mercoledì 14 ottobre 2009

Il rubino di fumo - Philip Pullman



Una Londra d'altri tempi con annesse e connesse le splendide ambientazioni tipiche del periodo Vittoriano. E già questo vale assolutamente il prezzo della lettura. La magia che si respira pagina dopo pagina si alterna all'intrigo del mistero e al ritmo dell'azione ben supportata dai colpi di scena. Viene etichettato come thriller ma secondo me possiede anche gli ingredienti della favola.
Non è un libro per soli ragazzi, sono sempre molto critico verso la categorizzazione univoca di un libro, perchè penso sia un'errore del nostro tempo quello di banalizzare ogni cosa. Questo è un libro per molti. E non deluderebbe neanche un lettore piu' pretenzioso.
Il gioiello del libro è in particolar modo la caratterizzazione dei personaggi, tutti molto ben familiarizzati, tutti magistralmente dipinti a tal punto che diventano degli amici per chi legge (che viene risucchiato cosi' bene e in profondità negli eventi da sembrare anch'esso pienamente partecipe).
Soprattutto Sally, è una ragazzina straordinaria, che non si puo' non ammirare e alla quale non si puo' non voler bene, coraggiosa, abile, scaltra, autonoma e pienissima di risorse, che rimane sempre al centro di ogni evento senza tuttavia rubare la scena agli altri (e questo è un grandissimo merito dell'autore, che non perde mai la "bussola" della storia).
Il sentimento che si scorge chiaramente nel libro è vivido, forte, e onnipresente. Il senso di unità legata all'amicizia che nasce e si rafforza, la nostalgia e la malinconia di un passato che si credeva di conoscere e invece non è cosi', la ricerca della verità, la determinazione con cui si vuole ricominciare una nuova vita.
Tutto questo in mezzo a minacce, delitti, pedinamenti, violenze, maltrattamenti. Accattivante, emozionante, pieno di vita, proprio come i suoi personaggi. Da applausi. Pullman non si smentisce mai.

Articolo di Andriy

Dettagli del libro
  • Autore: Pullman Philip
  • Editore: Salani
  • Genere: letteratura per ragazzi
  • Traduttore: Zannini M.
  • Pagine: 265
  • ISBN: 8884512301
  • ISBN-13: 9788884512307
  • Data pubblicazione: 2003

6 commenti:

Matteo ha detto...

E' una semi-variante del genere thriller. Nelle etichette sui vari siti compare "THRILLER" ma secondo me molto ad ampio respiro, perchè c'e' molto che è al di là del thriller secco, diretto, come viene unanimamente riconosciuto e conosciuto. E' un thriller ma al tempo stesso una storia piena e ricca di atmosfera, anche sentimentale, di alcuni personaggi ai quali, secondo me, è impossibile non affezionarsi. Non so a quanti, conoscendo i loro gusti in tema di thriller, possa e potrà piacere questa trilogia Pullmaniana ma secondo me a qualcuno certamente.

Lofi ha detto...

Grande Andriy. Questo genere di libri mi attira molto. Mi è piaciuto come lo hai descritto e ti quoto quando dici che la categorizzazione può portare a sottovalutare e/o a banalizzare piccoli tesori letterari.

Jimbose ha detto...

A me potrebbe piacere.
Visto che Pullman è noto soprattutto per la trilogia Queste oscure materie (La bussola d'oro, La lama sottile e Il cannocchiale d'ambra), anche in questo romanzo si trovano elementi del fantasy?

Matteo ha detto...

Si, Gian Mario. Fantasy un po' particolare. Non strettamente pero' nel significato del termine. Parlerei soprattutto di un'epoca cosi' splendida, con una vividissima descrizione della Londra dell'800, cosi' evocativa che sembrerebbe fantasy. Non so se mi son spiegato, perchè è molto difficile tradurre in parole chiare ed esplicative cio' che mi ha lasciato l'impianto immaginifico di questo libro. Difficile perchè mi ha coinvolto completamente e perchè rivivo ancora certi passaggi e certe descrizioni con ammirazione per un tempo e un luogo nel quale avrei voluto vivere. Se avessi una macchina del tempo...

Palazzo Lavarda ha detto...

Mmmm...la magia della Londra vittoriana: già questo mi attira molto. Pullman l'ho visto spesso in biblioteca, ma sempre negli scaffali 'per i ragazzi'. Però dopo questa sentitissima recensione, mi sa che potrei pure leggerlo.

Matteo ha detto...

Dimenticavo di dire una cosa: fa parte di una trilogia, che diventa bellissima se il primo libro piace e ci si sente coinvolti da personaggi e ambientazioni. Dopo il primo, se non piace, si puo' tranquillamente abbandonare la trilogia senza che vi sia un continuum vincolante con i successivi. Anche se inevitabilmente qualche legame c'e' tra un libro e l'altro, pero' non eccessivo.