mercoledì 23 settembre 2009

Il club Mefistofele - Tess Gerritsen



Diciamolo subito, a scanso di equivoci, siamo di fronte a un buon libro. Tess Gerritsen, scrittrice americana ha già pubblicato in Italia ben 10 libri, cinque medical thrirllers e cinque della serie con protagoniste la Detective Jane Rizzoli e l’anatomopatologa Maura Isles. Quest’ultima opera, la sesta della serie Rizzoli/Isles non ci nega nulla degli ingredienti classici di un thriller moderno: una storia gialla ben congegnata; dei personaggi ben delineati e pronti a sorprenderci; un ambientazione, una Boston congelata dal gelo invernale, che sa incutere il giusto timore; una spruzzatina di sesso fuori dai canoni e via dicendo.
Tutto ha inizio la sera della vigilia di Natale in una casa di Boston dove viene ritrovato il corpo smembrato di una giovane donna. Sulle pareti della casa, l’assassino ha lasciato degli strani segni e una scritta che fanno pensare a dei rituali satanici.
L’assassino prima di lasciare l’appartamento ha telefonato, senza trovarla, a una nota neuropsichiatria, Joyce O' Donnell, la psicologa nemica giurata di Jane Rizzoli, che si occupa di serial killer. Era a una riunione di un circolo molto particolare, il club Mefistofele, i cui soci si dedicano allo studio del male nelle sue varie manifestazioni. Credono che Satana esista e viva in mezzo a noi.
Gli omicidi si susseguono. Qualcuno ha deciso di stringere il cerchio intorno agli affiliati del club che cominciano a sentirsi in pericolo.
La Gerritsen sa come intrattenere il lettore. Ogni capitolo sa darci allo stesso tempo piccole rilevazioni per la ricerca del colpevole e alcune informazioni che possono portarci su false piste.
Il clima è sempre teso. Il satanismo, argomento inflazionato nei thriller odierni, è ben delineato nelle sue componenti storiche ed etiche. Il finale non delude riservandoci un colpo di scena ben architettato. Consigliato.

Articolo di Lofi

Dettagli del libro
  • Autore: Gerritsen Tess
  • Editore: Longanesi
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: La Gaja scienza
  • Pagine: 373
  • ISBN: 8830426768
  • ISBN-13: 9788830426764
  • Data pubblicazione: 14 May 09

9 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Bravissimo Lofi, recensione chiara e curata sotto tutti gli aspetti.
Adoro la Gerritsen, secondo me è una delle scrittrici americane più talentuose nel panorama del thriller contemporaneo.
Peccato che tante sue opere (soprattutto i medical) in Italia non siano mai state tradotte.
Direi che sarebbe pure il caso...che dite??

BodyCold ha detto...

io li sto collezionando un pò tutti i suoi libri anche perkè escono fortunatamente anche per la TEA dopo un pò :)

Palazzo Lavarda ha detto...

Io non ho ancora mai letto la Gerritsen, però la recensione di Lofi mi invoglia. Solo che iniziare un altro autore... Dopo so che vorrò leggere tutto di lei! Prima guardo se la biblioteca ha qualcosa, mi pare di sì, altrimenti mi dissanguo ;-) (in senso finanziario...)

DAscanifederica ha detto...

Uhmmmm, non lo so. Il titolo mi ispira (e chissà perché?!) però... boh, non lo so. Ne ho visti di più invoglianti qui sopra... Comunque complimenti per la recensione a Lofy, interessante è interessante!

Anonimo ha detto...

