martedì 26 gennaio 2010

Intervista a Raul Montanari





Corpi Freddi: Tenuto conto che il tuo romanzo si basa su accadimenti realmente successi, sono curiosa di sapere quanto del personaggio principale di Daino c’è in Raul Montanari?

Raul Montanari: Per me il lavoro è il 50% di un uomo. Danio fa un lavoro diverso dal mio, quindi quel 50% diamolo per perso (anche se per la verità fra lo psicoterapeuta e il romanziere ci sono molti punti di contatto). Il restante 50% c’è tutto, almeno per quanto riguarda l’atteggiamento verso la vita e la spietatezza verso se stesso. Io non ho omicidi alle spalle, però; in prospettiva, magari.

CF: Durante l’incontro tenuto a Mantova hai accennato al fatto che hai conosciuto nella vita reale la ragazza che ha smarrito il diario da cui partono gli eventi del romanzo. Quali sono state le tue sensazioni quando hai incontrato la ragazza e quale è il vostro rapporto attuale?

RM: Eravamo tutti e due molto emozionati! L’ho trovata più bella di come l’avevo immaginata, e nell’insieme tutto aveva un sapore meno drammatico. Ora siamo amici, ma credo che lei non mi perdoni alcune “inesattezze” del mio racconto. Le chiama così...


CF: Non vuoi essere catalogato in un genere stretto ma rivendichi la tua libertà di espressione artistica nello scrivere. Come definiresti “Strane cose domani”?


RM: E’ un romanzo. Volendo aggiungere un attributo, si potrebbe rispolverare la vecchia definizione “drammatico”, che si usava per i film. Oppure “psicologico”, però resta fuori l’elemento di azione che qui c’è. E’ un romanzo e basta, non posso farci nulla.
CF: Nel tuo libro è sensazione che i personaggi femminili siano molto importanti e giochino ruoli fondamentali. E’ vero questa cosa e ritieni più facile tratteggiare personaggi maschili o femminili?


RM: E’ più facile descrivere dall’interno un protagonista maschile, perché naturalmente gli uomini vivono il corpo, le emozioni e le relazioni in modo diverso dalle donne. D’altro canto, dato che intorno al protagonista girano quasi solo personaggi femminili, è importante saper fare vivere anche questi, dall’esterno. In generale la prima dote di un narratore è la capacità di immedesimazione.
CF: Nel libro si affronta il tema del disagio giovanile. Cosa ne pensi dei messaggi che quotidianamente investono i nostri ragazzi (ad esempio la Tv, i giornali, internet, ecc.), quali sono i rischi ai quali quotidianamente sono sottoposti?

RM: E’ molto complicato essere ragazzi oggi. Fino agli anni ’80 la dicotomia era netta: potevi stare con i tuoi genitori o contro. Se stavi contro, la scelta tendeva a colorarsi politicamente, con il vantaggio che potevi trovare un sistema di valori ben consolidato, da prendere e fare tuo. Dopo il cosiddetto riflusso degli anni ’80, non è chiaro cosa voglia dire essere contro i genitori, la generazione precedente alla tua. Le risposte che trovi già confezionate sono quasi tutte di tipo consumistico (sono contro i miei perché scarico musica diversa da quella che ascoltano loro, perché compro con i loro soldi vestiti diversi da quelli che mettono loro...). Aggiungo che il rapporto con il corpo è diventato difficilissimo. Il corpo è un nemico, che manda spesso segnali disastrosi e patologici (anoressia e bulimia, ecc).

CF: Il tema del sesso in “Strane cose domani” è trattato sempre in maniera delicata e mai volgare come invece ho riscontrato in tante altre opere. E’ un caso o proprio una tua linea ferma di pensiero?

RM: E’ difficilissimo scrivere di sesso, per due motivi. Uno è che il sesso è nell’esperienza di tutti noi, per cui il lettore sgama subito l’errore, l’esagerazione, l’inverosimiglianza. L’altro è che si è scritto di sesso più o meno da sempre. Io mi attengo a due regole: cercare di essere originale e soprattutto tagliare ciò che non è essenziale. Inutile farcire le pagine di capezzoli che s’inturgidiscono e cliché simili.

CF: Danio nel romanzo ama visceralmente la musica di Miles Davies (che nel libro viene chiamato “Il divino”). Quanto è importante la musica nella tua vita?

RM: Ascolto musica da quando mi sveglio al mattino a quando vado a letto (con grande sollievo dei vicini). E’ una grande amica, un grande modello di arte pura, un grande serbatoio di atmosfere ed emozioni. Preferibilmente ascolto musica classica: in questo momento, mentre scrivo, un cd di duo per flauti traversi che mi ha appena regalato Tiziano Scarpa. L’unico comparto musicale che contende il primato alla classica è il jazz – da qui l’omaggio a Miles Davis, un gigante.


CF: Curiosità: nella tua biografia ho letto che hai tradotto tra le varie opere un romanzo di ……. Dal titolo “Mi chiamavano Speed Queen” che parla di una donna chiusa nel braccio della morte e risponde a 114 domande mandate dallo scrittore Stephen King. Che riscontri ha avuto questo romanzo in Italia sia di critica che di pubblico?

RM: Poco! Peccato perché era molto bello, più di altri romanzi di autori molto più titolati che ho tradotto.

CF: Cosa significa per Raul Montanari scrivere e narrare delle storie?

RM: Intanto è un lavoro, che mi fa guadagnare piuttosto bene. All’inizio è stata una vocazione, con i tormenti tipici della vocazione (non è così facile per un futuro prete accettare di diventare un prete!). E’ un modo per far vivere i miei fantasmi, e per afferrare il mondo e restituirlo al lettore rimasticato e digerito da me. Di sicuro non è terapeutico: quando scrivo io sto malissimo. Per questo scrivo velocemente. E’ un modo per aggiungere qualche storia e qualche pagina all’immaginario collettivo, qualche personaggio. Qualche parola, qualche pensiero. E’ un modo per essere amato.

