lunedì 29 novembre 2010

Il ragazzo con gli occhi blu – Joanne Harris (Garzanti 2010)


Provocare una reazione soltanto grazie alle parole è la vittoria più grande. E’ questa la ragione della mia fiction. Stimolare. Vedere quali reazioni riesco a raccogliere: amore e odio, approvazione e disprezzo, giudizi e rabbia, disperazione. Se posso farvi dare pugni all’aria, o sentire un po’ male, farvi piangere oppure venir voglia di essere violenti con me, o con altri, non è forse un privilegio? Insinuarmi dentro un’altra mente, farvi fare quello che voglio io…

Nigel, Brendan e Benjamin. Ovvero Nero, Marrone e Blu. Questi i nomi con cui tre fratelli sono stati ribattezzati dalla loro madre. Una donna ambiziosa e determinata, con una notevole forza di volontà e un grande desiderio, l’arrivo di un uomo che la portasse via da Red City. Ne arrivarono due di uomini e tre figli, a cui diede il nome di tre colori per un motivo molto pratico, dividere meglio i panni in lavatrice! Nigel/Nero è il più grande, complesso e aggressivo, Brenda/Marrone è il mezzano, introverso e un po’ ottuso e poi c’è Ben. Benjamin/Blu è il preferito della mamma, è il suo portafortuna, il più piccolo.
In realtà Blu è un bambino cattivo “con la stessa consapevolezza morbosa di non essere un bravo bambino, di essere corrotto in ogni cellula, e che, ancora peggio, a lui piaceva così…” La sua mente contorta e disturbata coltiva la segreta fantasia di uccidere sua madre. Di liberarsi una volta per tutte della sua presenza ingombrante, del suo profumo, delle sue vitamine…
Ma oggi Blu non è più un bambino. Ha quarant’anni, vive ancora con sua madre e ha un lavoro normalissimo. Non ha smesso di fantasticare però e le sue storie (reali o inventate chissà….)le condivide in un blog, Badguysrock, dove si fa chiamare blueeyedboy, socializzando con pochi fortunati eletti che lo osannano o lo criticano, ma che sono sempre li, a leggere le sue avventure.
Sorprendente è l’aggettivo che più si addice a questo secondo romanzo di Joanne Harris. Il ragazzo con gli occhi blu, edito in Italia da Garzanti non è il solito thriller. E’ un viaggio nella mente del protagonista. E’ un vivere insieme a lui storie e fantasie macabre e agghiaccianti. Leggendo i suoi post ci domandiamo se quello che scrive è vero o se blueeyedboy è solo una maschera che Benjamin usa per crearsi un’altra vita,un’altra identità.
Originale la scelta della scrittrice di farci conoscere la storia di Benjamin attraverso i post che lui scrive. La lettura non è sempre semplice, perché i pensieri di Benjamin sono spesso frammentati e creano confusione. Si passa da avvenimenti del presente a storie passate, disorientando il lettore e disturbando un po’, ma credo che sia una scelta di stile voluta. La stessa Harris paragona il libro ad un cubo di Rubik dove sembra di non avvicinarsi mai alla soluzione….

Articolo Marianna "Mari" De Rossi

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 457
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Blueeyedboy
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Garzanti Libri
  • Anno di pubblicazione 2010
  • Codice EAN: 9788811681861
  • Traduttore: L. Grandi 

12 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Mi sembra una scrittrice molto eclettica. Alcuni romanzi (come questo ad esempio) mi affascinano, altri sono un po' fuori dal mio genere preferito.
Però mi piacciono questi scrittori che non si fossilizzano ma cercano sempre nuove strade.
Brava Mari

BodyCold ha detto...

è anche una persona molto simpatica. ho avuto modo di intervistarla (intervista in questi giorni su CF) ed è molto affabile e sto romanzo è davvero bello!

Martina_PL ha detto...

Ho letto 2-3 libri della Harris: La scuola dei desideri mi era piaciuto abbastanza; Scarpe rosse, considerato il seguito di Chocolat se non erro, parecchio ma è 'fuori genere CF'.
Mi piacerebbe provare anche questo, ma dalla descrizione di Mari, questa madre mi sta già antipatica. Chiamare i figli per colore per comodità! Beh, se lo scopo della scrittrice è proprio quello, ci è riuscita bene.

BodyCold ha detto...

bho, un libro può anche star antipatico a pelle ma giudicarlo dal fatto che la madre da nomi dei colori ai figli mi pare eccessivo :P

Cristing ha detto...

Leggendo l'ottima analisi di Mari anche io ho provato a pelle antipatia per la madre ma come dice Enzo questo magari non pregiudica il libro. L'autrice non la conosco e tutto sommato non mi intriga neanche molto. Brava Mari, come sempre.

Martina_PL ha detto...

@Enzo: mi sta antipatica la madre, non il libro ;-) E poi il motivo non è tanto i colori ma il perché, cito da Mari: "dividere meglio i panni in lavatrice!" Poi forse, nella fretta non mi sono spiegata bene: può darsi che la scrittrice volesse proprio rendere antipatico questo personaggio (ce lo può dire Mari, se può esser vero...). In tal caso è stata brava nel riuscirci e questo non c'entra nulla col giudizio sul libro. Anzi, il giudizio potrebbe essere ancor più positivo sul libro, proprio per la bravura dell'autrice. Ma son tutte congetture, le mie, eh... Non giudico il libro senza averlo letto.

Mari ha detto...

@Martina: la madre è un personaggio importantissimo nel libro. Tutta la vita di Benjamin ruota intorno a lei e al rapporto che hanno. Non ha sicuramente un'influenza positiva nella vita del figlio ed è questo che la Harris ha voluto trasmettere, riuscendoci in pieno.
Come ho già detto altre, secondo me, sono le caratteristiche di questo libro. Anche se scritto benissimo è troppo lungo e in alcuni passaggi un po' caotico, non permette distrazioni!Comunquè l'idea del blog/diario è molto originale.

Mari ha detto...

Ehm scusa, ho scritto di corsa e da schifo...volevo dire che altre sono le caratteristiche negative del libro...

Martina_PL ha detto...

Grazie, Mari, per le spiegazioni. Hai confermato la mia idea. Era proprio quello che intendevo io: l'autrice intendeva dare una certa idea della madre e anche tu nella recensione sei riuscita a renderla come intendeva lei. Ho capito bene?

Mari ha detto...

@Martina: si, hai capito benissimo :-)

Carol ha detto...

Lo sto leggendo e mi prende da matti... Anche perchè il protagonista mi affascina incredibilmente e ho trovato la mia alter ego, anche se la odio! :D (Clair)

Anonimo ha detto...

Sinceramente non sono riuscita a seguirlo molto, fin da subito infatti non riuscivo bene a distinguere le varie parti, qual era la fantasia del protagonista e quale la sua realtà e anche il suo passato, che viene svelato a poco a poco, è fragile e complicato. tuttavia vi consiglio caldamente l'autrice, di cui ho letto quasi tutti gli altri libri con grande fervore.