Riporto una parte del mio pezzo su "Il sangue dell'altra" di Tess Gerritsen, Longanesi 2007, che scrissi per la rubrica "Detective lady" in "Thriller Magazine" per darvi un'idea del personaggio principale.
"Vediamo questa detective Jane Rizzoli. Primo spunto pagina ventiquattro “Mara riconobbe Jane Rizzoli, detective della Omicidi. Ormai all’ottavo mese di gravidanza, la minuta Rizzoli sembrava una pera matura nel suo tailleur pantalone”. Tenace “Pur in stato avanzato di gravidanza, Rizzoli non era tipo da chiedere aiuto”. Suo marito Gabriel è partito per il montana con una squadra dell’FBI per una indagine. Lui tutto preciso, un po’ maniaco dell’ordine da ex marine, lei più disordinata. Guardandosi allo specchio non le piacciono le sue nuove sembianze. Soprattutto il viso troppo tondo e roseo. Dov’è la poliziotta capace di abbattere una porta con un calcio e di far fuori un delinquente? Riflette sul matrimonio “Due carriere, due persone ossessionate dal lavoro. Gabriel in giro, lei sola”. Ma questo lo sapeva fin dal principio. Qualche ricordo. Unica donna tra cadetti muscolosi. Tutti aspettavano che non reggesse di fronte ad un’autopsia. Ed invece era stata la più forte. Più avanti al capitolo dodicesimo altre informazioni: cresciuta nella cittadina di Revere con due fratelli a poca distanza dal centro di Boston, un sobborgo di operai. La sua famiglia ha avuto alti e bassi dal punto di vista economico. Quando ha dieci anni il padre perde il lavoro. Anche ora che riceve uno stipendio fisso non riesce a togliersi del tutto le insicurezze dell’infanzia. Riesce a compenetrarsi con gli altri. Capisce i problemi di Mara “l’ansia di conoscere le proprie origini, di sapere che non sei soltanto un ramoscello spezzato, ma il ramo di un albero ben radicato”. Ottima guidatrice “Jane Rizzoli guidava da bostoniana qual’era, con la mano pronta sul clacson, destreggiandosi abilmente con la sua Subaru tra le macchine parcheggiate in doppia fila mentre si dirigevano verso lo svincolo dell’autostrada”. Anche impaziente ed aggressiva nonostante la gravidanza. Ricorda l’episodio di Warren Hoyt che assaliva le donne nel proprio letto per tagliarle. Lei era stata il suo bersaglio finale ma l’aveva colpito e reso tetraplegico. Rimaste cicatrici da bisturi sui palmi delle mani. Anche lei ha le sue paure. Non abiterebbe mai in una casa isolata in mezzo ai boschi. Ricordo di un campeggio alle superiori “Non ho chiuso occhio”. Ad un certo momento la luce “Così le trova, pensò Jane. Nei parcheggi degli ambulatori. Donne incinte che vanno dal medico. Tagli velocemente la gomma e poi è solo questione di attendere. Segui la tua preda quando esce dal parcheggio e, quando si ferma, tu sei pronto, alle sue
spalle”. Momento di abbattimento “Dovrei essere a casa davanti al televisore, pensò, con i piedi gonfi sollevati. Questa non è vita per una madre. Non è vita per nessuno”. Per lei la verità “è raramente quella che le persone vogliono sentire”.
Finalmente una detective lady non separata o divorziata! Aspetta un bambino e, bene o male, si arrangia con suo marito. Detto questo le solite frasette in corsivo per i pensieri (francamente stancanti), l’idea dei gemelli (in questo caso sorelle) non propriamente originale. E tuttavia dopo un po’ questa ricerca esasperata dei genitori di Mara riesce a coinvolgere almeno in parte. Diciamo passabile".
Fabio Lotti

Lofi ha detto...

Ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto i complimenti.

Matteo ha detto...

Mi interessa da molto leggerla questa donna...ma non avendo propriamente due libri in croce in arretrato ho sempre rinviato. Ma vorrei iniziare da IL CHIRURGO. Complimenti Lofi per la belle rece.

Linda80 ha detto...

Io adoro la Gerritsen!!! A poco a poco sto cercando di reperire tutti i suoi libri, anche se alcuni sono un po' difficili da trovare...
Matteo vai col chirurgo, non te ne pentirai!!!

allanon ha detto...

Bravissimo Lofi: recensione perfetta sotto tutti i punti di vista. Quoto al 100% Martina. Anch'io quando scopro un autore vengo preso dalla fregola di leggere tutti i suoi libri e francamnete tra poco non avrò più posto in casa ..