’uomo di legge….
L’incipit de “La miglior vendetta” si pone nella classica tradizione del mystery classico all’inglese dove l’assassino si nasconde tra una stretta cerchia di sospettati ospiti nel luogo sede del delitto. Ma dove la George eccelle, al di là della pregevole costruzione della componente investigativa, è nella capacità davvero encomiabile di scavare a fondo nell’animo dei personaggi, aiutata da una capacità narrativa deliziosa e sopraffina. Tutti i personaggi protagonisti della vicenda sono caratterizzati in maniera eccellente risultando credibili e veri; spiccano ovviamente le figure dell’ispettore Linley e del sergente Havers che costituiscono sempre di più una coppia inossidabile e ormai entrata nel cuore di milioni di lettori; soprattutto l’ispettore Linley vive in questa vicenda una esperienza altamente drammatica dove la George lo tratteggia nel suo lato più debole e fragile rendendolo essere umano come tutti noi.
Pazienza se in qualche passaggio si respira qualche aria sdolcinata da soap opera o se la storia in qualche breve tratto rallenta lievemente il ritmo, stiamo parlando di un giallo di eccellente qualità.
Ma questo forse è il destino dei più grandi scrittori: ci si aspetta sempre e comunque la perfezione. Se penso ad Elizabeth George una cosa è certa: Il presente e il futuro del mystery contemporaneo porta indelebilmente scritto il suo nome.

Articolo del Killer Mantovano

Dettagli del libro
  • Autore: George Elizabeth
  • Editore: TEA
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Teadue
  • Traduttore: De Angelis L.
  • Pagine: 429
  • ISBN: 8850200471
  • ISBN-13: 9788850200474
  • Data pubbl.: 2005

3 commenti:

Martina_PL ha detto...

Eccellente analisi, Marco. Mi vien voglia di rileggere il libro...
Le parti "sdolcinate, da soap opera", fidati, sono in qualche modo funzionali all'evoluzione futura dei personaggi.

Mari ha detto...

Bellissima recensione Marco.
E' vero, purtroppo dagli autori che amiamo ci aspettiamo sempre dei capolavori, ma comunque la George non delude mai, anche quando non raggiunge la perfezione.
E ha ragione Martina, le parti sdolcinate servono....:-))
Vedrai che il terzo ti piacerà di più....!!!!

Stefania ha detto...

Bella recensione Killer! Ho preferito il primo della George ma anche questo mi ha tenuto compagnia e mi ha fatto conoscere meglio il sergente Havers e l'ispettore Lynley.
Non vedo l'ora di leggere scuola omicidi :)