sabato 11 febbraio 2012

The woman in black- Susan Hill (Polillo Ed. 2012)


Il terrore è una nebbia avvolgente come un sudario, una palude silenziosa, il gemito del vento, il gracchiare di orridi uccelli, uno scalpitio lontano, un fruscio di vesti… una donna in nero.

Al West End di Londra la sua versione teatrale è in scena da oltre ventitrè anni, sul grande schermo è un film interpretato da Daniel Radcliffe ed in libreria è tornata in una nuova edizione Polillo: è “The woman in black” (Polillo Editore, pag. 188 euro12,90) di Susan Hill.
La ghost story scritta nel 1983 e considerata un classico del romanzo gotico inglese è una storia “di persecuzione e di malvagità, di paura e turbamento, di orrore e tragedia”. Susan Hill, una delle scrittrici più famose del Regno Unito è autrice di quaranta opere e vincitrice del Whitbread Book Award e del Somerset Maugham Award, in “The woman in black” si rifà alla tradizione letteraria anglosassone di fine Ottocento, alla ghost story nata da quella gotic novel che, dal “Castello di Otranto” di Horace Walpole, fa diventare i tetri manieri, le desolate brughiere o le nebbiose paludi inglesi, i luoghi adatti per ambientare storie di fantasmi. Egregiamente narrate da Vernon Lee o Francis Marion Crawford le ghost stories si affermano ancora di più in America, culla dello Spiritismo, dove diventano un genere molto popolare con opere quali “L’incontro” di Henry James o “Fantasmi “ di Mary Freeman.
In “The woman in black”, una palude troppo silenziosa e a volte troppo rumorosa e una casa abbandonata “come una nave sul mare in balìa della tempesta” sono i luoghi del terrore per l’avvocato londinese Arthur Kipps che, a decenni di distanza e oramai felicemente sposato, la notte della vigilia di Natale ricorda quella spaventosa esperienza di gioventù che spera di rimuovere dalla memoria. Nella quiete di Monk’s Piece, un cottage “sulla sommità di un’altura di un centinaio di metri” Arthur ricorda un’altra casa, Eel Marsh House della defunta Alice Drablow in una remota regione dell’Inghilterra e cerca di esorcizzare raccontandolo quel fantasma, quel ricordo pauroso che lo perseguita. Incaricato dal suo principale, Mr Bentley, di recarsi al funerale di Mrs. Drablow di cui lo studio legale ha ereditato la cura degli affari e di passare in rassegna tutti i documenti e le carte utili. Dal viaggio in treno fino all’arrivo nella tetra casa attorniata dalle paludi, Arthur prova una serie di emozioni e momenti di puro terrore.
L’autrice si sofferma sulle descrizioni della natura e dei mutamenti atmosferici che divenendo veri e propri protagonisti della storia la caricano di quel pathos e di quel senso di attesa e di terrore che rendono “The woman in black” un autentico capolavoro del genere. Un’oscura presenza insegue Arthur che in compagnia della cagnetta Spider “un piccolo terrier robusto, dal pelo ruvido e macchiato e dagli occhi vivaci” decide di fermarsi a pernottare nell’isolata e lugubre Eel Marsh House. Inquietanti rumori terrorizzano Arthur, “si ripetevano in continuazione il nitrito terrorizzato del pony e il grido del bambino” mentre la cupa apparizione di una donna vestita di nero incombe su di lui. Impaurito ma allo stesso tempo attratto da quel mistero si fa coraggio e sceglie di scoprire l’orrore che avvolge Eel Marsh House, quella dimora “salda come un faro, isolata ed esposta, sopportando inverno dopo inverno, l’imperversare delle bufere, la pioggia battente, la grandine e il nevischio”.
I suoi ricordi si mischiano a quelli di un bambino in un’alternanza narrativa di flashback che tiene alta la tensione del racconto fino alla commovente e inquietante conclusione.


Articolo di Cristina Marra

Dettagli del libro

  • Titolo: The woman in black (La donna in nero)
  • Autore: Susan Hill
  • Traduttore: Marchetti O.
  • Editore: Polillo
  • Collana: Obladì obladà
  • Data di Pubblicazione: Febbraio 2012
  • ISBN: 8881544075
  • ISBN-13: 9788881544073
  • Pagine: 188
  • Formato: rilegato
  • Prezzo: € 12.90

2 commenti:

Gigistar ha detto...

Mi sfugge il motivo per il quale, ripubblicandolo, gli abbiano cambiato il titolo lasciando quello originale. Polillo lo pubblicò infatti anni fa come "La donna in nero", versione ancora facilmente reperibile. Boh?

Nuvola ha detto...

Ho letto questo libro diversi anni fa, ma non ricordo niente se non il titolo. Sono curiosa di vedere il film che a prima impressione sembra ben fatto.