lunedì 4 gennaio 2010

La città buia - Michael Connelly




Questo è un romanzo poliziesco.
C'è un omicidio.
C'è un detective.
Ci sono le indagini sul crimine e c'è lo scioglimento finale dell'intreccio.
L'omicidio è quello del dott. Stanley Kent, medico radiologo, freddato con due colpi alla nuca sul belvedere vicino a Mulholland Drive.
Il detective è Harry Bosch. 56 anni, fisico ancora asciutto nonostante l'età. Niente pancia. Più capelli bianchi che castani. Occhiali da lettura da tenere lontani dalla vista dei colleghi che potrebbero prenderlo in giro. Trasferito, dopo la vicenda Echo Park (Il cerchio del lupo), dalla Unità Casi Irrisolti alla Speciale Omicidi, sezione indipendente della Polizia di Los Angeles che si occupa di quei casi che richiedono tempo e presentano difficoltà particolari.
Le indagini, indirizzate alla risoluzione di un normale omicidio, ben presto, vista l'entrata in scena di Fbi e Dipartimento per la sicurezza Nazionale, assumono un carattere d'urgenza per scongiurare una minaccia che incombe su tutta Los Angeles. Poi ci sono in ordine sparso: la paura americana di un nuovo 11 settembre; non una ma ben due scene, ambientate in una caffetteria, che agli appassionati di cinema ricorderanno il celebre dialogo DeNiro Pacino nel film “Heat” di Michael Mann; il caratteraccio di Harry, sempre contro tutto e tutti e il suo antico diffidente approccio verso l'Fbi, ma anche la sua perspicacia e quel fiuto investigativo che lo hanno reso famoso; un nuovo giovane partner che mal sopporta i comportamenti anticonformisti di Bosch; Rachel Walling, ex donna di Harry Bosch, che gestisce il caso per il Bureau con il consueto approccio recitato nel motto “Fidelity, Bravery, Integrity" (Fedeltà, Coraggio; integrità).

Tutto questo e altro ancora in sole duecento pagine. Connelly, da vero fuoriclasse della letteratura di genere, ci dà una dimostrazione di come si scrive una detective story intrigante e ricca di ritmo e colpi di cena. Muove il suo personaggio con maestria senza risparmiargli anche errori e colpi nello stomaco. Nessuna inutile descrizione, nessun personaggio che non abbia un ruolo preciso e decisivo nella vicenda. Vicenda che appassiona e sporca di sangue parecchie camicie.

Articolo di Lofi

Dettagli del libro
  • Titolo: La città buia
  • Autore: Connelly Michael
  • Traduttori: Tettamanti S., Traverso P.
  • Editore: Piemme
  • Prezzo: € 19.50
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN: 883846877X
  • ISBN-13: 9788838468773
  • Pagine: 233

7 commenti:

Palazzo Lavarda ha detto...

Conciso ma essenziale: perfetto, Lofi.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Il mio scrittore di thriller preferito recensito da una delle penne dello staff dei CF che preferisco!!!!
Questo romanzo è più che altro un lungo racconto (infatti in inglese viene indicato come "novella" e non "novel") ed è un ulteriore tassello che va ad impreziosire la brillante carriera del detective Harry Bosch, probabilmente uno dei personaggi più riusciti e meglio caratterizzati della narrativa thriller contemporanea
Opera essenziale di conseguenza per gli amanti di Connelly

Lofi ha detto...

Per precisare negli Usa è uscito a puntate sul New York Times Sunday Magazine ed è stato in seguito "ricucito" da Connelly per la pubblicazione sotto veste di libro. Difetti, se ne vogliamo trovare, una poca attenzione alla caratterizzazione dei personaggi, chiaramente dovuta alla brevità dello scritto, e alcune situazioni non originali; vantaggi tanti, dal trovarsi immediatamente al centro della storia al ritmo narrativo sempre sostenuto fino al finale che più poliziesco non si può.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

E rimango dell'idea che scrivere racconti lunghi sia comunque dannatamente complicato perchè devi creare una storia articolata ma allo stesso tempo cercare di essere conciso senza essere semplicistico.
A tal proposito ricordo un bel saggio del compianto Ed Mcbain che nella antologia da lui curata "Deviazioni" faceva un bell'elogio al racconto lungo.

Linda80 ha detto...

Di Connelly ho letto quasi tutto, e solo una volta mi ha delusa, ovvero con "Utente sconosciuto". Per me è una garanzia... e poi adoro Harry Bosch!!! ;-)

P.S. Complimenti Lofi!!!

Dario "Santo Ludico" Bertini ha detto...

Quoto il commento del Killer ed i suoi apprezzamenti per le abilità recensorie del Lofi. Ho trovato curiosa ed inconsapevolmente azzeccata la foto dell'autore con il libro di Bosch, un artista che "carica" i suoi quadri di una moltitudine di personaggi ed azioni in uno spazio fisico (la tela del quadro) ristretto comunicando un grande senso di ritmo e che pare essere in simbiosi con quanto descrittoci dal Lofi sul libro recensito, un ritmo frenetico e carico di situazioni e personaggi che ben si collaca in uno spazio ristretto di 200pagine. Grandeee

Stefania ha detto...

Ho letto solo un romanzo di Connelly "La bionda di cemento" . Bellissimo! Devo assolutamente rimediare quest'anno e proseguire nella lettura di questo autore! Indecisa fra "Il poeta" e "Utente sconosciuto" .