sabato 2 gennaio 2010

Vite Spericolate - Patrick Fogli



Esiste un tempo o un luogo più specifico di un altro per iniziare una lettura?
Probabilmente si, considerando che ho intrapreso la lettura del volume di Patrick Fogli, “Vite Spericolate”, almeno tre o quattro volte ed in diverse “location” prima che questo riuscisse a coinvolgermi oltre la quarta pagina.
Il tempo, più che il luogo, è stato il mio vate: inconsciamente sollecitato da un servizio televisivo sui pericoli dell'amianto ho finalmente varcato l'ostacolo della quarta pagina del libro scoprendo uno scritto che coinvolge e delude allo stesso tempo.
Ci si trova ad inseguire l'elegante protagonista in una delicata e capillare indagine sulle vittime di Mesotelioma della sua città natia. Caterina, questo il nome della giornalista/protagonista di Fogli, dovrà districare una trama di indizi che ricollegano le molte dipartite dei suoi concittadini, ed anche della madre, alla onnipresenza ed unica fonte di reddito della città, della fabbrica per la lavorazione dell'amianto.
Ovviamente non mancheranno i pericoli e gli intrighi sino a giungere ad un piacevole finale. Come spesso accade in questa interessante collana, argomenti “forti” di insindacabile interesse sono purtroppo “alleggeriti” da un costrutto letterario meno solido e poco studiato.
Probabilmente gli autori, ed anche il Fogli non se ne distacca, hanno tentato, provato e concepito un approccio con le tematiche sociali proposte quanto più possibile lontano dalla tentazione di inchiesta socio-politica, prediligendo strade fortemente legate al noir ed al giallo con spruzzate di melodramma, dramma, racconto onirico-filosofico e affreschi totalmente pittorici.
La sensazione finale è che le vite spericolate del titolo di Fogli siano più attinenti alle esistenze letterarie delle opere degli autori che non alle reali e problematiche tematiche rievocate. Lo stesso “spezzato” narrativo scelto dall'autore, un testo noir intervallato da un diario-postumo melodrammatico, non riesce mai a unirsi o interfacciarsi spiazzando il lettore sino a portarlo a prediligere la lettura di un unico registro narrativo.
Il diario-postumo della madre della protagonista è troppo ridondante di riflessioni e considerazioni sentimental-filosofiche divenendo lungo e stucchevole tanto da perdere la sua primigenia funzione di “pausa-riflessiva” dal registro giallo-noir delle indagini e non riuscendo a coinvolgere empaticamente il lettore, che perde inevitabilmente interesse.
Credo che il libro contenga in realtà due storie: una interessante ma poco ben sviluppata indagine noir sul terribile “affaire” dell'uso industriale dell'amianto ed un racconto drammatico degli effetti che l'oggetto della prima storia ha prodotto sulla protagonista (la madre) della seconda storia.
Di certo c'è che dopo la lettura sono ricorso con la mente a quanto possa essere stato in contatto con l'amianto nella mia breve esistenza, e se vi fermate a riflettere forse un edificio od un veicolo od un oggetto contenente il pericolosissimo elemento chimico ha in qualche modo ed in qualche luogo fatto capolino anche nel vostro passato. Ciò è prova di quanto, nonostante non sempre si ottengano buoni risultati, il progetto della casa editrice è da lodare, apprezzare ed incentivare.

Articolo di Dario Bertini

Dettagli del libro
  • * Titolo: Vite spericolate
  • * Autore: Fogli Patrick
  • * Editore: Edizioni Ambiente (collana Verdenero. Storie di ecomafia)
  • * Data di Pubblicazione: 2009
  • * ISBN: 9788896238042
  • * Dettagli: p. 203
  • * Reparto: Narrativa italiana

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Il difficile dei libri di questa collana è proprio quello di trovare l'amalgama giusto tra la denuncia di una forte problematica sociale e lo sviluppo delle trame noir-poliziesche. Una bella recensione.
Fabio Lotti

Palazzo Lavarda ha detto...

Finora non ho mai letto un giallo o noir che si combini con un'inchiesta su un tema sociale, come questo libro. Mi frena appunto il timore che o il libro diventi noioso o l'inchiesta resti solo un pretesto di sottofondo per sviluppare una trama 'gialla'.
Grazie, Bertini, per averci illustrato così bene questo libro, facendocene capire meglio tema e impostazione. Quanto all'amianto, purtroppo anche qui era stra-diffuso...

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Ho scoperto questa collana con il romanzo del duo Carlotto - Abate "L'albero del microchip". L'intento dell'editore è proprio quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi dell'ambiente con romanzi d'impronta noir tramite l'ausilio di scrittori rinomati nel genere (Colitto, Carlotto, lo stesso Fogli).
La bella recensione di Dario mi ha molto incuriosito, tra l'altro il tema è attuale e molto sentito.