venerdì 17 febbraio 2012

Betibù – Claudia Piñeiro (Feltrinelli 2012)


L'assassino è colui che rimane vivo

Come potrebbe essere vivere a La Maravillosa? Lo dice il nome stesso di questo Country Club esclusivo, dotato di ogni comfort, di campi da golf, residenti sofisticati in abiti approppriati, viali alberati e ville sontuose e lussuose. Ma anche di un sistema di sicurezza all'entrata e all'uscita (si si avete capito bene, anche all'uscita) che ha del surreale. Quindi è assolutamente inopportuno che proprio in un simile ambiente possano consumarsi degli omicidi. E invece capita; è capitato a Gloria Echague di morire con la gola tagliata (omicidio inizialmente fatto passare per incidente domestico) e dopo un paio di anni è capitato al marito di lei, Pedro Charazzeta, trovato dalla domestica con la gola tagliata e con il coltello in mano, seduto sulla sua poltrona in velluto verde con sotto il bicchiere scivolato dalle dita e l'ultimo whisky sparso sul pavimento. Charazzeta potrebbe essersi tolto la vita perchè l'accusa (per cui non è mai stato condannato) di aver ucciso sua moglie forse era fondata e lui non ha retto ai sensi di colpa, potrebbe, ma lui è troppo figlio di puttana per suicidarsi e poi quel taglio che finisce verso l'alto racconta un altra storia. Ed ecco che entrano in scena i nostri personaggi.
Prima su tutte, la fantastica Betibù (così chiamata per la somiglianza con Betty Boop), al secolo Nurit Iscar talentuosa e famosa scrittrice di romanzi gialli sulla via del declino dopo la pesante stroncatura del suo unico e ultimo romanzo d'amore pubblicato. Betibù viene ingaggiata dal direttore del El Tiburno, nonchè suo ex amante, Lorenzo Rinaldi per scrivere una cronaca romanzata dell'accaduto, direttamente da La Meravilliosa, dove dovrà trasferirsi, muoversi tra la gente, captare i commenti e creare. In questa sorta di indagine verrà involontariamente affiancata dal ragazzo della cronaca nera (verrà chiamato così per tutto il romanzo) inesperto sul campo ma internet-dipendente e il vecchio giornalista navigato Jaime Brena, tolto dalla cronaca nera per divergenze con il capo e relegato a scrivere articoli inutili su statistiche ridicole. I tre sono male assortiti ma si compensano e scopriranno che dietro a questa morte ce ne sono altre, apparentemente incidenti, che coinvolgono ex compagni di scuola di Charazzeta e che alla fine porteranno alla luce un passato mai dimenticato e mai vendicato.
Ho storto la bocca quando ho iniziato a leggere questo romanzo, detesto i dialoghi non virgolettati, mi deconcentrano devo rileggere più volte le frasi per capire “chi dice cosa a chi” ho anche pensato di interromperlo perchè mi stavo innervosendo, ma poi sono entrata nel “loop” e a quel punto è stato difficile staccarsene. Quindi se avete la mia stessa avversione, non demordete e soprattutto non mollate!
Dire chè è un thriller è riduttivo anche se in realtà di morti ammazzati e di indagini stiamo parlando, ma risalto viene dato soprattutto ai personaggi che sono veri, di grande spessore e indimenticabili, alle lezioni di giornalismo che il vecchio Brena dà al giovane della cronaca nera e a quelle su crimine che dà Betibù, all'amicizia che lega Betibù, Paula e Carmen: vera sincera e profonda, ai rapporti extra coniugali che sfiniscono e sfibrano. Che Claudia Piñeiro ci sapesse fare lo avevo già capito con Tua ma in Betibù oltre al ritmo e al particolare stile narrativo ho trovato un ironia tagliente che mi ha conquistata pagina dopo pagina. Leggendolo ho avuto più volte l'impressione di “vedere” più che leggere, come se avessi in mano la sceneggiatura di un film degno del miglior Almodovar. E detto questo penso proprio di essermi spiegata.

Articolo di Cristina "cristing" Di Bonaventura

Dettaglio del libro

  • Formato: Brossura
  • Editore: Feltrinelli
  • Anno di pubblicazione 2012
  • Collana: I narratori
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Betibú
  • Lingua originale: Spagnolo
  • Pagine: 304
  • Traduttore: P. Cacucci
  • Codice EAN: 9788807018848

1 commento:

Gianluca Andrini ha detto...

Ho acquistato il libro ieri, alla Mondadori di Lodi.
Ho dato solo una occhiata, ma questo romanzo mi ha conquistato a prima vista, in particolare grazie ad una intervista all'autrice.
Sto finendo un altro romanzo (Malombra), poi passerò a questo, senza riserve!