mercoledì 21 marzo 2012

Omicidio allo specchio - Ryan David Jahn (TimeCrime 2012)


La mattina del giorno in cui Simon uccise un uomo per la, prima volta sembrò assolutamente normale.

Fin dalla notte dei tempi gli scrittori hanno subito il fascino del tema del doppio: da Stevenson a Stephen King (per rimanere nel genere) o da Pirandello a Wilde, tutti prima o poi sono trovati ad affrontare questo argomento, quasi fosse una sfida contro se stessi.
Col suo nuovo marchio TimeCrime, la casa editrice Fanucci ci ripropone un romanzo incentrato sulla doppia identità: Omicidio allo specchio firmato da Ryan David Jahn, un thriller sull’orlo del paranormale che racconta le vicissitudini di un uomo che una notte subisce un aggressione in casa propria per mano di un sosia. Nella colluttazione, il protagonista riesce ad avere la meglio sull’avversario, decidendo poi di scoprire il motivo per cui quell’uomo lo volesse morto.
Fin dal suo debutto pochi mesi fa, la nuova collana dedicata al thriller della Fanucci ci ha abituati a scelte particolari, spesso estreme e discutibili, che escono dai normali schemi della narrativa di genere, e Omicidio allo specchio conferma ancora una volta la strada intrapresa.
Il romanzo di Jahn è un thriller atipico che probabilmente farà storcere la bocca ai puristi e che spesso si va a infilare in vicoli ciechi fatti di righe e righe di descrizione. L’autore sembra soffrire della sindrome del voyeur, raccontando anche i minimi movimenti e le piccole azioni del protagonista ed è capace di sprecare una intera pagina per descrivere una stanza.

Dentro, la stazione era quasi vuota. Un inserviente stava spingendo avanti e indietro uno scopettone sul cemento rosso e nero. Aveva il viso scheletrico, gli zigomi larghi e sporgenti, le guance incavate come se le stesse risucchiando, occhi che sembravano due buchi neri, bocca spiovente a sinistra.

Il giudizio, quindi, deve essere per forza diviso in due: da un lato una storia comunque intrigante e coinvolgente che ci riserva un finale interessante e difficilmente prevedibile, dall’altro la costruzione di un’architettura fin troppo dettagliata che spesso travalica l’intreccio stesso. Il protagonista, Simon Johnson, è un classico trentenne alla Fight Club, totalmente succube della società in cui vive e schiavo di una vita monotona e contraddistinta dalla routine quotidiana casa-lavoro, e Jahn è bravo a farci entrare nella sua vita, anche nelle pieghe più nascoste del suo animo, alla ricerca non solo del motivo per cui qualcuno lo voleva morto, ma soprattutto a caccia del senso della sua vita.
Nonostante sul tema del doppio siano stati sprecati fiumi di inchiostro, Omicidio allo specchio dimostra che ancora si può declinare l’argomento in maniera originale, evitando di cadere nel già visto, ma il romanzo ne esce comunque fortemente penalizzato da uno stile maniacalmente descrittivo che smorza il ritmo e rallenta la storia.

Articolo di Marcello Gagliani Caputo

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Editore: Time Crime
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: Narrativa
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 247
  • Traduttore: C. Genovese
  • Codice EAN: 9788866880080

1 commento:

Anonimo ha detto...

Scusa Marcello intervengo per una riflessione. Sto leggendo il libro e mi pare che la sua lentezza sia funzionale al racconto come se ci si muovesse in un sogno, in una irrealtà. E serva pure, almeno all'inizio (non sono ancora a metà) a lasciare dentro di noi un senso di inquieta bruttezza e desolazione. Voglio dire che non mi pare buttata lì a casaccio. Poi, magari, andando avanti, mi romperà pure gli zibidei.
Fabio Lotti