giovedì 11 febbraio 2010

The Dome - Stephen King


Don't Fear the Reaper

Un romanzo corale, questo di King, nel quale le vite dei cittadini di Chester's Mill si complicano allorché una barriera invisibile e indistruttibile cala su di loro, imprigionandoli al suo interno.
Niente sembra poter nemmeno scalfire ciò che viene da subito battezzata La Cupola, e attraverso la quale solamente l’umidità e l’aria sembrano poter penetrare, sebbene con difficoltà.
In realtà, La Cupola non è propriamente la vera protagonista di questa storia, poiché, a parte impedire a qualsiasi cosa di entrare o uscire dai confini di Chester's Mill, rimane impassibile e inamovibile dove si trova.
Tutto quello che accade è opera dei cittadini stessi di Chester's Mill, la maggior parte dei quali si lasciano sottomettere, chi per comodità chi per ignoranza, dal tiranno di turno: Jim Rennie, detto Big Jim, venditore di auto usate e secondo consigliere della città, fervente credente nonché trafficante di droga.
Essendo un uomo alquanto pratico, Big Jim intuisce velocemente il lato positivo della Cupola, e ne ha poi conferma quando i militari lanciano inutilmente 2 atomiche su di essa: se noi non possiamo uscire, nessuno può entrare, quindi il più forte può fare tutto ciò che gli pare.



Ma a qualcuno, nella piccola e oppressa cittadina di Chester's Mill, questo ragionamento non piace.
L’idea qui proposta da King non è certo delle più originali. Per quanto il romanzo sia piuttosto lungo, le pagine scorrono via veloci (sono circa 1050 pagine, io le ho lette in 6 giorni), ma qualcosa non torna.
I personaggi creati da King, anche se caratterizzati bene, rassomigliano fin troppi a quelli presenti in altri dei suoi romanzi: il tossico con le visioni, i soliti bambini coraggiosi, preti corrotti e poliziotti ignoranti e prepotenti nonché “politici” assetati di potere.
Ma, a parer mio, la cosa peggiore è il finale (è raro che un finale di King riesca ad appagarmi), a me è parso un po’ troppo tirato per i capelli e alquanto stupido: forse sarebbe stato meglio non dare alcuna spiegazione. Come ho già detto, lo stile è scorrevolissimo (d’altronde King è ormai un buon mestierante, e potrebbe pubblicare qualsiasi cosa con la sua firma), ma forse, invece che scrivere mille e passa pagine, non era preferibile scriverne la metà curando un po’ di più la forma?
Il meglio, per quanto mi riguarda, King lo tira fuori nei racconti brevi.


Articolo di Ariock74

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 1037
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Under the Dome
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788820047665 

    5 commenti:

    Ajeje Brazov ha detto...

    Bella recensione Ariock, concordo, il finale è veramente una cagata pazzesca!!!!

    Matteo ha detto...

    Bella rece Ariock.
    Certo è che il finale nei libri è un punto focale per giudicare la grandezza o meno di un'autore. Quindi sinceramente King sotto questo punto di vista non so quanto possa essere considerato grande.
    Avevo intenzione di leggerlo questo libro, ora vedremo.
    Intanto ho Duma Key da leggere. Mi buttero' su quello.

    AngoloNero ha detto...

    Non so se l'ho già letta da qualche parte, sicuramente l'ho pensata subito: la storia della cupola mi ricorda TROPPO il film dei Simpson!

    Lofi ha detto...

    Bravo Ariock. Certo che già ero dubbioso se leggerlo o no. 1037 pagine per come la penso io, che considero il libro ideale quello da centocinquanta pagine (Le mille luci di New York - McInerney) si possono affrontare solo per un capolavoro. Quì addirittura si parla di finale molto deludente.
    Se vogliamo parlare di Cupole serie:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Cupola_del_Brunelleschi

    Stefania ha detto...

    1050 pagine? Argh! Eppure mi attrae come tutti i libri del re.
    Come si dice? Il primo amore non si scorda mai e in questo caso vale il detto.
    Bravo, bella recensione Ariock!