CF: Quale tuo libro si presterebbe maggiormente ad una trasposizione cinematografica?

RM: Dunque. Del romanzo La perfezione si sono interessati nel tempo cinque diversi registi, e anche adesso ce n’è uno che sta cercando una situazione produttiva. Del mio ultimo, Strane cose, domani, è stata appena scritta la sceneggiatura. Gli altri due romanzi, fra i dieci che ho pubblicato, che hanno una evidente potenzialità cinematografica sono Chiudi gli occhi e L’esistenza di dio.

CF: Tra le tue innumerevoli attività professionali (traduttore, poeta, scrittore, ecc.) quale ruolo senti di più?

RM: La cosa che faccio con più piacere è sicuramente tenere conferenze, fare reading e insegnare scrittura creativa. Adoro sia insegnare sia, in genere, parlare a un pubblico.

CF: A quale romanzo sei maggiormente legato della tua bibliografia e quale in un certo senso rinneghi?

RM: Parto dal fondo. Non mi piace il mio primo romanzo, Il buio divora la strada, anche se ha un titolo bellissimo. Benché abbia diverse pagine molto riuscite, lo considero un libro sbagliato. Il mio romanzo che mi piace di più è L’esistenza di dio, anche se credo che Che cosa hai fatto sia la cosa più importante (e sconvolgente) che ho mai scritto.

CF: Quali sono gli scrittori al quale ti sei ispirato o hanno avuto una influenza sul tuo modo di scrivere?

RM: Fra gli italiani, Collodi, Manzoni, Calvino. Fra gli stranieri, all’inizio Poe, Kafka, Stevenson, Mann, Borges, Dürrenmatt. Più avanti James, Greene, Conrad, Patricia Highsmith.

CF: Tu hai tradotto moltissimi grandi scrittori, quale fra loro ti ha più divertito tradurre?
RM: Mah, divertito nessuno. Mi sono molto emozionato con i classici (Seneca, Sofocle, Shakespeare), con le poesie di Poe, con gli autori angloamericani più difficili, come Allan Gurganus e Cormac McCarthy.

CF: Stai scrivendo qualcosa di nuovo? E se magari puoi darci qualche cenno introduttivo sull’opera….

RM: Ho già scritto il nuovo romanzo. E' la storia di uno scrittore che tiene corsi di scrittura creativa e compie 50 anni, insomma sono io. Ci sono tre linee narrative. Una è il rapporto con un'allieva del corso, che vorrebbe che lui l'aiutasse a pubblicare benché lui non abbia stima delle sue capacità letterarie. L'altra è il rapporto con la moglie da cui si è separato, che vive con un criminale che lui stesso le ha presentato. La terza linea è che lo scrittore sta facendo di tutto per vincere il più importante premio letterario italiano. Avventure e sorprese a non finire.



Ricordiamo inoltre che sul nostro sito è presente la recensione de "Strane cose, domani" edito per la Baldini Castoldi Dalai Ed. e sempre recensito da Principessa

Intervista di Principessa


Dettagli del libro
  • Autore: Montanari Raul
  • Editore: Baldini Castoldi Dalai
  • Genere: letteratura italiana: testi
  • Collana: Romanzi e racconti
  • Volume n.: 399
  • ISBN: 8860736013
  • ISBN-13: 9788860736017
  • Data pubblicazione: 12 Sep 09

10 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Che brava la mia Principessa :-)))
E' stata una sorpresa questa mattina trovare la sua intervista e ne sono felice perchè Raul è un autore che merita tantissimo e Corpi Freddi giustamente deve tributargli i giusti onori.
La sua dialettica e le sue conoscenze mi hanno affascinato particolarmente, è stato un grande onore averlo conosciuto personalmente!!!

Marta ha detto...

Questo autore mi incuriosisce tantissimo, dopo l'ottima intervista di Principessa, ancora di più.

Anonimo ha detto...

Intervista pulita, senza fronzoli e senza le solite smancerie.
Fabio Lotti

Anonimo ha detto...

Principessa, brava,domande azzeccate per Raul, che è molto accattivante e molto "urfido" ^_^
gracy

Anonimo ha detto...

Grazie principessa per questa ottima intervista.
Mi avete conquistata.
Un abbraccio fortissimo ;)
Barbara - Mrs Teapot

Anonimo ha detto...

Grazie per le domande intelligenti e originali!
Un bacio ecumenico
Raul M.

Lofi ha detto...

Complimenti a Principessa per la bellissima intervista. http://www.bohemienne.it/sakuntala/artemisia/gioele.jpg

Isabella Borghese ha detto...

bell'intervista, sì! e ricca soprattutto!
isabella

Principessa ha detto...

Grazie di cuore a tutti per i complimenti, conoscere Raul e leggere il suo libro è stato una delle belle cose del 2009.... Grazie!

Pietro Melis ha detto...

Questo Montanari si è permesso di insultarmi dall'alto della sua ignoranza perché gli scritto che non conosce l'uso del congiuntivo. Vorrei sapere se sia laureato in lettere antiche giacché in wikipedia sta scritto che ha fatto traduzioni dal greco (thieste) e dal latino (Seneca)ma non non risulta sia laureato.Nel mio blog dirò pubblicamente quanto valga costui nella sua pretesa di dare lezioni di scrittura creativa. E' uno che sa vendere la sua merce, storie senza pensiero buone per chi vuole fare letture che mandino il cervello in vacanza. Libri da spiaggia. Di cui il tempo farà giustizia.